Al via un innovativo servizio che promuove l’arte a Siracusa

Salvatore Accolla - opera della Collezione Dione

Salvatore Accolla - opera della Collezione Dione

SIRACUSA - È nato un innovativo servizio che trasforma locali e attività commerciali della città aretusea in una sorta di galleria d’arte diffusa, dove ospiti e curiosi possono ammirare le opere esposte e persino decidere di acquistarle. È StandArt Unico, il progetto che prevede un servizio di noleggio di opere d’arte, lanciato dal linker art Benedetto Speranza dell’atelier Artigia di Siracusa.

StandArt Unico, ancor prima d’essere un nuovo servizio per aziende, attività commerciali e professionisti, è un concetto che, partendo dal principio che l’arte sia capace di rendere ogni cosa unica, originale e irripetibile, ma l’acquisto di opere d’arte comporti spesso rischi e costi proibitivi per le aziende, arriva alla conclusione che il noleggio, come forma di fruizione dell’arte, offra maggiori vantaggi a costi più contenuti. Noleggiare opere d’arte di artisti affermati, significa trasformare un ambiente impersonale in un luogo esteticamente gradevole, rendendolo unico e riconoscibile, così da differenziarsi sul mercato. Significa anche, poter effettuare una rotazione delle opere, come nei musei o nelle gallerie, rinnovando periodicamente l’estetica degli ambienti e stimolando la curiosità artistica dei clienti, invogliandoli a tornare. Inoltre, chi prende a nolo un’opera d’arte ha anche la possibilità di venderla al pubblico. Il servizio, infine, offre anche la possibilità di personalizzare e rendere unici oggetti d'uso comune ed arredamenti con un tocco d’artista.

L’iniziativa è concepita in un’ottica tale per cui tutte le parti coinvolte centrano i propri obiettivi: gli artisti e il noleggiatore aumentano la circolazione delle opere e dunque le probabilità di vendita; le attività commerciali diventano luoghi unici e più attraenti agli occhi dei clienti; infine, il pubblico ha un’opportunità in più di fruizione estetica e, all’occasione, di poter acquistare un vero pezzo d’arte. Il progetto prende spunto da altri simili già in atto nei Paesi anglosassoni, dove la cosa vanta già una lunga tradizione, coinvolgendo al suo esordio siracusano il ristorante DiVino Mare e il B&B DiVino Mare Apartment, che hanno reso uniche le pareti dei propri locali con alcune opere del maestro Salvatore Accolla (protagonista del film “ACCOLLA e il cavallino a rosso a Siracusa”, di Paolo Boriani).

«Da quando Benedetto ci ha parlato del maestro Accolla – spiegano i titolari del DiVino Fabrizio e Lucia - abbiamo subito sposato il progetto, che oltre a dare visibilità all'artista riesce a fare da vetrina anche alle nostre strutture. Il percorso che proponiamo parte dalla Borgata, dove si trovano i nostri appartamenti che si affacciano sul molo Santa Lucia. Gli ospiti che verranno a trovarci avranno la possibilità di vedere un’esposizione delle opere del Maestro siracusano, consultare il catalogo delle stesse e ricevere informazioni sull’artista. Daremo, inoltre, la possibilità di utilizzare, in maniera del tutto gratuita, delle bici per visitare la città, che potranno essere ritirate al Divino Mare, il ristorante che si trova al Mercato di Ortigia, riconosciuto come uno dei più colorati e folcloristici della Sicilia, all’interno del quale ospitiamo alcune tele del Maestro».

Un’iniziativa che coinvolge più realtà e settori è senz’altro da premiare, sperando che progetti del genere non restino solo funzionali al turismo proveniente dall’estero, ma anche, e soprattutto, all’arricchimento culturale dei siracusani e del nostro territorio.


Info e contatti StandArt Unico:

Artigia Atelier d'Arte

Via Resalibera 2

Siracusa 

393 995 9249



Francesca Brancato

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Il Temporary Shop AmMare e la lentezza della vita in Sicilia

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SIRACUSA - È appena iniziata l’esperienza del  Temporary Shop AmMare rappresentata dagli hashtag #ThinkGlobal #LiveAutentic e curata dallo Studio BOOM di Palazzolo. Al centro dell’iniziativa i dodici scatti che hanno raccontato dodici visioni di un mondo trasversale.


Questo progetto per noi rappresenta qualcosa di veramente speciale. Non solo perché siamo particolarmente legati al territorio ma perché, in qualche modo, esprime il nostro mood di approccio alle cose”.


Dal mood dell’amore per il territorio, lo Spazio AmMare con il suo Temporary Shop, vuole portare a Siracusa questo progetto fotografico, trasformatosi poi in calendario, che ci accompagnerà nei dodici mesi dell’anno 2019, realizzato grazie al lavoro dello Studio BOOM e alle immagini del fotografo Salvo Alibrio. Scopo dell’iniziativa è quello di riportare l’autenticità nelle nostre vite, attraverso la lentezza della quotidianità, la semplicità e circondandosi della bellezza, che già troviamo intorno a noi, senza dover ricorrere agli schermi dei nostri dispositivi digitali.


Afferma Sara Curcio Raiti: “Inglesismi, inglesismi ovunque. Per accedere simultaneamente ad altri mondi, ad altre vite ed essere tutti contemporaneamente connessi, per ritrovarci in un linguaggio universalmente compreso. Dobbiamo vivere smart, seguire il trend ed essere social. Ci incontriamo online, ci presentiamo con un selfie e con tutti i WhatsApp che scambiamo, avremmo già scritto un paio di romanzi ciascuno. Offline, ci diamo appuntamento per un happy hour, che poi, chissà se quelle ore sono felici davvero. Ma può un hashtag descrivere ciò che siamo realmente? Prendete la Sicilia, i suoi tempi lenti, le sue atmosfere frutto di sedimentazioni secolari. Per quanto si provi a stare al passo con un nuovo modo di descrivere le cose e intendere il mondo, la sua anima bella e ancestrale sfugge agli stereotipi. Il crash comico ed esilarante che ne viene fuori, mette in luce molto più di quello che resta impresso nella macchina fotografica: c’è qualcosa di unico che resta tale, immutabile ed eterno. E’ la sicilitudine di Sciascia, unita a quella placida malinconia che evoca un modo di vivere autentico che continua a resistere, nonostante tutto. Ma per quanto tempo ancora?”.

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Lo spazio si trova in uno dei quartieri più dinamici dell’isola di Ortigia, il ghetto ebraico. I suoi locali si trovano all’interno del palazzo Corpaci, una volta sede dell’ex museo del cinema di Siracusa. La direzione della struttura è affidata a Salvatore Mauro e Anna Milano Carè. Lo Spazio AmMare è dedicato alla ricerca dei nuovi linguaggi della contemporaneità e offre anche la possibilità di usufruire di un ambiente per il coworking da condividere con altri creativi. E’ un luogo di produzione culturale, che ospita mostre, eventi, happening, presentazioni di libri e concerti, ma la novità di quest’anno è l‘apertura ufficiale del Temporary Shop, inaugurato il primo febbraio scorso, che dialogherà con gli spazi espositivi della galleria ed avrà una sua linea di autori che verranno coinvolti nell’arco dell’anno.

Gli artisti presenti al momento, con le loro opere, all’interno della galleria sono: Emanuele Vittorioso, Salvatore Mauro, Waler Silvestrini, Giuseppe Piccione, Francesca Mirabile, Saverio Magistri, Anna Milano Carè, Francesco Lopes, Stefania Pennacchio, Made Accademy, Danilo Torre, Mariangela Savoia, Carla Mura, canecapovolto, Barbara Garofalo, Rosaria Cavallaro.

Appuntamento presso SPAZIO AmMARE in via Alagona, 39 Siracusa.



Francesca Brancato

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A febbraio al via la 13° stagione della fiction RAI tratta dai romanzi di Andrea Camilleri

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Torna su Rai1 il Commissario Montalbano, con la sua 13° stagione in tv in due episodi, tratti, come sempre, dai libri del maestro Andrea Camilleri, che andranno in onda l’11 e il 18 febbraio in prima serata. I nuovi episodi, trasmessi da Rai in esclusiva ed in prima visione, fanno salire a 34 il numero complessivo dei film che compongono la serie. Il Commissario Montalbano è una produzione Palomar con la partecipazione di Rai Fiction, prodotta da Carlo Degli Esposti e Nora Barbieri con Max Gusberti, per la regia di Alberto Sironi. Accanto a Luca Zingaretti nei panni di Salvo Montalbano, tra gli interpreti come sempre Cesare Bocci (Mimì Augello), Peppino Mazzotta (Fazio), Angelo Russo (l’amato ed ironico Catarella), con la partecipazione di Sonia Bergamasco nel ruolo di Livia.


Girati nella primavera dello scorso anno, le due nuove puntate hanno come tema centrale quello della migrazione, trattato però con due sfumature molto differenti. I titoli sono rispettivamente Una storia del ’43 e L’altro capo del filo. Questi due episodi inediti sono il modo migliore per festeggiare i 20 anni di presenza televisiva di uno dei personaggi più amati della fiction italiana.  La nuova stagione ha anche rappresentato l’occasione per rendere omaggio all’attore Marcello Perracchio, venuto a mancare a 79 anni dopo una lenta malattia, celebre per aver interpretato il ruolo del dottor Pasquano, medico legale di Vigàta. Il Commissario Montalbano omaggerà la scomparsa del suo caro amico recandosi in casa di Pasquano, un palazzo nobiliare sito di fronte al duomo di San Giorgio di Modica. Nell’episodio si assisterà anche al funerale del medico e al suo seppellimento, girato nel cimitero monumentale di Scicli. Tra le curiosità di questa stagione, troviamo che uno degli episodi è in parte ambientato fuori dalla Sicilia, in Friuli, ed è la prima volta in assoluto che la serie esce dai confini dell’isola.


Il successo delle storie del commissario di Vigàta, oltre alle prime visioni sempre vincitrici della serata, si è consolidato negli anni anche grazie alle oltre 150 repliche in prima serata che hanno continuato ad ottenere ascolti da record. Il successo del Commissario Montalbano non si ferma qui, poiché, come sappiamo, è stata la prima serie italiana venduta all’estero e trasmessa in oltre 65 Paesi tra Europa e resto del mondo. Montalbano è andato in onda in tutti i continenti: dall’Asia al Sudamerica, e facendo conoscere a tutto il mondo una vera e propria eccellenza audiovisiva italiana.


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A Ferla la premiazione del XXII Concorso Nazionale Pentèlite

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Ferla – Si terrà a Ferla la premiazione del Concorso Letterario Nazionale Pentèlite, giunto alla sua XXII edizione, il prossimo 10 Febbraio 2019 alle ore 16:30. La cerimonia di premiazione, patrocinata dall'Amministrazione comunale della città di Ferla (SR), che nella persona del sindaco, Michelangelo Giansiracusa e dell’assessore Emanuele Rossitto hanno manifestato da subito piena disponibilità ed entusiasmo per l’iniziativa, si terrà nei locali dell'Auditorium ferlese. Il premio letterario è offerto dall'ENDAS Sicilia e consegnato da Enzo Silluzio.
Come di consueto i vincitori si conosceranno solo nel corso della serata con l'apertura pubblica delle buste chiuse, consegnate all'Associazione da venti lettori scelti tra la popolazione sortinese. 
La premiazione sarà preceduta dagli interventi di alcuni ospiti, tra i quali il prof. Giuseppe Pettinato, Presidente dell'Associazione culturale Pentèlite, che proporrà una riflessione sulla Giornata della Memoria e del ricordo delle FOIBE, la direttrice di Notabilis Daniela Tralongo, lo scrittore Salvo Zappulla e Mario Lonero. L'allestimento grafico-pittorico sarà, come di consuetudine, a cura di Simone Parrottino. Le opere finaliste sono per i “Racconti” L’uomo invisibile e il caffè sospeso di Maria Grazia Cavallaro (Catania), L’ultimo caffè di Lucia Imprescia (Siracusa), Grazia di Concetta Maria De Marco (Agrigento), per le “Poesie” La sirena del sale di Carmen Dollo  (Catania), Pensando a te di Giuseppe Montone(Cosenza), Ad una madre siriana di Palma Civello (Palermo), Onda del mare di Gaetano Lia (Siracusa). 

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Scambio culturale tra Sicilia e Tunisia:

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SIRACUSA - I trascorsi storici siciliani hanno fatto si che la nostra terra fosse, da sempre, crogiolo culturale di grande rilevanza, dove l’integrazione tra i popoli - oggi degradata a mero oggetto di questioni politiche - si basava principalmente su una naturale predisposizione all’accoglienza e sul rispetto reciproco delle culture e delle diverse realtà, non solo mediterranee, ma di tutto il mondo allora conosciuto, senza dimenticare le numerose dominazioni che si sono susseguite, ognuna delle quali, ha lasciato un segno divenuto, poi, parte integrante del nostro vasto ed eterogeneo bagaglio culturale.

Citando infatti il filosofo greco Epicuro, possiamo dire che «L’amicizia percorre danzando la Terra, recando a noi tutti l’appello di aprire gli occhi sulla felicità», e che sugli effetti positivi di questo antico sentimento si sono favorevolmente espressi i più importanti pensatori di tutti i tempi. Sull’onda di questa convinzione, infatti, si sono continuamente susseguite nel nostro territorio azioni di vario genere, volte al mantenimento e al rafforzamento dei legami culturali tra i vari popoli dell’area mediterranea.

Ultima fra queste, ma non per importanza, il gemellaggio Sicilia-Tunisia che nell’ultimo mese ha visto, dapprima, la partecipazione di un gruppo di artisti siracusani, composto da poeti e musicisti, al più grande festival di poesia del mondo arabo Elaph Festival, tenutosi dal 04 al 06 Gennaio scorsi presso Monastir – Tunisia, e fa registrare, oggi, la presenza a Siracusa di alcuni tra poeti, pittori e musicisti appartenenti al panorama artistico tunisino contemporaneo, all’interno della manifestazione “Giornate della cultura araba”, organizzata da Ramzi Harrabi, che si volgerà presso i locali della Biblioteca Vittorini di Via Roma 32 a Siracusa.

Dal 30 Gennaio al 01 Febbraio, infatti, le sale interne del Palazzo di Governo di Siracusa ospiteranno la mostra di pittura degli artisti Sameh Beni Daoud, Raja Gasmi, Ramzi Harrabi e Hichem Seltene, i reading poetici di Habiba el Aschi, Sameh Beni Daoud, Majdi Dariwch e Khaled Kbayer, e alcune esibizioni di musica etnica. L’intera manifestazione ha l’intento di consolidare le varie forme di amicizia e di accoglienza che si sono sviluppate nel corso dell’intero gemellaggio, con la delegazione di artisti siracusani coordinati dalla prof.ssa Ella Ciulla, che ha accolto gli ospiti tunisini con un omaggio alla poesia araba. All’evento di inaugurazione di ieri mercoledì 30 gennaio, gli attori/poeti interpreti Carla Cassia, Enzo Grillo, Sara La Pira, Rosa Anna Mistretta, Linda Pizzo, Rosa Rosella, Lillo Tubolino hanno recitato i versi dei più famosi autori siculo-arabi del passato; mentre Venerdì 01 Febbraio, alle ore 18.00, chiuderà lo scambio culturale il reading poetico di Lalla Bruschi, Ella Ciulla e Federica Pistritto, le quali interpreteranno i versi di alcuni tra i più noti poeti arabi contemporanei dissidenti, cui farà immediatamente seguito il  concerto di Sofien Safta. La serata si concluderà con una cena a base di cous cous in Piazza Duomo.


Francesca Brancato

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TEX festeggia 70 anni ai piedi dell’Etna

CATANIA - Oltre 40 opere esclusive racconteranno la storia di Tex Willer il più famoso eroe italiano dei fumetti. Le opere saranno esposte fino al 9 febbraio 2019 presso il GAM (galleria d’arte moderna) di Catania.


Era il 30 settembre del 1948 quando dalla penna di Gian Luigi Bonelli nacque il personaggio western più amato d’Italia: Tex Willer. Le sue storie avvincenti hanno appassionato bambini e adulti di tutte le generazioni.

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Tra le valli dell’Arizona, il Texas e il Nuovo Messico, Tex affronta i suoi nemici e vive le sue travolgenti avventure, affiancato dai suoi tre pards (soci), percorrendo deserti e praterie con il solo scopo di difendere i più deboli da fuorilegge e criminali, senza distinzione di razza e colore. Lo sceriffo Willer è sempre disposto a tutto pur di far rispettare la legge, a volte anche infrangerla. Un eroe che assume le fattezze di antieroe. Le sue caratteristiche principali: nervi saldi, prestanza fisica, abile stratega, cavalca e spara con la sua Colt 45, il tutto condito da un’invidiabile destrezza. Il suo essere un modello anti convenzionale e del tutto fuori dagli schemi, ha fatto si che questo celebre personaggio fosse amato da tutti.

Il primo fumetto esordì nel 1948 nel famoso formato in strisce, così come si usava a quei tempi, e da allora la pubblicazione non si è mai interrotta.

Camicia gialla, cravattino nero, jeans, stivaloni, pistole e cappello Stetson, sono divenuti i segni inconfondibili di Willer, trasformandolo in un personaggio iconico della cultura pop italiana, dal dopoguerra sino ad oggi. Dalle selvagge gole del Rainbow Canyon, Tex irrompeva in un’Italia ancora segnata dalla guerra, un Paese sofferente, da ricostruire, che aveva bisogno di volare con la fantasia verso luoghi lontani, anacronistici, distaccandosi così dalla triste realtà. Un far west dove un pistolero anti politico, anti razziale e dalla profonda vocazione civile, difende gli ultimi e diventa amico dei nativi americani, facendoli apparire, per la prima volta nella storia, non come dei selvaggi ma come un popolo dotato di una radicata cultura e dignità.


Oggi festeggiamo i 70 anni di un eroe intramontabile con la mostra intitolata Tex Willer, 70 anni sotto il vulcano, un omaggio ad un personaggio, un’icona pop italiana, che è riuscita a resistere al tempo e alle mode. La mostra, allestita all’interno del GAM (Galleria Arte Moderna) di Catania e realizzata grazie alla collezione privata del curatore Matteo Belfiore, appassionato di fumetti, membro dello staff di Etna Comics e componente di Mad Collectors e Bonelliani Siciliani, consiste in un percorso espositivo che, attraverso disegni originali, stampe, tabelloni e quadri sinottici, offre oltre 40 opere, tra le quali molti pezzi unici, che raccontano la storia e l’evoluzione del fumetto e del personaggio di Tex.

Belfiore ha concepito lo spazio all’interno della galleria suddividendolo in aree tematiche: 

  • Tex Chi è;

  • I disegni originali;

  • Le storie più belle;

  • Tex incontra la storia;

  • Ispirazioni;

  • Tex il futuro.

Gian Luigi Bonelli

Gian Luigi Bonelli

Il visitatore verrà proiettato nel far west di Willer, vedrà le particolarità dell’eroe attraverso il tratto della penna degli stessi disegnatori nel corso degli anni, in tele rarissime, che permettono di apprezzarne l’evoluzione grafica e narrativa. Una sezione sarà dedicata alle copertine degli albi che hanno tratto ispirazione dalle locandine di noti film, così come, a volte, i tratti somatici di Tex, hanno ricalcato i profili di noti interpreti di pellicole western: da Gary Cooper, a Charlton Heston, passando per John Wayne fino a Clint Eastwood. Non mancheranno i riferimenti ai personaggi a alle personalità, realmente esistite, presenti nelle avventure dello sceriffo Willer. Grazie ad appositi pannelli, infatti, verranno messe in risalto le storie in cui Tex ha incontrato celebri uomini, come il Generale Custer durane la battaglia di Little Big Horn.

Tex Willer 70 anni sotto il vulcano oltre a rivolgere un occhio al passato e a ciò che ha reso grande l’eroe targato Bonelli Editore, vuol anche guardare al futuro e per questo un’area tematica dell’esposizione sarà riservata alle nuove linee editoriali, albi che esploreranno quella parte del personaggio finora raccontata solo tramite pochi flashback: la sua giovinezza.


«Tex Willer è una delle icone della cultura popolare del nostro paese – ha affermato il curatore Matteo Belfiore – è riuscito a resistere a 70 anni di storia crescendo insieme ad essa, ma senza modificare alcuna caratteristica dei suoi contenuti. Se nel 1948 c’era il grande desiderio di un personaggio che attraverso la semplicità delle sue storie riuscisse a risolvere enormi problemi, oggi chiunque vorrebbe essere Tex, colui che rappresenta la quinta essenza della giustizia, efficace e sempre dalla parte dei giusti. Forse è proprio per la fame di giustizia che oggi Tex Willer è più attuale che mai».


La mostra Tex Willer, 70 anni sotto il vulcano è organizzata dall’Associazione Culturale Leaf, sarà visitabile da giorno 11 gennaio al 9 febbraio 2019, presso i locali del GAM- Galleria d’Arte Moderna di Catania, sita in via Castello Ursino, 26. L’ingresso sarà gratuito. Orari: da lunedì a sabato 9,00-19,00.

Durante il periodo di permanenza della mostra saranno organizzati quattro eventi che racconteranno il mondo di Tex dandone diverse interpretazioni, dal cinema alla letteratura, dalla moda al teatro. Inoltre non mancheranno spazi adibiti ai più piccoli, con letture e attività didattiche e un angolo interattivo dove poter apprezzare Tex con adeguati supporti digitali. Tex Willer, 70 anni sotto il vulcano è una mostra rivolta a tutti, appassionati del fumetto e del personaggio, amanti del far west e anche a chi si è accostato solo una volta alle storie del pistolero più famoso o a chi vuol conoscere una vera star pop della cultura italiana.

Tex si è conquistato un posto di rispetto nella storia dei fumetti restando sulla cresta dell’onda per 70 anni, risultando così il più longevo eroe di fumetti italiano.




Francesca Brancato

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Tre tappe in Sicilia per Nanni Moretti, che presenterà il suo ultimo lavoro “Santiago, Italia”

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Il grande regista, autore ed attore italiano Nanni Moretti, che tutti conosciamo per film come Ecce bombo, Caro diario, La stanza del figlio, Il Caimano, o per interpretazioni come quelle in Padre padrone e Caos calmo, torna nelle sale cinematografiche con un nuovo documentario.


Parliamo di Santiago, Italia

Siamo in Cile, negli anni ’70 del secolo scorso, un periodo terribile di stravolgimenti, durante il quale l’Italia di allora ebbe un ruolo diplomatico ed umanitario importante. 

Dopo Mia madre, Moretti torna dietro la cinepresa per raccontare, attraverso testimonianze dirette e materiale d’archivio, i mesi successivi al colpo di stato del generale Pinochet, a danno dell’allora presidente socialista Salvador Allende. Era l’11 settembre 1973. Dopo quella data infatti, moltissimi oppositori vennero arrestati, uccisi, alcuni scomparvero. Ma è proprio in quello scenario che il governo italiano, lontanissimo dalla realtà cilena, giocò un ruolo civile ed umanitario ora quasi sconosciuto. L’Ambasciata Italiana in Cile, infatti, in quei momenti di tensione riuscì a salvare e portare, poi, nel nostro Paese numerosi oppositori di Pinochet, riuscendo così ad offrire loro una nuova prospettiva di vita. Erano gli anni ’70, un periodo di crescita per un’Italia che vedeva gli aiuti umanitari non come un peso ma come un dovere umano e morale e questo traspare nel giudizio, a detta dello stesso regista, poco parziale sulla vicenda, che infatti è raccontata in modo molto diretto e sentito.


Dal 1973 il regime di Pinochet comincia un’operazione di rastrellamenti a tappeto, in tutto il Cile. È la realtà, è la storia, e come tale Nanni Moretti la racconta con grande rispetto ed attenzione. Approfondendo le dinamiche dell’intervento italiano, il regista non racconta il golpe cileno in maniera didascalica, ma va in fondo alla questione, mostrando il cambiamento dato da una scelta ben precisa: quella di aiutare degli esseri umani in difficoltà. Così facendo Moretti apre una serie di interrogativi sull’Italia di oggi, sulla realtà di coloro che costretti ad abbandonare la propria casa, le famiglie e gli affetti, riescono ad avere una seconda possibilità in un Paese lontano.


Santiago, Italia dopo essere stato proiettato il 1º dicembre 2018, come film di chiusura del Torino Film Festival viene distribuito nei cinema italiani da Academy Two il 6 dicembre dello scorso anno. Per il tour nazionale il regista, che era già stato presente la scorsa estate in Sicilia, tra il pubblico del 54° Festival del Teatro Greco di Siracusa, torna per il tour nazionale di presentazione, che nella nostra regione toccherà tre tappe: Siracusa, Modica e Catania.


Nanni Moretti sarà presente sabato 26 gennaio, alle ore 16.00, a Siracusa, presso il  Cinema Aurora (appuntamento, purtroppo, già andato sold out). Sempre il 26 gennaio si sposterà a Modica, al Nuovo Cineteatro Aurora, dove alle 18.00 si terrà la proiezione del film Caro Diario, seguita dalla lettura, da parte del regista, degli appunti presi durante la lavorazione del film. Quindi alle 21.00 la proiezione del film Santiago, Italia con la presentazione dello stesso Moretti. Infine, domenica 27 gennaio, alle 11.00 del mattino, è previsto un altro appuntamento sempre al Cineteatro Aurora di Modica con proiezione e presentazione del regista. Nel pomeriggio Moretti sarà invece a Catania, presso il Cineteatro Odeon, dove alle ore 17.00 è prevista una proiezione con dibattito con il pubblico.


Santiago, Italia è un documentario consigliato agli appassionati e ai profani del cinema, adatto a tutti, ma soprattutto ai più giovani, perché il suo scopo non è quello di narrare una vicenda, ma di aprire le coscienze e i cuori di un’Italia che ha dimenticato cosa voglia dire umanità.



Francesca Brancato

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Alberto Angela in Sicilia per raccontare il Barocco

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Ultimamente lo abbiamo visto in televisione a raccontarci di una Pompei nascosta al pubblico, più umana, poi le meraviglie della Cappella Sistina, adesso Alberto Angela porta il suo programma “Meraviglie: la Penisola dei Tesori” in Sicilia, e precisamente a Noto, capitale mondiale del Barocco.

Angela ed il suo team saranno infatti impegnati in tre giorni di riprese alle prese con le bellezze architettoniche del Val di Noto, riconosciute dall’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 2002. Il materiale girato, verrà poi trasmesso in una delle nuove puntate del documentario che andrà in onda su Rai Uno. Angela e la sua troupe arriveranno nel Val di Noto per raccontare l’unicità del Barocco siciliano, concentrandosi soprattutto su Noto e poi Modica, Scicli ed infine Ragusa.

Secondo il programma divulgato, lunedì 14 gennaio verranno effettuate le riprese aree sul monte Alveria e sui ruderi della vecchia Netum, ovvero Noto antica, città distrutta dal terremoto del 1693. Municipium sotto il dominio dei Romani, capovalle dalla dominazione araba in poi e fregiata del titolo di Civitas ingegnosa da Ferdinando il Cattolico, fu anche patria di molti elementi di spicco fra il XIV e il XVI secolo, nonché uno dei principali centri culturali, militari ed economici della Sicilia sud-orientale. Poi l’attenzione verrà spostata anche sui centri storici di Noto, Modica e Scicli, che formano il cosiddetto “triangolo del Barocco”.

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Martedì 15 gennaio, invece, sono previste alcune riprese aree con l’utilizzo dei droni a Noto Antica ma anche sopra la Cattedrale di San Nicolò a Noto. Nel pomeriggio dello stesso giorno, invece, la troupe si sposterà presso Palazzo Nicolaci.

Mercoledì 16 gennaio, infine, i lavori si svolgeranno dentro la Chiesa di Santa Chiara, progettata da Rosario Gagliardi intorno al 1730, la cui pianta centrale è di forma ellittica, sul modello delle chiese ellittiche romane edificate tra Cinquecento e Seicento, e sulle scalinate della Cattedrale di san Nicolò e la sua celebre scalinata, situata sul lato nord di Piazza Municipio (area domus-ecclesiae), che verranno riprese da Palazzo Ducezio, oggi sede del Municipio netino.

La Film Commission del Comune di Noto, istituita nel 2015 dal sindaco Corrado Bonfanti e coordinata dal prof. Corrado Di Lorenzo, è già all’opera per agevolare il lavoro del documentarista e della sua troupe, accogliendo, prima di Natale, regista e produzione per un sopralluogo generale che è servito a stilare il programma di massima delle riprese da effettuare.

In occasione delle riprese per la trasmissione, inoltre, lo scrittore, autore e giornalista giovedì 17 gennaio terrà un incontro firmacopie, con accesso regolato e limitato a quanti possiedono il libro “Cleopatra, la regina che sfidò Roma e conquistò l’eternità”, che si svolgerà dalle 17.30 alle 19.30 presso il Liceo Classico “Galilei Campailla” di Modica,  su iniziativa della locale Libreria Mondadori.

Ancora una volta il nostro splendido territorio sarà sotto i riflettori, per raccontare una storia lunga secoli, ricca ed in continua evoluzione.



Francesca Brancato

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UN CAPOLAVORO AMERICANO AL TEATRO MUSCO DI CATANIA

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CataniaDopo il successo di critica e di pubblico della tournée italo francese dello spettacolo “Che fine ha fatto Baby Jane” gli attori Elmo Ler, Loriana Rosto, Antonella Scornavacca con la new entry Gaetano Festinese diretti da Sebastiano Mancuso ritorneranno nuovamente nella loro Catania per dare il via ad una nuova pièce “Piano… piano, dolce Carlotta” di Henry Farrell, capolavoro del cinema americano, che prossimamente debutterà del 30 e 31 marzo sul palco del Musco.

“Piano… piano, dolce Carlotta prosegue il cammino tracciato con “Che fine ha fatto Baby Jane”, in quanto porteremo in scena un testo dello stesso autore che anche per questa trasposizione cinematografica vide la regia di Robert Aldrich- dichiara il regista Sebastiano Mancuso-. Saremo fedeli al racconto mettendo in scena un thriller piscologico in cui si fonderanno grottesco e onirico”.

La problematica vicenda di Carlotta Hollis che, ossessionata dall’omicidio del suo fidanzato decapitato e mutilato, un uomo sposato con cui avrebbe dovuto scappare di casa, vive segregata nella sua villa di campagna insieme alla fedele domestica, verrà raccontata tra emozioni e apparenti allucinazioni di teste e mani insanguinate capaci di minare il suo fragile sistema nervoso. 

Numerosi gli accorgimenti di questa messa in scena che tra il dolce ma allo stesso tempo agghiacciante motivetto originale del film “Piano… piano, dolce Carlotta” si fonderà con le ricerche musicali dei Pink Floyd colonna sonora delle scene più importanti della rappresentazione. 

“Piano… piano, dolce Carlotta- continua Sebastiano Mancuso- è un progetto teatrale che trasmetterà al pubblico una grande carica di adrenalina per i tanti colpi di scena che scaveranno all’interno dell’animo di ognuno di noi portando a vivere in prima persona la storia e i tormenti della protagonista”.

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Catania e il suo distretto teatrale: aperti i casting di “Tango”

Gisella Calì e Manlio Dovì

Gisella Calì e Manlio Dovì

Catania – Sei in cerca di lavoro nel mondo dello spettacolo? In questi giorni si è aperta la ricerca di un nuovo cast teatrale, per “Tango”, lo spettacolo di Aldo Lo Castro, che debutterà il 24 maggio al Teatro Ambasciatori a Catania, prodotto da “Agra teatro” per la regia di Gisella Calì (che ha diretto “Rent”, “Worms”, “Save the Cotton’s”, “I promessi sposi”) e le coreografie di Erika Spagnolo. 

Si tratta di una commedia musicale dai risvolti tragicomici: quattro attrici cantanti co-protagoniste e due attori cantanti affiancheranno il protagonista Manlio Dovì.

Le audizioni si svolgeranno entro gennaio a Catania in presenza dello stesso attore siciliano, in passato tra i protagonisti del team del “Bagaglino” di Pier Francesco Pingitore e “Tale e Quale Show”. Si cercano attori e attrici cantanti con comprovata esperienza nel settore dei musical. Chi è interessato può inviare curriculum vitae e foto alla mail: agrateatro@gmail.com

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La Sicilia come set cinematografico moderno, ancora troppo legato ai classici stereotipi o c’è qualcosa di nuovo che emerge?

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Fin dagli inizi del ventesimo secolo la Sicilia e i suoi territori sono legati a doppio filo al cinema moderno. Dai primi film in bianco e nero di Angelo Musco, passando per i lavori di Luchino Visconti, fino ad arrivare a opere recenti come Baaria, sono centinaia le pellicole girate con l'isola come set naturale. Ma qual è l'immagine della Sicilia che emerge da questi indimenticabili capolavori? E come si è evoluta nel corso degli anni?

Il primo regista a portare sullo schermo questa meravigliosa terra, i suoi paesaggi suggestivi e le sue contraddizioni, fu l'indimenticato Luchino Visconti. Due le pellicole che hanno mostrato la Sicilia a milioni di spettatori in tutto il mondo: “La Terra Trema”, libera interpretazione del romanzo del 1947 “I Malavoglia” di Verga e il “Gattopardo”, tratto dall'omonimo testo di Tomasi di Lampedusa e interpretato da stelle della settima arte come Claudia Cardinale, Alain Delon e Burt Lancaster.

Quello tra letteratura, cinema e Sicilia è un rapporto che ha caratterizzato per molto tempo le produzioni cinematografiche. Basti pensare ai film tratti dalle opere di Leonardo Sciascia, Luigi Pirandello, Ercole Parri e Vitalino Brancati.

Una prima fase che termina intorno agli anni '60 del novecento e che ne apre un'altra, quella legata agli stereotipi e alle produzioni incentrate su temi complessi come la malavita organizzata. Un esempio su tutti quello de “La Piovra”, fiction seguita da milioni di italiani con il magistrale Michele Placido nel ruolo del commissario Corrado Cattani.

Prima della fortunata serie degli anni '80 furono molti i capolavori realizzati con l'isola come set. Pier Paolo Pasolini girò proprio in Sicilia tre delle sue opere principali, “Il Vangelo secondo Matteo”, “Teorema”, e “I racconti di Canterbury”. Tre capisaldi del cinema italiano a cui si aggiunsero capolavori come “L’avventura” di Michelangelo Antonioni, ambientata tra Noto e le Isole Eolie, e “Divorzio all’italiana”, girato a cavallo tra Adrano, Catania, Ispica e Ragusa Ibla.

Il decennio d'oro fu quello degli anni settanta. Anni in cui la Sicilia si aprì alle produzioni internazionali. Francis Ford Coppola girò proprio nei dintorni di Catania e Messina due episodi de “Il padrino”, pellicole che permisero a Marlon Brando, già protagonista di film cult come Bulli e Pupe, di vincere il secondo Oscar come Miglior attore protagonista.

Quella Messina in cui sono stati girati anche “Stromboli (Terra di Dio)”, capolavoro di Roberto Rossellini con Ingrid Bergman e “Malèna” (2000) di Giuseppe Tornatore. Proprio Tornatore ha scelto la sua terra natale come set ideale di molti suoi film: da “Nuovo Cinema Paradiso”, film che gli valse l'Oscar del 1990, passando per “L'uomo delle stelle del 1996” fino ad arrivare al recente “Baarìa” del 2009.

Nelle zone di Palermo, infine, vanno ricordati alcuni dei film che hanno consacrato Roberto Benigni:  “Il piccolo diavolo” del 1988 e “Johnny Stecchino” del 1991.

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Sicilia terra di cinema e anche di attori. Sono infatti originari dell'isola più grande d'Italia icone internazionali come Frank Capra, Michael Cimino e Vincent Schiavelli e attori che hanno scritto la storia della nostra cultura come Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Leo Gullotta, Maria Grazie Cucinotta, Luigi Lo Cascio, Beppe Fiorello, Ficarra e Picone.

Attori che negli ultimi anni hanno contribuito a cambiare l'immagine stereotipata della Sicilia e a far cadere i luoghi comuni dando nuovo respiro a un'arte che si sta sganciando faticosamente dagli schemi del passato. 

In quest'opera di modernizzazione una spinta importante arriva anche da un gruppo di giovani registi che sta iniziando a far parlare di sé a livello nazionale e internazionale. Due nomi su tutti quelli di Piero Messina e Francesco Calogero, nel 2016 autori di due film candidati alla 70esima edizione dei Nastri d’argento. I lungometraggi, rispettivamente intitolati “L'attesa” e “Seconda Primavera” sono entrati nelle cinquine per la categoria “registi” e in quella per “miglior soggetto originale e sceneggiatura”. Ma soprattutto sono stati entrambi cofinanziati dall’Assessorato regionale al Turismo attraverso la Sicilia Film Commission. Un aspetto che sottolinea con forza anche l'impegno delle istituzioni per sottrarre questo meraviglioso territorio alle “catene culturali” che l'hanno ingabbiato per troppi anni.



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Generation2Generation - Il futuro a Siracusa

SIRACUSA - Dal 22 al 24 novembre 2018, venti aziende familiari parteciperanno, dopo accurata selezione, alla prima edizione di Generation2Generation, il primo percorso formativo organizzato da Ortygia Business School in collaborazione con SACE SIMEST e ICE, dedicato ad accompagnare le family business nella sfida ai mercati globali e al mercato contemporaneo, in continua evoluzione.

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Il percorso formativo che prende il via oggi, si svolgerà presso la sede dell’Ortygia Business School, sita in Via Roma 124 a Siracusa, in tre giornate. I partecipanti sono i membri delle famiglie proprietarie di aziende provenienti da quattro regioni del Mezzogiorno: Sicilia, Campania, Calabria, Puglia. Il settore maggiormente rappresentato è quello legato all’agroalimentare (30%), seguito da oli&gas, siderurgico e metalmeccanico (15%), manifatturiero (5), geologico, meccanico, tessile e abbigliamento, chimica/farmaceutica, recycling, infrastrutture ed infine plastica. Siracusa è la provincia più rappresentata, con il 25% dei partecipanti, a seguire Catania, Napoli, Palermo e Cosenza.

Varia è la dimensione occupazionale delle aziende coinvolte: circa il 30% ha più di 50 dipendenti, la metà tra i 10 e i 49 dipendenti; il 40% delle aziende produce un fatturato tra i 3 e i 5 milioni di euro, il 40% arriva fino ai 15 milioni e il 20% oltrepassa questa soglia. Varia anche la quota di export: per il 50% dei partecipanti si aggira intorno al 30% del fatturato, gli altri si attestano tra il 15 e il 30%. 

Il percorso formativo vedrà alternarsi esperti e coach e comprende lezioni e workshop su leadership, passaggio generazionale, evoluzione dei modelli di management e internazionalizzazione sui mercati globali.

“Dal leader assoluto al leader autentico, dall’intelligenza del singolo all’intelligenza collettiva, dalla forza forte alla forza abile.  Generation to Generation è un laboratorio di innovazione per una nuova leadership a supporto delle sfide del futuro” dichiara Massimiliano Saccarelli, Coach e docente del corso formativo. La partecipazione agli incontri è aperta a un membro per ciascun gruppo familiare/imprenditoriale ed è gratuita. Le richieste di partecipazione a questa prima edizione sono state molto numerose, tanto da stimolare Ortygia Business School a mettere in programmazione una seconda edizione del corso, che potrebbe svolgersi nei prossimi mesi.

Ortygia Business School unisce la prospettiva internazionale e il prestigio di una scuola superiore con le conoscenze e le connessioni locali di un'istituzione le cui radici affondano nell'economia del Mediterraneo. La scuola progetta, organizza e coordina programmi educativi di altissima qualità, tenuti da docenti delle migliori università internazionali. OBS si occupa dei temi legati all’economia, alla leadership, alle dinamiche geopolitiche e alla comunicazione e gestione d’azienda. La missione della scuola è promuovere la cooperazione economica e lo sviluppo tra i paesi del Mediterraneo.

Per tutte le info visitate www.ortygiabs.org 


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32° edizione Premio Letterario Internazionale "Nino Martoglio"

CATANIA - Si svolgerà sabato 24 novembre, con inizio alle ore 17.30, presso il Teatro Comunale di Belpasso, presentato dalla giornalista Flaminia Belfiore e con la partecipazione dell’attore Agostino Zumbo, la cerimonia di consegna della XXXII Edizione del Premio Letterario Internazionale “Nino Martoglio”, organizzato dal Circolo Athena con la consulenza scientifica dell’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano e la collaborazione del Comune di Belpasso. Presieduta da Sarah Zappulla Muscarà (Università di Catania) e composta da Anna Maria Paternò (presidente del Circolo Athena), Daniele Motta, (sindaco del Comune di Belpasso), Vicente Gonzalez Martin (Università di Salamanca, Spagna), Domenico Tempio (editorialista de “La Sicilia”), la giuria ha assegnato il Premio Martoglio nelle seguenti sezioni: 

  • Letteratura: Alba Donati per la raccolta di poesie Tu, paesaggio dell’infanzia (La nave di Teseo, 2018); 

  • Giornalismo: Loretta Cavaricci ed Elena Anticoli De Curtis per il volume A Napoli con Totò (Giulio Perrone Editore, 2018); 

  • Athena”: Manuela Ventura; 

  • sezione Sul filo della Memoria: Giovanni D’Angelo per il volume di memorie Catania 1945-1963. Quella fervida attesa di futuro (Maimone Editore, 2018); Gloriana Orlando e Mariella Bonasera per il romanzo Il filo del tempo (Algra Editore, 2018); Luigi Nicolosi per il romanzo L’utopia dei piccoli fuochi (Euno Edizioni, 2018); 

  • Premio per il Teatro nel Centenario della “Compagnia Mediterranea”: Miko Magistro.

Giunta alla sua trentaduesima edizione, la manifestazione quest’anno si arricchisce di una nuova sezione denominata “Sul Filo della Memoria” in cui vengono premiate opere che, ripercorrendo la storia del passato, fondano sul valore della memoria la conoscenza del presente e la progettazione del futuro. Riservato a “scrittori, artisti, giornalisti e personalità che attraverso le loro opere diffondono la cultura nella nostra isola”, il Premio Martoglio intende promuovere la crescita culturale delle nuove generazioni attraverso la diffusione del libro e il confronto con le più alte testimonianze del nostro tempo. 

Dedicato al genio poliedrico di Nino Martoglio, illustre protagonista della straordinaria stagione culturale del Novecento, il Premio si richiama fortemente all’identità storica della Sicilia e alla sua millenaria vocazione di terra di mescolanza e di accoglienza nell’area del Mediterraneo.

Nel panorama dei premi letterari, il Martoglio si distingue per l’originalità della formula: pensato per promuovere il libro e la lettura, esso non si esaurisce nella cerimonia di consegna, ma esercita costantemente la funzione di osservatorio delle tendenze e delle proposte culturali della contemporaneità. L’unicità del Martoglio consiste nella disponibilità dei premiati a destinare la somma ricevuta nell’acquisto di libri che vengono sorteggiati tra il pubblico durante la manifestazione. I numerosi volumi distribuiti danno l’opportunità di approfondire la conoscenza dei premiati, sollecitando un dialogo ideale con scrittori ed intellettuali attraverso la lettura delle loro opere. 

Tra i premiati delle passate edizioni che arricchiscono il prestigioso Albo d’Oro del Premio, compaiono, tra gli altri: Gesualdo Bufalino, Giuseppe Bonaviri, Andrea Camilleri, Silvana Grasso, Simonetta Agnello Hornby, Turi Ferro, Leo Gullotta, Maurizio Scaparro, Vincenzo Pirrotta, Paolo Mieli, Marcello Sorgi, Francesco Merlo, Massimo Gramellini, Vittorio Sgarbi, Giuseppina Torregrossa, Paolo Di Paolo, Roberto Alajmo, Pietro Melati, Gene Gnocchi, Moni Ovadia.


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San Martino Puppet Fest a Siracusa

SIRACUSA - Si è tenuta oggi, 29 ottobre, alla presenza del Sindaco di Siracusa Francesco Italia, dell’assessore alle “Bellezze” di Siracusa, la conferenza stampa indetta dal Teatro dei Pupi di Siracusa per la presentazione dell’evento “San Martino Puppet Fest”. L’idea di un festival che unisse la tradizione pupara, alle maestranze di tutta Italia e non solo, è nei progetti dei fratelli Mauceri da più di tre anni. 

Dopo la fondazione, nel 1999, dell’attuale associazione “La compagnia dei pupari Vaccaro-Mauceri” e alcuni anni di inattività, la tradizione pupara Siracusa ha vissuto un momento di rinascita con la creazione del Museo dei pupi, in via della Giudecca nel cuore di Ortigia, e del Teatro Alfeo, nuovo baluardo dell’attività pupara e non solo. La fondazione del Teatro Alfeo nasce dalla volontà dei f.lli Mauceri di Sare alla città una tradizione pupara e teatrale allo stesso tempo. Uno spazio culturale per Siracusa, che unisca al suo interno diverse attività culturali, per divenire uno spazio aperto ai cittadini. Sarà proprio quest’ultimo, infatti, a fare da contenitore al prossimo evento organizzato dall’associazione: un grande festival che celebri l’arte marionettistica, siracusana ed internazionale, unita a quello che oggi è definito teatro di figura. 

L’evento si svolgerà dall’1 all’11 novembre 2018 a Siracusa e coinvolgerà cittadini e turisti in un periodo dell’anno nel quale, di solito, il turismo nella nostra città riceve una battuta d’arresto. I f.lli Mauceri propongono due settimane di attività, sotto la direzione scientifica del maestro Albert Bagno, burattinaio e ricercatore, e in collaborazione con il Comune di Siracusa, durante le quali si alterneranno sfilate, spettacoli di teatro di figura, visite guidate e molto altro. I momenti più alti del festival saranno la prima e l’ultima giornata, durante le quali si svolgeranno, rispettivamente, una parata che coinvolgerà il centro storico della città e uno spettacolo di arti di strada e musica medievale per festeggiare S. Martino a chiusura del festival. Il mese di novembre diventa quindi il mese dedicato al Teatro di figura e d’immagine. Il festival lega le due festività cristiane che caratterizzano lo, ovvero la “festa dei morti” e la “festa di San Martino”, Santo a cui il festival è dedicato per la sua connotazione sia sociale che culturale.

Giovedì 1 novembre si terrà la parata d’apertura, che dalle ore 15.00 partirà dal Foro Siracusano, presso i Villini, che sarà anche sede del mercatino organizzato per la festività dei morti. Il serpentone di pupi, burattini e marionette invaderà le strade del centro storico siracusano, accompagnato dalla Banda Municipale di Siracusa e dallo spettacolo itinerante della Compagnia degli Sbuffi. Mentre, domenica 11 novembre, si svolgerà la serata di chiusura presso il Teatro Alfeo, dalle ore 17.00 in poi, con numeri di giocolerai, saltimbanchi e musica medievale. 

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Nei primi 10 mesi di attività nell’anno 2018, tra Museo dei pupi e Teatro Alfeo, si sono registrati circa 20.000 ingressi, divisi tra cittadini e turisti. Numeri importanti, considerando la recente apertura delle due strutture. Contestualmente, il teatro ospiterà anche l’edizione 2018 del Festival della filosofia in Magna Grecia, che si terrà a Siracusa dal 7 al 10 novembre, ed ospiterà studenti provenienti da tutta Italia. 

Ha affermato l’assessore Granata: “Noi vogliamo che questo festival sia una prima edizione, di modo da portare avanti un investimento a lungo termine da parte del Comune di Siracusa e non solo, al fine di rivalutare e promuovere un’arte antica, fatta di storia, leggenda e poesia”.

I pupi siciliani e il teatro delle marionette thailandesi sono patrimonio UNESCO dal 2001, ed entrambi sono presenti all’interno dell’esposizione del Museo dei pupi di Siracusa, che vi aspetterà durante il festival con visite guidate e speciali appuntamenti. Il museo dei pupi nato in via della Giudecca a pochi passi dal Teatro dei pupi, arricchisce l’offerta culturale cittadina e offre uno spaccato di storia aretusea. Inserito in un contesto di pregio quale il palazzo Midiri-Cardona,  la collezione, attraverso l’esposizione di pupi, marionette, oggetti di scena e materiale scenografico, ripercorre i punti salienti della storia dei f.lli Vaccaro, storici pupari siracusani.


L’invito a partecipare è aperto a tutti i cittadini e alle scuole, di modo che sia i grandi che i più piccoli possano riscoprire le tradizioni della nostra terra, proiettate verso il futuro. A tal proposito va sottolineata un’iniziativa benefica, parallela al festival, che grazie all’ausilio e al contributo della Caritas Diocesana di Siracusa, vedrà il coinvolgimento di alcune famiglie meno abbienti della città, le quali avranno la possibilità di prendere parte al festival in maniera del tutto gratuita. 

Trovate il programma al seguente link:

http://www.teatroalfeo.it/puppet-fest/novembre-puppet-fest/?fbclid=IwAR0N1b4CX47YhDQ-ZScVS1qdBo-idZjXdmKEQyHxhK2gc-NacnDvpd6RLAE 


Costi:

  • Ingresso agli spettacoli € 5

  • Partecipazione ai laboratori creativi* € 2

  • Partecipazione alle letture animate € 4

  • Partecipazione alle visite guidate al museo dei Pupi € 3

  • Partecipazione alle visite guidate al laboratorio € 2

  • Abbonamento a tutte le attività in programma: € 50. 


Info e prenotazioni: 0931 465540

*I laboratori creativi, rivolti a bambini e genitori, sono a numero chiuso per un massimo di 20 partecipanti ad incontro. Prenotazioni al 0931 465540





Francesca Brancato

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PERCORSI E SEGRETI DELL’IMPRESSIONISMO A CATANIA

CATANIA - Gli appuntamenti con la grande arte al Palazzo della Cultura di Catania ormai sono un must per la Sicilia e non solo.

Dal 20 ottobre 2018 al 21 aprile 2019 i prestigiosi spazi museali del Palazzo Platamone di Catania ospiteranno “Percorsi e segreti dell’Impressionismo”, la mostra, a cura di Vincenzo Sanfo, Fiorella Minervino e con un testo in catalogo di Maïthé Vallès-Bled, è un progetto di Sicilia Musei in collaborazione con Dietro le Quinte e Diffusione Italia International Group, con il patrocinio del Comune di Catania e con la collaborazione del Musée d’Agen. Da domani, infatti, si potranno ammirare più di 200 opere del gruppo degli Impressionisti, con capolavori di Renoir, Cézanne, Manet, Monet, Gauguin, Degas e di quasi tutti gli artisti che parteciparono alle otto mostre ufficiali dell’Impressionismo. Un’occasione più unica che rara, che vede una tale quantità di opere appartenenti alla corrente artistica più amata e studiata, tutte insieme, per la prima volta in Italia.


Le esposizioni, che nel tempo sono state dedicate agli Impressionisti, sono sempre state realizzate attorno ai nomi di Pissarro, Degas, Monet, Renoir e Manet, ma “Percorsi e segreti dell’Impressionismo”, è la mostra più completa, mai realizzata in Italia dedicata interamente a  questo movimento artistico. Il percorso espositivo è studiato in modo da far scoprire tutte le ricerche che questi artisti portarono avanti in un’epoca di grandi sconvolgimenti artistici e tecnici, dalla pittura ad olio al pastello, dalla ceramica alla scultura, dal disegno alla grafica, sconvolgimenti che costrinsero, quelli che furono definiti poi Impressionisti, ad inventare nuove tecniche di stampa e nuovi metodi espressivi. In mostra vi sarà un ampio panorama delle tecniche usate da questi artisti, i quali si trovarono a dover combattere con un nemico temibile, subdolo e mai affrontato in precedenza da altri: la fotografia, che con la sua forza prorompente e la sua immediatezza, cambiò la concezione della pittura e delle arti visive. L’impressionismo accettò inconsapevolmente la sfida della fotografia divenendo, suo malgrado, la spinta propulsiva e liberatoria dell’arte del ‘900 e dei secoli a venire. Il progetto pensato per la città di Catania parte dalle opere di Ingres, Delacroix, Courbet, Corot, Millet, che dal realismo e dalle bucoliche espressioni della scuola di Barbizon dettarono i canoni di un gusto estetico che trovò nella pittura en plein air la sua giusta dimensione, per arrivare infine alla rivoluzione impressionista.


200 capolavori dell’arte, con opere di: Pierre-Auguste Renoir, Paul Cézanne, Edouard Manet, Claude Monet, Paul Gauguin, Vincent Van Gogh, Edgar Degas, Camille Pissarro, Lucien Pissarro, Nadar Jeune, Félix Nadar, Gustave Courbet, Eugène Delacroix, Jean-Baptiste Camille Corot, Jean-François Millet, Gustave Doré, Jean Achille Benouville, Jean-Auguste D. Ingres, Johan Barthold Jongkind, Dr. Paul Gachet dit Van Ryssel, Henry Somm, Odilon Redon, Georges Seurat, Paul Signac, Alphonse Legros, Alfred Sisley, Vincent Vidal, Victor Vignon, Stanislas Lépine, Edouard Brandon, Giuseppe de Nittis, Berthe Morisot, Eugène Boudin, Mary Cassatt, François-Louis Français, Armand Guillaumin, Albert Lebourg, Jean-François Raffaëlli, Félix Bracquemond, Jean-Baptiste Millet, Zacharie Astruc, Jean-Louis Forain, Gaston La Touche, Marcellin Desboutin, Ludovic Piette, Ludovic Napoléon Lepic, Jean-Baptiste Léopold Levert, Emile Schuffenecker, Adolphe-Félix Cals, Pierre Bonnard, Isidore Verheyden, Constant Permeke, Henri-Maurice Cahours, Charles-Jean Agard, Marcel Emmanuel Laurent, James Northcote, Henri Biva, Philippe Hauchecorne, Edward Chappel, Jacques Gay, Erich Von Perfall, Pierre Georges Jeanniot, Firmin-Girard, Théodore Géricault, Armand Guillaumin, Henri Rouart, Henry Moret, Maxime Maufra, Roderic O’Conor, Ernest Ponthier de Chamaillard, Maurice Denis, Emile Bernard.


Per info e costi visitare il sito www.impressionistiacatania.it oppure fate lo scan del codice QR presente nell’immagine.


Francesca Brancato

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Camilleri/Tiresia: dal Teatro Greco al cinema

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Grandi notizie per gli appassionati dei romanzi dell’unico e solo Andrea Camilleri, scrittore siciliano conosciuto ed amato in tutto il mondo come il padre del Commissario Montalbano, interpretato sul piccolo schermo da Luca Zingaretti, il quale sarà protagonista, per la prima volta sul grande schermo, di un viaggio tra mito e letteratura sulle orme dell’indovino Tiresia alla ricerca dell’eternità.

 

«Ho trascorso questa mia vita ad inventarmi storie e personaggi. L’invenzione più felice è stata quella di un commissario conosciuto ormai nel mondo intero. Da quando Zeus, o chi ne fa le veci, ha deciso di togliermi di nuovo la vista, questa volta a novant’anni, ho sentito l’urgenza di riuscire a capire cosa sia l’eternità̀ e solo venendo qui, solo su queste pietre eterne, posso intuirla, solo su queste pietre eterne».

 

«Chiamatemi Tiresia!». 


Si è aperto così Conversazione su Tiresia, spettacolo scritto ed interpretato dallo stesso Andrea Camilleri e prodotto da Carlo degli Esposti per Palomar, andato in scena al Teatro Greco di Siracusa lo scorso 11 giugno di fronte un pubblico di quattromila spettatori, nell’ambito del 54° ciclo di Rappresentazioni Classiche realizzate dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico - INDA di Siracusa. Un racconto mitico,  pensato, scritto e narrato da Camilleri il quale cunta la storia dell’indovino cieco le cui vicende, attraverso i secoli, si intrecciano a quelle dello stesso scrittore. Quell’indimenticabile serata, a cura di Valentina Alferj, per la regia di Roberto Andò e musiche dal vivo di Roberto Fabbriciani, arriva per la prima volta al cinema solo per tre giorni il 5, 6, 7 novembre 2018, con Conversazione su Tiresia. Di e con Andrea Camilleri. L’evento speciale, con riprese in alta definizione dirette da Stefano Vicario, porterà in tutti i cinema d’Italia l’emozione dell’eccezionale performance dello scrittore, in uno dei teatri all’aperto più suggestivi ed antichi del mondo.


La figura di Tiresia, mitico indovino cieco, presente in tutta la storia della letteratura, ha per  molti anni incuriosito ed  affascinato Andrea Camilleri, che nella sua Conversazione fa dialogare il Camilleri/Tiresia con Omero, Sofocle, Seneca, Dante, T.S. Eliot, Apollinaire, Virginia Woolf, Borges, Pound, Pavese, Primo Levi, e ancora con Woody Allen, che fa apparire Tiresia ne La dea dell’amore, con il Pasolini dell’Edipo Re e con i Genesis di The Cinema Show, il brano sulle cui note si apre lo spettacolo. La ricerca dello scrittore si snoda attraverso le epoche, per raccontare un personaggio che è stato sia donna che uomo e che, come lo stesso autore siciliano, ha perso la vista.


«Da quando io non vedo più, vedo meglio».


Sono le parole di Camilleri ed è la sua stessa voce a far risuonare la storia di Tiresia attraverso il racconto di quanti l’hanno narrato. Oltre a questo omaggio cinematografico, che darà, ai molti che non hanno potuto essere presenti, la possibilità di immergersi in un’esperienza unica, siamo lieti di informarvi che il testo della Conversazione su Tiresia sarà in libreria dal prossimo marzo a cura della casa editrice Sellerio. Una sfida per il novantreenne Andrea Camilleri, autore che vanta oltre 30 milioni di libri venduti in tutto il mondo, e che ha voluto proporre al suo pubblico in chiave ironica e poetica, ma anche caustica, maliziosa e dissacrante, un personaggio ultra citato e ben presente in letteratura, per delineare una trama che si è rivelata catartica, proprio come le antiche tragedie greche.


Sarà anche un’occasione unica per ammirare il Teatro Greco di Siracusa in tutti i cinema d’Italia. Il nostro splendido teatro, risalente al V secolo a.C. è stato luogo prediletto per le rappresentazioni teatrali del mondo greco-occidentale, sin dall’antichità. Altissimo esempio di architettura civile, fu anche luogo di culto e di grandi assemblee popolari, sede di processi pubblici e, in epoca romana, adattato a esibizioni circensi e di varietà. Quasi dimenticato nel Medioevo, nei secoli successivi il teatro è stato oggetto di trasformazioni, spoliazioni, danneggiamenti e asportazioni che oggi lasciano visibile solo la sua gigantesca impronta ricavata nella roccia. Ancora oggi questo splendido retaggio greco richiama ogni anno centinaia di migliaia di visitatori, che ne vogliono ammirare la maestosità o che vogliono assistere alle rappresentazioni teatrali classiche che vi si svolgono, ogni anno, tra la primavera e l’estate.


Conversazione su Tiresia. Di e con Andrea Camilleri è prodotto da Palomar e distribuito in esclusiva al cinema da Nexo Digital solo il 5, 6, 7 novembre in collaborazione con in media partner Radio DEEJAY, MYmovies.it e con Sellerio Editore.



Francesca Brancato

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BADIA LOST & FOUND: L’ARTE COLORA LE STRADE DI LENTINI

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Lentini (Sr) – Il quartiere Badia di Lentini ha da poco visto trasformare le proprie strade e le proprie costruzioni. Quei luoghi bloccati dalla multiproprietà e dall’assenza di incentivi, sono oggi diventati uno spazio di interazione tra arte e area urbana. 

Grazie al progetto Badia, Lost & Found è possibile oggi guardare al percorso che da un anno ha promosso il pensiero museale italiano di “cultura a cielo aperto” con un progetto-studio di rigenerazione urbana. Badia, Lost & Found - ovvero, il toponimo del quartiere dove tutto ha avuto inizio, associato alla filosofia del "Lost & Found", ritrovare le memorie storiche attraverso rivisitazioni e riletture con l'arte e la creatività contemporanea -, è il progetto curato da Giorgio Franco (direttore artistico) con cui i prospetti di edifici pubblici e privati, scelti per l’occasione, sono stati affidati ad artisti di street art che si sono sbizzarriti in performance rievocative per temi e significati.

Per l'edizione di quest'anno gli artisti coinvolti sono stati Giorgio Gieri, in arte "NONE", l'illustratrice liventina Marta Lorenzon, lo scultore netino Gianni Andolina, l'iperrealista Corrado Inturri e con un'opera d'arte contemporanea segnica di 42 metri, l'artista Salvatore Scarfone.  

Dopo la presentazione di Villa Giulia a Roma, in occasione del Convegno della Fondazione DIA.CULTURA, e la selezione nei TOP15 del Bando Culturability, il team del Badia Lost & Found grazie anche ad una rete di imprese e attività locali che contribuiscono all'andamento del progetto, vuole  sviluppare nel tempo il primo parco urbano d'arte della provincia di Siracusa, un grande Museo a cielo aperto, ove fare palestra di buone pratiche e scuola di arte contemporanea.

Le opere realizzate si aggiungono ai venti interventi che costituiscono il parco e rappresentano un dono consegnato alla comunità.

Badia Lost & Found è un progetto incrementale e rigenerativo, in grado di generare nuovi valori sociali e culturali, mettendo al centro le persone e le loro memorie. 

 

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Torna sulla scena catanese la rassegna teatrale Palco OFF

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CATANIA - Giovedì 25 ottobre, alle ore 21.00, al Teatro del Canovaccio, si alzerà il sipario sulla settima stagione teatrale di Palco OFF con lo spettacolo Sugnu o non Sugnuu 2.0,  per la regia di Nicola Alberto Orofino, con Francesco Foti e Francesca Vitale.

Quest'anno la proposta artistica di Palco Off si presenta ampia e variegata, proponendo diverse formule di abbonamento ad 8 spettacoli tutti insigniti di premi prestigiosi, con la novità che la stagione verrà ospitata in tre teatri diversi: Teatro Del Canovaccio, Must- Teatro Musco e Centro Zo. È già possibile abbonarsi alla stagione 2018/2019, gli spettacoli si svolgeranno da ottobre 2018 ad aprile 2019.


Il direttore artistico della rassegna, Francesca Vitale, ci ha illustrato questo settimo anno di attività: “Sette è un numero magico. Esprime la globalità e l'equilibrio, rappresenta un ciclo compiuto e dinamico. Sette sono le note musicali, i colori dell'arcobaleno, le meraviglie del mondo, i chakra e i giorni dei cicli lunari. Palco OFF quest’anno giunge alla stagione numero sette. È una stagione matura quella del sette, e noi siamo pronti ad un salto che vuole aggiungere ulteriori novità ed iniziative alla nostra curiosità sempre alta e al vostro desiderio di buon Teatro.

La stagione si aprirà con la produzione di Palco OFF Sugnu o non Sugnu nel quale, guidati dalla regia di Nicola Alberto Orofino, Francesco Foti ed io torniamo in scena con una nuova edizione delle avventure del siciliano Shakespeare con la britannica moglie Anne.
Grande orgoglio sarà quello di proporre un tema alto come quello della Giustizia, attraverso la storia di Giuseppe Gulotta in Come un granello di sabbia. Sarà un momento di autentica riflessione ed invito tutti, adulti e ragazzi, a condividere questa storia per comprendere quanto tocchi a ciascuno di noi essere il nuovo che cambia il corso delle cose brutte che non vorremmo mai che avvenissero.
E poi c'è l’ilarità di Come sono diventato stupido, dal romanzo di Martin Page, con quattro attori in scena capitanati da Corrado Accordino. E ancora, la storia delicata ed avvincente di Vissi d’arte, vissi per Maria, sulla vita e i sentimenti della Callas raccontati da Elena Bermani, già grande successo al Festival di Avignone.

A seguire la nuova produzione Nove, un tuffo nelle meraviglie della maternità con Egle Doria, mamma, autrice e attrice, diretta da Nicola Alberto Orofino. E, per i ritorni di artisti che il pubblico ha già conosciuto e apprezzato, Corrado d’Elia, (già da noi in Beethoven) con la sua versione di Iliade, si fa moderno cantore di passioni, amori, vendette, onori.
Ritorna anche Mattia Fabris ( interprete di Slegati), che ci farà vivere la suspense di Open, cronaca avvincente ed elettrizzante dell’ultima partita giocata dal grande tennista André Agassi. Grande ritorno anche per Mattias Martelli con Mistero buffo, capolavoro di Dario Fo lasciato in eredità a questo giovane autentico talento, per la regia di Eugenio Allegri, già osannato da critica e pubblico nei teatri nazionali.

Tra le novità di quest'anno oltre alla ricerca di spazi più congrui agli spettacoli e alle esigenze di spazio espresse dal pubblico, con il coinvolgimento di tre teatri, abbiamo pensato a incontri per parlare di teatro, corsi e iniziative per chi vuole divertirsi nel sul palco, come l'Abbonato in scena, che vedrà i nostri abbonati sul palcoscenico dopo un breve, piacevole, percorso di preparazione al termine della stagione. Infine, a tutti voi cari amici, che fin dall’inizio di questo settimo anno avete voluto sostenere la nostra realtà, fidandovi di chi ha scelto di portarvi per mano dentro situazioni plurali e sconosciute, di chi, per scelta, non è aiutato da alcuna istituzione o comitato, a voi consegno le chiavi di questo magico numero sette”.

Una stagione ricca di sorprese e di novità, con grandi nomi del teatro contemporaneo e numerose attività per tutti gli appassionati, che non si accontentano di assistere al di qua del palcoscenico. Una stagione tutta da scoprire e che non vi lascerà delusi.


Francesca Brancato

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Prorogata “Abstracta - da Balla alla Street Art”, al Museo Gagliardi di Noto

SIRACUSA - Le sale del Museo Gagliardi di Noto continueranno ad ospitare fino al 28 ottobreAbstracta - da Balla alla Street Art”, l’esposizione curata da Giuseppe Stagnitta, Giancarlo Carpi e Raffaella Bozzini, che documenta il percorso innovativo dell’astrattismo italiano dai precursori futuristi agli ultimi esperimenti di street art dei più significativi artisti italiani contemporanei di questa corrente. La mostra doveva rimanere esposta fino al 30 settembre, ma le numerose richieste arrivate da tutta Italia e l’interesse crescente delle scuole siciliane hanno fatto slittare la chiusura alla fine del prossimo mese.

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La Mostra è patrocinata dal Comune di Noto ed inserita fra i Grandi Eventi della Regione Sicilia, costituisce di oltre 70 lavori, provenienti da fondazioni, archivi e importanti collezioni private, opere significative dei più celebri artisti italiani che dialogano con le opere dei contemporanei.

“Abstracta” descrive l’evoluzione dell’Astrattismo italiano, che nasce con i primi esperimenti di Giacomo Balla con una serie di quadri denominati “compenetrazioni iridescenti” del 1912 per passare all’astrattismo analogico dello stesso Balla, di Fortunato Depero, Julius Evola e in parte di Enrico Prampolini e Gerardo Dottori, nella seconda metà degli anni dieci, fino alle sperimentazioni di Prampolini in chiave di “idealismo cosmico” negli anni trenta. L’esposizione presenta poi gli artisti che descrissero l’elaborazione astratta intorno alle teorie di Kn di Carlo Belli, tra Milano e Como, Carla Badiali, Alberto Magnelli, Fausto Melotti, Mario Radice, Mauro Reggiani, Manlio Rho, Atanasio Soldati, Luigi Veronesi. 

Nel complesso clima dell’immediato dopoguerra, fino a tutti gli anni cinquanta del secolo scorso, la mostra procede per decenni, intersecando gli esponenti dei due principali gruppi astrattisti dell’epoca, Forma e MAC, quali Carla Accardi, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Achille Perilli, Giulio Turcato, Antonio Sanfilippo, e, per il MAC, tra Milano, Torino e Firenze, Gianni Bertini, Annibale Biglione, Oreste Bogliardi, Enrico Bordoni, Angelo Bozzola, Nino Di Salvatore, Albino Galvano, Jean Leppien, Mario Nigro, Ideo Pantaleoni, Adriano Parisot, Bruna Pecciarini, Regina, con la produzione coeva di alcuni astrattisti fondatori dell’Art Club, Enrico Prampolini, Joseph Jarema, fino ad alcuni esponenti dello Spazialismo, come Lucio Fontana e Roberto Crippa, e alle espressioni di artisti più anziani di ascendenza figurativa come Corrado Cagli e Quirino Ruggeri, fino ancora al principale esponente di Origine, che è Giuseppe Capogrossi, con una apertura verso l’informale di Afro Basaldella, nonché verso il percorso originale, tra informale e astrazione lineare, di Bice Lazzari. 

Nella sezione dedicata agli anni sessanta, vengono delineate le ulteriori proposizioni astrattiste del Gruppo 1, composto da Gastone Biggi e Achille Pace, fino alle esperienze dell’arte cinetica e ottica, da Getulio Alviani ad Alberto Biasi a Grazia Varisco. Tra sessanta e settanta, la mostra presenta anche le declinazioni di pittura analitica o “radical painting” di Claudio Verna, Paolo Cotani e Marcia Hafif, e l’astrazione fenomenica di Michele Cossyro. 

Come ponte verso le espressioni di Street art astratta più recenti, situate entro coordinate post-pop, all’interno dell’esposizione troverete l’astrattismo pop di Davide Nido, Roberto Pan, Alberto Parres e Veronica Montanino, fino agli ultimi esperimenti di astrattismo nella Street Art con 108, GUE’, CT, Etnik, Moneyless, 2501, Sten Lex, Alberonero, Ligama, Tellas e Bros.

Un’esperienza colorata e coinvolgente, che ci fa percorrere un viaggio a ritroso fino ai giorni nostri, tra linee e colori dell’astrattismo italiano.


Francesca Brancato

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