Gente di Ortigia e di Borgata. Le storie di Salvatore Maiorca

Verseggiare le origini di una città ha sempre un gran fascino. E Salvatore Maiorca, giornalista, lo fa alla maniera virgiliana riproponendo i passi aretusei dell’Eneide in apertura del suo “Gente di Ortigia e di Borgata. Storia e storie da ieri a domani”, Lombardi editori. È difficile circoscrivere questo libro ad un unico genere letterario, trattandosi di racconto commisto alla cronaca. Viene quasi da dire che siamo di fronte ad un romanzo di formazione, però non di un personaggio ma di una area geografica, della sua fisionomia e della sua mentalità. Con un linguaggio asciutto e leggero, Maiorca dispiega l’intreccio della trama tra ricostruzioni e memoriali storici (recenti e lontani), facendoli poi riversare in strada. Lì avviluppati alla semplicità del loro agire, ci sono tra i tanti,  i “tipi” di Ortigia, ‘u luppinaru, il lustrascarpe, il pescivendolo e il gelataio, ma anche le scuole che hanno cambiato volto (il liceo classico T. Gargallo), o i turisti eccellenti (Winston Churchill, Siracusa 1955).

Daniela Tralongo