A Sortino vince la condivisione della cultura. Le giornate FAI oltre il miele… arte e segreti.

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Sortino (Sr) – Le giornate FAI di Primavera 2018 hanno riscosso notevole interesse a Sortino. Merito di ciò è stato da una parte la scelta del percorso proposto, che ha dato modo di esplorare il territorio da prospettive diverse con l’apertura eccezionale di un luogo sacro; dall’altra la scelta dei ciceroni che hanno fatto da guida. A sperimentarsi sono stati gli alunni delle classi quinte di scuola primaria e delle classi terze di scuola secondaria di primo grado dell’Istituto “G. M. Columba”, che hanno accompagnato i visitatori spiegando con dovizia la storia e le curiosità di quanto si aveva di fronte. A loro si sono aggiunti alcuni alunni del Liceo "Corbino" ed "Einaudi" di Siracusa. Questa formula ha consentito di coniugare percorsi ludico-artistici a esperienze educative e formative per grandi e piccini, promuovendo momenti di condivisione per l’intera comunità.

Il percorso si articolava seguendo le seguenti tappe:

- la Chiesa Madre di S. Giovanni Evangelista. Edificata nel 1734, la Chiesa presenta una maestosa facciata in stile barocco, con tre nicchie contenenti le statue di S. Giovanni, Mosè ed Elia e un portone centrale affiancato da due coppie di colonne tortili. All’interno sono presenti opere del pittore Giuseppe Cristadoro e di Vito D’Anna, il pulpito in legno scolpito e decorato, l’organo opera di Donato del Piano di Napoli, il fonte battesimale e l’acquasantiera del 1556. Antistante la chiesa si nota un artistico sagrato di ciottoli di fiume bianchi e neri. In occasione delle giornate FAI è stata aperta la cripta della chiesa, una volta deputata alla conservazione dei defunti, indicata dai sortinesi come il luogo dei “parrini morti”, chiuso da più di quarant’anni;

- la Chiesa di S. Antonio Abate. La chiesa fu consacrata nel 1764 e presenta una facciata con tre aperture abbellite da cancelli in ferro battuto. L’interno è arricchito da pregevoli quadri e da un organo in legno decorato. La volta finemente affrescata porta la firma del pittore Cristadoro. Accanto alla chiesa il collegio di Maria, fondato nel 1761 allo scopo di educare e istruire le ragazze bisognose di assistenza, tutto in pietra calcarea di colore rosato si articola su tre piani ed ha finestre dotate di inferriate ricurve. All’interno un grande chiostro con al centro il pozzo per la raccolta dell’acqua piovana;

- la Chiesa di S.Sebastiano, costruita dopo il terremoto e completata nel 1720. L’unica navata dell’interno corrisponde alla facciata. Abbellita con stucchi, la chiesa adorna di grandi quadri, fu riccamente affrescata dal Cristadoro, nella volta è  narrato il giudizio e il martirio del Santo; 

- la Chiesa di Montevergine. Anno di costruzione1757-1779, vero gioiello di architettura barocca è contigua al Monastero di Montevergine. La facciata, alta e armoniosa, presenta un movimento concavo convesso. La Chiesa fu affrescata dal pittore Sebastiano Monaco. Il pavimento in piastrelle di Valenza, raffigura la “Pesca miracolosa”. Oggi il monastero ospita 12 suore. È rimasta un’unica benedettina con l’abito bianco e nero, le restanti sono tutte Adoratrici perpetue del Santissimo Sacramento, provenienti dal Messico e dal Brasile e portano un abito rosso e bianco.

- il Convento Cappuccini. Posto sulla parte più alta della vecchia Sortino, il convento dei Padri Cappuccini risale al 1556. Con il terremoto del 1693 gran parte della costruzione andò distrutta. Il convento fu costruito attorno a quello già esistente grazie al contributo della famiglia Gaetani, Marchesi di Sortino; la chiesa fu ricostruita e completata nel 1748. All’interno della chiesa, di pregevole fattura, è l’altare maggiore, opera del frate Angelo Mazzarino, costituito da piccoli gradini intarsiati con legni pregiati quali l’albicocco, la rosa, radici di fico d’India, madreperla, avorio  e tartaruga. Annesso alla chiesa il convento dei frati con uno spazioso atrio di forma quadrata pavimentato con ciottoli dove si affacciano le celle dei frati (quaranta). Il chiostro è arricchito da preziose meridiane. Sede del noviziato dal 1764 dopo la soppressione degli ordini religiosi fu uno dei primi ad essere riaperto, per questo accolse fra le sue mura i novizi di Bari e Napoli. Grazie alla sua nutritissima biblioteca e alla presenza di eminenti studiosi è stato centro di teologia. Il fondo librario è formato da alcuni incunaboli, circa 200 cinquecentine, alcune migliaia di libri del XVlll secolo e molti altri libri dei nostri giorni. Grazie al lavoro del professore Luigi Ingaliso e a un gruppo di volontari da lui diretti è la prima biblioteca cappuccina ad essere digitalizzata. 

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