"L'attore manifesto", la piece teatrale sul mestiere dell'attore

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Avola, 21 Aprile 2017. "L'attore manifesto" è un buono spettacolo.

In un Teatro Garibaldi quasi in Sold Out, tre attori, la scena ridotta all'essenziale, nessun impianto scenografico, tre sedie, solo la recitazione a dir tutto ciò che serve per descrivere il senso di questo gioco di teatro costruito da Corrado Drago, Elvio La Pira e Marcello Manzella, autori del testo oltre che attori, coadiuvati in fase drammaturgica dal proffessor Gian Paolo Renello.

La piece racconta il mestiere dell'attore, nelle sue fragilità, nella sua essenza, nella sua conturbante e ambigua unicità e lo fa con intelligenza e ironia. Gli attori si spogliano e si rivestono dei vari personaggi che dichiaratamente al pubblico interpretano. Entrano ed escono dai loro ruoli con agilità e una aggraziata comicità, che fa esplodere il teatro in fragorose risate con tempi e appuntamenti molto ben congegnati dai tre protagonisti.

Questo spettacolo è un orologio che funziona molto bene, i ritmi sono alti e tengono lo spettatore sempre pronto a una nuova risata. Dolce e a volte malinconica la satira sulla mancata possibilità di pagare un bambino per recitare nello spettacolo (sostituito per risparmiare da un bambolotto), divertenti e drammaturgicamente molto ben organizzati i discorsi al limite del surreale sulla vena Marxista dei film Disney. Che sia per la boriosa comparsa di un regista che poco sa di ciò che parla, ma tratta gli attori come imbecilli marionette o per la sfiorata lite fra un attore di esperienza e un novello attore che sottolinea l'importanza del battere le finali, che si ragioni dell'eterno dissidio su come vivere il rapporto col pubblico che i tre chiamano "coso" o che compaia uno spettatore arrabbiato da uno dei palchi del teatro, le gag si rincorrono e fanno trascorre il tempo senza nemmeno l'esigenza di riflettere sulla profondità di ciò che è detto sul palco. Un'ottima tecnica, le riflessioni tornano leggere in mente nella strada del ritorno verso casa.

La recitazione è la vera protagonista e i tre la onorano con diligenza e puntalità.

Mi colpisce più d'ogni altro Elvio La Pira, vero atleta della parola, gestisce suoni e ritmo con maestrìa e diletto. In una seria e posata dedizione, restituisce stati d'animo e grottesca energia con eleganza e virtuosismo. Corrado Drago è il cuore pulsante dello spettacolo, i suoi tempi sono perfetti. Sente il pubblico sulla pelle, lo studia, lo coccola e lo gestisce con abilità e totale amore. Il giovane Manzella palleggia bene con i suoi due più navigati compagni di scena restituendo e rilanciando con evidente e innato talento.

Avrei gradito più attenzione alle luci e alle musiche, un solo piazzato bianco e pochi interventi musicali a volte mi lasciavano la sensazione di uno spettacolo comunque in evoluzione, ma quando La Pira discute con Drago sul fatto che hanno scritto loro lo spettacolo per risparmiare sui diritti Siae, mi torna nuovamente tutto e accetto con garbo questa mancanza.

Da vedere. 

Massimo Tuccitto