LA REGIONE SICILIANA CELEBRA L’8 MARZO E TUTTE LE DONNE

Costanza d'Altavilla Stupor Mundi codice Chigi

In Sicilia di donne forti e degne di nota ce ne sono sempre state, sin dalle origini della nostra storia, non solo territoriale. Come ad esempio quelle siracusane che nel 250 a.C. tagliarono le loro lunghe trecce, con le quali poi vennero costruiti gli archi che sconfissero i Cartaginesi; siciliana era Costanza D’Altavilla e di Svevia, madre del celebre Federico II; siciliane anche due femministe ante litteram, Genoveffa Basso e suor Dorotea Bellini, che, nella prima metà del ‘700 per prime nei loro scritti, parlarono di pari opportunità. Degne di nota anche le rivoluzionarie siciliane che combatterono in prima persona durante il Risorgimento, come la leggendaria Peppa ‘a Cannunera, che a Catania fece piazzare un cannone in posizione strategica alle spalle dei Bobrbonici e accese personalmente la miccia, sbaragliandoli. Siciliana la prima donna ad aver divorziato in Italia, la Baronessa catanese Maria Paternò, ma anche la prima donna ad aver indossato i pantaloni in Europa, Massara Francisca. La Sicilia annovera donne indomite, come Maria Occhipinti, che, al quinto mese di gravidanza, ebbe l’ardire di sdraiarsi davanti alle ruote di un autocarro, per impedire la partenza delle giovani reclute ragusane per il fronte. Era il 1945. Siciliane e degne di nota anche la prima presidente della Repubblica e le prime donne sindaco di un capoluogo: Ottavia Penna Buscemi, Elda Pucci e Anna De Maria. Siciliana e coraggiosa Franca Viola, che, nel 1965, si rifiutò di sposare il giovane mafioso che l’aveva rapita e stuprata, opponendosi insieme al padre perché il matrimonio riparatore non fosse più la toppa atta a nascondere una violenza. Coraggiose le donne siciliane, come Livia De Stefani, la scrittrice che per prima denunciò il potere mafioso, facendo nomi e cognomi di tutti i collusi, o come Giovanna Rampolla, Francesca Serio, Felicia Impastato, Saveria Antiochia, Michela Buscemi, Piera Lo Verso, Rita Atria, Giovanna Giaconia, Rita Borsellino, Sonia Alfano e Maria Falcone, che ogni giorno ci ricordano che la legalità è un diritto e un dovere di tutti e la paura è l’unico nemico che dobbiamo temere. Premio Nobel per la Pace la siciliana Giusi Nicolini, ex sindaco di Lampedusa e Linosa, che, dopo il naufragio del 3 ottobre del 2013, nel suo discorso ai vertici del Parlamento Europeo, ricordò a tutti che la politica delle leggi e dei porti chiusi non basta per affrontare al meglio la grande emergenza umanitaria che investe i nostri mari da troppi anni ormai.

Mosaici di Piazza Armerina Regione Sicilia

Per celebrare queste e tutte le altre donne di Sicilia, la Regione ha indetto un’iniziativa valida oggi, 8 marzo, che prevede l’ingresso libero in tutti i siti culturali dell’Isola. Per l’occasione, il competente assessorato ha organizzato anche mostre, visite guidate, eventi e iniziative a tema, mirati a sottolineare il rilievo culturale di questa celebrazione.

«Quello della violenza sulle donne - sottolinea il presidente della Regione Nello Musumeci - è un tema sul quale il mio governo non si vuole ricordare solo l’8 marzo, come se fosse solo un obbligo di calendario. Ecco perché, al di là delle iniziative messe in campo per questa giornata, abbiamo nel corso delle scorse settimane, attraverso l’assessorato alla Famiglia, finanziato trentuno nuovi sportelli d’ascolto per vittime di violenza e ventisei “Borse-lavoro”. L'idea è quella di creare, da un lato, una rete capillare in tutta l'Isola per aiutare tantissime donne a compiere un gesto, quello della denuncia, al quale troppo spesso rinunciano proprio per mancanza di strutture adeguate, in grado di raccogliere il loro profondo disagio e, dall'altro, favorire il loro inserimento occupazionale in enti socio-assistenziali dell'Isola. Un'opportunità con l'obiettivo di sostenere un percorso mirato alla loro autonomia economica».

Tra gli eventi in programma segnaliamo: 

  • quello del Museo di Messina, con l’iniziativa "Posto occupato", progetto nazionale dedicato alle vittime della violenza di genere. Davanti al dipinto "La strage degli innocenti", del messinese Alonzo Rodriguez, verrà riservato un "posto occupato" per portare all'attenzione dei visitatori gli episodi di violenza proprio davanti a un prezioso quadro che descrive il fatto evangelico narrato dal pittore, dove una donna arriva fino all'estremo sacrificio per proteggere i propri figli;

  • presso Palazzo Abatellis, a Palermo, è in programma un evento che parla di restauro e di restauratrici, dove una scultura del Rinascimento verrà presentata al pubblico dopo il restauro; 

  • al Museo Paolo Orsi di Siracusa si terrà la manifestazione "Profili di donna", letture drammatizzate a cura dell'Accademia d'arte del dramma antico;

  • la Soprintendenza di Catania organizza, invece, "La donna nell'arte. Le arti per le donne", un momento per ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche, ma anche le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono oggetto in tutte le parti del mondo;

  • Sempre a Palermo, il Museo Salinas proporrà le giornate di studi "L'archeologia delle donne in Italia dal XX secolo al futuro", una serie di tavoli tematici dedicati alle donne in archeologia.

«Anche queste iniziative, assieme all’ingresso gratuito la prima domenica del mese e l’istituzione della tessera di fidelizzazione dei musei - dichiara l’assessore dei Beni culturali Sebastiano Tusa - costituiscono parte della campagna di sensibilizzazione messa in atto dal mio assessorato. Parlare di donne sotto la lente dell’arte, rappresenta la cifra dell’attenzione che la Regione Siciliana riserva al mondo femminile in questo particolare momento di recrudescenza del fenomeno della violenza. I fatti di cronaca ci ricordano che siamo ancora lontani dal superamento di una questione del nostro tempo che sembra gettarci indietro verso il baratro dell’inciviltà. Il governo Musumeci vuole, con queste sue iniziative, dare senso e visibilità all’apporto della cultura per vincere una battaglia che deve vedere tutti i siciliani partecipi e protagonisti».


Francesca Brancato

©riproduzione riservata