I quaderni di Archestrato Calcentero, una ghiotta lettura!

Carlo Ottaviano e Simonetta Agnello Hornby scrivono nel mémoire ‘ … Parlare, occuparsi di cucina non è solo mescolare ingredienti o impiattare artisticamente, come adesso le mode da Masterschef ci impogono. Cucina – e lo vediamo nelle pagine di Blanco – è stare assieme, è accoglienza, è arte dell’ospitalità.’

Questo il motivo che riassume il senso di una lettura che parla anche di cucina, ma che principalmente narra la tradizione culinaria siciliana aristocratica e conventuale, guardando all’evoluzione di celebri ricette presenti nell’isola dal XVII secolo.

L’autore, Marco Blanco, modicano, che dedica questo suo libro “I quaderni di Archestrato Calcentero” (Bonfirraro edizioni) al modicano Franco Ruta, maestro cioccolatiere scomparso lo scorso anno, ci regala un testo che sa di storia contemporaneamente recente e antica. Recente perché prevalentemente gli ingredienti che ancora oggi usiamo nelle nostre cucine sono pressochè uguali a quelli dei nostri antenati, antica perché riscontriamo abbinamenti o tecniche ormai caduti in disuso.

270 pagine sono state impiegato per ricostruire con scrupolosa attenzione il profilo “archeograstronomico” del gusto siciliano, grazie alla mole ingente di ricettari, archivi di Stato e privati consultati dall’autore, profilo che si rifà a quegli stessi quaderni, all’epoca taccuini, usati dai maestri cucinieri, suore gastronome e monsù e che qui volutamente si sono voluti accostare al padre della cucina siciliana, Archestrato.

Consigliamo questa lettura agli amanti della storia, delle tradizioni, dei costumi della Sicilia. A quanti amanti del gusto, non si lasciano abbagliare dalla bellezza di un piatto ma scavando nei suoi sapori vuole scovare le origini di una intera cultura.

 

Daniela Tralongo