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Catania: spettacolo "La cattedrale sommersa"

  • Teatro Coppola - Teatro dei Cittadini 9 Via del Vecchio Bastione Catania, Sicilia, 95131 Italy (map)

Per la rassegna Aritmie • Variazioni e Interferenze del Contemporaneo

SOCÌETAS RAFFAELLO SANZIO
presenta

"LA CATTEDRALE SOMMERSA"
performance finale del laboratorio

Ideazione e regia: CHIARA GUIDI

con Marta Allegra, Simona Allegra, Alice Billò, Claudia Cappuccio, Simone Cappuccio, Massimiliano Carastro, Silvia Coppola, Pietro Cucuzza, Alice Ferlito, Massimo Ferrarotto, Laura Fava, Carlo Genova, Luca Giannone, Giuseppe Leonardi, Nanni Mascena, Carmelo Motta, Simona Norato, Rossella Parisi, Damiano Pellegrino, Grazia Piccinini, Federico Polacci, Roberta Rotante, Marco Sciotto, Michelangelo Sciuto, Valerio Severino, Martina Torrisi, Manuela Ventura, Davide Zuccaro.

27 maggio
ore 21:00, ore 21:30, ore 22:00

INGRESSO CON SOTTOSCRIZIONE MINIMA DI 3€


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"Glimmung ha bisogno di esperti provenienti da tutte le galassie per sollevare Heldscalla, l’antica cattedrale sommersa nel Mare Nostrum, per riportarla di nuovo nella terraferma… È la lotta in profondità. La Cattedrale Nera e la Cattedrale… Il Glimmung Nero e il Glimmung… Il rapporto è sempre uno ad uno. Ogni Glimmung ha la sua controparte, il suo opaco e prima o poi, nel corso della vita, il Glimmung deve uccidere la sua controparte nera, altrimenti sarà quella ad ucciderlo… Il Sollevamento richiederà un’abilità notevole, capacità disparate, conoscenze professionali, un enorme impiego di capacità artistiche… dopotutto è il motivo principale per cui ci troviamo qui: la nostra esperienza, le nostre conoscenze, l’addestramento specifico." [Il Guaritore Galattico", di P. K. Dick]

Faremo esercizio per declinare la trama del romanzo in una sola azione: andare dal basso verso l’alto.
Ci concentreremo sul fare.

FARE: SOLLEVARE
Fare il verbo. Non dire. Fare. È un lavoro di singolarità condotte verso una forma corale.
Partendo dalle parole di Philip K. Dick un gruppo di persone cercherà di sollevare un'unità sonora nell'arco di 20 minuti. Sollevare. 
Non una cattedrale sommersa, come ha fatto Glimmung, ma un suono.
Utilizzeremo solo alcune parole del romanzo di Dick.
Sarà un'azione sonora.

REGOLE
Per organizzare questo sollevamento ho disegnato una cartografia di suoni per la voce, che mi ha permesso di ipotizzare uno spazio musicale tra il significato della parola recitata e il timbro vocale.
Ogni esecutore avrà a disposizione un punto sonoro, una figura, un ambiente o aria e alcune sospensioni o pause accompagnate da brevi monologhi e dialoghi.
Saranno tutte azioni drammatiche per la voce che, come un corpo, si muove, si arresta, si piega, si leva.
Non si tratta semplicemente di cantare in coro una canzone o di eseguire un monologo, ma di spingere, comprimere, serrare...

ASCOLTARE
Le figure, i punti sonori, gli ambienti… sono affidati agli esecutori che ne diventano i custodi.
Ne improvvisano la presenza. Ne azzardano la composizione.
Vorrei che le voci formassero una figura più grande, capace di inglobare in sé tutte le figure, i punti sonori, gli ambienti…
Non posso prevedere cosa succederà. Non dipende da me, ma dai custodi. 
Lascio a loro e al gruppo la composizione. Io mi metto seduta e aspetto che qualcosa accada in un arco di tempo di 20 minuti..
Può darsi che riesca, può darsi che non riesca.
Il fallimento comunque servirà quanto il successo: per conoscere. 

[CHIARA GUIDI]

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SOCÌETAS RAFFAELLO SANZIO · La Socìetas Raffaello Sanzio, una delle più importanti compagnie di teatro sperimentale del panorama mondiale, che ha calcato i palchi dei teatri delle principali capitali del mondo e che è stata insignita dei premi internazionali più prestigiosi, viene fondata a Cesena nel 1981 da Chiara Guidi, Romeo Castellucci e Claudia Castellucci. Esperienza fondamentale per le arti della scena, per l’irreversibile alterazione delle convenzioni teatrali e l’intensa volontà di rifondazione sostenuta da scelte estetiche di forte impronta etica e politica, la Socìetas si muove in una concezione del teatro come arte che raccoglie tutte le arti, dove la rappresentazione è completamente aperta verso tutti i sensi della percezione, come in un sistema di forze. La ricerca artistica della compagnia si è sviluppata attraverso un articolato percorso evolutivo: in trentacinque anni di incessante costruzione iconografica, la Socìetas Raffaello Sanzio ha dato forma ad una nuova espressività mutuando linguaggi e pratiche provenienti dall’universo archetipico del discorso (oratoria e retorica), della rappresentazione in pittura e scultura (dal classicismo greco all'araldica ai processi di sintesi granulare dell'immagine al disegno animato), della scienza e della tecnica (dalla fonologia alla meccanica, dalla medicina endoscopica alla chimica e batteriologia), del mondo sonoro (dal canto gregoriano al processamento elettronico e digitale del suono), delle discipline legate alla spazialità (geometria, matematica, astronomia), attraversando e forzando diversi sistemi di rappresentazione, dal teatro, alle arti visive, il cinema, l'opera, la danza, la filosofia, il teatro per l’infanzia. Chiara Guidi, nello specifico, sviluppa una personale ricerca sulla voce come chiave drammaturgica capace di dischiudere suono e senso di un testo, ma anche come corpo, azione, disegno, rivolgendo la propria tecnica vocale – perfezionata negli anni con la collaborazione del compositore americano Scott Gibbons – sia a produzioni per un pubblico adulto, sia elaborando una specifica concezione di teatro legato all’infanzia. La voce è per Chiara Guidi una materia da conoscere e plasmare, ma anche un veicolo che porta la parola a vivere al di là del significato. È la messa in atto di una visione che non si appoggia sul significato, ma sul suono e che in questo levare riporta il teatro alla propria origine. Da qui l’idea di infanzia del teatro e il rivolgersi ai bambini come fonti originarie, costruendo intorno ad essi, senza mediazioni, le condizioni fondamentali per lo sviluppo di un immaginario profondo.

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ARITMIE. VARIAZIONI E INTERFERENZE DEL CONTEMPORANEO [facebook.com/aritmieteatrocoppola]
«Appartiene veramente al suo tempo, è veramente contemporaneo colui che non coincide perfettamente con esso né si adegua alle sue pretese ed è perciò, in questo senso, inattuale; ma proprio per questo, proprio attraverso questo scarto e questo anacronismo, egli è capace più degli altri di percepire e afferrare il suo tempo»
[G. Agamben, “Che cos’è il contemporaneo?”]

Nella regolarità del flusso sanguigno del tempo presente, nel ritmo confortante e assopente dei suoi impulsi, nell’equilibrio anestetizzante dei suoi stimoli, l’aritmia interviene a sovvertire, nell’attimo inatteso, le idee stesse di regolarità, equilibrio e ritmo. Senza farsi equilibrio a sua volta, senza dettare un nuovo ritmo, ma efficace e potente proprio perché resta ciò che è capace di spezzare e perturbare, perché si fa davvero contemporaneo nella propria impossibilità d’accordarsi e armonizzarsi. In uno spazio teatrale anomalo che mette in discussione i modelli senza farsi modello ma incessante irregolarità, come il Teatro Coppola, nasce Aritmie. Variazioni e Interferenze del Contemporaneo, una rassegna dedicata ai più importanti e interessanti battiti fuori tempo di questo nostro tempo, che hanno segnato e continuano a segnare il teatro contemporaneo nelle sue varie forme. Perché, sottratto alla prevedibilità del suo consueto scorrimento, il flusso sanguigno deviato dall’aritmia può imboccare – e imbocca – strade, percorsi e conformazioni differenti e imprevedibili. È così che quest’irrompere del contemporaneo si fa, in Aritmie, non soltanto opere teatrali, ma incontri, laboratori, ibridazioni con il linguaggio filmico, per fare sì che il Teatro Coppola – con l’ausilio di una sottoscrizione minima più che accessibile a tutti, necessaria al sostegno dell’organizzazione di un progetto e di una proposta simile e decisamente inferiore al costo di qualunque biglietto per tali eventi in spazi convenzionali – possa farsi luogo di passaggio di ciò che il teatro contemporaneo ha di più rilevante e affascinante da offrire e che è quasi impossibile riuscire a vedere dalle nostre parti. Aritmie in uno spazio aritmico per vocazione, dunque, perché, come scrive Agamben, non è il contemporaneo a subire simili interferenze e variazioni, ma sono proprio queste variazioni e interferenze a configurarsi come il vero contemporaneo: questa interferenza nel presente che si fa anacronismo, questa variazione del ritmo attuale che si rende inattuale, questa irregolarità del tempo che ci permette di percepire, in tutta la sua forza inafferrabile, questo nostro tempo.


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