Chagall e Missoni sono i protagonisti dell'estate di Noto

A Noto presso l'Ex Convento Ragusa, fino all'1 ottobre 2017, sarà possibile visitare la mostra "Marc Chagall, Ottavio Missoni. Sogno e colore" curata da Luca Missoni con la direzione artistica di Laura Pallavicini e Giovanni Lettini. Un progetto di Contemplazioni srl., con il patrocinio dell'UNESCO e della Città di Noto, in collaborazione con la Fondazione Ottavio e Rosita Missoni.

Due uomini, due artisti, entrambi hanno vissuto il periodo del cosiddetto "secolo breve", con le sue rivoluzioni e le sue spinte, entrambi artisti amanti del colore (appunto!), però apparentemente distanti. Ma allora quali son i punti di connessione fra i due?

Bisogna dire che già da un un punto di vista biografico e culturale i due vivono esperienze simili. Entrambi vivono la discriminazione in età giovanile, entrambi costretti all'esilio, a viaggiare, cosa che li segnerà profondamente. Entrambi trasportano all'interno della propria arte la vita, le esperienze, i ricordi, le sensazioni e le emozioni che albergano nel loro animo. Il profondo attaccamento verso gli anni infantili e della giovinezza, che entrambi gli artisti dimostrano di avere, caratterizza le loro opere dal linguaggio semplice ed intuitivo, quindi di facile comprensione per chi guarda.

Senza dubbio i colori hanno un ruolo centrale, perché Ottavio Missoni di colori e stoffe si occupava nell'azienda creata insieme alla moglie Rosita, e la sua mastria consisteva, appunto, nel saper giocare con le geometrie e i colri, in modo da creare movimento e vita all'interno delle sue trame. Nelle sue stoffe oltre al gioco di luce e colore, vediamo i ricordi dell'infanzia, con i colori della sua terra natia la Dlmazia, il blu del mare, il rosso dei tramonti, il giallo e l'ocra della sabbia e delle rocce. Chagall dal canto suo esprimeva le proprie emozioni con il colore, sempre vivo e vibrante sia nelle acqueforti che nei quadri, che come sappiamo rappresentano la realtà che egli stesso viveva fatta di amore, di religione e poi la guerra, l'esilio, l'America. I colori come sentimenti, come espressione della gioia di vivere, della volontà di superare il dolore, come vediamo in "Les Amoureux sur fond jaune", il dipinto del 1910 protagonista della seconda sala dell'esposizione.

In secondo luogo potremmo dire che questi due uomini sono accomunati sal sogno, perché esso ha un ruolo predominante lungo il corso della loro storia artistica. I quadri di Chagall dipingono una realtà alterata, quasi ovattata, i suoi sono quadri e disegni che potrebbero essere utilizzati come illustrazioni di un libro di fiabe. La dimenzione onirica è evidente all'interno delle sue opere, che trasmettono sempre un certo senso di leggerezza e tranquillità. Per quanto riguarda Missoni i suoi schizzi preparatori e i suoi progetti sembrano quasi i disegni di un bambino che sogna di diventare, un giorno, un grande impreditore tessile, con i suoi colori e le sue forme particolari. Noi sappiamo che quel sogno si è ampiamete realizzato e che i progetti di Ottavio e Rosita sono stati egregiamente portati avanti da tutta la famiglia.

All'interno della mostra sono presenti arazzi e schizzi preparatori, risalenti agli anni '70, realizzati da Ottavio Missoni, oltre tre installazioni di stoffa e di Marc Chagall 100 acqueforti del ciclo "La Bibbia" , la sierie coloratissima di litografie, mai esposta prima, e il quadro proveniente da una collezione privata. La mostra si sposta inoltre nelle strade del centro storico della città di Noto, con un grande gomitolo, delle installazioni visive e un grande vaso decorato in mosaico.

Una mostra interattiva, che fa risaltare due figure artistiche fondamentali del '900, viste da una prospettiva differente, nuova, accattivante. Un'esposizione piccola che regala grandi emozioni, che stimola l'intelletto e la fantasia del visitatore, molto adatta ai bambini e ai più giovani. Sicuramente un'operazione riuscita.

Francesca Brancato