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Messina: mostra "Cloris"


  • ARB 18 Via Romagnosi Messina, Sicilia, 98122 Italy (map)

I nudi di Mimmo Irrera presso la sede di ARB in via Romagnosi,18 dal 4 aprile al 4 maggio I nudi di Mimmo Irrera – insieme a quelle stilizzate nudità meta naturali che li incorniciano, tenui colori e linee suggerite di Nunzio Pino – rimandano ad illustri antenati, dalla Tina Modotti di Weston ai muscoli di Mapplertorpe, con qualche invisibile pennellata hamiltoniana; e costruiscono, complice una o due sedie altrettanto nude ed inquietanti, un rimpiattino di linee di staticità plastica, la cui silenziosità leggera è moltiplicata dalla gamma infinita dei grigi, morbidi e pastosi, che scolpiscono non più un corpo umano, una sedia, un fondale, ma una più complessa tensione visuale all’interno del rettangolo fotografico.

la mostra è visibile su appuntamento o in occasione degli eventi in cartellone di ARB. INGRESSO LIBERO

MIMMO IRRERA

Nato a Messina nel 1947, inizia a fotografare nel 1970, prediligendo il bianco e nero, che cura personalmente in tutte le varie fasi. Delle notti passate in camera oscura fino all’alba, dice di averne perso il conto. Nel 1973 vince il primo concorso nazionale Fiaf, e nel 1975, il primo concorso internazionale a Bruxelles, a questi, negli anni ne seguiranno tanti altri. Negli anni 80 è delegato provinciale della Fiaf, e più o meno nello stesso periodo, viene inserito dalla dirigenza Fiaf nel gruppo di eccellenza mostre “CIRMOF”. Parecchie sono le sue personali sia in Italia che all’estero, e più volte invitato nelle biennali internazionali. Dalla seconda metà degli anni 80 e fino al 2000, si occupa nello studio del fotografo Giangabriele Fiorentino di still-life e di fotografia industriale, coltivando sempre il ramo da lui preferito “il ritratto, nelle sue svariate sfaccettature. Più o meno in quel pediodo e per circa 15 anni, si dedica intensamente alla MULTIVISIONE con i sistemi professionali AVL (fino a 18 proiettori Carousel). Più volte è stato invitato come Master nei workshops, sia da vari circoli affiliati Fiaf sia per conto della federazione nazionale UIF. Ha pubblicato 5 volumi fotografici, “Giardini del silenzio” 1990-“Beltà e Vanità” 1991- “Messina viva” 1996- “Terra, acqua, mito”2003- “il gioco della storia” 2004

NUNZIO PINO

Il suo mondo interiore e lo studio dei pittori antichi sfociano nei lavori del ciclo gli "Angeli". La sua cifra linguistica viene messa a fuoco nel 1986 attraverso i lavori della mostra "Icone post industriali", frutto delle influenze che gli provengono dal mondo espressionista e dalla prima avanguardia europea. La partecipazione a rassegne e mostre personali quali "Giovane Energia Siciliana" (Trecastagni 1986), "Biennale d'arte Calabrese" (Monterosso 1990), lo mettono in evidenza nell'ambito artistico siciliano. Le mostre che si susseguono negli anni sono le tappe di una ricerca pittorica riconoscibilissima e densa di mistero. Dal 1991 espone in permanenza alla galleria Il Sagittario di Messina, dove sono state realizzate le mostre "Le tende" (1991), "La Barca" ispirate all'opera del poeta Mario Luzi e "La casa di Dario" dedicata al poeta Dario Bellezza (1996). L'intenso rapporto con la poesia ? espresso anche attraverso l'illustrazione di numerosi libri di poesie e il suo legame con il mondo letterario: Sebastiano Addamo, Maria Attanasio, Lucio Barbera, Dario Bellezza, Francesco Carbone, Aldo Gerbino, Giovanna Giordano, Salvatore Nigro, Enzo Salsetta. Le mostre "Nacach" (Caltanissetta 1995), "Lumina limina" (Palermo 1995), "La poetica dell'immagine nell'arte contemporanea" (Brindisi 1995), "Della Sovversione" (Bagheria 1995), "Segreta poesia" (Montedoro 1995), "Cola Pesce" (Messina 1995), "Il coleottero Junger" (Palermo 1995), "Tempora" (Biancavilla 1996) sono segni di una profonda comunicazione con la realt?, permeati da un esistenzialismo carico di tensioni e di emozioni interiori che mai si disancorano dai miti d'oggi. Attualmente con il lavoro "Post Corpum" un sistema di segni luminosi invade l'immobilit? di spazi pittorici classici: immagini tratte dalla nostra societ? dei consumi si inseriscono insolite modificando il destino di attimi ormai consumati, in un attimo significante e capace di modulare le emozioni. In questa ricerca si colloca l'opera "La Prima Luna" dove l'arte e la scienza dialogano.