La Sicilia come set cinematografico moderno, ancora troppo legato ai classici stereotipi o c’è qualcosa di nuovo che emerge?

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Fin dagli inizi del ventesimo secolo la Sicilia e i suoi territori sono legati a doppio filo al cinema moderno. Dai primi film in bianco e nero di Angelo Musco, passando per i lavori di Luchino Visconti, fino ad arrivare a opere recenti come Baaria, sono centinaia le pellicole girate con l'isola come set naturale. Ma qual è l'immagine della Sicilia che emerge da questi indimenticabili capolavori? E come si è evoluta nel corso degli anni?

Il primo regista a portare sullo schermo questa meravigliosa terra, i suoi paesaggi suggestivi e le sue contraddizioni, fu l'indimenticato Luchino Visconti. Due le pellicole che hanno mostrato la Sicilia a milioni di spettatori in tutto il mondo: “La Terra Trema”, libera interpretazione del romanzo del 1947 “I Malavoglia” di Verga e il “Gattopardo”, tratto dall'omonimo testo di Tomasi di Lampedusa e interpretato da stelle della settima arte come Claudia Cardinale, Alain Delon e Burt Lancaster.

Quello tra letteratura, cinema e Sicilia è un rapporto che ha caratterizzato per molto tempo le produzioni cinematografiche. Basti pensare ai film tratti dalle opere di Leonardo Sciascia, Luigi Pirandello, Ercole Parri e Vitalino Brancati.

Una prima fase che termina intorno agli anni '60 del novecento e che ne apre un'altra, quella legata agli stereotipi e alle produzioni incentrate su temi complessi come la malavita organizzata. Un esempio su tutti quello de “La Piovra”, fiction seguita da milioni di italiani con il magistrale Michele Placido nel ruolo del commissario Corrado Cattani.

Prima della fortunata serie degli anni '80 furono molti i capolavori realizzati con l'isola come set. Pier Paolo Pasolini girò proprio in Sicilia tre delle sue opere principali, “Il Vangelo secondo Matteo”, “Teorema”, e “I racconti di Canterbury”. Tre capisaldi del cinema italiano a cui si aggiunsero capolavori come “L’avventura” di Michelangelo Antonioni, ambientata tra Noto e le Isole Eolie, e “Divorzio all’italiana”, girato a cavallo tra Adrano, Catania, Ispica e Ragusa Ibla.

Il decennio d'oro fu quello degli anni settanta. Anni in cui la Sicilia si aprì alle produzioni internazionali. Francis Ford Coppola girò proprio nei dintorni di Catania e Messina due episodi de “Il padrino”, pellicole che permisero a Marlon Brando, già protagonista di film cult come Bulli e Pupe, di vincere il secondo Oscar come Miglior attore protagonista.

Quella Messina in cui sono stati girati anche “Stromboli (Terra di Dio)”, capolavoro di Roberto Rossellini con Ingrid Bergman e “Malèna” (2000) di Giuseppe Tornatore. Proprio Tornatore ha scelto la sua terra natale come set ideale di molti suoi film: da “Nuovo Cinema Paradiso”, film che gli valse l'Oscar del 1990, passando per “L'uomo delle stelle del 1996” fino ad arrivare al recente “Baarìa” del 2009.

Nelle zone di Palermo, infine, vanno ricordati alcuni dei film che hanno consacrato Roberto Benigni:  “Il piccolo diavolo” del 1988 e “Johnny Stecchino” del 1991.

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Sicilia terra di cinema e anche di attori. Sono infatti originari dell'isola più grande d'Italia icone internazionali come Frank Capra, Michael Cimino e Vincent Schiavelli e attori che hanno scritto la storia della nostra cultura come Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Leo Gullotta, Maria Grazie Cucinotta, Luigi Lo Cascio, Beppe Fiorello, Ficarra e Picone.

Attori che negli ultimi anni hanno contribuito a cambiare l'immagine stereotipata della Sicilia e a far cadere i luoghi comuni dando nuovo respiro a un'arte che si sta sganciando faticosamente dagli schemi del passato. 

In quest'opera di modernizzazione una spinta importante arriva anche da un gruppo di giovani registi che sta iniziando a far parlare di sé a livello nazionale e internazionale. Due nomi su tutti quelli di Piero Messina e Francesco Calogero, nel 2016 autori di due film candidati alla 70esima edizione dei Nastri d’argento. I lungometraggi, rispettivamente intitolati “L'attesa” e “Seconda Primavera” sono entrati nelle cinquine per la categoria “registi” e in quella per “miglior soggetto originale e sceneggiatura”. Ma soprattutto sono stati entrambi cofinanziati dall’Assessorato regionale al Turismo attraverso la Sicilia Film Commission. Un aspetto che sottolinea con forza anche l'impegno delle istituzioni per sottrarre questo meraviglioso territorio alle “catene culturali” che l'hanno ingabbiato per troppi anni.



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Generation2Generation - Il futuro a Siracusa

SIRACUSA - Dal 22 al 24 novembre 2018, venti aziende familiari parteciperanno, dopo accurata selezione, alla prima edizione di Generation2Generation, il primo percorso formativo organizzato da Ortygia Business School in collaborazione con SACE SIMEST e ICE, dedicato ad accompagnare le family business nella sfida ai mercati globali e al mercato contemporaneo, in continua evoluzione.

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Il percorso formativo che prende il via oggi, si svolgerà presso la sede dell’Ortygia Business School, sita in Via Roma 124 a Siracusa, in tre giornate. I partecipanti sono i membri delle famiglie proprietarie di aziende provenienti da quattro regioni del Mezzogiorno: Sicilia, Campania, Calabria, Puglia. Il settore maggiormente rappresentato è quello legato all’agroalimentare (30%), seguito da oli&gas, siderurgico e metalmeccanico (15%), manifatturiero (5), geologico, meccanico, tessile e abbigliamento, chimica/farmaceutica, recycling, infrastrutture ed infine plastica. Siracusa è la provincia più rappresentata, con il 25% dei partecipanti, a seguire Catania, Napoli, Palermo e Cosenza.

Varia è la dimensione occupazionale delle aziende coinvolte: circa il 30% ha più di 50 dipendenti, la metà tra i 10 e i 49 dipendenti; il 40% delle aziende produce un fatturato tra i 3 e i 5 milioni di euro, il 40% arriva fino ai 15 milioni e il 20% oltrepassa questa soglia. Varia anche la quota di export: per il 50% dei partecipanti si aggira intorno al 30% del fatturato, gli altri si attestano tra il 15 e il 30%. 

Il percorso formativo vedrà alternarsi esperti e coach e comprende lezioni e workshop su leadership, passaggio generazionale, evoluzione dei modelli di management e internazionalizzazione sui mercati globali.

“Dal leader assoluto al leader autentico, dall’intelligenza del singolo all’intelligenza collettiva, dalla forza forte alla forza abile.  Generation to Generation è un laboratorio di innovazione per una nuova leadership a supporto delle sfide del futuro” dichiara Massimiliano Saccarelli, Coach e docente del corso formativo. La partecipazione agli incontri è aperta a un membro per ciascun gruppo familiare/imprenditoriale ed è gratuita. Le richieste di partecipazione a questa prima edizione sono state molto numerose, tanto da stimolare Ortygia Business School a mettere in programmazione una seconda edizione del corso, che potrebbe svolgersi nei prossimi mesi.

Ortygia Business School unisce la prospettiva internazionale e il prestigio di una scuola superiore con le conoscenze e le connessioni locali di un'istituzione le cui radici affondano nell'economia del Mediterraneo. La scuola progetta, organizza e coordina programmi educativi di altissima qualità, tenuti da docenti delle migliori università internazionali. OBS si occupa dei temi legati all’economia, alla leadership, alle dinamiche geopolitiche e alla comunicazione e gestione d’azienda. La missione della scuola è promuovere la cooperazione economica e lo sviluppo tra i paesi del Mediterraneo.

Per tutte le info visitate www.ortygiabs.org 


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32° edizione Premio Letterario Internazionale "Nino Martoglio"

CATANIA - Si svolgerà sabato 24 novembre, con inizio alle ore 17.30, presso il Teatro Comunale di Belpasso, presentato dalla giornalista Flaminia Belfiore e con la partecipazione dell’attore Agostino Zumbo, la cerimonia di consegna della XXXII Edizione del Premio Letterario Internazionale “Nino Martoglio”, organizzato dal Circolo Athena con la consulenza scientifica dell’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano e la collaborazione del Comune di Belpasso. Presieduta da Sarah Zappulla Muscarà (Università di Catania) e composta da Anna Maria Paternò (presidente del Circolo Athena), Daniele Motta, (sindaco del Comune di Belpasso), Vicente Gonzalez Martin (Università di Salamanca, Spagna), Domenico Tempio (editorialista de “La Sicilia”), la giuria ha assegnato il Premio Martoglio nelle seguenti sezioni: 

  • Letteratura: Alba Donati per la raccolta di poesie Tu, paesaggio dell’infanzia (La nave di Teseo, 2018); 

  • Giornalismo: Loretta Cavaricci ed Elena Anticoli De Curtis per il volume A Napoli con Totò (Giulio Perrone Editore, 2018); 

  • Athena”: Manuela Ventura; 

  • sezione Sul filo della Memoria: Giovanni D’Angelo per il volume di memorie Catania 1945-1963. Quella fervida attesa di futuro (Maimone Editore, 2018); Gloriana Orlando e Mariella Bonasera per il romanzo Il filo del tempo (Algra Editore, 2018); Luigi Nicolosi per il romanzo L’utopia dei piccoli fuochi (Euno Edizioni, 2018); 

  • Premio per il Teatro nel Centenario della “Compagnia Mediterranea”: Miko Magistro.

Giunta alla sua trentaduesima edizione, la manifestazione quest’anno si arricchisce di una nuova sezione denominata “Sul Filo della Memoria” in cui vengono premiate opere che, ripercorrendo la storia del passato, fondano sul valore della memoria la conoscenza del presente e la progettazione del futuro. Riservato a “scrittori, artisti, giornalisti e personalità che attraverso le loro opere diffondono la cultura nella nostra isola”, il Premio Martoglio intende promuovere la crescita culturale delle nuove generazioni attraverso la diffusione del libro e il confronto con le più alte testimonianze del nostro tempo. 

Dedicato al genio poliedrico di Nino Martoglio, illustre protagonista della straordinaria stagione culturale del Novecento, il Premio si richiama fortemente all’identità storica della Sicilia e alla sua millenaria vocazione di terra di mescolanza e di accoglienza nell’area del Mediterraneo.

Nel panorama dei premi letterari, il Martoglio si distingue per l’originalità della formula: pensato per promuovere il libro e la lettura, esso non si esaurisce nella cerimonia di consegna, ma esercita costantemente la funzione di osservatorio delle tendenze e delle proposte culturali della contemporaneità. L’unicità del Martoglio consiste nella disponibilità dei premiati a destinare la somma ricevuta nell’acquisto di libri che vengono sorteggiati tra il pubblico durante la manifestazione. I numerosi volumi distribuiti danno l’opportunità di approfondire la conoscenza dei premiati, sollecitando un dialogo ideale con scrittori ed intellettuali attraverso la lettura delle loro opere. 

Tra i premiati delle passate edizioni che arricchiscono il prestigioso Albo d’Oro del Premio, compaiono, tra gli altri: Gesualdo Bufalino, Giuseppe Bonaviri, Andrea Camilleri, Silvana Grasso, Simonetta Agnello Hornby, Turi Ferro, Leo Gullotta, Maurizio Scaparro, Vincenzo Pirrotta, Paolo Mieli, Marcello Sorgi, Francesco Merlo, Massimo Gramellini, Vittorio Sgarbi, Giuseppina Torregrossa, Paolo Di Paolo, Roberto Alajmo, Pietro Melati, Gene Gnocchi, Moni Ovadia.


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San Martino Puppet Fest a Siracusa

SIRACUSA - Si è tenuta oggi, 29 ottobre, alla presenza del Sindaco di Siracusa Francesco Italia, dell’assessore alle “Bellezze” di Siracusa, la conferenza stampa indetta dal Teatro dei Pupi di Siracusa per la presentazione dell’evento “San Martino Puppet Fest”. L’idea di un festival che unisse la tradizione pupara, alle maestranze di tutta Italia e non solo, è nei progetti dei fratelli Mauceri da più di tre anni. 

Dopo la fondazione, nel 1999, dell’attuale associazione “La compagnia dei pupari Vaccaro-Mauceri” e alcuni anni di inattività, la tradizione pupara Siracusa ha vissuto un momento di rinascita con la creazione del Museo dei pupi, in via della Giudecca nel cuore di Ortigia, e del Teatro Alfeo, nuovo baluardo dell’attività pupara e non solo. La fondazione del Teatro Alfeo nasce dalla volontà dei f.lli Mauceri di Sare alla città una tradizione pupara e teatrale allo stesso tempo. Uno spazio culturale per Siracusa, che unisca al suo interno diverse attività culturali, per divenire uno spazio aperto ai cittadini. Sarà proprio quest’ultimo, infatti, a fare da contenitore al prossimo evento organizzato dall’associazione: un grande festival che celebri l’arte marionettistica, siracusana ed internazionale, unita a quello che oggi è definito teatro di figura. 

L’evento si svolgerà dall’1 all’11 novembre 2018 a Siracusa e coinvolgerà cittadini e turisti in un periodo dell’anno nel quale, di solito, il turismo nella nostra città riceve una battuta d’arresto. I f.lli Mauceri propongono due settimane di attività, sotto la direzione scientifica del maestro Albert Bagno, burattinaio e ricercatore, e in collaborazione con il Comune di Siracusa, durante le quali si alterneranno sfilate, spettacoli di teatro di figura, visite guidate e molto altro. I momenti più alti del festival saranno la prima e l’ultima giornata, durante le quali si svolgeranno, rispettivamente, una parata che coinvolgerà il centro storico della città e uno spettacolo di arti di strada e musica medievale per festeggiare S. Martino a chiusura del festival. Il mese di novembre diventa quindi il mese dedicato al Teatro di figura e d’immagine. Il festival lega le due festività cristiane che caratterizzano lo, ovvero la “festa dei morti” e la “festa di San Martino”, Santo a cui il festival è dedicato per la sua connotazione sia sociale che culturale.

Giovedì 1 novembre si terrà la parata d’apertura, che dalle ore 15.00 partirà dal Foro Siracusano, presso i Villini, che sarà anche sede del mercatino organizzato per la festività dei morti. Il serpentone di pupi, burattini e marionette invaderà le strade del centro storico siracusano, accompagnato dalla Banda Municipale di Siracusa e dallo spettacolo itinerante della Compagnia degli Sbuffi. Mentre, domenica 11 novembre, si svolgerà la serata di chiusura presso il Teatro Alfeo, dalle ore 17.00 in poi, con numeri di giocolerai, saltimbanchi e musica medievale. 

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Nei primi 10 mesi di attività nell’anno 2018, tra Museo dei pupi e Teatro Alfeo, si sono registrati circa 20.000 ingressi, divisi tra cittadini e turisti. Numeri importanti, considerando la recente apertura delle due strutture. Contestualmente, il teatro ospiterà anche l’edizione 2018 del Festival della filosofia in Magna Grecia, che si terrà a Siracusa dal 7 al 10 novembre, ed ospiterà studenti provenienti da tutta Italia. 

Ha affermato l’assessore Granata: “Noi vogliamo che questo festival sia una prima edizione, di modo da portare avanti un investimento a lungo termine da parte del Comune di Siracusa e non solo, al fine di rivalutare e promuovere un’arte antica, fatta di storia, leggenda e poesia”.

I pupi siciliani e il teatro delle marionette thailandesi sono patrimonio UNESCO dal 2001, ed entrambi sono presenti all’interno dell’esposizione del Museo dei pupi di Siracusa, che vi aspetterà durante il festival con visite guidate e speciali appuntamenti. Il museo dei pupi nato in via della Giudecca a pochi passi dal Teatro dei pupi, arricchisce l’offerta culturale cittadina e offre uno spaccato di storia aretusea. Inserito in un contesto di pregio quale il palazzo Midiri-Cardona,  la collezione, attraverso l’esposizione di pupi, marionette, oggetti di scena e materiale scenografico, ripercorre i punti salienti della storia dei f.lli Vaccaro, storici pupari siracusani.


L’invito a partecipare è aperto a tutti i cittadini e alle scuole, di modo che sia i grandi che i più piccoli possano riscoprire le tradizioni della nostra terra, proiettate verso il futuro. A tal proposito va sottolineata un’iniziativa benefica, parallela al festival, che grazie all’ausilio e al contributo della Caritas Diocesana di Siracusa, vedrà il coinvolgimento di alcune famiglie meno abbienti della città, le quali avranno la possibilità di prendere parte al festival in maniera del tutto gratuita. 

Trovate il programma al seguente link:

http://www.teatroalfeo.it/puppet-fest/novembre-puppet-fest/?fbclid=IwAR0N1b4CX47YhDQ-ZScVS1qdBo-idZjXdmKEQyHxhK2gc-NacnDvpd6RLAE 


Costi:

  • Ingresso agli spettacoli € 5

  • Partecipazione ai laboratori creativi* € 2

  • Partecipazione alle letture animate € 4

  • Partecipazione alle visite guidate al museo dei Pupi € 3

  • Partecipazione alle visite guidate al laboratorio € 2

  • Abbonamento a tutte le attività in programma: € 50. 


Info e prenotazioni: 0931 465540

*I laboratori creativi, rivolti a bambini e genitori, sono a numero chiuso per un massimo di 20 partecipanti ad incontro. Prenotazioni al 0931 465540





Francesca Brancato

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PERCORSI E SEGRETI DELL’IMPRESSIONISMO A CATANIA

CATANIA - Gli appuntamenti con la grande arte al Palazzo della Cultura di Catania ormai sono un must per la Sicilia e non solo.

Dal 20 ottobre 2018 al 21 aprile 2019 i prestigiosi spazi museali del Palazzo Platamone di Catania ospiteranno “Percorsi e segreti dell’Impressionismo”, la mostra, a cura di Vincenzo Sanfo, Fiorella Minervino e con un testo in catalogo di Maïthé Vallès-Bled, è un progetto di Sicilia Musei in collaborazione con Dietro le Quinte e Diffusione Italia International Group, con il patrocinio del Comune di Catania e con la collaborazione del Musée d’Agen. Da domani, infatti, si potranno ammirare più di 200 opere del gruppo degli Impressionisti, con capolavori di Renoir, Cézanne, Manet, Monet, Gauguin, Degas e di quasi tutti gli artisti che parteciparono alle otto mostre ufficiali dell’Impressionismo. Un’occasione più unica che rara, che vede una tale quantità di opere appartenenti alla corrente artistica più amata e studiata, tutte insieme, per la prima volta in Italia.


Le esposizioni, che nel tempo sono state dedicate agli Impressionisti, sono sempre state realizzate attorno ai nomi di Pissarro, Degas, Monet, Renoir e Manet, ma “Percorsi e segreti dell’Impressionismo”, è la mostra più completa, mai realizzata in Italia dedicata interamente a  questo movimento artistico. Il percorso espositivo è studiato in modo da far scoprire tutte le ricerche che questi artisti portarono avanti in un’epoca di grandi sconvolgimenti artistici e tecnici, dalla pittura ad olio al pastello, dalla ceramica alla scultura, dal disegno alla grafica, sconvolgimenti che costrinsero, quelli che furono definiti poi Impressionisti, ad inventare nuove tecniche di stampa e nuovi metodi espressivi. In mostra vi sarà un ampio panorama delle tecniche usate da questi artisti, i quali si trovarono a dover combattere con un nemico temibile, subdolo e mai affrontato in precedenza da altri: la fotografia, che con la sua forza prorompente e la sua immediatezza, cambiò la concezione della pittura e delle arti visive. L’impressionismo accettò inconsapevolmente la sfida della fotografia divenendo, suo malgrado, la spinta propulsiva e liberatoria dell’arte del ‘900 e dei secoli a venire. Il progetto pensato per la città di Catania parte dalle opere di Ingres, Delacroix, Courbet, Corot, Millet, che dal realismo e dalle bucoliche espressioni della scuola di Barbizon dettarono i canoni di un gusto estetico che trovò nella pittura en plein air la sua giusta dimensione, per arrivare infine alla rivoluzione impressionista.


200 capolavori dell’arte, con opere di: Pierre-Auguste Renoir, Paul Cézanne, Edouard Manet, Claude Monet, Paul Gauguin, Vincent Van Gogh, Edgar Degas, Camille Pissarro, Lucien Pissarro, Nadar Jeune, Félix Nadar, Gustave Courbet, Eugène Delacroix, Jean-Baptiste Camille Corot, Jean-François Millet, Gustave Doré, Jean Achille Benouville, Jean-Auguste D. Ingres, Johan Barthold Jongkind, Dr. Paul Gachet dit Van Ryssel, Henry Somm, Odilon Redon, Georges Seurat, Paul Signac, Alphonse Legros, Alfred Sisley, Vincent Vidal, Victor Vignon, Stanislas Lépine, Edouard Brandon, Giuseppe de Nittis, Berthe Morisot, Eugène Boudin, Mary Cassatt, François-Louis Français, Armand Guillaumin, Albert Lebourg, Jean-François Raffaëlli, Félix Bracquemond, Jean-Baptiste Millet, Zacharie Astruc, Jean-Louis Forain, Gaston La Touche, Marcellin Desboutin, Ludovic Piette, Ludovic Napoléon Lepic, Jean-Baptiste Léopold Levert, Emile Schuffenecker, Adolphe-Félix Cals, Pierre Bonnard, Isidore Verheyden, Constant Permeke, Henri-Maurice Cahours, Charles-Jean Agard, Marcel Emmanuel Laurent, James Northcote, Henri Biva, Philippe Hauchecorne, Edward Chappel, Jacques Gay, Erich Von Perfall, Pierre Georges Jeanniot, Firmin-Girard, Théodore Géricault, Armand Guillaumin, Henri Rouart, Henry Moret, Maxime Maufra, Roderic O’Conor, Ernest Ponthier de Chamaillard, Maurice Denis, Emile Bernard.


Per info e costi visitare il sito www.impressionistiacatania.it oppure fate lo scan del codice QR presente nell’immagine.


Francesca Brancato

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Camilleri/Tiresia: dal Teatro Greco al cinema

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Grandi notizie per gli appassionati dei romanzi dell’unico e solo Andrea Camilleri, scrittore siciliano conosciuto ed amato in tutto il mondo come il padre del Commissario Montalbano, interpretato sul piccolo schermo da Luca Zingaretti, il quale sarà protagonista, per la prima volta sul grande schermo, di un viaggio tra mito e letteratura sulle orme dell’indovino Tiresia alla ricerca dell’eternità.

 

«Ho trascorso questa mia vita ad inventarmi storie e personaggi. L’invenzione più felice è stata quella di un commissario conosciuto ormai nel mondo intero. Da quando Zeus, o chi ne fa le veci, ha deciso di togliermi di nuovo la vista, questa volta a novant’anni, ho sentito l’urgenza di riuscire a capire cosa sia l’eternità̀ e solo venendo qui, solo su queste pietre eterne, posso intuirla, solo su queste pietre eterne».

 

«Chiamatemi Tiresia!». 


Si è aperto così Conversazione su Tiresia, spettacolo scritto ed interpretato dallo stesso Andrea Camilleri e prodotto da Carlo degli Esposti per Palomar, andato in scena al Teatro Greco di Siracusa lo scorso 11 giugno di fronte un pubblico di quattromila spettatori, nell’ambito del 54° ciclo di Rappresentazioni Classiche realizzate dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico - INDA di Siracusa. Un racconto mitico,  pensato, scritto e narrato da Camilleri il quale cunta la storia dell’indovino cieco le cui vicende, attraverso i secoli, si intrecciano a quelle dello stesso scrittore. Quell’indimenticabile serata, a cura di Valentina Alferj, per la regia di Roberto Andò e musiche dal vivo di Roberto Fabbriciani, arriva per la prima volta al cinema solo per tre giorni il 5, 6, 7 novembre 2018, con Conversazione su Tiresia. Di e con Andrea Camilleri. L’evento speciale, con riprese in alta definizione dirette da Stefano Vicario, porterà in tutti i cinema d’Italia l’emozione dell’eccezionale performance dello scrittore, in uno dei teatri all’aperto più suggestivi ed antichi del mondo.


La figura di Tiresia, mitico indovino cieco, presente in tutta la storia della letteratura, ha per  molti anni incuriosito ed  affascinato Andrea Camilleri, che nella sua Conversazione fa dialogare il Camilleri/Tiresia con Omero, Sofocle, Seneca, Dante, T.S. Eliot, Apollinaire, Virginia Woolf, Borges, Pound, Pavese, Primo Levi, e ancora con Woody Allen, che fa apparire Tiresia ne La dea dell’amore, con il Pasolini dell’Edipo Re e con i Genesis di The Cinema Show, il brano sulle cui note si apre lo spettacolo. La ricerca dello scrittore si snoda attraverso le epoche, per raccontare un personaggio che è stato sia donna che uomo e che, come lo stesso autore siciliano, ha perso la vista.


«Da quando io non vedo più, vedo meglio».


Sono le parole di Camilleri ed è la sua stessa voce a far risuonare la storia di Tiresia attraverso il racconto di quanti l’hanno narrato. Oltre a questo omaggio cinematografico, che darà, ai molti che non hanno potuto essere presenti, la possibilità di immergersi in un’esperienza unica, siamo lieti di informarvi che il testo della Conversazione su Tiresia sarà in libreria dal prossimo marzo a cura della casa editrice Sellerio. Una sfida per il novantreenne Andrea Camilleri, autore che vanta oltre 30 milioni di libri venduti in tutto il mondo, e che ha voluto proporre al suo pubblico in chiave ironica e poetica, ma anche caustica, maliziosa e dissacrante, un personaggio ultra citato e ben presente in letteratura, per delineare una trama che si è rivelata catartica, proprio come le antiche tragedie greche.


Sarà anche un’occasione unica per ammirare il Teatro Greco di Siracusa in tutti i cinema d’Italia. Il nostro splendido teatro, risalente al V secolo a.C. è stato luogo prediletto per le rappresentazioni teatrali del mondo greco-occidentale, sin dall’antichità. Altissimo esempio di architettura civile, fu anche luogo di culto e di grandi assemblee popolari, sede di processi pubblici e, in epoca romana, adattato a esibizioni circensi e di varietà. Quasi dimenticato nel Medioevo, nei secoli successivi il teatro è stato oggetto di trasformazioni, spoliazioni, danneggiamenti e asportazioni che oggi lasciano visibile solo la sua gigantesca impronta ricavata nella roccia. Ancora oggi questo splendido retaggio greco richiama ogni anno centinaia di migliaia di visitatori, che ne vogliono ammirare la maestosità o che vogliono assistere alle rappresentazioni teatrali classiche che vi si svolgono, ogni anno, tra la primavera e l’estate.


Conversazione su Tiresia. Di e con Andrea Camilleri è prodotto da Palomar e distribuito in esclusiva al cinema da Nexo Digital solo il 5, 6, 7 novembre in collaborazione con in media partner Radio DEEJAY, MYmovies.it e con Sellerio Editore.



Francesca Brancato

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BADIA LOST & FOUND: L’ARTE COLORA LE STRADE DI LENTINI

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Lentini (Sr) – Il quartiere Badia di Lentini ha da poco visto trasformare le proprie strade e le proprie costruzioni. Quei luoghi bloccati dalla multiproprietà e dall’assenza di incentivi, sono oggi diventati uno spazio di interazione tra arte e area urbana. 

Grazie al progetto Badia, Lost & Found è possibile oggi guardare al percorso che da un anno ha promosso il pensiero museale italiano di “cultura a cielo aperto” con un progetto-studio di rigenerazione urbana. Badia, Lost & Found - ovvero, il toponimo del quartiere dove tutto ha avuto inizio, associato alla filosofia del "Lost & Found", ritrovare le memorie storiche attraverso rivisitazioni e riletture con l'arte e la creatività contemporanea -, è il progetto curato da Giorgio Franco (direttore artistico) con cui i prospetti di edifici pubblici e privati, scelti per l’occasione, sono stati affidati ad artisti di street art che si sono sbizzarriti in performance rievocative per temi e significati.

Per l'edizione di quest'anno gli artisti coinvolti sono stati Giorgio Gieri, in arte "NONE", l'illustratrice liventina Marta Lorenzon, lo scultore netino Gianni Andolina, l'iperrealista Corrado Inturri e con un'opera d'arte contemporanea segnica di 42 metri, l'artista Salvatore Scarfone.  

Dopo la presentazione di Villa Giulia a Roma, in occasione del Convegno della Fondazione DIA.CULTURA, e la selezione nei TOP15 del Bando Culturability, il team del Badia Lost & Found grazie anche ad una rete di imprese e attività locali che contribuiscono all'andamento del progetto, vuole  sviluppare nel tempo il primo parco urbano d'arte della provincia di Siracusa, un grande Museo a cielo aperto, ove fare palestra di buone pratiche e scuola di arte contemporanea.

Le opere realizzate si aggiungono ai venti interventi che costituiscono il parco e rappresentano un dono consegnato alla comunità.

Badia Lost & Found è un progetto incrementale e rigenerativo, in grado di generare nuovi valori sociali e culturali, mettendo al centro le persone e le loro memorie. 

 

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Torna sulla scena catanese la rassegna teatrale Palco OFF

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CATANIA - Giovedì 25 ottobre, alle ore 21.00, al Teatro del Canovaccio, si alzerà il sipario sulla settima stagione teatrale di Palco OFF con lo spettacolo Sugnu o non Sugnuu 2.0,  per la regia di Nicola Alberto Orofino, con Francesco Foti e Francesca Vitale.

Quest'anno la proposta artistica di Palco Off si presenta ampia e variegata, proponendo diverse formule di abbonamento ad 8 spettacoli tutti insigniti di premi prestigiosi, con la novità che la stagione verrà ospitata in tre teatri diversi: Teatro Del Canovaccio, Must- Teatro Musco e Centro Zo. È già possibile abbonarsi alla stagione 2018/2019, gli spettacoli si svolgeranno da ottobre 2018 ad aprile 2019.


Il direttore artistico della rassegna, Francesca Vitale, ci ha illustrato questo settimo anno di attività: “Sette è un numero magico. Esprime la globalità e l'equilibrio, rappresenta un ciclo compiuto e dinamico. Sette sono le note musicali, i colori dell'arcobaleno, le meraviglie del mondo, i chakra e i giorni dei cicli lunari. Palco OFF quest’anno giunge alla stagione numero sette. È una stagione matura quella del sette, e noi siamo pronti ad un salto che vuole aggiungere ulteriori novità ed iniziative alla nostra curiosità sempre alta e al vostro desiderio di buon Teatro.

La stagione si aprirà con la produzione di Palco OFF Sugnu o non Sugnu nel quale, guidati dalla regia di Nicola Alberto Orofino, Francesco Foti ed io torniamo in scena con una nuova edizione delle avventure del siciliano Shakespeare con la britannica moglie Anne.
Grande orgoglio sarà quello di proporre un tema alto come quello della Giustizia, attraverso la storia di Giuseppe Gulotta in Come un granello di sabbia. Sarà un momento di autentica riflessione ed invito tutti, adulti e ragazzi, a condividere questa storia per comprendere quanto tocchi a ciascuno di noi essere il nuovo che cambia il corso delle cose brutte che non vorremmo mai che avvenissero.
E poi c'è l’ilarità di Come sono diventato stupido, dal romanzo di Martin Page, con quattro attori in scena capitanati da Corrado Accordino. E ancora, la storia delicata ed avvincente di Vissi d’arte, vissi per Maria, sulla vita e i sentimenti della Callas raccontati da Elena Bermani, già grande successo al Festival di Avignone.

A seguire la nuova produzione Nove, un tuffo nelle meraviglie della maternità con Egle Doria, mamma, autrice e attrice, diretta da Nicola Alberto Orofino. E, per i ritorni di artisti che il pubblico ha già conosciuto e apprezzato, Corrado d’Elia, (già da noi in Beethoven) con la sua versione di Iliade, si fa moderno cantore di passioni, amori, vendette, onori.
Ritorna anche Mattia Fabris ( interprete di Slegati), che ci farà vivere la suspense di Open, cronaca avvincente ed elettrizzante dell’ultima partita giocata dal grande tennista André Agassi. Grande ritorno anche per Mattias Martelli con Mistero buffo, capolavoro di Dario Fo lasciato in eredità a questo giovane autentico talento, per la regia di Eugenio Allegri, già osannato da critica e pubblico nei teatri nazionali.

Tra le novità di quest'anno oltre alla ricerca di spazi più congrui agli spettacoli e alle esigenze di spazio espresse dal pubblico, con il coinvolgimento di tre teatri, abbiamo pensato a incontri per parlare di teatro, corsi e iniziative per chi vuole divertirsi nel sul palco, come l'Abbonato in scena, che vedrà i nostri abbonati sul palcoscenico dopo un breve, piacevole, percorso di preparazione al termine della stagione. Infine, a tutti voi cari amici, che fin dall’inizio di questo settimo anno avete voluto sostenere la nostra realtà, fidandovi di chi ha scelto di portarvi per mano dentro situazioni plurali e sconosciute, di chi, per scelta, non è aiutato da alcuna istituzione o comitato, a voi consegno le chiavi di questo magico numero sette”.

Una stagione ricca di sorprese e di novità, con grandi nomi del teatro contemporaneo e numerose attività per tutti gli appassionati, che non si accontentano di assistere al di qua del palcoscenico. Una stagione tutta da scoprire e che non vi lascerà delusi.


Francesca Brancato

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Prorogata “Abstracta - da Balla alla Street Art”, al Museo Gagliardi di Noto

SIRACUSA - Le sale del Museo Gagliardi di Noto continueranno ad ospitare fino al 28 ottobreAbstracta - da Balla alla Street Art”, l’esposizione curata da Giuseppe Stagnitta, Giancarlo Carpi e Raffaella Bozzini, che documenta il percorso innovativo dell’astrattismo italiano dai precursori futuristi agli ultimi esperimenti di street art dei più significativi artisti italiani contemporanei di questa corrente. La mostra doveva rimanere esposta fino al 30 settembre, ma le numerose richieste arrivate da tutta Italia e l’interesse crescente delle scuole siciliane hanno fatto slittare la chiusura alla fine del prossimo mese.

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La Mostra è patrocinata dal Comune di Noto ed inserita fra i Grandi Eventi della Regione Sicilia, costituisce di oltre 70 lavori, provenienti da fondazioni, archivi e importanti collezioni private, opere significative dei più celebri artisti italiani che dialogano con le opere dei contemporanei.

“Abstracta” descrive l’evoluzione dell’Astrattismo italiano, che nasce con i primi esperimenti di Giacomo Balla con una serie di quadri denominati “compenetrazioni iridescenti” del 1912 per passare all’astrattismo analogico dello stesso Balla, di Fortunato Depero, Julius Evola e in parte di Enrico Prampolini e Gerardo Dottori, nella seconda metà degli anni dieci, fino alle sperimentazioni di Prampolini in chiave di “idealismo cosmico” negli anni trenta. L’esposizione presenta poi gli artisti che descrissero l’elaborazione astratta intorno alle teorie di Kn di Carlo Belli, tra Milano e Como, Carla Badiali, Alberto Magnelli, Fausto Melotti, Mario Radice, Mauro Reggiani, Manlio Rho, Atanasio Soldati, Luigi Veronesi. 

Nel complesso clima dell’immediato dopoguerra, fino a tutti gli anni cinquanta del secolo scorso, la mostra procede per decenni, intersecando gli esponenti dei due principali gruppi astrattisti dell’epoca, Forma e MAC, quali Carla Accardi, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Achille Perilli, Giulio Turcato, Antonio Sanfilippo, e, per il MAC, tra Milano, Torino e Firenze, Gianni Bertini, Annibale Biglione, Oreste Bogliardi, Enrico Bordoni, Angelo Bozzola, Nino Di Salvatore, Albino Galvano, Jean Leppien, Mario Nigro, Ideo Pantaleoni, Adriano Parisot, Bruna Pecciarini, Regina, con la produzione coeva di alcuni astrattisti fondatori dell’Art Club, Enrico Prampolini, Joseph Jarema, fino ad alcuni esponenti dello Spazialismo, come Lucio Fontana e Roberto Crippa, e alle espressioni di artisti più anziani di ascendenza figurativa come Corrado Cagli e Quirino Ruggeri, fino ancora al principale esponente di Origine, che è Giuseppe Capogrossi, con una apertura verso l’informale di Afro Basaldella, nonché verso il percorso originale, tra informale e astrazione lineare, di Bice Lazzari. 

Nella sezione dedicata agli anni sessanta, vengono delineate le ulteriori proposizioni astrattiste del Gruppo 1, composto da Gastone Biggi e Achille Pace, fino alle esperienze dell’arte cinetica e ottica, da Getulio Alviani ad Alberto Biasi a Grazia Varisco. Tra sessanta e settanta, la mostra presenta anche le declinazioni di pittura analitica o “radical painting” di Claudio Verna, Paolo Cotani e Marcia Hafif, e l’astrazione fenomenica di Michele Cossyro. 

Come ponte verso le espressioni di Street art astratta più recenti, situate entro coordinate post-pop, all’interno dell’esposizione troverete l’astrattismo pop di Davide Nido, Roberto Pan, Alberto Parres e Veronica Montanino, fino agli ultimi esperimenti di astrattismo nella Street Art con 108, GUE’, CT, Etnik, Moneyless, 2501, Sten Lex, Alberonero, Ligama, Tellas e Bros.

Un’esperienza colorata e coinvolgente, che ci fa percorrere un viaggio a ritroso fino ai giorni nostri, tra linee e colori dell’astrattismo italiano.


Francesca Brancato

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Centomila Artisti per il Cambiamento a Siracusa

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SIRACUSA - Venerdi 28 e Sabato 29 Settembre 2018, presso i locali del Palazzo di Governo in Via Roma 31, la città di Siracusa aderirà all’iniziativa mondiale «Centomila Artisti per il Cambiamento» (100TPC.org), un movimento artistico nato in California nel 2011 allo scopo di diffondere la cultura della Pace attraverso tutte le arti, musica e poesia in particolare. L’evento ha finora coinvolto 115 nazioni nei 5 continenti che, in simultanea mondiale, l’ultimo sabato del mese di Settembre leveranno, anche quest’anno, il loro canto per promuovere un mondo migliore attraverso una capillare sensibilizzazione a tutte le espressioni di Bellezza. 

La Stanford University in California, raccoglie nei propri archivi tutta la documentazione e le registrazioni audiovisive degli eventi che dal principio di questa iniziativa si svolgono contestualmente in tutte le regioni del mondo aderenti. 

Nella città aretusea si fa portavoce di tale movimento il Comitato Culturale Siracusano, appositamente costituitosi dall’unione di alcune tra le più accreditate associazioni culturali del territorio su proposta di Ella Ciulla. Tra questi ricordiamo Arcadia 88, Artistica Fondazione, Il Cerchio, Centro Studi Turiddu Bella, Le Muse, Fototeca Siracusana con il patrocinio del Lions Club Siracusa Host. 

Le tematiche scelte per l’anno in corso sono: 

  • La Donna, la Dea oscurata; 

  • Divide et impera: mito delle passate ere; 

  • Madre Terra, il pianeta vivente. 

La sezione Poesia - in particolar modo - ha fatto registrare numerose partecipazioni da tutte le parti d’Italia, e gli artisti fuori sede che confermeranno la loro presenza ai due reading poetici in programmazione provengono da Varese, La Spezia, Pisa, Mantova, Bari oltre che dalle altre provincie siciliane. La manifestazione non rappresenta, dunque, solamente un’occasione di spettacolo e intrattenimento culturale a favore della collettività ma è anche uno strumento di crescita e promozione sociale della città di Siracusa, la quale entra così a far parte di una rete internazionale di cooperazione culturale con conseguente valorizzazione territoriale, sviluppo turistico e promozione dell’immagine. Durante le due serate si esibiranno molti artisti siracusani, ciascuno dei quali rappresenterà la propria arte. Una collettiva d’arte contemporanea di pittura e fotografia completerà il contesto culturale interamente dedicato alla Bellezza.


Francesca Brancato

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Menzione speciale per il corto “Alter/nanza” del Liceo Artistico Gagini di Siracusa, a Venezia 75

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SIRACUSA - La Fondazione Filmagogia ha conferito una menzione speciale al corto “Alter/nanza”, realizzato dai ragazzi della V audiovisivi dell’ IISS A. Gagini in collaborazione col C.P.I.A. “Alberto Manzi” Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti di Siracusa.

Il corto, girato tra la splendida location della Riserva di Pantalica e Ortigia, centro storico della città di Siracusa, è stato realizzato nell’ambito delle attività di alternanza scuola/lavoro grazie alla collaborazione con la casa di produzione  PACO Cinematografica. Sabato prossimo, 8 settembre, presso l’Hotel Excelsior al Lido di Venezia, nell’ambito della 75°Mostra del Cinema, verrà consegnato ai professori Ossino e Roccasalva, che hanno promosso il progetto, il prestigioso riconoscimento.

Per gli studenti del Gagini si è trattata di un’importante esperienza. Partecipare alla realizzazione di un’intera opera, dalle fasi di sceneggiatura a quelle di montaggio, dalla recitazione alla post produzione e avere l’occasione di collaborare con attori e tecnici professionisti è certamente il modo migliore per crescere ed acquisire competenze.

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Particolarmente significativo il rapporto con gli alunni del C.P.I.A., minori immigrati, che in alcuni casi possedevano competenze linguistiche limitate ed esperienze di vita estremamente diverse da quelle dei ragazzi siracusani. Ciò ha reso evidente, grazie alla condivisione del set, quanto di simile ci sia, fra giovani socialmente e culturalmente lontani fra loro. Una collaborazione, questa, fortemente voluta dalle dirigenti delle due istituzioni scolastiche, Prof.ssa Giovanna Strano e Prof.ssa Simonetta Arnone. Fondamentale poi il contributo, a titolo gratuito, di ottimi professionisti come gli attori Stefano Galante, Lorenzo Falletti, Giancarlo Latina, della costumista Isabella Rizza, nell’inedita veste di attrice, per non parlare poi della partecipazione straordinaria di una sempre perfetta ed auto-ironica Galatea Ranzi, che chiude il corto in maniera magistrale.

L’apporto tecnico e creativo della regista Lia Di Pierro, del video-editor, nonché ex alunno del liceo, Danilo Agati e delle musiche di un altro ex alunno del Gagini, il rapper Marco Sanfilippo, in arte Mifrà, hanno arricchito il corto, la cui realizzazione è stata possibile grazie alla collaborazione della PACO Cinematografica, casa di produzione dietro agli ultimi film di Tornatore e di numerose altre pellicole di successo, e della siracusanissima produttrice cinematografica Isabella Cocuzza, una volta anch’essa studentessa della scuola.

Siracusa si distingue nuovamente per le sue eccellenze, il suo impegno e la voglia di restare al passo con i tempi e il mondo dei giovani, portando presso una delle manifestazioni cinematografiche più importanti al mondo, parte della nostra terra ricca di bellezze e di talenti.

Di seguito il link per vedere il corto completo:

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=mF_g5zxV-mo 

 

 

Francesca Brancato

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Pif aprirà il 18° Festival Internazionale del Cinema di Frontiera a Marzamemi

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SIRACUSA - Sarà l’attore, autore, regista e conduttore palermitano Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, ad aprire la XVIII edizione del Festival Internazionale del Cinema di Frontiera di Marzamemi. L’ex Iena, autore e regista dei film "In guerra per amore" e "La mafia uccide solo d'estate", dal quale è tratta l'omonima serie TV targata RAI, approderà al festival mercoledì 12 settembre per raccontare la sua esperienza al pubblico e a tutti partecipanti, durante l’incontro nel quale si discuterà di “Cinema e serialità”. Tante le novità della XVIII edizione, caratterizzata quest’anno da una sorta di ritorno alle origini, con uno sguardo verso la prima edizione. tra le quali la creazione della sala cinematografica en plein air più a sud d’Europa in Piazza Regina Margherita, nel cuore di Marzamemi, dove dal 12 al 15 settembre si potrà assistere alla proiezione di tutti i film in concorso e partecipare agli incontri e dibattiti in programma. Il tema principale di questa edizione sarà “La linea d'ombra. Alla fine è la coscienza di ognuno che decide” e, come sempre, protagonisti saranno i film, ma anche i prestigiosi e numerosi ospiti.

Il programma prevede quattro giorni di cinema indipendente, di stampo nazionale ed internazionale, un concorso di 20 cortometraggi, selezionati tra gli oltre 300 proposti e giunti da ogni angolo del globo, una nutrita rassegna di  elaborati di filmakers ed autori siciliani, incontri con autori di film, di libri e di teatro, ai quali si aggiungono dieci film retrospettiva e, novità assoluta di questa edizione, 4 giorni di  incontri sui mestieri del cinema: il primo dal titolo “Pensare e Produrre”, con la presenza del regista e produttore svizzero-algerino Mohammed Soudani e la produttrice Linda Di Dio; il secondo incontro sarà “Illuminare lo schermo” curato da Daniele Ciprì, regista e direttore della fotografia; terzo appuntamento “Musica e schermo” di e con Carlo Siliotto, composer a Los Angeles presso l'American Film Academy; infine “Sullo schermo, l'attrice” con protagoniste le attrici Donatella Finocchiaro e Elit Iscan

«La XVIII edizione – ha dichiarato il regista Nello Correale, ideatore e direttore artistico del Festival – si aprirà con un saluto di Mika Kaurismaki, amico e collaboratore del Cinema di Frontiera fin dalla sua fondazione, e un ricordo di Sebastiano Gesù, storico, critico, cinefilo, appassionato e generoso organizzatore,  vice direttore artistico ed insostituibile motore del Festival, ma soprattutto fraterno amico». Il festival si chiuderà sabato 15 settembre, con la premiazione, l’omaggio a Sebastiano Gesù e il grande spettacolo del film “Tempi Moderni” di e con Charlie Chaplin, che sarà proiettato in versione restaurata in hd con accompagnamento musicale dal vivo dell’Ensemble Darshan. 

Non vediamo l’ora di prendere parte a questa grandiosa edizione e voi?

 

 

Francesca Brancato

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Cefalù summer 2018: l’estate esplosiva con Rds

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Cefalù (Pa) - Un’estate indimenticabile è quella in corso a Cefalù.  Trentuno giorni di musica, arte, spettacoli teatrali, che dal centro storico al lungomare “Giuseppe Giardina”, stanno dando un forte impulso alla movida della cittadina costiera in provincia di Palermo. 

“Siamo entusiasti per il successo che sta avendo il nostro cartellone di eventi – ha dichiarato l’assessore al Turismo, Eventi di Richiamo, Attività Produttive, Simone Lazzara - perché siamo riusciti a coniugare la necessità di promuovere Cefalù, con la soddisfazione del pubblico. Ogni giorno registriamo grandissima partecipazione da parte di tutte le fasce d’età, proprio perché abbiamo creato un programma variegato e stimolante: non era semplice date le difficoltà in cui versa il Comune. Stiamo, inoltre – ha concluso Lazzara – dando continuità al progetto Visitcefalu, con la scelta del brand per la valorizzazione del territorio, che è già nella nostra cartellonistica pronta per essere utilizzata dal prossimo anno”.

Per il Ferragosto, sono previste nelle serate del 14 e 15 agosto, vari spettacoli musicali, tra cui il tributo agli U2. Evento straordinario poi il 18 agosto, che vedrà l’Rds Play on Tour, che porterà due speaker d’eccezione di una delle radio più ascoltate d’Italia, come Anna Pettinelli e Sergio Friscia, ad animare con musica e giochi la spiaggia di Cefalù.

È previsto anche uno spazio per la melodiosa voce di Desire Capaldo, che si esibirà a piazza Marina.

Gli amanti del teatro, invece, verranno accontentati grazie alle esibizioni della compagnia “Accademia Creativa”, che, il 25 e 26 agosto, andranno in scena nel centro storico con la parata itinerante “Bianche Presenze e al lungomare con lo spettacolo “The Tempest”.

Fino al 31 agosto (dall’8 al 13, dall’16 al 19, dal 23 al 26, dal 29 al 31), l’opera dei Pupi rappresenterà anche le avventurose imprese dei paladini di Francia contro i mori di Spagna, al museo Mandreliasca.

E non finisce qui, perché ci saranno appuntamenti anche per gli appassionati d’arte, con due mostre attive fino a giorno 31 agosto: “Itinerari dell’arte”, mostra di pittura di Cosimo Cirino a piazza Duomo e “Zora” mostra di scultura di Domenico Zora al museo Mandralisca.

Infine, ci sarà anche spazio per gli amanti del fitness che saranno protagonisti del gran finale con “The Village – Sport, Health & Green Energy” previsto sul lungomare “G. Giardina”.

 

 

 

 

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Giuria Premio Efebo d’Oro 2018. Nomi illustri per il premio di narrativa siciliano

PALERMO - Il Premio Internazionale Efebo d’Oro, organizzato dal Centro di Ricerca per la Narrativa e il Cinema, premia ogni anno un film tratto da un’opera letteraria, sotto la direzione artistica del regista e produttore Giovanni Massa. Per l’edizione di quest’anno dello storico premio (che si terrà dal 3 al 10 novembre 2018) che ha consegnato riconoscimenti ed ospitato i principali protagonisti del cinema mondiale, sono previste due giurie molto prestigiose che assegneranno alcuni dei riconoscimenti in palio.

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La Giuria Efebo d’Oro per il Miglior Film tratto da Opera Letteraria è composta dal regista tedesco Volker Schlondorff, dal regista e direttore della fotografia Daniele Ciprì, dalla celebre fotografa Letizia Battaglia, da Egle Palazzolo, giornalista e Presidente del Centro ricerca narrativa e cinema, e da Nicoletta Vallorani, docente di letteratura inglese e angloamericana, scrittrice e traduttrice. La Giuria Efebo Speciale per il Miglior Regista Esordiente è animata da Daniela Tornatore, giornalista, Daniela Gambino, scrittrice e Francesco Romeo, docente, scrittore ed editore.

Il premio nasce nel novembre del 1978 ad Agrigento, città che lo ha ospitato fino all’edizione del 2013, con l’obiettivo di contrastare il declino del mondo del cinema a favore di quello televisivo. Si è affermato nel panorama dei premi cinematografici nazionali per l’originalità della sua formula, la serietà organizzativa, le prestigiose presenze che ne hanno caratterizzato le varie edizioni. 

Dopo “Un borghese piccolo piccolo” di Mario Monicelli, con protagonista Alberto Sordi, premiato nel 1979, l’elenco dei registi e delle pellicole premiate ha rappresentato il gotha del cinema internazionale ed italiano, a simboleggiare il grande rigore culture della manifestazione e come il rapporto tra cinema e letteratura abbia interessato quasi tutti i cineasti. Dal 1983 la manifestazione si è arricchita anche di una sezione dedicata alla televisione e ai nuovi linguaggi, nonché di un riconoscimento per il miglior libro dedicato al cinema. Punto fondamentale del progetto che sta alla base della manifestazione non è tanto la premiazione di un’opera letteraria trasposta al linguaggio cinematografico, quanto il sottolineare gli intensi scambi linguistici intercorsi tra i due mezzi espressivi che, pur nel momento della loro vicendevole contaminazione, conservano una propria autonomia di linguaggio. 

Frédéric Fonteyne, premiato nell’edizione del 2005, affermò: “Senza la letteratura il cinema sarebbe puro passatempo, pornografia, violenza. Il grande cinema non sarebbe possibile se non affondasse le radici, direttamente o indirettamente, nel pensiero dell’uomo, nelle sue paure, nelle sue ansie, nelle sue aspirazioni che nella pagina scritta trovano la più completa rappresentazione”.

 

Francesca Brancato

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INDA - Dal tour in Grecia alle prime indiscrezioni sulla stagione 2019

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SIRACUSA - Fervono i preparativi per la tournée greca dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico che, il 17 e il 18 agosto 2018, rappresenterà l’Edipo a Colono di Sofocle per la regia di Yannis Kokkos, al Festival di Atene ed Epidauro. L’iniziativa nasce dalla volontà dei Ministeri dei Beni e delle Attività Culturali italiano e greco, di puntare sui legami e le relazioni tra i due Paesi.

Fiore all’occhiello delle produzioni Inda per il Festival del Teatro Greco stagione 2018, l’Edipo a Colono di Sofocle - regia di Yannis Kokkos, con un cast straordinario, composto da: Massimo De Francovich (Edipo),  Roberta Caronia (Antigone), Sergio Mancinelli (Straniero), Davide Sbrogiò (Corifeo), Eleonora De Luca ((Ismene), Sebastiano Lo Monaco (Teseo), Stefano Santospago (Creonte), Fabrizio Falco (Pollinice), Danilo Nigrelli (Messaggero) – ha riscosso un ottimo successo, sia di critica che di pubblico. Con questo spettacolo l’Inda ritorna ad allestire e mettere in scena una tragedia in quello che è da molti considerato il maggior teatro di pietra giunto fino a noi. Il Festival di Atene ed Epidauro rappresenta una delle istituzioni culturali più importanti in Grecia e, negli anni, ha ospitato il meglio della scena musicale, artistica e teatrale internazionale. 

Un appuntamento di grande prestigio che oltre a segnare l’inizio di una collaborazione fruttuosa, si inserisce in un percorso di promozione della tragedia classica, portato avanti dalla Fondazione già negli anni scorsi e che mira a riportare l’Istituto Nazionale del Dramma Antico al centro del panorama culturale italiano e mondiale. Al rientro dalla tournée inizieranno i lavori per la stagione teatrale 2019.

La voce delle donne come un unico grido di protesta contro tutte le guerre. La condanna senza riserva di tutti i conflitti, della loro insensatezza e il volto antieroico di ogni guerra saranno protagonisti nel 55° Festival al Teatro greco di Siracusa, che avrà il suo filo conduttore nella maschera di dolore delle donne o nell’essere loro stesse vittime della guerra e protagoniste dell’opposizione ad ogni conflitto. La stagione 2019 ruoterà attorno al tema “Donne e guerra”. Due le tragedie di Euripide in scena: Le Troiane ed “Elena”. Per la commedia ancora una volta Aristofane con Lisistrata”. I titoli scelti puntano sul protagonismo al femminile ed esprimono con modi, trame e personaggi diversi una critica contro tutte le guerre, affidata a un collettivo di donne vinte, come le Troiane, o a singole eroine, come Lisistrata, o ad una Elena fatta di aria, per la quale vanamente si è combattuto a Troia.
Le opere inserite nel cartellone 2019 del Festival di prosa più partecipato d’Italia sono state annunciate prima dell’inizio della terza replica della commedia “I Cavalieri” di Aristofane, dai rappresentanti del Consiglio di Amministrazione assieme alle maestranze e al personale della Fondazione.

“Le Troiane” di Euripide, in scena per la quarta volta dopo le edizioni del 1952, 1974 e 2006, è una delle tragedie più strazianti e corali di tutto il dramma antico, grazie al dramma delle prigioniere troiane, rese schiave e soggiogate dagli eroi greci che hanno vinto la guerra di Troia, e il cui destino si prospetta altrettanto tragico. Il dolore delle più illustri donne troiane, Ecuba, Cassandra, Polissena, Andromaca esplode in episodi distinti e mette in risalto l’ineluttabilità del destino di morte e violenza con cui la volontà di potenza che domina l’universo maschile ha schiacciato l’universo femminile.
“Elena”, messa in scena una sola volta al Teatro Greco di Siracusa nel 1978, è invece una tragedia sui generis, non priva di elementi a tratti comici, nella quale Euripide propone una inquietante dialettica tra vero e falso, tra realtà e apparenza raccontando una vicenda parallela a quella narrata da Omero dove la vera Elena è stata portata da Hermes nell’isola di Faro in Egitto ed è solo la sua immagine ad essere andata a Troia con Paride. Una rappresentazione fortissima dell’inutile strage rappresentata dalla guerra di Troia.
andrà invece in scena per la seconda volta al Teatro greco di Siracusa, dopo l’edizione del 2010, anche la commedia “Lisistrata”, dove la protagonista assurge a ruolo di eroina e portatrice di pace inducendo le donne Ateniesi, spartane, tebane a uno sciopero del sesso e costringendo gli uomini a stipulare la pace.

Il consigliere delegato Pinelli ha dichiarato: “La stagione 2019 della Fondazione Inda ha nella forza di figure carismatiche come Ecuba, Andromaca, Cassandra, Elena, Lisistrata e nella condanna della guerra il suo filo conduttore. Insieme al consiglio d’amministrazione abbiamo elaborato una proposta culturale e teatrale nel solco di una ricerca innovativa ma anche di approfondimento, riflessione e divulgazione del teatro antico. Ci aspetta una nuova stagione avvincente e ricca di spunti di riflessione”.

 

Francesca Brancato

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Orfeo torna a Catania, con un testo di Salvatore Guglielmino

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CATANIA - “Mi ha sempre affascinato questo dramma e volevo andare oltre alla lettura semplicistica del mito. Ho voluto sentire mia quest’opera, che ho rivisitato scrivendo un copione inedito con un’anima più contemporanea”.

Con queste parole Salvatore Guglielmino, autore, compositore, cantante, attore e regista catanese, descrive il proprio spettacolo teatrale “Orfeo – Sulle sponde del fiume nero”, che il prossimo 29 luglio, alle ore 21:00, andrà in scena al Teatro Antico di Catania. La rappresentazione è prodotta dalla Compagnia degli Eventi, in collaborazione con Taormina Arte, patrocinata dall'assessorato al Turismo Regione siciliana e inserita nel circuito eventi “Anfiteatro Sicilia”. Si tratta un’opera in cui musica, luci e interpretazione si fondono insieme sul palcoscenico, coinvolgendo emotivamente lo spettatore. 

Una lettura singolare, un’analisi attenta del mito di Orfeo ed Euridice attraverso lo studio degli scritti di Virgilio, Ovidio e gli autori del XX secolo, dai quali il cantattore, come ama definirsi Guglielmino, ha preso spunto per la scrittura di questo spettacolo. L’epilogo, incentrato sulla parte finale della vita di Orfeo, ha reso possibile anche il poter trattare argomenti ed aspetti della nostra società. La scrittura scenica interpreta l'immagine voluta nell'identificare i personaggi, raccontati attraverso le musiche che al pianoforte vedono un'artista d’eccellenza: lo stesso Salvatore Guglielmino, nella sua veste “altra” di pianista e compositore.

Orfeo era uno dei personaggi principi del mito greco: eroe, cantore e musico, la sua arte era tanto raffinata da ammansire gli animali selvatici e da muovere e farsi seguire dai sassi. Innamorato follemente della ninfa mortale, Euridice, la fece sua sposa, stabilendosi con lei in Tracia presso il selvaggio popolo dei Ciconi. Qui, nella valle del fiume Peneo, un brutto giorno, Euridice, per sottrarsi ad un’aggressione da parte di Aristeo, un pastore forse figlio di Apollo, si diede alla fuga tra i campi e fu morsa mortalmente da un serpente velenoso

L’autore, nel suo lavoro, ha sviscerato, alcuni aspetti introspettivi, emozionali e percettivi dei personaggi creando uno spettacolo per un pubblico eterogeneo. Del resto, la coreografia minimalista fatta di pochissimi elementi, con spazi dominati da Orfeo ed Euridice, permette al pubblico di dar spazio alla propria fantasia e ai suoi sogni.

A rivestire i panni di Euridice, la straordinaria interprete Laura Sfilio, attrice, cantante e concertista di fama nazionale. Ad accompagnare la performance teatrale, immersa nella splendida cornice del teatro Greco-Romano di Catania, il Quartetto d’Archi Bellini, i cui arrangiamenti sono curati dal maestro Giuseppe Romeo.

 

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Frida Kahlo rivoluziona Noto

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SIRACUSA - Il Convitto delle Arti - Noto Museum, con il patrocinio della Città di Noto, ospiterà fino al 30 ottobre la mostra “Frida Kahlo La Rivoluzionaria”, 80 fotografie della grande artista messicana messe insieme da Vincenzo Sanfo e l’omaggio di 20 artisti siciliani che hanno voluto realizzare una loro opera ispirandosi alla vita e alle passioni della grande pittrice. Gli scatti, realizzati dai più grandi fotografi del tempo, raccontano alcuni momenti dell’esistenza di una delle artiste donne più controverse della storia contemporanea, sospesa tra vicende che hanno influenzato non solo la sua pittura, ma anche il suo modo di concepire la vita, vissuta in balia di tormenti e passioni che hanno ormai travalicato la storia dell’arte, per entrare a fra parte del mito.

Frida Kahlo è un personaggio che non lascia indifferenti e nell’immaginario collettivo le sue vicende artistiche, ma ancor più quelle umane sono diventate il simbolo di una forza esistenziale che supera ogni difficoltà e non si arrende di fronte ai fatti, anche tragici, della vita. Amori, dolori, politica, creatività e ricerca di una serenità interiore, portano in evidenza la personalità di una donna divenuta il simbolo della forza e dell'indipendenza femminile.

In queste immagini che colgono Frida Kahlo nei suoi momenti privati e pubblici, si trova tutta la vicenda umana e la passionalità di una protagonista indiscussa del XX secolo. Questa di Noto è un’esposizione che non mancherà di emozionare i visitatori e che svelerà gli aspetti di una vicenda appassionante e unica, un’occasione per entrare nel mondo visionario di una delle icone femminili più d'ispirazione ai giorni nostri.  80 scatti di alcuni tra i grandi protagonisti della fotografia mondiale, amici e compagni di vita di Frida Kahlo, da Gisele Freund a Leo Matiz, Edward Weston, Lola e Manuel Alvarez Bravo, Imoghen Cunningham, Nicolas Muray e molti altri.

Ad arricchire la mostra le opere di 20 artisti siciliani che hanno interpretato l’artista messicana, che potranno essere ammirate nelle due aule del cortile del Convitto delle Arti Noto Museum. Hanno partecipato: Andrea Chisesi, Nicola Pucci, Ignazio Schifano, Salvo Russo, Clemente Calamai, Daniela Balsamo, Giuseppe Puglisi, Concetta De Pasquale, Sergio Fiorentino, Piero Zuccaro, Michelangelo Lacagnina, Liborio Curione, Enzo Federici, Giuseppe Guzzone, Alessandro Russo, Silvia Berton, Attilio Giordano, Andrea Cantieri, Rasta Safari, Francesco Toraldo, Momò Calascibetta, Andrea Talevi.

Nei mesi di luglio e agosto il Convitto delle Arti Noto Museum rimarrà aperto dalle ore 10 alle ore 24. Con un biglietto unico si potranno ammirare le mostre “Picasso è Noto” e  “Frida Kahlo La Rivoluzionaria”, con i seguenti costi: 

  • intero 10 €, 
  • ridotto (over 65, gruppi domino 6 persone) 7 €, 
  • ridotto (universitari, ragazzi fino ai 18 anni e residenti) 6 €, 
  • ridotto (scuole) 4 €.  

 

Francesca Brancato

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Dal 13 al 29 luglio Siracusa è “Ortigia Classica”