“ABSTRACTA - da Balla alla Street Art”: un secolo di pittura per la prima volta al Museo Gagliardi di Noto

SIRACUSA - È stata inaugurata il 16 giugno scorso presso il nuovo spazio espositivo del Museo Gagliardi di Noto, la mostra “ABSTRACTA - da Balla alla Street Art”, esposizione che racchiude in sé più di 100 anni di pittura astratta italiana. La mostra, curata da Giuseppe Stagnitta, Giancarlo Carpi e Raffaella Bozzini e patrocinata dal Comune di Noto, è inserita all’interno della programmazione del prestigioso Festival di Arte Pubblica “Emergence” che documenta il percorso innovativo dell’astrattismo italiano dai precursori futuristi agli ultimi esperimenti di street art dei più significativi artisti italiani contemporanei. Inoltre, la mostra è inserita anche fra i Grandi Eventi della Regione Sicilia e con i suoi oltre 70 lavori, provenienti da fondazioni, archivi e importanti collezioni private, rappresenta un unicum straordinario. 

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L’astrattismo in ambito italiano nasce con i primi esperimenti di Giacomo Balla realizzati per studiare i rapporti tra i colori e la luce, una serie di studi denominati "compenetrazioni iridescenti". L’esposizione, partendo dalle sperimentazioni di Balla, sviluppa un secondo momento centrale nella riscoperta in Italia dell’astrattismo balliano alla fine degli anni Quaranta, che influenzò i principali gruppi sperimentali dell’epoca portandoli verso quella direzione di ricerca, come nell'arte di Piero Dorazio. In dialogo con la linea principale tracciata dalla mostra, sarà inserito il lavoro di Lucio Fontana, sia in direzione retrospettiva, legandolo alle ricerche sullo spazio e il superamento del confine della cornice inaugurate da Balla e Depero con il Manifesto Ricostruzione Futurista dell’Universo (1915), sia in direzione dell’attualità nella ricerca sullo spazio e nello spazio degli street artist, anche attraverso il riferimento storiografico all’esperienza sperimentale della plastica murale futurista degli anni Trenta. 

Il percorso storico che racconta l’evoluzione dell’astrattismo italiano arriva ad oggi con l’arte che va in strada diventando di tutti, nel tentativo di una democratizzazione dell’esperienza artistica: la Street Art. Superare i luoghi che vivono il gioco perverso dell’economia e della finanza nell’arte e per l’arte, come i Musei e le Gallerie, è la regola di questi artisti per creare un filo diretto tra creazione artistica e fruizione che sia senza compromessi. L’arte diventa popolare, non più in mano all’ambiente colto e soprattutto al mercato dell’arte, ma arte di e per tutti, che rivendica le strade e le piazze per una democratizzazione della cultura. Nasce così la Street Art, come definizione comunemente utilizzata, per inquadrare tutte le manifestazioni artistiche compiute in spazi pubblici. A differenza del writer, lo street artist non vuole imporre il suo nome, ma intende dare vita ad un processo creativo che si contestualizzi nello spazio che lo circonda, creando un impatto e interagendo con un pubblico diversificato, che diviene inconsapevole spettatore di un’opera d’arte. Col tempo, nasce e si evolve un numeroso gruppo di street artists, che apparentemente contraddice la concezione pop dell’arte di strada fatta di un’iconografia semplice che sia leggibile da tutti, il quale lavora utilizzando un linguaggio astratto e inizia a giocare con l’architettura delle città coinvolgendola nell’opera. La mostra affronta questa nuova situazione storica, anche tramite una campionatura degli stilemi astratti storicizzati per attuare un confronto stilistico con opere che, di fatto, vogliono proporsi anche negli spazi museali e galleristici, esprimendo così uno spostamento concettuale rispetto alla loro collocazione originaria, riattivando così la dialettica tra museo e strada.  

L’esposizione propone al visitatore un excursus, partendo con i primi esperimenti di Giacomo Balla, per passare poi all’astrattismo analogico dello stesso Balla, di Fortunato Depero, Julius Evola e di Enrico Prampolini e Gerardo Dottori, fino alle sperimentazioni di Prampolini in chiave di idealismo cosmico degli anni ’30 del ‘900. A seguire gli altri artisti, come Carla Badiali, Fausto Melotti, Mario Radice, Manlio Rho, Atanasio Soldati e Luigi Veronesi, i quali descrissero l’elaborazione astratta intorno alle teorie di Kn (firma di Carlo Belli) che andavano in voga tra Milano e Como. Dal complesso clima dell’immediato dopoguerra si giunge fino agli anni Cinquanta, procedendo per decenni ed intersecando gli esponenti dei due principali gruppi astrattisti dell’epoca, Forma e MAC, tra i quali menzioniamo Carla Accardi, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Antonio Sanfilippo, per il primo gruppo mentre per il secondo ricordiamo Gianni Bertini, Annibale Biglione, Enrico Bordoni, Jean Leppien, Mario Nigro, Bruna Pecciarini, Regina, con la produzione coeva di alcuni astrattisti fondatori dell’Art Club tra i quali Enrico Prampolini e Joseph Jarema, fino ad alcuni esponenti dello Spazialismo, come Lucio Fontana e Roberto Crippa, e alle espressioni di artisti di ascendenza figurativa come Corrado Cagli e Quirino Ruggeri e a Giuseppe Capogrossi, principale esponente di Origine. Nella parte dedicata agli anni Sessanta, vengono delineate le ulteriori proposizioni astrattiste del Gruppo 1, composto da Gastone Biggi e Achille Pace, fino alle esperienze dell’arte cinetica e ottica, che va da Getulio Alviani ad Alberto Biasi a Grazia Varisco. Tra Sessanta e Settanta, la mostra presenta anche le declinazioni di pittura analitica o radical painting di Claudio Verna, Paolo Cotani e Marcia Hafif e l’astrazione fenomenica di Michele Cossyro. Come ponte che unisce l’astrattismo del ‘900 alla street-art contemporanea troviamo all’interno della mostra l’astrattismo post-pop di Davide Nido, Roberto Pan, Alberto Parres e Veronica Montanino, fino a giungere agli ultimi esperimenti di astrattismo nella street-art con 108, GUE’, CT, Etnik, Moneyless, 2501, Sten Lex, Alberonero, Ligama, Tellas e Bros. Infine, un focus particolare verrà posto sul rapporto tra astrazione e spazio, tra Balla e Fontana e l’attuale street-art astratta. 

L’esposizione si terrà presso il Museo Gagliardi di Noto, nei locali di Palazzo Trigona in Via Cavour 91, fino al 30 settembre 2018, con i seguenti giorni ed orari di visita: 

  • dal lunedì al venerdì 11,00/21,00;
  • sabato, domenica e festivi 11,00/23,00.

Costo del biglietto intero 7 euro e ridotto 5 euro.

Per tutte le info e le prenotazioni: 3382777142 – info@emergencefestival.com 

Sito: www.emergencefestival.com

 

Francesca Brancato

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