L’arte di Andy Warhol al Castello Ursino

Andy Warhol non vuole abbandonare la Sicilia o forse è viceversa. Dopo la mostra di Noto (Sr) dello scorso anno “Warhol è noto. Il barocco immaginario”, il genio della pop art è tornato in Sicilia, questa volta a Catania con la mostra “Il genio di Andy Warhol a Catania”. 

Inaugurata il 12 marzo di quest’anno, l’esposizione presente al Castello Ursino è visitabile fino al 14 maggio prossimo essendo stata prolungata rispetto ai tempi previsti. 

La mostra è stata curata dalla fondazione Mazzoleni in collaborazione con EF ARTE e presenta più di settanta opere grafiche su carta, polaroid e cimeli appartenuti al maestro tra i quali una lattina della zuppa Campbell’s che ne ispirò la serie – serie presente all’interno della mostra - la bottiglia della Coca Cola, una scatola in cartone della Brillo, le cover realizzate per i Velvet Underground e per i Rolling Stones. Ma non solo. Al centro della sala si trova la chitarra appartenuta e autografata da Michael Jackson con un cappello e una copia del Time del 1934 autografati da Warhol.

Da qui ci si può immergere in un percorso che delinea le fasi di sperimentazione e crescita del pubblicitario in artista. Si trovano le Marilyn Monroe degli anni ’70 e ’80, con le differenti serie “This is not by me” e “Published by Sunday B Morning” (della prima di queste serie, diventate famose e ricercate in tutto il mondo, singolare è l’origine del nome. Il maestro infatti non voleva procedere alla ristampa di una nuova versione dopo la prima dedicata a Marilyn. Essendo i proprietari della stamperia Sunday B Morning amici dello stesso Warhol, lo convinsero a proseguire e applicarono sul retro delle stampe un timbro con la scritta “Fill in your own signature”, vale a dire “metti la tua firma”. A quel punto Andy, dotato di grande intuito per il business, firmò sul retro l’indicazione “This is not by me, Andy Warhol” cioè “non l’ho fatta io, Andy Warhol ”).

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A seguire, il percorso continua con le dieci grafiche della serie Ladies and Gentleman, i volti sconosciuti di anime di bassifondi newyorkesi ritratti tra splendore e solitudine nel 1975 (questa serie fu presentata per la prima volta in Italia a Ferrara, alla presenza dello stesso Warhol che incontrò tra i tanti giornalisti anche Pier Paolo Pasolini).

Da qui si passa alle copertine della rivista Interview, autografate da Wahrol per poi giungere alla sezione dedicata alla polaroid. La fotografia per Warhol fu alla base di molte sue opere, avendone visto la popolarità nella stampa grazie al suo lavoro di grafico e nei suoi diari infatti scrive “ho detto loro che non credevo nell’arte, credevo nella fotografia”.

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Concluso il nostro giro, la mostra si sviluppa su un percorso ricco all’interno di uno spazio ampio e ben distribuito. Tuttavia con amarezza non posso non segnalare alcune critiche, come l’assenza di brochure o la mancanza di audio guide con cui poter ripercorre la storia dell’artista in modo più completo, sebbene sia possibile prenotare delle visite guidate. 

Interessante invece la convezione stipulata con la mostra di Esher che si tiene al Palazzo della Cultura della stessa città: comprando un biglietto per la mostra dell’artista olandese, è infatti prevista una riduzione di prezzo (6 euro intero) per il biglietto di Warhol. 

Tirando le somme, incontrare Andy Warhol è stato davvero un piacere, ma attrezzatevi per godervi fino in fondo l’esperienza!

Daniela Tralongo