Stefano Milani: l’ amore per la musica oltre le difficoltà della vita

È l’unico italiano che gareggerà per le selezioni finali dell’edizione 2018 del Festival Internazionale di “Vina del Mar” in Cile, gemellato con il nostro Sanremo; sta riuscendo con il singolo “Questo amore senza fine” (scritto da Michele Perucci e appartenente all’imminente album, pubblicato per l’etichetta indipendente “Silvius”) a conquistare le classifiche internazionali e a guadagnare i primi posti nelle classifiche di New York, Los Angeles e Russia, nonostante il fatto canti in italiano e non in inglese. Stiamo parlando del musicista catanese Stefano Milani, al secolo Salvo Fichera, che ormai vive a Milano da 23 anni e vanta già un importante curriculum: come lui stesso ci racconta “sin da piccolo ho avuto la passione per il canto. A 11 anni i miei genitori mi scrivono a scuola di canto con il maestro Rino Bertino e da lì iniziano le prime partecipazioni a esibizioni canore e importanti manifestazioni; nel 1988 faccio il mio primo 45 giri solo promozionale; nel 1990 conosco il cantautore e produttore Gianni Bella, suo fratello Antonio Bella e l'autore Arturo Zitelli, il quale scrive alcuni brani del mio disco”. Partecipa a Castrocaro classificandosi al secondo posto con la canzone “Bianchi Pierrot”, prodotta proprio dai fratelli Bella e da Arturo Zitelli. “Nel 1992 - afferma - ho la fortuna di conoscere il discografico belga Nico Zangardi, che ha prodotto l’ album dal titolo "Donna D'amore”, riscuotendo un buon successo in Belgio e Francia. Tutto sembrava andare per il verso giusto, ma lungo la strada della vita ci possono essere degli “intoppi”… Nel 1992 un grave incidente stradale costringe Stefano Milani ad una lunga degenza ospedaliera. Da questo evento così critico e delicato, però, il cantante ne esce più forte di prima. La sua passione per la musica non è mai venuta meno, anzi! Ha quindi conseguito un diploma del quinto anno in armonia, canto e pianoforte al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, che gli permette di ottenere il ruolo di comprimario accanto al grande tenore Placido Domingo in “Cavalleria Rusticana”. E adesso? “In autunno - afferma l’artista - uscirà il mio primo album che sarà scritto a quattro mani con l’amico filosofo Massimo Fazio, sperando di ottenere lo stesso risultato del primo singolo. Nella mia musica cerco sempre di unire un sound dal respiro anglosassone con testi che diano spazio alla riflessione e al sentimento, anche se il mercato musicale italiano non ama più le novità e si fossilizza solo sui talent”. A chi ti senti di dire grazie? “Bhe… Ai miei genitori, a Gianni e Antonio Bella, ad Arturo Zitelli, al mio primo maestro Rino Bertino, al mio maestro Renzo Maselli e a Michele Perrucci. Ringrazio inoltre con tutto il cuore Merida Gambero per l'enorme aiuto morale e a Elisa Guccione, la mia addetta stampa”.

Alessandra Leone