Back to All Events

Ragusa: FestiWall 2018


  • FestiWall HeadQuarter 7 Via Feliciano Rossitto Ragusa, Sicilia, 97100 Italy (map)

In occasione della sua quarta edizione, FestiWall riapre una delle aree postindustriali più interessanti della città: il Lanificio. Questa grande struttura, dal 10 al 16 settembre, accoglierà una serie di eventi live e workshop ma soprattuto mostre e installazioni site specific.

Alex Fakso (IT) "Unseen Places" >> site specific exhibition
Clemens Behr (DE) >> site specific installation
Luca Font (IT) in collaboration with Alkanoids >> site specific exhibition
Gurrieri / Sciveres (IT) "Cose dell'altro mondo" >> architecture exhibition
Thom Calisto (IT) >> dj set

L'ingresso all'Headquarter è riservato ai soci dell'Ass. Cult. Pandora. Per tessararti clicca qui https://goo.gl/Gy781W, compila il form di iscrizione online e ritira la tessera con il tuo documento d'identità presso le seguenti strutture:

Met- Piazza Torre, 1 Marina di Ragusa dal 24 al 31 agosto dalle 17 alle 24;
Prima Classe Ragusa- via Ercolano 7, Ragusa dal 1 al 10 settembre dalle 9 alle 24;
Festiwall Headquarter, via Feliciano Rossitto 7, Ragusa dal 10 al 16 settembre dalle 18 alle 24

È possibile compilare il form cartaceo presso le medesime strutture.

***
Alex FaKso ha iniziato la sua carriera come fotografo di graffiti e skateboarder nei primi anni '90. L'interesse di FaKso è sempre stato quello di osservare il comportamento umano attraverso il suo stile. Uno dei suoi progetti più noti è "Heavy Metal", in cui racconta le emozioni e le situazioni difficili affrontate dai graffitisti che dipingevano sui mezzi pubblici. Nella serie successiva, "Fast or die", si tuffa ancora più in profondità nel sottosuolo delle principali città del mondo. FaKso immortala i tunnel della metropolitana, silenziosi e deserti, non solo come scenario in cui ritrae i suoi protagonisti, ma rendendoli elementi portanti della narrazione. Le foto sono autentiche e crude, raccontano le vivide atmosfere e le sensazioni di un mondo parallelo che respira e si muove attraverso le curve più buie della città e che spesso rimane nascosto. 
In "Unseen Places" mostra personale pensata per #FestiWall2018, l’artista espone una serie di immagini inedite, realizzate tra il 2013 e oggi, che offrono la possibilità di esplorare luoghi solitamente impossibili da vedere, permettendo allo spettatore di vivere un’esperienza unica, di scoprire per la prima volta quello che giace sotto le nostre città e di esserne circondato. Nelle sue installazioni le fotografie superano le cornici, integrano lo sfondo del muro, si scompongono trasformandosi in pezzi ogni volta diversi. In occasione di FestiWall2018 le immagini di FaKso invaderanno gli spazi dell’headquarter, componendosi in grandi installazioni che si fonderanno con le architetture, gli elementi portanti, di arredo e gli spazi della struttura.  

***
Clemens Behr, classe ’85, di base a Berlino, non ha bisogno di molto realizzare le sue opere. Negli ultimi anni ha coltivato la sua predilezione per le strategie legate al DIY (do it yourself). Il suo lavoro è caratterizzato da un'intensa esplorazione dello spazio pubblico, da un'inclinazione verso materiali di uso quotidiano come legno e cartone, e da una grande dose di improvvisazione. Le sue installazioni astratte a metà tra la pittura e gli oggetti tridimensionali, composte da cartone, legno, vernice, nastro e materiali trovati, spesso provocano effetti stranianti. In occasione di #FestiWall2018, all’interno del quartier generale, l’artista realizzerà un’installazione site specific fatta di oggetti di scarto, recuperati proprio tra le mura del Lanificio, e oggetti di uso quotidiano come cartone, nastro e sacchetti di plastica per rifiuti, legno tagliato e neon. Nell’atto di assemblare questi oggetti, Behr tenta di distorcere le prospettive, di trasformare sia il sito che ospita l’opera che il materiale scelto, vuole che il suo lavoro stimoli lo spettatore e che lo coinvolga. Le sue installazioni si modificano costantemente sia attraverso la sua azione, sia attraverso la posizione sempre mutevole dello spettatore, elementi che rendono la sua opera incompleta, non finita, ma con una forte tensione verso quello che potrebbe essere. 
Clemens Behr cerca di estrapolare la bellezza di ciò che deve ancora essere svelato, la bellezza di ciò che potrebbe accadere e ciò che può essere.

***
Luca Font, classe 1977, attualmente diviso tra Milano e New York, è un writer, tipografo occasionale, viaggiatore interessato, convinto sostenitore della tradizione e soprattutto della sua intrinseca relatività. Da treni e muri fino ai tatuaggi passando per i lavori su carta, il minimo comune denominatore dei suoi lavori è l’interesse manifesto per grafica e sintesi visiva, funzionalità e modernismo, in nome della costante ricerca di un punto d’incontro tra creazione e razionalità. 
Per #FestiWall2018 l’artista, in collaborazione con lo studio Alkanoids, realizza un’installazione site specific che, attraverso la tecnologia della realtà aumentata, vuole rendere visibile l’invisibile, raccontando una storia che è legata a doppio filo con la terra che lo ospita, a quella del Mediterraneo, delle sue rotte commerciali e di quelle migratorie. Sarà il pubblico a decifrare attraverso il device il messaggio dell’artista, altrimenti nascosto.
La Sicilia è una terra di confine, a seconda dei casi punto di partenza o punto d’arrivo per le popolazioni che hanno attraversato il Mediterraneo partendo dal Medio Oriente, dall’Africa, dall’Europa del Nord. Nel corso dei secoli sono cambiati la geografia del potere e la distribuzione della ricchezza ma non l’importanza strategica di un’isola dalla quale, prima o poi, passano tutti.
Oggi le rotte commerciali sono state quasi completamente sostituite da quelle migratorie, ma il prezioso contenuto delle imbarcazioni che solcano le acque del canale di Sicilia continua ad essere trattato come se fosse semplice merce: dai trafficanti di esseri umani, dalle milizie, dai politici, dai giornali, dalle chiacchiere da bar. L’immigrazione è un tema difficile e scomodo, e per chiunque non lo viva in prima persona mettere a tacere l’aspetto umano è il modo più semplice per metabolizzarlo rapidamente e lasciare che rimanga, al pari di qualsiasi altra notizia che non ci tocca direttamente, un rumore di fondo nella vita di tutti i giorni. 

***
Gurrieri/Sciveres, dai cognomi degli architetti Giuseppe Gurrieri e Nunzio Gabriele Sciveres, che hanno condotto uno studio sul recupero dell’area di archeologia industriale del Lanificio, sede quest’anno dell’Headquarter del festival.
Insieme a un team di giovani professionisti composto da Alessandro Bontà, Salvatore Formica, Marzia Iacono, Serena Pappalardo, Giorgio Antonio Russo, Orazio Saluci e l’agenzia di comunicazione Go Marketing & Co. è stato redatto un masterplan dell’area alla ricerca di nuove e inedite strategie urbane. Il gruppo di architetti ragusani espongono il masterplan dal titolo "Cose dell’altro mondo", allestito negli spazi del Lanificio su dieci tavole su carta.
L’ambizione di questo progetto è quella di riutilizzare un’area privata, soprattutto l’area verde, per generare anche solo temporaneamente, nuovi spazi di aggregazione in un quartiere di Ragusa che, pur essendo di recente costruzione e molto popolato, non contiene spazi di socializzazione.
Aprendo cancelli e abbattendo barriere (anche architettoniche) si possono creare i presupposti per un’inversione di tendenza al degrado delle periferie e per realizzare così qualcosa di unico.

Le sonorità della serata sono affidate a Thom Calisto con un dj set “hyperbolic barely acid disco awareness”.