Letture ricreative: cose da leggere la domenica!

Letture ricreative, traiettorie e costellazioni letterarie è il titolo di questa domenica.

La scelta è dovuta a semplici ragioni: la domenica è il giorno della lentezza, della “ricreazione” dello spirito, del fisico e della mente. E quest’assonanza di significati tra titolo e giorno, trova la sua giustificazione più marcata nel contenuto di questo volume.

Salvatore Ferlita, nella sua introduzione, presenta il suo libro (edizioni Palindromo) come un insieme di più contenitori in cui ha collocato saggi maturati in periodi ed anni diversi.

Il testo si divide in più sezioni, che rispecchiano le costellazioni tematiche calcate da chi scrive, il cui collante è rappresentato dal senso più autentico e profondo del novecento letterario, non solo italiano. Da qui il Lettore viene preso per mano e accompagnato a prender parte a dinamici dialoghi, tra le esternazioni dello scrivente e le risposte a suon di citazioni di scrittori e letterati, che su quegli stessi argomenti hanno ragionato e scritto pagine e commenti. E tra le domande poste da un Calvino che si e ci chiede ‘che fine ha fatto Collodi?’ e le meditazioni sull’ottocento letterario dell’infanzia, non si avverte alcuna pesantezza nella discussione.

Per chi legge la sensazione è quella di essere un protagonista attivo di queste pagine, con le proprie riflessioni che si innescano nel dialogo proposto.  Una chiara conferma questa del potere demiurgico del lettore, che ritroviamo espressa anche nel libro, nel racconto dell’episodio della morte di Sherlock Holmes voluta da Conan Doyle (si legge ‘ la madre dello scrittore non accolse di buon grado la notizia del decesso di Holmes. A tal punto da togliere la parola e il saluto al figlio, perseguitato dalle lettere di protesta dei lettori. I quali lo costrinsero a ripescare il personaggio…’).

Nella sezione a seguire, il registro assume toni ancora più accattivanti, con temi che solleticano la curiosità di un pubblico vasto, la cui voglia di evasione trova risposta in pagine di grandissima originalità tematica. E da questo ci si trova a leggere e comprendere il perché siamo soliti identificare il caffè come bevanda intellettuale (‘ Nel suo nero colore, il caffè potrebbe avere come ipostasi l’inchiostro …’), che ha influenzato i costumi di interi periodi storici, sfociando in significati ben più strutturati (‘«Rallegra l’animo, risveglia la mente» annuncia dalle sue colonne “Il caffè” del Verri, creando un ponte diretto tra la bevanda e l’attività di pensiero’).

Da tutto questo e anche dagli “altri contenitori” eretti, mentre si legge si ha la percezione di essere proprio in uno di quei Cafè francesi, tra amici e sodali di altissima formazione che ci tengono compagnia in una domenica estiva, divertendo e arricchendo le nostre ore di “ricreazione”.

Consigliamo questo libro agli amanti della letteratura, ai curiosi dell’agire umano, a quanti hanno voglia di prendersi una pausa e divertirsi a leggere e scoprire quella ‘vasta landa di echi’ che in letteratura si rincorrono in una ‘topografia di rapporti’ straordinari.

 

Daniela Tralongo

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