La “Cavalleria Rusticana” di Mascagni nella versione siracusana al Castello Maniace

Nella piazza d’armi dell’imponente Castello Maniace è andata in scena ieri l’opera di Pietro Mascagni, “Cavalleria Rusticana” all’interno della kermesse di Mythos Opera Festival, che in questa estate 2017 ha promosso l’incontro dell’Opera con il “mito” nelle città di Taormina e Siracusa, calcando nelle esperienze precedenti anche scenari internazionali come la Turchia.

Il direttore Gianfranco Pappalardo Fiumara, salutando la città e rivolgendo i ringraziamenti per l’ospitalità avuta, ha manifestato anche il dispiacere per alcune criticità riscontrate durante l’organizzazione del festival.

Lo spettacolo di Mascagni è stato applaudito da un nutrito numero di spettatori che fanno ben sperare in simili iniziative anche per il futuro.

Il dubbio sulla scelta (?) della location resta, sia per l’impatto sonoro, come già emerso durante la Carmen, che per quello visivo.

Perché sebbene la visione del castello che si tinge di colori diversi, amplificando i toni e gli stati d’animo recitati nelle singole scene, sia di grande suggestione, tuttavia la sua presenza risulta ingombrante rispetto alla scenografia.

Questa, infatti, ancora una volta, si distingueva per la sua essenzialità, con pochissimi elementi che servivano a contestualizzare l’azione. Da una parte predominava la Croce, sineddoche del giorno pasquale. Un tavolo da locanda invece occupava il lato opposto del palco, con la narrazione degli amori e dei tradimenti che coinvolgevano Turiddu, Santuzza, la giovane Lola, compare Alfio e tutti i popolani, che si svolgeva tra questi due poli.

Se l’impronta dello spettacolo ha visto una diretta partecipazione siracusana, con la direzione del Maestro Maurizio Ciampi, il cast includeva professionisti di varie nazionalità, la bravissima Sofia Mitropoulos (Santuzza), Sebastian Ferrada (Turiddu), Armando Puklavec (Alfio), Sabrina Messina (Lola) ed Elena Kanakis (Lucia), tutti artisti di grande levatura.

Tra il sacro e il profano, il capolavoro di Mascagni, che è manifesto del verismo nell’opera lirica, con la regia di Massimo Bonelli, e aiuto regia di Massimo Tuccitto (ancora un altro siracusano), ha visto l’esecuzione dell’orchestra filarmonica di Catania e del Coro Lirico Siciliano.

Il lavoro della compagnia ha meritato tutti gli applausi finali, una leggera amarezza resta per alcune imperfezioni dell’impianto audio per cui va lodato lo sforzo degli attori, che in più di un’occasione rischiavano di veder sovrastate le rispettive voci dai suoni.

L’augurio per il prossimo anno è di assistere a spettacoli in cui possano risolversi questi ed altri dettagli organizzativi.

 

Daniela Tralongo

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