Sicilian Ghost Story

Fantasmi, amore e sogni in un fantasy sociale che racconta la vera storia di Giuseppe Di Matteo, vittima della mafia. Un capolavoro di Grassadonia e Piazza che sfida il cinema presentato alla Semaine de la Critique di Cannes.

Immaginate un pomeriggio assolato in Sicilia. In giro non ci sono macchine, non ci sono rumori, non ci sono persone. Tutto è sospeso come se qualcuno (chissà quale entità) avesse annunciato un giudizio universale. 

Si avverte una calma incredibile, lontana nel tempo, irreale. 

 Poi, immersa da una fascio di luce accecante, appare una sala cinematografica. Quasi non si crede ai propri sensi. Un cinema. Un cinema nel silenzio più assoluto, trafitto di luce, quasi una porta sul nulla.

In cartellone un film sui fantasmi siciliani. 

La sala è completamente buia, non si distinguono i volti del pubblico, non si percepisce lo spazio. 

Inizia il film. Ma quando? In quale preciso momento? Non si riesce a capire. Si apre qualcosa sullo schermo, una spirale, un vortice, uno squarcio profondo. Nel frattempo gli occhi del pubblico cercano di abituarsi al buio, la vista percepisce l’apertura sullo schermo come una grande apertura sulla realtà. Tutto si fonde insieme.

Inizia il coinvolgimento totale. I registi dichiarano ufficialmente che: Luna, la protagonista del film, trova un amore puro ma lo perde quasi subito e non fa altro che cercarlo. 

Da questo momento il pubblico diviene Luna e Luna diventa pubblico. 

Il film cambia forma d’improvviso e si snoda su più livelli. La dimensione della sala, alla disperata ricerca di una porta sul cinema, di un ingresso all’arte pura e dall’altra le tracce di un’indagine impossibile su un ragazzo perduto, su un amore finito troppo presto, su una verità oscura.

Lo spettatore percepisce che la scomparsa del ragazzo protagonista è opera della mafia e vive il dramma della ragazza che non viene ascoltata dalla provincia omertosa. 

Entra in gioco anche un terzo livello di ricerca, quello dei registi.

Sperimentano un modo per trovare il cinema parlando di cinema (una sorta di metacinema onirico e favoleggiante) diventando essi stessi parte della storia.

Adesso tutto è chiaro. Il film è un’opera che ingloba tutti.  Gli autori, il cast, il pubblico. Tutti sono alla ricerca di qualcosa di straordinario. 

Tra il rapimento del ragazzo e la ricerca di Luna ci sono strani boschi ancestrali, lugubri case di cemento non finite (splendida metafora sulla mafia vecchia e incompiuta, squallida), sinistri presagi di morte rappresentati da divinità animali (uccelli psicopompi) e figure demoniache al confine con l’inferno (gli sguardi e le espressioni dell’attore Filippo Luna).

Un fantasy sociale che cerca anche i suoni, che smette di essere solo immagine, solo cinema. 

Lo spettatore può chiudere gli occhi e ascoltare la voce del film.

Sentirà la natura, l’acqua, il fango, il sangue, il sudore, avvertirà il vento che arriva dai boschi e la puzza delle vecchie stanze ammuffite, il senso di paura che si prova la notte, in solitudine. 

Ecco che la mafia viene usata come pretesto per un mutamento, un profondo cambiamento interiore, quasi una perdita d’identità. Immersa in un immaginario lago del tempo e della vita, Luna diventa più forte e decide di combattere il male e i suoi demoni, il pubblico in sala acquista un importante consapevolezza sulla morte e i registi creano un arcano incontro tra finzione, schermo, realtà, paure antichissime, suoni primordiali, echi di altri mondi.

E’ un’opera piena di fantasmi: ombre mafiose, racconti perduti di adolescenze mai vissute, tenerezze ultraterrene. 

Alla fine la favola finisce, la porta lentamente si richiude. Lo schermo torna ad essere solo uno schermo. Lo spettatore ha visto qualcosa di nuovo, forse un miraggio nel cinema italiano contemporaneo. Lo sa. Ne è consapevole. Ma lo accetterà tra tanto tempo.

Renato Scatà (critico cinematografico collaboratore Filmstudio Sicilia)

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ALLIED, UN'OMBRA NASCOSTA - AL CINEMA

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È nelle sale cinematografiche italiane dal 12 gennaio “Allied - Un'ombra nascosta”, l’ultimo lavoro di Robert Zemeckis, con protagonisti Brad Pitt e Marion Cotillard. Si tratta di un thriller di spionaggio, un intenso film di guerra ambientato durante la seconda guerra mondiale, oltre a un’appassionata storia d’amore. Siamo nel 1942 e 26 nazioni si sono appena unite nelle Forze Alleate per combattere la minaccia nazista che sta invadendo l’Europa. In una missione speciale per lo Special Operations Executive (SOE) britannico, il pilota canadese Max Vatan (Brad Pitt) si paracaduta nella Casablanca occupata per fare fuori l’ambasciatore tedesco. Lui e l’affascinante spia francese Marianne Beauséjour (Marion Cottilard) sono complici in una missione: i due, fingendo di essere sposati, tra feste eleganti e sontuose, tra brindisi ed raffinati vestiti, avranno il compito di rendersi credibili presso i nemici nazisti e di uccidere un ufficiale tedesco. Durante la missione, loro malgrado, s'innamorano follemente. La divampante fiamma tra loro diventa presto molto più che una recita, anche nel bel mezzo di enormi difficoltà. Marianne accetta di sposare Max e andare a vivere con lui a Londra, cercando di cambiare vita e di lasciarsi alle spalle tutto quanto. Qualche tempo dopo, perdutamente innamorati e con una bambina, il comando avvisa Max che Marianne potrebbe essere una spia tedesca. Il cuore non accetta. Non può accettare dopo tutto quello che hanno trascorso assieme. Dove sarà la verità? Il film appare curato nei particolari, specialmente nei costumi, freschi, sofisticati, che si ispirano a pellicole come “Casablanca”, in un mix di eleganza e semplicità. Non a caso il film concorre agli Oscar 2017 per i migliori costumi, realizzati da Joanna Johnston. Gli attori, inutile dirlo visto la loro fama e il loro pesante bagaglio di esperienza, si immergono in questo contesto, raggiungendo un tale feeling tanto che diversi si sono domandati se proprio questo film abbia decretato la fine del matrimonio tra pitt e la Jolie. Da vedere.

Alessandra Leone

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IL FESTIVAL DEL CINEMA DI FRONTIERA DI MARZAMEMI SBARCA A CUBA

Il Festival internazionale del Cinema di Frontiera di Marzamemi, che si svolge di consueto alla fine di luglio, sbarca quest’anno al 38° Festival Internacional del cine-latino americano di Cuba: dall' 8 al 18 dicembre 2016, infatti, Nello Correale, direttore e ideatore del Festival Internazionale Cinema di Frontiera di Marzamemi, è nella giuria internazionale (Signis) del Festival de L'Avana, su invito del direttore artistico, Ivan Giroud (nella foto), che è stato il presidente della giuria della scorsa XVI edizione del festival di Marzamemi. Due realtà diverse, accomunate dalla stessa passione per il cinema. Già la scorsa estate il regista Nello Correale aveva tenuto particolarmente a cuore questo incontro-confronto, sottolineando che “Sicilia e Cuba sono due isole continentali. Terre di frontiere geografiche e storiche avranno la posibilità di confrontarsi a Marzamemi”. 

Il Festival Internazionale del cinema di L’Avana, è tra i festival più grandi del mondo. Saranno attive per le proiezioni 16 sale alcune da oltre 2000 posti o addirittura di 4200 posti come il Karl Marx a Miramar e un programma ricchissimo di proposte con autori di tutto il mondo. Alfredo Guevara, il suo presidente, ha spiegato in conferenza stampa che tutti i film scelti per il concorso e per altre sezioni sono di qualità e d’interesse per il pubblico cubano “che abitualmente non è inferiore al mezzo milione di spettatori”. Tra gli ospiti di quest’anno, oltre agli americani Oliver Stone e Brian De Palma, saranno presenti Pablo Larrain, Tristan Bauer (Argentina), Sebastian Sepulveda (Cile) , l'attrice brasiliana Sonia Braga e altre personalità.

“La nostra presenza al festival de L'Avana – ha dichiarato il direttore artistico del Cinema di Frontiera, Nello Correale - rinsalda il legame con l'importante festival cubano iniziato quest'anno con la presenza a Marzamemi in giuria del suo direttore, Ivan Giroud. Il Festival Internazionale Cinema di Frontiera, il primo dedicato interamente al tema delle frontiere, promuoverà e comunicherà l'impegno culturale che lo caratterizza ormai da 16 anni alle istituzioni presenti. Una tra queste la "escuela de cine y televisiòn" di San Antonio de los Banos , di cui abbiamo presentato i film dei suoi giovani registi, a Marzamemi in luglio di quest'anno”.

Alessandra Leone

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SICILIA COME SET IDEALE DA MATRIMONIO

Un mix di paesaggi e culture, con una temperatura ideale in (quasi) tutti i mesi dell’anno; paesaggi d’incanto, come i templi della Valle di Agrigento, i mosaici bizantini del Duomo di Monreale, gli affreschi di Piazza Armerina, la bellezza di Taormina, Catania, Ragusa Ibla e di Siracusa solo per citare alcune “perle”. Molto ci sarebbe da dire sulla Sicilia, meravigliosa terra che per quanto si conosca paradossalmente è ancora tutta da scoprire. Luoghi che si sposano (e non a caso utilizziamo proprio questo verbo) con i posti magici che ogni coppia sogna per il giorno più bello della propria vita. 

Non a caso Margharet Madè, nota al grande pubblico con il film Baaria di Giuseppe Tornatore, e l’affascinante attore Giuseppe Zeno lo scorso 20 agosto hanno detto il loro fatidico sì a Siracusa, nella chiesa di san Giovannello in Ortigia, festeggiando poi con gli amici, balli e fuochi d’artificio in un noto castello della zona siracusana. 

Che quest’isola sia la meta ideale per le nozze lo conferma anche Assunta Carlino, wedding planner molto nota in Sicilia nel business dei matrimoni, la quale ha fatto della sua passione una vera e propria professione, come svela nell’intervista al “Corriere della Sera” del 14 novembre 2016. “Sin da bambina giocavo a fare l’organizzatrice di matrimoni e col tempo il mio è diventato un vero e proprio mestiere. Oggi le coppie non hanno tempo per organizzare e sono sempre più esigenti. Chi meglio della wedding planner potrà suggerire segreti per non stressarsi e preparare il tutto con cura anche in poco tempo?”. In effetti non è poco lo stress per i mille preparativi e impegni prima del giorno “x” e c è il rischio (ahimè) di creare confusione e tensione tra la coppia e a volte (rullo di tamburo) tra i familiari. A questo punto potrebbe entrare in azione il wedding planner, angelo custode provvisto di buongusto, di idee e di calma e che può, con semplicità, risolvere quelli che fino a poco tempo prima sembravano insormontabili problemi. Il tutto senza dover spendere necessariamente cifre da capogiro. Anche con semplicità, fantasia e classe si può creare un matrimonio da favola. 

Alessandra Leone

 

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MARZAMEMI:L'ULTIMO GIORNO DELLA XVI EDIZIONE DEL FESTIVAL DEL CINEMA DI FRONTIERA

Un fine settimana diverso, tra cultura, mare, colori e luoghi magici tipici di Marzamemi. Sabato 30 luglio si è concluso in bellezza la XVI edizione del festival internazionale del cinema di frontiera, che ha riscosso come gli anni precedenti grandissimo successo: merito dell’organizzazione, dello splendido scenario in cui si è svolto, della qualità dei lungometraggi e degli ospiti che hanno arricchito le serate.
Premiata la madrina di quest’anno dell’evento Miriam Leone (nella foto), che col suo fascino e freschezza ha conquistato i presenti; sul palco principale di piazza Regina Margherita è stata premiata da Franco Lao, vicepresidente del consiglio di amministrazione della Banca di credito cooperativo di Pachino, con la seguente motivazione: "A Miriam Leone, frutto di questa terra, in segno di ringraziamento per la sua generosa presenza, il festival dedica questo premio che vuole essere un riconoscimento al talento di una giovane attrice che da speranza del cinema si è trasformata rapidamente in una conclamata certezza".
Come era prevedibile, ha riscosso grande successo anche la scrittrice Simonetta Agnello Hornby, la quale ha incontrato i lettori alle 18 presso la loggia della Tonnara di Marzamemi, all’interno della novità di quest’anno, ossia la sezione “Frontiera del Libro”. La scrittrice palermitana naturalizzata britannica, ma sempre rimasta legata alla sua terra, ha affermato: "Mi piace molto l'atmosfera di questo Festival, il rispetto con cui il pubblico viene trattato e il calore che c'è sempre in tutte le sezioni della manifestazione”.
Sabato è stata anche la serata della proiezione di San Pietro e le Basiliche Papali di Roma 3D, produzione Sky 3D e Centro Televisivo Vaticano in collaborazione con Nexo Digital, Magnitudo Film e Sky Arte HD.
Dopo una giornata così intensa, cosa c’è di meglio di finire in bellezza con una cena di pesce o una gustosa pizza nei vari caratteristici locali di Marzamemi e per finire scatenarsi in un ballo alla balata?
Alessandra Leone

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