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S. Lucia e la cuccìa: una storia lunga secoli

2022-12-12 16:10

Francesca Brancato

News, Lo sfizio, palermo, siracusa, tradizioni, lo sfizio, santa lucia, la sicilia in tavola, cuccìa di santa lucia, cuccìa,

S. Lucia e la cuccìa: una storia lunga secoli

Dolce o salata, palermitana o siracusana, la cuccìa di S. Lucia è una tradizione!

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È arrivato il momento della festa di S. Lucia, che viene celebrata a Siracusa e nelle città di Palermo e Venezia. Durante le celebrazioni il simulacro della Patrona della città aretusea compie il suo “viaggio” dalla Cattedrale in Ortigia, fino al Santuario di S. Lucia al Sepolcro nel quartiere della Borgata, dalla quale farà ritorno verso la cattedrale in occasione dell’ottava. Durante la settimana, insieme alle sacramentali processioni si prepara anche il piatto simbolo di questa festività: la cuccìa.

La cuccìa siracusana è un dolce tipico siciliano, a base di grano bollito e ricotta di pecora o crema di latte, bianca o al cioccolato. A Caltanissetta la cuccìa viene consumata non dolce, ma come pietanza salata. Viene preparata come una minestra di grano cotto, ceci lessati e condita con sale, pepe, olio e servita calda.

LA STORIA:

Santa Lucia è la Santa patrona della città di Siracusa e la protettrice della salute degli occhi. La ricorrenza del 13 dicembre è una tra le festività più attese dell’anno, ma non tutti conoscono la sua storia. Morta martirizzata a Siracusa nel 304, la città siciliana le dedica ogni anno commemorazioni religiose assai sentite e di antica tradizione.

Il culto legato a questa Santa, non si limita solo alla città siracusana, ma anche in quella di Palermo. Secondo la tradizione, infatti, nel 1646  la Santa liberò la città dalla morsa della fame a seguito di una carestia, facendo arrivare al porto un bastimento carico di grano. Vista la grande fame, i palermitani decisero di non lavorare il grano e mangiarlo velocemente, limitandosi a bollirlo. Un fatto simile avvenne anche nella città di Siracusa, ma nel 1763. Da allora ogni 13 dicembre i palermitani e i siracusani ricordano il miracolo preparando la cuccìa che, nei secoli, si è trasformata in un dolce guarnito con ricotta alla cannella, canditi e cioccolato.

L'uso di questi dolci di grano cotto, arricchito con noci e arance, è probabilmente un residuo della antica tradizione cristiana di rito greco di commemorare le festività maggiori con un piatto beneaugurale, che rappresenta l'abbondanza: infatti troviamo preparazioni molto simili in paesi ortodossi come la Romania e in Russia che ha nella Kut'ja uno dei dolci tipici del Natale ortodosso. Diversi studiosi, poi, mettono in relazione la cuccìa con il kykeòn, la pietanza a base di chicchi di grano che si consumava durante i misteri eleusini, in onore a Demetra.

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RICETTA CUCCÌA DI RICOTTA:

 

Ingredienti

·       800 g di ricotta di pecora

·       500 g di grano tenero

·       300 g di zucchero

·       100 g di gocce di cioccolato

·       100 g di capelli d'angelo (zucca candita a strisce sottili)

·       Cannella in polvere q.b.

·       Un cucchiaino di sale

·       Una punta di bicarbonato di sodio

·       Acqua q.b.

 

Per la crema di ricotta

Mettere la ricotta di pecora a sgocciolare in un colino e riporla in frigorifero finché non avrà perso il siero; poi setacciarla e mescolarla in una terrina insieme allo zucchero; infine aggiungere le gocce di cioccolato e i canditi.

 

Per la cottura della cuccìa

Tenere il grano in acqua per tre giorni, avendo cura di cambiare l’acqua ogni 24 ore.
Trascorsi il tempo di ammollo, sciacquare il grano in acqua corrente e lessarlo in acqua abbondante con una presa di sale e una punta di bicarbonato di sodio (se in cottura in pentola a pressione per 50 minuti circa, altrimenti la cottura si prolungherà di almeno tre ore). Quando il grano sarà diventato gonfio e molto morbido, lasciarlo intiepidire nella sua stessa acqua di cottura, quindi scolarlo e condirlo con la crema di ricotta e abbondante cannella in polvere.

RICETTA DI CUCCÌA SALATA:

 

Ingredienti

·       250g di grano crudo (se si usa grano cotto aumentare la quantità a 350g)

·       200g di ceci secchi

·       1 cipolla media

·       prezzemolo, basilico e poco rosmarino

 

Procedimento

La sera prima di consumare il piatto mettere in ammollo il grano e i ceci separatamente. In questa fase potete aggiungere un cucchiaino di bicarbonato, a piacere, per facilitare la cottura. L’indomani sbollentare il grano per una decina di minuti, poi si spegne il fuoco e lasciare riposare nell’acqua di cottura.
Aggiungere nella pentola la cipolla a fette sottili, il prezzemolo, il sale e un trito di rosmarino. Mettere a fuoco lento e fare cuocere fino a che il grado di cottura non sia di vostro gradimento. Se vi piace “al dente”, un’ora e mezza di cottura potrebbe essere sufficiente.

 

 

©riproduzione riservata 

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Siracusa. Numero di iscrizione 01/10 del 4 gennaio 2010

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