Le Soste di Ulisse festeggiano a Siracusa “Terre, mari uomini”

Soste di Ulisse Siracusa conferenza stampa 2019
Cuttaia chef Soste di Ulisse Siracusa 2019

Il presidente Pino Cuttaia firma un protocollo d’intesa con Unicredit per azioni di sostegno al comparto attraverso formazione e sviluppo aziendale

Siracusa - Le Soste di Ulisse arrivano in città e lo fanno annunciando una grande festa di due giorni, che si svolgerà il 31 marzo e l’1 aprile presso il Grand Hotel Minareto, ma anche un’azione di rafforzamento e di rilancio del settore della ristorazione attraverso un protocollo d’intesa firmato con Unicredit. A suggellare la collaborazione il presidente delle Soste, Pino Cuttaia, e il regional manager Sicilia di Unicredit, Salvatore Malandrino.

“Sostenere il tessuto imprenditoriale della ristorazione siciliana in questo momento storico – ha spiegato Malandrino- vuol dire non solo riconoscere il valore culturale di quanto i cuochi e la ristorazione in generale sta facendo per l’isola, ma anche una parte importante dell’economia siciliana fatta di piccoli produttori”. Il protocollo prevede una serie di azioni di sostegno non solo economico, ma anche formativo, che saranno a disposizione degli associati e del comparto in generale per incentivare e rafforzare lo sviluppo d’impresa.

 Gli chef delle Soste si preparano intanto ai due giorni di festa, un appuntamento biennale per cui quest’anno è stata scelta Siracusa. Domenica a pranzo sarà il momento dedicato alle famiglie con street food, mentre lunedì sera si terrà la cena di gala. “Per noi è un momento di analisi e riflessione- ha detto il presidente delle Soste Pino Cuttaia-; dietro ogni piatto ci sono tanti mestieri e con la nostra festa vogliamo alzare l’attenzione proprio sulla filiera e sulla sostenbilità verso cui sempre più la ristorazione d’eccellenza si dirige”. Il tema scelto “Sicilia da vivere. Terre, mari, uomini” vuole infatti mettere in risalto il ruolo di sviluppo e salvaguardia che lo chef ha nei confronti dell’ecosistema economico, sociale e produttivo.

La festa sarà anche un momento di divertimento e spettacolo. Tra gli ospiti annunciati dal vicepresidente Tony Lo Coco stamattina ci sono Antonino Cannavacciuolo, Filippo La Mantia, Chicco Cerea, oltre a Salvo Ficarra, da tempo amico e supporter delle Soste di Ulisse.

L’appuntamento è dunque per il 31 marzo e l’1 aprile.

Qui tutte le info: https://www.facebook.com/events/375787046337375/

 

Santina Giannone

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La Cannoloterapia da Siracusa arriva fino in Giappone

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SIRACUSA - «Una sera di febbraio mi arriva un messaggio da parte di una mia amica che vive a Singapore e che non sentivo da molto tempo, nel quale c’era scritto “e poi capita di accendere la televisione e trovare Franco Neri, incredibile!”». A scovare un talento ed una passione per i prodotti che realizza che «non sono solo semplici scontrini ma ricerca ed attenzione, cura ed amore per il risultato finale» e che di certo si possono definire “incredibili” è stata la troupe di un programma televisivo nazionale giapponese NHK, che conta milioni di telespettatori in tutta la nazione e che nello scorso mese di novembre ha dedicato delle sequenze al «Mokambo diffuso», per poi proseguire il proprio tour in Svizzera e concluderlo a Parigi. 

Una vera e propria ricerca dell’attività di famiglia, di via Pausania a Siracusa, che da anni porta avanti la tradizione, fedele a se stessa, ma con la capacità, allo stesso tempo, di abbracciare la modernità dando vita, così, alla “Cannoloterapia”, che se inizialmente era considerata un’istituzione per il territorio ha ormai saputo superare anche i confini d’oltre oceano. «Abbiamo avuto come la sensazione che ci abbiano tenuto d’occhio per settimane se non mesi - racconta Franco Neri -. Non a caso le fasi che hanno preceduto la messa in onda sono state numerose: un primo contatto telefonico, un secondo contatto via email per poi arrivare ad un sopralluogo iniziale durante il quale abbiamo avuto l’occasione di conoscere il regista, un giapponese doc, sobrio e tutto d’un pezzo, e solo dopo siamo arrivati, nel mese di novembre, a realizzare le vere e proprie registrazioni che avrebbero utilizzato in ultima battuta per la messa in onda del programma». 

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Poco meno di 10 minuti, mandati in onda il 2 ed il 26 febbraio sulla rete NHK, durante i quali viene inquadrata piazza Duomo, Ortigia ed il suo mare increspato di fine novembre ma vengono anche raccontati tutti i momenti che danno vita al cannolo: dall’impasto, alla lavorazione della ricotta, che è mista e mai pura, fino ad arrivare alla fase finale ed alla reazione per i clienti. «Durante la registrazione siamo stati a disposizione della troupe per quattro giorni che si sono rivelati molto intensi - prosegue Neri -. Con mio fratello Massimo, che da nostro padre ha ereditato il dono di saper maneggiare ed esaltare la materia prima, abbiamo mostrato la realizzazione della cialda, la cottura, la farcitura del cannolo che infine spolveriamo con un tocco di cannella, una vera e propria “droga” che stimola l’olfatto e prepara il gusto all’istante dell’assaggio». 

E se la famiglia Neri si dovesse spiegare come sia stato possibile che lo staff di un programma televisivo giapponese sia stato in grado di intercettare e raccontare la loro tradizione dolciaria la risposta, in realtà, è semplice. «Non ci siamo soffermati a lungo sul perché fossimo stati scelti noi - racconta Franco -. Non siamo nuovi né al panorama nazionale né a quello internazionale. Inoltre aver vinto, nel 2012, il primo premio al concorso “Sapore innovation award” della fiera di Rimini con la nostra “Perla di mandorla al Moscato”, ha permesso che da quel momento in poi iniziassero nuove opportunità: dalla presenza al Master in comunicazione e marketing di Tor Vergata ad un dialogo sempre più fitto con Roma».

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La tradizione ed innovazione dolciaria dei Neri continua a percorrere il proprio personale ed ormai “autonomo” giro del mondo con il «Mokambo diffuso» e la «Cannoloterapia» che in numerosi scatti, più di migliaia, immortala le perle di mandorla o il primo morso al cannolo. «Non abbiamo inventato niente che già non facessimo da anni - conclude il pasticcere ed esperto in comunicazione - ci siamo limitati ad immortalare le nostre creazioni e la soddisfazione dei clienti, che poi è anche la nostra, nel momento in cui addentato i nostri dolci dopo avergli spiegato come li abbiamo realizzati e gli ingredienti, rigorosamente autoctoni, che abbiamo scelto per produrli. È questa la vera terapia e si tratta di un “gioco” che ha ormai vita propria e si alimenta da sé grazie anche all’intraprendenza dei nostri clienti». 


Emilia Rossitto

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Da Belpasso alle Bardados, una comunità in espansione per “Lascia un libro, prendi un libro”

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Belpasso (CT) - Alle pendici dell’Etna, a pochi passi da Catania, Giuseppe Rapisarda dottore in chimica con la passione per i viaggi, che vive a Belpasso e che coglie ogni occasione a sua disposizione per poter girare il mondo, ha dato vita all’iniziativa “Lascia un libro, prendi un libro”.Si tratta di un’idea che osserva con sguardo privilegiato il sociale e che si propone di divulgare e condividere gratuitamente libri di ogni genere, ad eccezione dei libri di testo destinati allo studio, negli spazi pubblici o nelle attività commerciali. 

Un format importato dai paesi stranieri visitati nel suo personale percorso di vita, nato a giugno 2017 e che si è presto diffuso in Sicilia per poi approdare anche in sei regioni d’Italia. Ad entrare a far parte della grande rete che compone l’iniziativa anche l’Hotel Santosha a Barbados dove, anche in questo caso, sarà possibile usufruire e partecipare al progetto totalmente gratuito. Una vera e propria comunità, quella composta da commercianti ma anche istituti scolastici che hanno aderito alla trovata del chimico, che solo a Belpasso conta 31 punti di raccolta ed oltre 2.000 libri a disposizione degli utenti.

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 Il gruppo scout Agesci di Roma, il dipartimento di Scienze del Farmaco di Catania, l’associazione giovanile Ascuta a Linguaglossa, l’Ostello della Gioventù Il Castello a Noto, lo Smartpoint Vodafone a Pedara ma anche Alt Service e Tecnology a Sant’Agata Li Battiati, sono solo alcuni dei posti e delle persone che dal mese di gennaio ad oggi continuano a prendere parte alla libreria diffusa e che vogliono “portare i libri alle persone e non le persone ai libri, per riavvicinarsi alla lettura”. 

Un progetto in continua espansione quello di “Lascia un libro, prendi un libro” che ha raccolto numerosi consensi ed ha coinvolto e continua a coinvolgere con entusiasmo. Nei luoghi che aderiscono all’iniziativa è possibile trovare una piccola libreria destinata agli estimatori della lettura. Un semplice e piccolo gesto che si propone, allo stesso tempo, di inviare un messaggio che sia culturale ed etico affermando che “la cultura rende liberi”e che leggendo è possibile, perché no, combattere anche la ludopatia. 

Per poter aderire al circuito che compone la grande comunità che vuole promuovere la lettura ed il recupero e rivalutazione dei testi è possibile mettersi in contatto con Rapisarda direttamente attraverso i social network alla pagina Facebook “Lascia un libro, prendi un libro”. 

Emilia Rossitto

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La Sicilia al Premio Strega 2019

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Premio Strega 2019 - Nel 2019 la scrittura in Sicilia è donna; sono cinque, quest’anno, le scrittrici siciliane ad essere tra i 57 candidati del Premio Strega 2019, il riconoscimento che da oltre 70 anni grazie a Maria Bellonci e Guido Alberti, si prefigge di rappresentare “gli umori dell’ambiente culturale e dei gusti letterari degli italiani”. E a raccontare la propria terra attraverso gli occhi di due ragazzi figli di un quartiere ricco di contraddizioni ma anche a parlare di libertà, pensiero e costume o di come sia possibile fare i conti con i “fantasmi del passato e del presente” ci sono riuscite la messinese Nadia Terranova con Addio Fantasmi di Einaudi proposto da Pierluigi Battista, le palermitane Evelina Santangelo con Da un altro mondo di Einaudi, proposto da Helena Janeczek, Fabrizia Lanza con Tenerumi di Manni Editore, proposto da Cesare Milanese, la catanese Emanuela Ersilia Abbadessa con È da lì che viene la luce di Piemme, proposto da Roselina Archinto ma anche la siracusana Veronica Tomassini con Mazzarrona di Miraggi Edizioni, proposto da Giovanni Pacchiano.

Ma se la scrittura in Sicilia è donna a voler denudare la propria terra è proprio la Tommassini che in Mazzarona, con un linguaggio crudo e diretto ma limpido e vero descrive “una storia d’amore di ragazzi affamati di vita” che ogni giorno “rischiano di farsela scivolare dalle vene e sfidarla di continuo”. Si tratta di un faro, quello puntato dalla penna dell’autrice, che illumina con la propria luce un quartiere di periferia, ruvido, violento dove i sogni crescono circondati da degrado e dove la protagonista definita “crocerossina fallita, in un tempo delle mele macchiato di nero”, assisterà al declino del suo amore, Massimo, che morirà di overdose.

E a far assaporare al lettore la Sicilia è anche Lanza che con Tenerumi vuole coniugare, nello stile narrativo, romanzo di formazione ed affresco sociale. Una famiglia aristocratica del Novecento raffigurata in “maniera intima ed universale, attraverso il tavolo da pranzo luogo che in Sicilia diventa metafora e si fa portavoce di “vecchie e nuove intese ed emotività crude”.

Prosegue la sua narrazione a Taormina, Abadessa, autrice di È da lì che viene la luce, un romanzo che parla tra “luci ed ombre” dell’incontro tra il barone Ludwig von Trier “alto e sottile, pallido e vestito in modo impeccabile, così diverso da chiunque viva a Taormina” e Sebastiano Caruso “un ragazzo di diciassette anni, orfano di padre”. 

Di tutt’altro stampo è Addio Fantasmi, nel quale Terranova si addentra, in maniera intimistica ed introspettiva, nello spaccato di vita di Ida, una donna che vedrà la propria esistenza incagliata nelle stanze di una casa tra due mari, nella sua Messina, città natale. Tra le pagine c’è “l’ossessione di una perdita, un corpo a corpo con il passato che ci rende tutti dei sopravvissuti”. La donna dovrà fare i conti con la ristrutturazione dell’appartamento di famiglia che la madre ha deciso di mettere in vendita. è in questa occasione che riemerge il trauma che l’ha segnata da ragazzina: la scomparsa di suo padre. Non un lutto, ma la ferita inferta da un padre che una mattina, di molti anni prima, scelse di andare via e non tornare.

Ad essere eletto Libro dell’anno 2018 dagli ascoltatori di Fahrenheit-Radio Tre è, invece, Da un altro mondo della Santangeli, nel romanzo definito “unico, feroce e contemporaneo”, dà vita all’intreccio dei “destini dei vivi e dei morti” che “s'incrociano senza rumore”. I personaggi, in questo testo ricco di cuore, “sono spiriti nascosti, fiammate bianche che arrivano dai roghi piú profondi”. Si tratta di voci che “hanno da raccontarci qualcosa d'importante che la forza della letteratura fa detonare, pagina dopo pagina, verso un finale sorprendente”. Un vero e proprio connubio tra realtà e finzione che affronta sentimenti come il dolore e l’amore ma parla anche di separazione e migrazione. 

A strappare un posto tra i 12 candidati in concorso che saranno presentati il prossimo 12 aprile a Benevento è proprio Terranova con il suo Addio Fantasmi che le garantirà la possibilità di essere, inoltre, tra i protagonisti che seguiranno le numerose tappe del tour che sta per iniziare nei festival e nelle rassegne letterarie fino ad arrivare all’atteso appuntamento del 12 giugno dove verranno annunciati i 5 finalisti seguito dall’ultima tappe del 4 luglio che decreterà il vincitore. 

Emilia Rossitto

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Il magico mondo di Titò è sbarcato a Roma

Il magico mondo di Titò è sbarcato a Roma per portare avanti il progetto di lettura ed educazione all’ambiente per i bambini

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Transizione verso l'energia pulita: Salina tra le sei Isole pilota dell'Unione Europea

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MESSINA - Ultimamente si fa un gran parlare di climate change, di responsabilità collettive e futuro, non solo del pianeta, ma di tutti noi. L’Europa ha finalmente emesso delle leggi che consentiranno, entro il 2021 la rimozione completa di alcuni beni di consumo, altamente inquinanti. Parliamo soprattutto di oggetti di uso quotidiano, usa e getta, come posate e stoviglie di plastica, e alcuni imballaggi di alimenti e beni di prima necessità, che letteralmente, vengono acquistati insieme alla merce per essere usati la durata di qualche secondo, per poi essere gettati nell’immondizia. Ecco, questa è la fast consuming industry fatta di essenzialmente di scarti, che dopo essere stati gettati impiegano anni, se non addirittura secoli, per essere smaltiti dal pianeta.

È stato stimato dall’ONU che 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici vengono riversati ogni anno negli oceani e questo intacca anche Paesi come il nostro. Ad un giorno dalla marcia mondiale che avrà luogo domani, 15 marzo 2019, e coinvolgerà 1.325 città, capitanata dalla giovane attivista svedese per il clima Greta Thunberg e seguita sui social con la campagna #fridaysforfuture, siamo lieti di sapere che l’Isola di Salina riceve un importante riconoscimento. È stata infatti individuata dall’UE, come una delle sei Isole pilota dell’Unione per la transizione verso l’energia pulita, a fare da esempio per il maggior numero possibile di isole europee negli anni a venire.

La selezione delle isole dell’UE impegnate nella transizione energetica è un’iniziativa della Commissione Europea Clean Energy for EU Islands, partita ufficialmente il 18 febbraio scorso, con il sostegno del Segretariato delle Isole dell'UE per l'Energia pulita. L'iniziativa è stata lanciata nel maggio 2017 a Malta, quando la Commissione Europea e 14 paesi dell’Unione, (tra cui: Croazia, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Malta, Portogallo, Spagna, e Svezia) hanno firmato una dichiarazione politica.

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L'iniziativa della Commissione Europea avvia il processo di transizione energetica con le isole, per sostenerle nel diventare più autosufficienti, prospere e sostenibili. In una prima fase le Isole, Aran (Irlanda) Cres-Lošinj (Croazia), Sifnos (Grecia), Culatra (Portogallo), Salina (Italia) e La Palma (Spagna), svilupperanno e pubblicheranno i loro programmi di transizione verso l'energia pulita, il tutto entro l'estate 2019. Le altre 20 selezionate lo faranno entro l'estate 2020. Dominique Ristori, Direttore Generale per l'Energia presso la Commissione Europea, ha dichiarato:

«Le 26 isole selezionate mostrano un notevole potenziale ed entusiasmo per lo sviluppo di forti e durature collaborazioni con gli stakeholder interessati alla transizione verso l'energia pulita. Avviandosi su questa strada, non solo diventeranno più autosufficienti e prospere, ma forniranno anche esempi stimolanti per le altre isole e per l'Europa nel suo complesso. Ciò a sua volta aiuterà l'UE a raggiungere i suoi ambiziosi obiettivi in materia di clima ed energia ».

Ci sono più di 2200 isole abitate nell’UE e, nonostante l'abbondanza di fonti di energia rinnovabili, come quella eolica, solare e del moto ondoso, molte di queste dipendono attualmente da costose importazioni di combustibili fossili per il loro approvvigionamento energetico. La transizione energetica pulita può aiutare le isole non solo a divenire più autosufficienti e prospere, ma anche a sbloccare nuove opportunità di lavoro interne alle proprie comunità. L'obiettivo del Clean Energy for EU Islands Secretariat è quello di aiutare il maggior numero possibile di isole europee a intraprendere e far progredire la transizione verso l'energia pulita.

La chiave del successo della designazione di Salina a questo prestigioso ruolo di Isola Pilota è il risultato di un lungo percorso iniziato con l’adesione dei tre Comuni dell’isola al Patto delle Isole, unica partecipazione di piccola isola italiana, e successivamente al Patto dei Sindaci, promosso dalla Regione Siciliana. In questo ambizioso progetto, oltre ai Comuni di Leni, Malfa e Santa Marina, sono coinvolti l’ENEA, in qualità di capofila, il Dipartimento Energia dell’Assessorato Regionale Energia e Servizi di Pubblica Utilità, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV, Marevivo, l’Associazione Albergatori Salina Isola Verde ed il consulente dei tre sindaci, ing. Filippo Martines.

Una mappa interattiva con ulteriori informazioni sulle isole selezionate per il supporto da parte del Clean Energy for EU Islands Secretariat è disponibile al link https://www.euislands.eu/26-islands-launch-transition


Francesca Brancato

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Il Museo dei giocattoli e delle cere Pietro Piraino verso la chiusura?

BAGHERIA (PA) - Nel cuore del piccolo centro che ha ispirato il film di Tornatore, si cela un tesoro della nostra Isola. Pochi sanno, probabilmente, che il primo museo delle cere al mondo è nato in Sicilia nel 1770, cento anni prima di quelli più celebri di Parigi e Londra: stiamo parlando del "Museo del Giocattolo e delle cere”, che si trova a Bagheria nella splendida villa del ‘700 La Certosa di Palazzo Butera. Il volto simbolo di questa istituzione è quello di Pietro Piraino Papoff, a cui è intitolato il museo, che è ad oggi tra i pochissimi in Italia a praticare ancora l’antica arte della ceroplastica.

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Quella di Piraino è una collezione dall'alto valore antropologico ed artistico, sottoposto a vincoli della sovrintendenza e del ministero, che attualmente è composta da circa 1800 tra giocattoli e bambole, prodotti con diversi materiali, quali porcellana, cera, cartapesta, panno lenci, celluloide, legno, risalenti ad un’epoca compresa tra il 1700 e il 1900. Tra i pezzi più pregiati, alcuni giocattolini in terracotta, rinvenuti nella tomba di una bambina del II sec. a.C., e una pistola giocattolo, proveniente invece da un campo di sterminio nazista. Una sezione è dedicata alle case per le bambole e ai mobili e agli accessori in miniatura, come porcellane ed utensili da cucina ed alcuni abitini. Presenti anche alcuni giocattoli in legno tipici della civiltà contadina siciliana di inizio Novecento: il carrettino, i piccoli Pulcinella, i pupi, le trottole, i fischietti. La collezione di automi presenta al suo interno rari giocattoli meccanici prodotti nell'Ottocento in Francia, Germania, Svizzera e Sicilia, tra i quali: un armonium a mantice, un organo di Barberia a martelletti e campanelli e diversi carillons a dischi, di fabbricazione tedesca. Infine, troviamo anche lanterne magiche, giocattoli scientifici, mentre ampio spazio è dedicato ai giocattoli di latta. Nella sezione dedicata alle cere, invece, sono esposte 100 sculture, opera di artisti siciliani e napoletani del Settecento e dell’Ottocento.

Inizialmente il Museo aveva la sua collocazione a Palermo, poi spostato presso Villa Cutò, sempre a Bagheria, ed infine, da quattro anni e mezzo circa, ha sede nelle splendide sale di questo bene storico che è Villa Certosa di Palazzo Butera, che è stato restaurato con fondi europei e che è di proprietà del comune di Bagheria. All’epoca della sua costruzione, la Certosa di Palazzo Butera era un vero gioiello, nella quale erano presenti cinque piccoli appartamenti, presso i quali venivano ospitati personalità importanti del tempo, poi un salone da ballo con affreschi del Velasco, e al primo piano quello che veniva chiamato "il conventino della certosa", con le sue 12 statue di cera. Nei primi anni del '900 la struttura divenne di proprietà del comune, ma cadde nel degrado a causa del disinteresse e dell’assenza di fondi adeguati. Poco a poco la Villa subì diversi furti, fino a quando, svuotata, divenne deposito di rifiuti. Circa dieci anni fa il Comune riprese in mano la situazione, riuscendo ad aggiudicarsi un finanziamento europeo per un importante restauro della struttura, che ha compreso anche la realizzazione, da parte di Piraino, di una copia delle 12 statue di cera, del tutto simili a quelle dell’epoca, realizzate  al tempo dal maestro ceroplasta Ferretti.

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Da qualche tempo però la manutenzione della Villa, e di conseguenza del Museo, non ricevono le giuste attenzioni e la struttura rischia la chiusura.

Racconta Piraino: «Abbiamo diversi disagi, in questo che è un bene di tutti e che andrebbe salvaguardato e portato come fiore all'occhiello di Bagheria. Qui il Comune neanche fa promozione e non arrivano turisti, è un vero peccato. Questo luogo e la collezione sono patrimonio di tutti, non solo mio, perché permettono di ricordare ai bambini di un tempo le loro radici e di far conoscere ai bambini di oggi i giocattoli e la realtà di ieri. Il gioco è fondamentale nella storia. Dalla preistoria fino agli anni ’50 del secolo scorso il giocattolo era il mezzo di apprendimento per i bambini, di esperienza e quindi di cultura. Dagli anni '50 in poi il giocattolo è diventato un bene di consumo e così è finita la sua funzione educativa».

Tra le sue pregiate attività, il museo vanta anche un laboratorio per il restauro dei giocattoli antichi, di sculture in cera, di presepi e di statue lignee, dove vengono prodotte, ex novo, statue e composizioni in cera, seguendo le antiche tecniche e metodologie della ceroplastica.

I vent'anni di storia della collezione di giocattoli e cere del Museo è raccontata dallo stesso Pietro Piraino in un libro recentemente pubblicato, dal titolo: "Giochi e giocattoli. Storia ed evoluzione”, edito da Edizioni Kalós. 

Non lasciamo che l’incuria e la dimenticanza distruggano alcuni dei più bei tesori che la Sicilia ha da offrire, facciamo in modo che la storia del Museo, e del suo ideatore e maestro, abbiano il risalto che meritano. Non permettiamo che un’istituzione del genere rischi la chiusura.

Per visitare la struttura il museo è aperto dal martedì alla domenica, dalle ore 9.00 alle ore 13.00. Lunedì giorno di chiusura settimanale.

Info e prenotazioni: http://www.museodelgiocattolo.org/ 




Francesca Brancato

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Lutto in Sicilia per la perdita dell’Assessore Tusa in Etiopia

Sicilia – La Sicilia è in lutto per la tragica scomparsa dell’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione Siciliana, l’archeologo di fama mondiale Sebastiano Tusa, per anni Soprintendente del Mare della Regione Siciliana. Tra le 157 vittime dell’incidente aereo avvenuto in Etiopia domenica 10 marzo, oltre all’assessore Tusa, altre 7 sono di nazionalità italiana (Matteo Ravasio, Carlo Spini e la moglie Gabriella Viggiani, Pilar Buzzetti, Virginia Chimenti, Rosemary Mumbi e Paolo Dieci). Tusa era in viaggio di lavoro, diretto in Kenya per un progetto dell’Unesco.

Assessore Sebastiano Tusa lutto in Sicilia assessore dei Beni culturali e dell'Identità Siciliana Regione Siciliana

Messaggi di cordoglio per la famiglia arrivano dalla società politica e civile, dal Presidente alla Regione Siciliana Nello Musumeci, ai dirigenti dell’INDA, al conduttore televisivo Alberto Angela, ricordando tutti l’inestimabile valore di intellettuale di quest’uomo che con il suo lavoro aveva contribuito a sviluppare importanti politiche culturali per la regione. 

“Il mondo della cultura e dei beni culturali perdono un intellettuale di passione e grande lealtà - sono le parole di Francesco Italia, presidente della Fondazione Inda -. Sebastiano Tusa ha fornito un contributo enorme all’archeologia con gli scavi e le scoperte in tutto il mondo dando lustro alla Sicilia, terra che amava profondamente; con la sua morte perdiamo un ponte prezioso tra il mondo della cultura e la politica. Esprimo il mio personale cordoglio e quello di tutta la Fondazione per i familiari di Sebastiano Tusa”. 

“Con Sebastiano Tusa abbiamo condiviso lungo la nostra vita la professione di archeologo e non è certo facile parlarne in questo momento – così accompagna le sue parole Mariarita Sgarlata, consigliere delegato della Fondazione Inda – a lui si deve l’istituzione della Soprintendenza del Mare in Sicilia, una struttura unica che esiste soltanto in Grecia e che ha garantito ricerca, tutela, vigilanza, valorizzazione e fruizione dell’immenso patrimonio dei mari siciliani. La Fondazione Inda si unisce alla profonda emozione per la sua tragica scomparsa. In questi mesi proprio l'assessore  Tusa e il presidente Musumeci erano stati i riferimenti preziosi e sensibili di una nuova fase nei rapporti tra la Regione Siciliana e l'Inda improntata ad una visione sinergica, al confronto e alla costante collaborazione istituzionale”. 

 "Ho conosciuto l'assessore Sebastiano Tusa nei primi giorni del mio insediamento, lo scorso novembre, a Siracusa dopo la presentazione di un libro sui beni culturali della Regione - è il ricordo di Antonio Calbi, sovrintendente della Fondazione Inda -. La sera a cena, avemmo modo di conoscerci un po' di più e gli illustrai le opere di Umberto Passeretti, pittore dedicato completamente all'archeologia, autore dell'immagine della stagione 2019 del Teatro Greco, e Tusa espresse il proprio entusiasmo. Non solo, si rese subito complice all'idea di arricchire il concerto di Ludovico Einaudi al Teatro Greco con immagini subacquee di ritrovamenti archeologici siciliani. Con la sua improvvisa e dolorosa scomparsa perdiamo un punto di riferimento speciale, un uomo di cultura e appassionato archeologo, prestato momentaneamente alla politica, e che avrebbe certamente supportato la Fondazione Inda nei suoi progetti di sviluppo territoriali e internazionali". 



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LA REGIONE SICILIANA CELEBRA L’8 MARZO E TUTTE LE DONNE

Costanza d'Altavilla Stupor Mundi codice Chigi

In Sicilia di donne forti e degne di nota ce ne sono sempre state, sin dalle origini della nostra storia, non solo territoriale. Come ad esempio quelle siracusane che nel 250 a.C. tagliarono le loro lunghe trecce, con le quali poi vennero costruiti gli archi che sconfissero i Cartaginesi; siciliana era Costanza D’Altavilla e di Svevia, madre del celebre Federico II; siciliane anche due femministe ante litteram, Genoveffa Basso e suor Dorotea Bellini, che, nella prima metà del ‘700 per prime nei loro scritti, parlarono di pari opportunità. Degne di nota anche le rivoluzionarie siciliane che combatterono in prima persona durante il Risorgimento, come la leggendaria Peppa ‘a Cannunera, che a Catania fece piazzare un cannone in posizione strategica alle spalle dei Bobrbonici e accese personalmente la miccia, sbaragliandoli. Siciliana la prima donna ad aver divorziato in Italia, la Baronessa catanese Maria Paternò, ma anche la prima donna ad aver indossato i pantaloni in Europa, Massara Francisca. La Sicilia annovera donne indomite, come Maria Occhipinti, che, al quinto mese di gravidanza, ebbe l’ardire di sdraiarsi davanti alle ruote di un autocarro, per impedire la partenza delle giovani reclute ragusane per il fronte. Era il 1945. Siciliane e degne di nota anche la prima presidente della Repubblica e le prime donne sindaco di un capoluogo: Ottavia Penna Buscemi, Elda Pucci e Anna De Maria. Siciliana e coraggiosa Franca Viola, che, nel 1965, si rifiutò di sposare il giovane mafioso che l’aveva rapita e stuprata, opponendosi insieme al padre perché il matrimonio riparatore non fosse più la toppa atta a nascondere una violenza. Coraggiose le donne siciliane, come Livia De Stefani, la scrittrice che per prima denunciò il potere mafioso, facendo nomi e cognomi di tutti i collusi, o come Giovanna Rampolla, Francesca Serio, Felicia Impastato, Saveria Antiochia, Michela Buscemi, Piera Lo Verso, Rita Atria, Giovanna Giaconia, Rita Borsellino, Sonia Alfano e Maria Falcone, che ogni giorno ci ricordano che la legalità è un diritto e un dovere di tutti e la paura è l’unico nemico che dobbiamo temere. Premio Nobel per la Pace la siciliana Giusi Nicolini, ex sindaco di Lampedusa e Linosa, che, dopo il naufragio del 3 ottobre del 2013, nel suo discorso ai vertici del Parlamento Europeo, ricordò a tutti che la politica delle leggi e dei porti chiusi non basta per affrontare al meglio la grande emergenza umanitaria che investe i nostri mari da troppi anni ormai.

Mosaici di Piazza Armerina Regione Sicilia

Per celebrare queste e tutte le altre donne di Sicilia, la Regione ha indetto un’iniziativa valida oggi, 8 marzo, che prevede l’ingresso libero in tutti i siti culturali dell’Isola. Per l’occasione, il competente assessorato ha organizzato anche mostre, visite guidate, eventi e iniziative a tema, mirati a sottolineare il rilievo culturale di questa celebrazione.

«Quello della violenza sulle donne - sottolinea il presidente della Regione Nello Musumeci - è un tema sul quale il mio governo non si vuole ricordare solo l’8 marzo, come se fosse solo un obbligo di calendario. Ecco perché, al di là delle iniziative messe in campo per questa giornata, abbiamo nel corso delle scorse settimane, attraverso l’assessorato alla Famiglia, finanziato trentuno nuovi sportelli d’ascolto per vittime di violenza e ventisei “Borse-lavoro”. L'idea è quella di creare, da un lato, una rete capillare in tutta l'Isola per aiutare tantissime donne a compiere un gesto, quello della denuncia, al quale troppo spesso rinunciano proprio per mancanza di strutture adeguate, in grado di raccogliere il loro profondo disagio e, dall'altro, favorire il loro inserimento occupazionale in enti socio-assistenziali dell'Isola. Un'opportunità con l'obiettivo di sostenere un percorso mirato alla loro autonomia economica».

Tra gli eventi in programma segnaliamo: 

  • quello del Museo di Messina, con l’iniziativa "Posto occupato", progetto nazionale dedicato alle vittime della violenza di genere. Davanti al dipinto "La strage degli innocenti", del messinese Alonzo Rodriguez, verrà riservato un "posto occupato" per portare all'attenzione dei visitatori gli episodi di violenza proprio davanti a un prezioso quadro che descrive il fatto evangelico narrato dal pittore, dove una donna arriva fino all'estremo sacrificio per proteggere i propri figli;

  • presso Palazzo Abatellis, a Palermo, è in programma un evento che parla di restauro e di restauratrici, dove una scultura del Rinascimento verrà presentata al pubblico dopo il restauro; 

  • al Museo Paolo Orsi di Siracusa si terrà la manifestazione "Profili di donna", letture drammatizzate a cura dell'Accademia d'arte del dramma antico;

  • la Soprintendenza di Catania organizza, invece, "La donna nell'arte. Le arti per le donne", un momento per ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche, ma anche le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono oggetto in tutte le parti del mondo;

  • Sempre a Palermo, il Museo Salinas proporrà le giornate di studi "L'archeologia delle donne in Italia dal XX secolo al futuro", una serie di tavoli tematici dedicati alle donne in archeologia.

«Anche queste iniziative, assieme all’ingresso gratuito la prima domenica del mese e l’istituzione della tessera di fidelizzazione dei musei - dichiara l’assessore dei Beni culturali Sebastiano Tusa - costituiscono parte della campagna di sensibilizzazione messa in atto dal mio assessorato. Parlare di donne sotto la lente dell’arte, rappresenta la cifra dell’attenzione che la Regione Siciliana riserva al mondo femminile in questo particolare momento di recrudescenza del fenomeno della violenza. I fatti di cronaca ci ricordano che siamo ancora lontani dal superamento di una questione del nostro tempo che sembra gettarci indietro verso il baratro dell’inciviltà. Il governo Musumeci vuole, con queste sue iniziative, dare senso e visibilità all’apporto della cultura per vincere una battaglia che deve vedere tutti i siciliani partecipi e protagonisti».


Francesca Brancato

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L'Infiorata di Noto 2019 e i "Siciliani nel Mondo"

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SIRACUSA - Dopo l’edizione 2017 dedicata al Principato di Monaco e quella 2018 alla Cina, quella del 2019 dell’Infiorata di Noto vedrà come tema quello dei “Siciliani nel Mondo”.

«Vogliamo dedicare la nostra prestigiosa Infiorata alle tante comunità di Siciliani nel Mondo, permettendo loro di abbracciare l’amata terra natia e di raccontarci le loro esperienze di vita, una storia fatta di tanti successi e di innegabili sofferenze». […] «Un vero atto di amore e di pura riconoscenza». Con queste parole il sindaco di Noto Corrado Bonfanti presenta il tema della 40ª edizione dell’Infiorata di via Nicolaci.

I bozzetti realizzati dai maestri infioratori netini, le mostre, i workshop e persino gli spettacoli in programma saranno ispirati alle storie di tutti quei siciliani che, negli anni passati, hanno abbandonato la propria terra in cerca di nuove e promettenti possibilità, per recarsi in Canada, negli Stati Uniti e in altre parti del mondo.

Siciliani che da immigrati sono diventati protagonisti di storie di successo, per i quali l’infiorata di quest’anno vuole essere un simbolico e metaforico “bentornati“ ma soprattutto un momento di riflessione sul tema dell’immigrazione. L’edizione del 2019 accoglierà un tema profondo e che punta a ricomporre memorie individuali e collettive, storie normali ed eccezionali, che rappresentino passato ed futuro dell’essere i cosiddetti “Siciliani d’America”.

La manifestazione è in programma dal 17 al 19 maggio prossimo, mentre sabato scorso, 2 marzo, è stata presentata in conferenza stampa la grafica ufficiale della 40ª edizione dell’Infiorata, evento ormai di richiamo internazionale, inserito anche nel calendario degli appuntamenti promossi dalla Regione Siciliana. Gli assessori al Turismo e alla Cultura, Giusi Solerte e Frankie Terranova, si sono preoccupati di contattare il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e, al fine di far giungere la voce alle comunità di Siciliani in America, l’evento sarà presentato anche a New York a fine marzo.


Francesca Brancato

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Inaugurata la biblioteca dell’associazione “Per la città che vorrei”

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SIRACUSA - La città aretusea, da oggi, conta una nuova biblioteca, quella dell’associazione culturale “Per la città che vorrei”, inaugurata nel fine settimana scorso con un evento che si è tenuto all’Hotel Relax. «L’iniziativa - ha precisato Sergio Pillitteri, presidente di “Per la città che vorrei” - è rivolta non solo ai soci ma a tutti i siracusani, ed ha un ambizioso obiettivo, quello di fare rete con altre biblioteche».

Non a caso all'inaugurazione ha partecipato anche Maurizio Gatto, responsabile della Biblioteca "Vittorini", il quale ha spiegato: «Esiste un sistema bibliotecario provinciale che al momento raggruppa circa 50 biblioteche dislocate in tutta la provincia. Per cui un utente può recarsi in qualsiasi biblioteca del sistema, chiedere il libro di cui ha bisogno ed ottenerlo, anche se il testo si trova in una struttura diversa da quella a cui si è rivolto l’utente».

All'inaugurazione ha partecipato anche l’on. Bruno Marziano che donerà diversi testi alla neo-struttura. «Sono certo che anche in tempi di ebook - ha detto Marziano - il valore del libro cartaceo sia indiscutibile. Ho saputo di questa iniziativa e siccome ho migliaia di libri che “non vivono più”, ho chiesto agli amici dell’associazione di dare un’occhiata alla mia biblioteca e di segnalarmi i testi a cui sono interessati. Testi che sarò ben lieto di donare a questa biblioteca».

L’inaugurazione della nuova struttura ha rappresentato anche una preziosa occasione per trascorrere una piacevole serata all’insegna della musica e della cultura. Corrado Strano ha, infatti, allietato l’evento con la sua fisarmonica, tra i brani eseguiti: “Tu che m’hai preso il cuor”, “Non ti scordar di me” e “I te vurria vasà”. Letti dal socio Nino Risuglia anche i versi di Corrado Strano, dal titolo “Omaggio alla fisarmonica, mentre Clarissa Meyringer ha letto alcuni brani tratti da “I bambini della Croce Bianca” di Carmelo Miduri. Infine Sebastiana Mozzicato ha letto brani estratti da “Nonni e nipoti” di Giuseppe Lombardo.

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Dal vulcano alla laguna: un Carnevale di classe all’insegna di musica, arte e spettacolo.

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CATANIA - “Paiellettes, lustrini, piume, stoffe pregiate ma anche impegno sociale e culturale per la settimana di Carnevale firmata Liliana Nigro al parco commerciale Le Zagare”. Con queste parole Milena Calì, direttrice delle Zagare, spiega il leitmotiv dell’evento “Dal vulcano alla laguna per un Carnevale di classe all’insegna di musica, arte e spettacolo”, organizzato con il supporto tecnico dell’Associazione Promopaola di Agnieszka Juzak, che si svolgerà dal 2 all’8 marzo. 

Una settimana di manifestazioni dedicate al sorriso e al buonumore – come sottolineato durante la conferenza stampa di presentazione coordinata dalla giornalista Elisa Guccione e animata da Ruggero Sardo, showman e presentatore televisivo, Marinella Fiume, scrittrice impegnata al fianco delle donne per l’affermazione dei loro diritti, Drag “Felicia La Queen”, miss Drag Queen Sicilia 2018 e vincitrice di numerosi concorsi nazionali, fra i tanti, come “Sanremo Drag”, “Beauty Quenn” e “Master Queen”, Liliana Nigro, docente Accademia di Belle Arti di Catania, Agniesja Juzak presidente Associazione Promopaola, e Milena Calì, direttore delle Zagare-, che punta a sottolineare secondo il progetto artistico culturale ideato dal direttore artistico Liliana Nigro la forza, la bellezza e il coraggio delle donne senza dimenticarne l’importante funzione sociale ed educativa nella società.

Grandi applausi per l’intervento di Marinella Fiume, testimonial dell’evento insieme allo showman Ruggero Sardo e alla Drag Felicia la queen, che raccontando il mito di Demetra e Kore e l’origine delle stelle filanti ha spiegato il significato del carnevale interpretato come auspicio di fecondità. 

Sabato 2 marzo, alle ore 17.00, sarà il giorno della sfilata in costume dedicata ai bambini; domenica 3 marzo, h 17.00, le acconciature e le novità per un look di tendenza curati dalla scuola Futura saranno i protagonisti di una domenica all’insegna dell’ hairstyle; martedì 5 marzo, h 17.00, il giorno più atteso, grande performance d’arte e spettacolo con la sfilata di oltre quaranta abiti creati appositamente per l’occasione dagli allievi della cattedra di Storia del Costume per lo Spettacolo diretta dalla professoressa Liliana Nigro e dai talentuosi stilisti della Maison du Cochon, inoltre, per impreziosire questo straordinario martedì grasso ci saranno anche le esibizioni della Compagnia di danza storica Harmonia Suave diretta da Carla Favata insieme alla musica del Coro Librino Enseamble; giovedì 7 marzo, h 17.00, anticipando la festa della donna saranno esposti alcuni dei preziosi abiti che hanno sfilato al tribunale di Catania in occasione della manifestazione evento contro il femminicidio “Rosso la sera” organizzata dalla professoressa Liliana Nigro e dalla giornalista Elisa Guccione; venerdì 8 marzo sarà allestita una speciale mostra fotografica, realizzata dall’artista fotografa Donatella Turillo, che raccoglie le foto più belle di due mostre di successo: “Women in progress” e “Selfie deserto virtuale” per raccontare le donne sempre costrette a dover dimostrare o mostrare ciò che la società pretende. La suggestiva esposizione sarà arricchita dalla voce del cantastorie Luigi Di Pino che insieme al cantattore Gianfilippo Tomaselli si esibiranno in “Cchi cosa è la donna?”.

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Al via un innovativo servizio che promuove l’arte a Siracusa

Salvatore Accolla - opera della Collezione Dione

Salvatore Accolla - opera della Collezione Dione

SIRACUSA - È nato un innovativo servizio che trasforma locali e attività commerciali della città aretusea in una sorta di galleria d’arte diffusa, dove ospiti e curiosi possono ammirare le opere esposte e persino decidere di acquistarle. È StandArt Unico, il progetto che prevede un servizio di noleggio di opere d’arte, lanciato dal linker art Benedetto Speranza dell’atelier Artigia di Siracusa.

StandArt Unico, ancor prima d’essere un nuovo servizio per aziende, attività commerciali e professionisti, è un concetto che, partendo dal principio che l’arte sia capace di rendere ogni cosa unica, originale e irripetibile, ma l’acquisto di opere d’arte comporti spesso rischi e costi proibitivi per le aziende, arriva alla conclusione che il noleggio, come forma di fruizione dell’arte, offra maggiori vantaggi a costi più contenuti. Noleggiare opere d’arte di artisti affermati, significa trasformare un ambiente impersonale in un luogo esteticamente gradevole, rendendolo unico e riconoscibile, così da differenziarsi sul mercato. Significa anche, poter effettuare una rotazione delle opere, come nei musei o nelle gallerie, rinnovando periodicamente l’estetica degli ambienti e stimolando la curiosità artistica dei clienti, invogliandoli a tornare. Inoltre, chi prende a nolo un’opera d’arte ha anche la possibilità di venderla al pubblico. Il servizio, infine, offre anche la possibilità di personalizzare e rendere unici oggetti d'uso comune ed arredamenti con un tocco d’artista.

L’iniziativa è concepita in un’ottica tale per cui tutte le parti coinvolte centrano i propri obiettivi: gli artisti e il noleggiatore aumentano la circolazione delle opere e dunque le probabilità di vendita; le attività commerciali diventano luoghi unici e più attraenti agli occhi dei clienti; infine, il pubblico ha un’opportunità in più di fruizione estetica e, all’occasione, di poter acquistare un vero pezzo d’arte. Il progetto prende spunto da altri simili già in atto nei Paesi anglosassoni, dove la cosa vanta già una lunga tradizione, coinvolgendo al suo esordio siracusano il ristorante DiVino Mare e il B&B DiVino Mare Apartment, che hanno reso uniche le pareti dei propri locali con alcune opere del maestro Salvatore Accolla (protagonista del film “ACCOLLA e il cavallino a rosso a Siracusa”, di Paolo Boriani).

«Da quando Benedetto ci ha parlato del maestro Accolla – spiegano i titolari del DiVino Fabrizio e Lucia - abbiamo subito sposato il progetto, che oltre a dare visibilità all'artista riesce a fare da vetrina anche alle nostre strutture. Il percorso che proponiamo parte dalla Borgata, dove si trovano i nostri appartamenti che si affacciano sul molo Santa Lucia. Gli ospiti che verranno a trovarci avranno la possibilità di vedere un’esposizione delle opere del Maestro siracusano, consultare il catalogo delle stesse e ricevere informazioni sull’artista. Daremo, inoltre, la possibilità di utilizzare, in maniera del tutto gratuita, delle bici per visitare la città, che potranno essere ritirate al Divino Mare, il ristorante che si trova al Mercato di Ortigia, riconosciuto come uno dei più colorati e folcloristici della Sicilia, all’interno del quale ospitiamo alcune tele del Maestro».

Un’iniziativa che coinvolge più realtà e settori è senz’altro da premiare, sperando che progetti del genere non restino solo funzionali al turismo proveniente dall’estero, ma anche, e soprattutto, all’arricchimento culturale dei siracusani e del nostro territorio.


Info e contatti StandArt Unico:

Artigia Atelier d'Arte

Via Resalibera 2

Siracusa 

393 995 9249



Francesca Brancato

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Il Temporary Shop AmMare e la lentezza della vita in Sicilia

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SIRACUSA - È appena iniziata l’esperienza del  Temporary Shop AmMare rappresentata dagli hashtag #ThinkGlobal #LiveAutentic e curata dallo Studio BOOM di Palazzolo. Al centro dell’iniziativa i dodici scatti che hanno raccontato dodici visioni di un mondo trasversale.


Questo progetto per noi rappresenta qualcosa di veramente speciale. Non solo perché siamo particolarmente legati al territorio ma perché, in qualche modo, esprime il nostro mood di approccio alle cose”.


Dal mood dell’amore per il territorio, lo Spazio AmMare con il suo Temporary Shop, vuole portare a Siracusa questo progetto fotografico, trasformatosi poi in calendario, che ci accompagnerà nei dodici mesi dell’anno 2019, realizzato grazie al lavoro dello Studio BOOM e alle immagini del fotografo Salvo Alibrio. Scopo dell’iniziativa è quello di riportare l’autenticità nelle nostre vite, attraverso la lentezza della quotidianità, la semplicità e circondandosi della bellezza, che già troviamo intorno a noi, senza dover ricorrere agli schermi dei nostri dispositivi digitali.


Afferma Sara Curcio Raiti: “Inglesismi, inglesismi ovunque. Per accedere simultaneamente ad altri mondi, ad altre vite ed essere tutti contemporaneamente connessi, per ritrovarci in un linguaggio universalmente compreso. Dobbiamo vivere smart, seguire il trend ed essere social. Ci incontriamo online, ci presentiamo con un selfie e con tutti i WhatsApp che scambiamo, avremmo già scritto un paio di romanzi ciascuno. Offline, ci diamo appuntamento per un happy hour, che poi, chissà se quelle ore sono felici davvero. Ma può un hashtag descrivere ciò che siamo realmente? Prendete la Sicilia, i suoi tempi lenti, le sue atmosfere frutto di sedimentazioni secolari. Per quanto si provi a stare al passo con un nuovo modo di descrivere le cose e intendere il mondo, la sua anima bella e ancestrale sfugge agli stereotipi. Il crash comico ed esilarante che ne viene fuori, mette in luce molto più di quello che resta impresso nella macchina fotografica: c’è qualcosa di unico che resta tale, immutabile ed eterno. E’ la sicilitudine di Sciascia, unita a quella placida malinconia che evoca un modo di vivere autentico che continua a resistere, nonostante tutto. Ma per quanto tempo ancora?”.

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Lo spazio si trova in uno dei quartieri più dinamici dell’isola di Ortigia, il ghetto ebraico. I suoi locali si trovano all’interno del palazzo Corpaci, una volta sede dell’ex museo del cinema di Siracusa. La direzione della struttura è affidata a Salvatore Mauro e Anna Milano Carè. Lo Spazio AmMare è dedicato alla ricerca dei nuovi linguaggi della contemporaneità e offre anche la possibilità di usufruire di un ambiente per il coworking da condividere con altri creativi. E’ un luogo di produzione culturale, che ospita mostre, eventi, happening, presentazioni di libri e concerti, ma la novità di quest’anno è l‘apertura ufficiale del Temporary Shop, inaugurato il primo febbraio scorso, che dialogherà con gli spazi espositivi della galleria ed avrà una sua linea di autori che verranno coinvolti nell’arco dell’anno.

Gli artisti presenti al momento, con le loro opere, all’interno della galleria sono: Emanuele Vittorioso, Salvatore Mauro, Waler Silvestrini, Giuseppe Piccione, Francesca Mirabile, Saverio Magistri, Anna Milano Carè, Francesco Lopes, Stefania Pennacchio, Made Accademy, Danilo Torre, Mariangela Savoia, Carla Mura, canecapovolto, Barbara Garofalo, Rosaria Cavallaro.

Appuntamento presso SPAZIO AmMARE in via Alagona, 39 Siracusa.



Francesca Brancato

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A febbraio al via la 13° stagione della fiction RAI tratta dai romanzi di Andrea Camilleri

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Torna su Rai1 il Commissario Montalbano, con la sua 13° stagione in tv in due episodi, tratti, come sempre, dai libri del maestro Andrea Camilleri, che andranno in onda l’11 e il 18 febbraio in prima serata. I nuovi episodi, trasmessi da Rai in esclusiva ed in prima visione, fanno salire a 34 il numero complessivo dei film che compongono la serie. Il Commissario Montalbano è una produzione Palomar con la partecipazione di Rai Fiction, prodotta da Carlo Degli Esposti e Nora Barbieri con Max Gusberti, per la regia di Alberto Sironi. Accanto a Luca Zingaretti nei panni di Salvo Montalbano, tra gli interpreti come sempre Cesare Bocci (Mimì Augello), Peppino Mazzotta (Fazio), Angelo Russo (l’amato ed ironico Catarella), con la partecipazione di Sonia Bergamasco nel ruolo di Livia.


Girati nella primavera dello scorso anno, le due nuove puntate hanno come tema centrale quello della migrazione, trattato però con due sfumature molto differenti. I titoli sono rispettivamente Una storia del ’43 e L’altro capo del filo. Questi due episodi inediti sono il modo migliore per festeggiare i 20 anni di presenza televisiva di uno dei personaggi più amati della fiction italiana.  La nuova stagione ha anche rappresentato l’occasione per rendere omaggio all’attore Marcello Perracchio, venuto a mancare a 79 anni dopo una lenta malattia, celebre per aver interpretato il ruolo del dottor Pasquano, medico legale di Vigàta. Il Commissario Montalbano omaggerà la scomparsa del suo caro amico recandosi in casa di Pasquano, un palazzo nobiliare sito di fronte al duomo di San Giorgio di Modica. Nell’episodio si assisterà anche al funerale del medico e al suo seppellimento, girato nel cimitero monumentale di Scicli. Tra le curiosità di questa stagione, troviamo che uno degli episodi è in parte ambientato fuori dalla Sicilia, in Friuli, ed è la prima volta in assoluto che la serie esce dai confini dell’isola.


Il successo delle storie del commissario di Vigàta, oltre alle prime visioni sempre vincitrici della serata, si è consolidato negli anni anche grazie alle oltre 150 repliche in prima serata che hanno continuato ad ottenere ascolti da record. Il successo del Commissario Montalbano non si ferma qui, poiché, come sappiamo, è stata la prima serie italiana venduta all’estero e trasmessa in oltre 65 Paesi tra Europa e resto del mondo. Montalbano è andato in onda in tutti i continenti: dall’Asia al Sudamerica, e facendo conoscere a tutto il mondo una vera e propria eccellenza audiovisiva italiana.


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A Ferla la premiazione del XXII Concorso Nazionale Pentèlite

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Ferla – Si terrà a Ferla la premiazione del Concorso Letterario Nazionale Pentèlite, giunto alla sua XXII edizione, il prossimo 10 Febbraio 2019 alle ore 16:30. La cerimonia di premiazione, patrocinata dall'Amministrazione comunale della città di Ferla (SR), che nella persona del sindaco, Michelangelo Giansiracusa e dell’assessore Emanuele Rossitto hanno manifestato da subito piena disponibilità ed entusiasmo per l’iniziativa, si terrà nei locali dell'Auditorium ferlese. Il premio letterario è offerto dall'ENDAS Sicilia e consegnato da Enzo Silluzio.
Come di consueto i vincitori si conosceranno solo nel corso della serata con l'apertura pubblica delle buste chiuse, consegnate all'Associazione da venti lettori scelti tra la popolazione sortinese. 
La premiazione sarà preceduta dagli interventi di alcuni ospiti, tra i quali il prof. Giuseppe Pettinato, Presidente dell'Associazione culturale Pentèlite, che proporrà una riflessione sulla Giornata della Memoria e del ricordo delle FOIBE, la direttrice di Notabilis Daniela Tralongo, lo scrittore Salvo Zappulla e Mario Lonero. L'allestimento grafico-pittorico sarà, come di consuetudine, a cura di Simone Parrottino. Le opere finaliste sono per i “Racconti” L’uomo invisibile e il caffè sospeso di Maria Grazia Cavallaro (Catania), L’ultimo caffè di Lucia Imprescia (Siracusa), Grazia di Concetta Maria De Marco (Agrigento), per le “Poesie” La sirena del sale di Carmen Dollo  (Catania), Pensando a te di Giuseppe Montone(Cosenza), Ad una madre siriana di Palma Civello (Palermo), Onda del mare di Gaetano Lia (Siracusa). 

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Scambio culturale tra Sicilia e Tunisia:

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SIRACUSA - I trascorsi storici siciliani hanno fatto si che la nostra terra fosse, da sempre, crogiolo culturale di grande rilevanza, dove l’integrazione tra i popoli - oggi degradata a mero oggetto di questioni politiche - si basava principalmente su una naturale predisposizione all’accoglienza e sul rispetto reciproco delle culture e delle diverse realtà, non solo mediterranee, ma di tutto il mondo allora conosciuto, senza dimenticare le numerose dominazioni che si sono susseguite, ognuna delle quali, ha lasciato un segno divenuto, poi, parte integrante del nostro vasto ed eterogeneo bagaglio culturale.

Citando infatti il filosofo greco Epicuro, possiamo dire che «L’amicizia percorre danzando la Terra, recando a noi tutti l’appello di aprire gli occhi sulla felicità», e che sugli effetti positivi di questo antico sentimento si sono favorevolmente espressi i più importanti pensatori di tutti i tempi. Sull’onda di questa convinzione, infatti, si sono continuamente susseguite nel nostro territorio azioni di vario genere, volte al mantenimento e al rafforzamento dei legami culturali tra i vari popoli dell’area mediterranea.

Ultima fra queste, ma non per importanza, il gemellaggio Sicilia-Tunisia che nell’ultimo mese ha visto, dapprima, la partecipazione di un gruppo di artisti siracusani, composto da poeti e musicisti, al più grande festival di poesia del mondo arabo Elaph Festival, tenutosi dal 04 al 06 Gennaio scorsi presso Monastir – Tunisia, e fa registrare, oggi, la presenza a Siracusa di alcuni tra poeti, pittori e musicisti appartenenti al panorama artistico tunisino contemporaneo, all’interno della manifestazione “Giornate della cultura araba”, organizzata da Ramzi Harrabi, che si volgerà presso i locali della Biblioteca Vittorini di Via Roma 32 a Siracusa.

Dal 30 Gennaio al 01 Febbraio, infatti, le sale interne del Palazzo di Governo di Siracusa ospiteranno la mostra di pittura degli artisti Sameh Beni Daoud, Raja Gasmi, Ramzi Harrabi e Hichem Seltene, i reading poetici di Habiba el Aschi, Sameh Beni Daoud, Majdi Dariwch e Khaled Kbayer, e alcune esibizioni di musica etnica. L’intera manifestazione ha l’intento di consolidare le varie forme di amicizia e di accoglienza che si sono sviluppate nel corso dell’intero gemellaggio, con la delegazione di artisti siracusani coordinati dalla prof.ssa Ella Ciulla, che ha accolto gli ospiti tunisini con un omaggio alla poesia araba. All’evento di inaugurazione di ieri mercoledì 30 gennaio, gli attori/poeti interpreti Carla Cassia, Enzo Grillo, Sara La Pira, Rosa Anna Mistretta, Linda Pizzo, Rosa Rosella, Lillo Tubolino hanno recitato i versi dei più famosi autori siculo-arabi del passato; mentre Venerdì 01 Febbraio, alle ore 18.00, chiuderà lo scambio culturale il reading poetico di Lalla Bruschi, Ella Ciulla e Federica Pistritto, le quali interpreteranno i versi di alcuni tra i più noti poeti arabi contemporanei dissidenti, cui farà immediatamente seguito il  concerto di Sofien Safta. La serata si concluderà con una cena a base di cous cous in Piazza Duomo.


Francesca Brancato

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TEX festeggia 70 anni ai piedi dell’Etna

CATANIA - Oltre 40 opere esclusive racconteranno la storia di Tex Willer il più famoso eroe italiano dei fumetti. Le opere saranno esposte fino al 9 febbraio 2019 presso il GAM (galleria d’arte moderna) di Catania.


Era il 30 settembre del 1948 quando dalla penna di Gian Luigi Bonelli nacque il personaggio western più amato d’Italia: Tex Willer. Le sue storie avvincenti hanno appassionato bambini e adulti di tutte le generazioni.

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Tra le valli dell’Arizona, il Texas e il Nuovo Messico, Tex affronta i suoi nemici e vive le sue travolgenti avventure, affiancato dai suoi tre pards (soci), percorrendo deserti e praterie con il solo scopo di difendere i più deboli da fuorilegge e criminali, senza distinzione di razza e colore. Lo sceriffo Willer è sempre disposto a tutto pur di far rispettare la legge, a volte anche infrangerla. Un eroe che assume le fattezze di antieroe. Le sue caratteristiche principali: nervi saldi, prestanza fisica, abile stratega, cavalca e spara con la sua Colt 45, il tutto condito da un’invidiabile destrezza. Il suo essere un modello anti convenzionale e del tutto fuori dagli schemi, ha fatto si che questo celebre personaggio fosse amato da tutti.

Il primo fumetto esordì nel 1948 nel famoso formato in strisce, così come si usava a quei tempi, e da allora la pubblicazione non si è mai interrotta.

Camicia gialla, cravattino nero, jeans, stivaloni, pistole e cappello Stetson, sono divenuti i segni inconfondibili di Willer, trasformandolo in un personaggio iconico della cultura pop italiana, dal dopoguerra sino ad oggi. Dalle selvagge gole del Rainbow Canyon, Tex irrompeva in un’Italia ancora segnata dalla guerra, un Paese sofferente, da ricostruire, che aveva bisogno di volare con la fantasia verso luoghi lontani, anacronistici, distaccandosi così dalla triste realtà. Un far west dove un pistolero anti politico, anti razziale e dalla profonda vocazione civile, difende gli ultimi e diventa amico dei nativi americani, facendoli apparire, per la prima volta nella storia, non come dei selvaggi ma come un popolo dotato di una radicata cultura e dignità.


Oggi festeggiamo i 70 anni di un eroe intramontabile con la mostra intitolata Tex Willer, 70 anni sotto il vulcano, un omaggio ad un personaggio, un’icona pop italiana, che è riuscita a resistere al tempo e alle mode. La mostra, allestita all’interno del GAM (Galleria Arte Moderna) di Catania e realizzata grazie alla collezione privata del curatore Matteo Belfiore, appassionato di fumetti, membro dello staff di Etna Comics e componente di Mad Collectors e Bonelliani Siciliani, consiste in un percorso espositivo che, attraverso disegni originali, stampe, tabelloni e quadri sinottici, offre oltre 40 opere, tra le quali molti pezzi unici, che raccontano la storia e l’evoluzione del fumetto e del personaggio di Tex.

Belfiore ha concepito lo spazio all’interno della galleria suddividendolo in aree tematiche: 

  • Tex Chi è;

  • I disegni originali;

  • Le storie più belle;

  • Tex incontra la storia;

  • Ispirazioni;

  • Tex il futuro.

Gian Luigi Bonelli

Gian Luigi Bonelli

Il visitatore verrà proiettato nel far west di Willer, vedrà le particolarità dell’eroe attraverso il tratto della penna degli stessi disegnatori nel corso degli anni, in tele rarissime, che permettono di apprezzarne l’evoluzione grafica e narrativa. Una sezione sarà dedicata alle copertine degli albi che hanno tratto ispirazione dalle locandine di noti film, così come, a volte, i tratti somatici di Tex, hanno ricalcato i profili di noti interpreti di pellicole western: da Gary Cooper, a Charlton Heston, passando per John Wayne fino a Clint Eastwood. Non mancheranno i riferimenti ai personaggi a alle personalità, realmente esistite, presenti nelle avventure dello sceriffo Willer. Grazie ad appositi pannelli, infatti, verranno messe in risalto le storie in cui Tex ha incontrato celebri uomini, come il Generale Custer durane la battaglia di Little Big Horn.

Tex Willer 70 anni sotto il vulcano oltre a rivolgere un occhio al passato e a ciò che ha reso grande l’eroe targato Bonelli Editore, vuol anche guardare al futuro e per questo un’area tematica dell’esposizione sarà riservata alle nuove linee editoriali, albi che esploreranno quella parte del personaggio finora raccontata solo tramite pochi flashback: la sua giovinezza.


«Tex Willer è una delle icone della cultura popolare del nostro paese – ha affermato il curatore Matteo Belfiore – è riuscito a resistere a 70 anni di storia crescendo insieme ad essa, ma senza modificare alcuna caratteristica dei suoi contenuti. Se nel 1948 c’era il grande desiderio di un personaggio che attraverso la semplicità delle sue storie riuscisse a risolvere enormi problemi, oggi chiunque vorrebbe essere Tex, colui che rappresenta la quinta essenza della giustizia, efficace e sempre dalla parte dei giusti. Forse è proprio per la fame di giustizia che oggi Tex Willer è più attuale che mai».


La mostra Tex Willer, 70 anni sotto il vulcano è organizzata dall’Associazione Culturale Leaf, sarà visitabile da giorno 11 gennaio al 9 febbraio 2019, presso i locali del GAM- Galleria d’Arte Moderna di Catania, sita in via Castello Ursino, 26. L’ingresso sarà gratuito. Orari: da lunedì a sabato 9,00-19,00.

Durante il periodo di permanenza della mostra saranno organizzati quattro eventi che racconteranno il mondo di Tex dandone diverse interpretazioni, dal cinema alla letteratura, dalla moda al teatro. Inoltre non mancheranno spazi adibiti ai più piccoli, con letture e attività didattiche e un angolo interattivo dove poter apprezzare Tex con adeguati supporti digitali. Tex Willer, 70 anni sotto il vulcano è una mostra rivolta a tutti, appassionati del fumetto e del personaggio, amanti del far west e anche a chi si è accostato solo una volta alle storie del pistolero più famoso o a chi vuol conoscere una vera star pop della cultura italiana.

Tex si è conquistato un posto di rispetto nella storia dei fumetti restando sulla cresta dell’onda per 70 anni, risultando così il più longevo eroe di fumetti italiano.




Francesca Brancato

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Tre tappe in Sicilia per Nanni Moretti, che presenterà il suo ultimo lavoro “Santiago, Italia”

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Il grande regista, autore ed attore italiano Nanni Moretti, che tutti conosciamo per film come Ecce bombo, Caro diario, La stanza del figlio, Il Caimano, o per interpretazioni come quelle in Padre padrone e Caos calmo, torna nelle sale cinematografiche con un nuovo documentario.


Parliamo di Santiago, Italia

Siamo in Cile, negli anni ’70 del secolo scorso, un periodo terribile di stravolgimenti, durante il quale l’Italia di allora ebbe un ruolo diplomatico ed umanitario importante. 

Dopo Mia madre, Moretti torna dietro la cinepresa per raccontare, attraverso testimonianze dirette e materiale d’archivio, i mesi successivi al colpo di stato del generale Pinochet, a danno dell’allora presidente socialista Salvador Allende. Era l’11 settembre 1973. Dopo quella data infatti, moltissimi oppositori vennero arrestati, uccisi, alcuni scomparvero. Ma è proprio in quello scenario che il governo italiano, lontanissimo dalla realtà cilena, giocò un ruolo civile ed umanitario ora quasi sconosciuto. L’Ambasciata Italiana in Cile, infatti, in quei momenti di tensione riuscì a salvare e portare, poi, nel nostro Paese numerosi oppositori di Pinochet, riuscendo così ad offrire loro una nuova prospettiva di vita. Erano gli anni ’70, un periodo di crescita per un’Italia che vedeva gli aiuti umanitari non come un peso ma come un dovere umano e morale e questo traspare nel giudizio, a detta dello stesso regista, poco parziale sulla vicenda, che infatti è raccontata in modo molto diretto e sentito.


Dal 1973 il regime di Pinochet comincia un’operazione di rastrellamenti a tappeto, in tutto il Cile. È la realtà, è la storia, e come tale Nanni Moretti la racconta con grande rispetto ed attenzione. Approfondendo le dinamiche dell’intervento italiano, il regista non racconta il golpe cileno in maniera didascalica, ma va in fondo alla questione, mostrando il cambiamento dato da una scelta ben precisa: quella di aiutare degli esseri umani in difficoltà. Così facendo Moretti apre una serie di interrogativi sull’Italia di oggi, sulla realtà di coloro che costretti ad abbandonare la propria casa, le famiglie e gli affetti, riescono ad avere una seconda possibilità in un Paese lontano.


Santiago, Italia dopo essere stato proiettato il 1º dicembre 2018, come film di chiusura del Torino Film Festival viene distribuito nei cinema italiani da Academy Two il 6 dicembre dello scorso anno. Per il tour nazionale il regista, che era già stato presente la scorsa estate in Sicilia, tra il pubblico del 54° Festival del Teatro Greco di Siracusa, torna per il tour nazionale di presentazione, che nella nostra regione toccherà tre tappe: Siracusa, Modica e Catania.


Nanni Moretti sarà presente sabato 26 gennaio, alle ore 16.00, a Siracusa, presso il  Cinema Aurora (appuntamento, purtroppo, già andato sold out). Sempre il 26 gennaio si sposterà a Modica, al Nuovo Cineteatro Aurora, dove alle 18.00 si terrà la proiezione del film Caro Diario, seguita dalla lettura, da parte del regista, degli appunti presi durante la lavorazione del film. Quindi alle 21.00 la proiezione del film Santiago, Italia con la presentazione dello stesso Moretti. Infine, domenica 27 gennaio, alle 11.00 del mattino, è previsto un altro appuntamento sempre al Cineteatro Aurora di Modica con proiezione e presentazione del regista. Nel pomeriggio Moretti sarà invece a Catania, presso il Cineteatro Odeon, dove alle ore 17.00 è prevista una proiezione con dibattito con il pubblico.


Santiago, Italia è un documentario consigliato agli appassionati e ai profani del cinema, adatto a tutti, ma soprattutto ai più giovani, perché il suo scopo non è quello di narrare una vicenda, ma di aprire le coscienze e i cuori di un’Italia che ha dimenticato cosa voglia dire umanità.



Francesca Brancato

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Alberto Angela in Sicilia per raccontare il Barocco

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Ultimamente lo abbiamo visto in televisione a raccontarci di una Pompei nascosta al pubblico, più umana, poi le meraviglie della Cappella Sistina, adesso Alberto Angela porta il suo programma “Meraviglie: la Penisola dei Tesori” in Sicilia, e precisamente a Noto, capitale mondiale del Barocco.

Angela ed il suo team saranno infatti impegnati in tre giorni di riprese alle prese con le bellezze architettoniche del Val di Noto, riconosciute dall’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 2002. Il materiale girato, verrà poi trasmesso in una delle nuove puntate del documentario che andrà in onda su Rai Uno. Angela e la sua troupe arriveranno nel Val di Noto per raccontare l’unicità del Barocco siciliano, concentrandosi soprattutto su Noto e poi Modica, Scicli ed infine Ragusa.

Secondo il programma divulgato, lunedì 14 gennaio verranno effettuate le riprese aree sul monte Alveria e sui ruderi della vecchia Netum, ovvero Noto antica, città distrutta dal terremoto del 1693. Municipium sotto il dominio dei Romani, capovalle dalla dominazione araba in poi e fregiata del titolo di Civitas ingegnosa da Ferdinando il Cattolico, fu anche patria di molti elementi di spicco fra il XIV e il XVI secolo, nonché uno dei principali centri culturali, militari ed economici della Sicilia sud-orientale. Poi l’attenzione verrà spostata anche sui centri storici di Noto, Modica e Scicli, che formano il cosiddetto “triangolo del Barocco”.

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Martedì 15 gennaio, invece, sono previste alcune riprese aree con l’utilizzo dei droni a Noto Antica ma anche sopra la Cattedrale di San Nicolò a Noto. Nel pomeriggio dello stesso giorno, invece, la troupe si sposterà presso Palazzo Nicolaci.

Mercoledì 16 gennaio, infine, i lavori si svolgeranno dentro la Chiesa di Santa Chiara, progettata da Rosario Gagliardi intorno al 1730, la cui pianta centrale è di forma ellittica, sul modello delle chiese ellittiche romane edificate tra Cinquecento e Seicento, e sulle scalinate della Cattedrale di san Nicolò e la sua celebre scalinata, situata sul lato nord di Piazza Municipio (area domus-ecclesiae), che verranno riprese da Palazzo Ducezio, oggi sede del Municipio netino.

La Film Commission del Comune di Noto, istituita nel 2015 dal sindaco Corrado Bonfanti e coordinata dal prof. Corrado Di Lorenzo, è già all’opera per agevolare il lavoro del documentarista e della sua troupe, accogliendo, prima di Natale, regista e produzione per un sopralluogo generale che è servito a stilare il programma di massima delle riprese da effettuare.

In occasione delle riprese per la trasmissione, inoltre, lo scrittore, autore e giornalista giovedì 17 gennaio terrà un incontro firmacopie, con accesso regolato e limitato a quanti possiedono il libro “Cleopatra, la regina che sfidò Roma e conquistò l’eternità”, che si svolgerà dalle 17.30 alle 19.30 presso il Liceo Classico “Galilei Campailla” di Modica,  su iniziativa della locale Libreria Mondadori.

Ancora una volta il nostro splendido territorio sarà sotto i riflettori, per raccontare una storia lunga secoli, ricca ed in continua evoluzione.



Francesca Brancato

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