Gustologia: un viaggio da fare a tavola!

La bufala è sempre la stessa, “con la cultura non si mangia”. La smentita viene spiegata a dovere.

Con questo proposito Patrizio Roversi e Martino Ragusa, scrivono un libro per palati curiosi di assaporare gusti nuovi, partendo dalla storia che ha costruito quei sapori e dalla terra che li ha eretti a simbolo di tradizioni.

Sebbene il titolo “Gustologia, Viaggio nell’Italia del cibo dalla terra alla tavola” (edizione Rai Eri) faccia pensare ad una lettura dall’assetto scolastico, in realtà il testo è una piacevolissima scoperta di usi e costumi delle regioni italiane, partendo dalla loro connotazione territoriale.

“C’è più cultura in una ricetta tradizionale che in un’enciclopedia” troviamo scritto nella loro introduzione e avanzando nella lettura non siamo in grado di smentirli.

Il libro è il risultato di due approcci diversi, quello gastronomico da una parte e quello geografico dall’altra, che nel loro insieme hanno dato vita ad una guida ricca e mai banale.

Seguendo la tendenza del geografo Jean-Robert Pitte si assiste ad un viaggio che pone il lettore in contatto con il territorio attraverso i suoi sapori.

Della Sicilia ad esempio, viene approfondito il carattere ibrido della cucina praticata nei palazzi baronali con quella popolare. Secondo il volere della Regina di Napoli e di Sicilia, Maria Carolina, sorella di Maria Antonietta Regina di Francia, le famiglie aristocratiche furono incentivate ad assumere cuochi francesi presso le loro dimore. La loro presenza nelle case patrizie consentì ai popolani che frequentavano quegli stessi palazzi di entrare a contatto con le ricercate ricette preparate dai monsù (cuochi francesi) e di riproporne in casa versioni simili con ingredienti meno sofisticati. Da qui sono nate le sarde a beccafico, la cui forma ricordava le pregiatissime carni degli uccelletti che si nutrono di fichi. Contestualmente l’ibridazione si sviluppava anche in senso opposto, perché gli stessi monsù spesso si mostravano interessati ad arricchire le ricette popolane con i preziosi pistacchi, lo zafferano o l’uvetta sultanina.

E che dire poi delle ricerche emerse su uno dei piatti che hanno reso l’Italia celebre nel mondo: la pizza. Nel libro ne viene ricostruita la nascita, le testimonianze (come quella di Alexandre Dumas padre), le prime ricette, nonché i primi locali che la produssero, come la Pizzeria Port’Alba ancora oggi attiva.

Insomma il libro è un’ottima alternativa alle più diverse proposte di viaggio estive.

Potrete scoprire il Bel Paese e cimentarvi nei piatti più tipici, gustandone la sua immensa cultura… tranquillamente seduti a tavola!!

 

Daniela Tralongo

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