Associazione Hannah Arendt - rete euromediterranea della conoscenza

Di cosa si tratta? L’Associazione Hannah Arendt - Rete euromediterranea della conoscenza si propone, ha l’ambizione di formare uomini consapevoli, responsabili, colti, ma soprattutto liberi, senza nessuna distinzione di sesso, religione, razza, che ormai sanno di pregiudizi, senza tabù, con la finalità di fare crescere l’insieme della società con valori non negoziabili: la solidarietà, la tolleranza, il rispetto per ogni forma di idea, il valore della cultura come la forma più alta per la liberazione dell’uomo.

Perchè dedicarla alla filosofa tedesca Hannah Arendt? Il motivo è semplice: Hannah Arendt è una grandissima e centrale testimonianza del dramma della conoscenza: la studiosa, infatti, di origine ebrea, perseguitata dal regime di Hitler, innamorata di Martin Heidegger, teorico del terzo Reich, ha descritto la teoria e la prassi politica: la natura del potere, il totalitarismo, l’autorità. La banalità del male, è il paradigma dell’uomo novecentesco: cura amorevolmente i cani, si emoziona davanti all’aurora, e nello stesso tempo decide lo sterminio di milioni di ebrei senza battere ciglio!

Come agisce? L’Associazione ad oggi ha attivato una serie di incontri, “conversazioni”, durante le quali importanti ospiti, rappresentanti del mondo intellettuale, accademico, e culturale ad ampio spettro, hanno trattato argomenti di grande attualità, contribuendo a tenere vivi la curiositas del sapere e il dibattito delle idee. Di volta in volta il luogo in cui si tengono le conversazioni cambia, volendo essere anche questo un segno distintivo delle finalità dell’Associazione: muoversi e confrontarsi all’interno di una rete.

La nascita ufficiale dell’Associazione Hannah ArendtRete euromediterranea della conoscenza è avvenuta con una cerimonia di pubblico  il 12 gennaio 2019. Ma essa già da tempo esisteva nei fatti. Lo scorso anno (fine 2017 e per tutto il 2018), infatti, sono state svolte 9 (nove) conversazioni - incontri con personalità della cultura europea, come Serge Latouche, Yves Palau, mons. Giuseppe Costanzo, il magistrato Antonio Nicastro, Annalucia Valvo, Fulvio Attinà, Fausto Vecchio, Salvo Andò, Giuseppe Astuto e tanti altri studiosi ed intellettuali, cui  si aggiunge il convegno internazionale sul Sovranismo organizzato dall’Università di Catania e l’Universitè Paris – Est Créteil, nell’aprile del 2018.  Il tema dominante degli incontri nel 2018 è stato il rapporto tra crescita economica ed eventi epocali che stanno sconvolgendo il nostro vecchio mondo: la globalizzazione di merci, prodotti, uomini, capitali, le migrazioni epocali, che stanno mettendo a dura prova la resistenza delle società democratiche, i nuovi lavori del terzo millennio, il valore (o il disvalore?) del multilateralismo e della società multiculturale. Quest’anno l’Associazione vuole dedicare l’attenzione alla storia, all’economia, alla società della Sicilia, isola di grandi contraddizioni e di sviluppo negato, di disoccupati, di mafia, di disfunzioni inedite, di speranza e di accoglienza, di istituzioni inefficienti e di talenti in fuga. Una Regione, che ha un grande strumento, l’Autonomia speciale, che però spesso si è rivelato meccanismo perverso di difesa di interessi illegittimi e particolaristici.

Ancora una volta la Sicilia, al centro del Mediterraneo, è terra di incontro\confronto.

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