Il ritmo travolgente del jazz e dello swing

“Possiamo dire che il jazz è un virus, un virus di libertà, che si è diffuso sulla terra, “infettando” tutto ciò che ha trovato sulla sua strada: il cinema, la poesia, la pittura, la vita stessa”. (Steve Lacy)

“Cos’è il Jazz? Amico, se lo devi chiedere, non lo saprai mai”. (Louis Armstrong)

“Il jazz è sinonimo di libertà. Deve essere la voce della libertà: vai là fuori e improvvisi, e corri dei rischi, e non sei un perfezionista – lascia che lo siano i musicisti classici”. (Dave Brubeck)

Avvincenti, coinvolgenti, talentuosi: questi sono gli aggettivi che mi vengono in mente per descrivere i componenti della HJO Jazz Orchestra, diretti dal Maestro Sebastiano Benvenuto Ramaci e accompagnati dal vibrafonista Alberto Asero. Un grande lavoro da parte della direttrice artistica Liliana Nigro , che ha ottenuto domenica 12 febbraio alle 19 un’importante risposta da parte del pubblico catanese con un netto sold out, oltre alla speranza da parte di chi non è riuscito ad assistere allo spettacolo a una replica dello spettacolo. Nell'elegante cornice del Teatro Sangiorgi per la rassegna "Un palcoscenico per la città" in coproduzione con il Teatro Massimo Bellini, la Camerata Polifonica Siciliana e la collaborazione di "Non Solo Classica", L’HJO Jazz Orchestra, composta da 16 elementi tra fiati e ritmica, ha regalato alla città di Catania una serata magica, in concomitanza con ottava di Sant’Agata. Un superbo dialogo musicale, che ha saputo coinvolgere il numeroso e partecipe pubblico nel mondo della musica swing e jazz, interpretando i brani di Glenn Miller, Duke Ellington, Luois Prima e dei più grandi artisti degli anni trenta e quaranta per oltre due ore di musica. Un raffinato e completo percorso artistico che ha saputo riassumere l’atmosfera di un’epoca diventata patrimonio culturale del jazz. In un connubio irresistibile, l’Orchestra ha unito la forza attrattiva dello swing e la musica di qualità che contraddistingue il jazz.
Infatti, il concerto di domenica sera “Era Swing” ha previsto un viaggio tra le atmosfere più coinvolgenti dello swing anni ‘30, ‘40 e ‘50. Sempre trasmettendo un vero e splendido senso di libertà. Lo ammetto: durante la serata mi sentivo un po’ come la gatta Duchessa, protagonista del cartone animato di Walt Disney “Gli Aristogatti”, che con i suoi piccoli viene travolta dalla band (ovviamente di gatti) che suona un irresistibile jazz, perché come cantano a squarciagola “Tutti quanti voglion fare jazz perché resister non si può al ritmo del jazz!”. E a quel punto, ovviamente, si inizia a ballare.

Alessandra Leone