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Palermo: presentazione "Gli animali del mondo antico"

  • Libreria Modusvivendi (map)
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Prima presentazione per il saggio di Pietro Li Causi "Gli animali nel mondo antico" edito da Il Mulino. 

Con l'autore dialogano Rita Marchese e Roberto Pomelli.

Che posto occupavano gli animali nell'antichità? Come noi oggi, anche i Greci e i Romani avevano a che fare con cani, cavalli, galline; avevano allevamenti, vivari, acquari, e adottavano pratiche zootecniche. Amavano i loro animali da affezione, mentre ne uccidevano altri e li mangiavano (magari dopo averli sacrificati in onore di una divinità). Conoscevano e usavano animali selvatici o feroci, o esotici come elefanti e pappagalli. Non mancavano, nel loro immaginario, creature aliene che si credeva popolassero paesi lontani, come l'India e l'Etiopia, patrie dei manticora, dei cinocefali e dei grifoni. Quello che per noi sono i dinosauri per loro erano i ciclopi, i pegasi, le chimere, gli uomini-toro. Un affresco suggestivo che restituisce per intero l'esotismo di un mondo scomparso.

Pietro Li Causi insegna materie letterarie presso il Liceo Scientifico «S. Cannizzaro» ed è responsabile dell’unità di ricerca di Palermo del network «GDRI Zoomathia (Transmission culturelle des savoirs zoologiques – Antiquité-Moyen Âge)». Fra le sue pubblicazioni: «L’anima degli animali» (curato con R. Pomelli, Einaudi, 2015) nonché, per Palumbo, «Sulle tracce del manticora» (2003), «Generare in comune» (2008) e «Il riconoscimento e il ricordo» (2012).

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