Allied, un'ombra nascosta - Al cinema

È nelle sale cinematografiche italiane dal 12 gennaio “Allied - Un'ombra nascosta”, l’ultimo lavoro di Robert Zemeckis, con protagonisti Brad Pitt e Marion Cotillard. Si tratta di un thriller di spionaggio, un intenso film di guerra ambientato durante la seconda guerra mondiale, oltre a un’appassionata storia d’amore. Siamo nel 1942 e 26 nazioni si sono appena unite nelle Forze Alleate per combattere la minaccia nazista che sta invadendo l’Europa. In una missione speciale per lo Special Operations Executive (SOE) britannico, il pilota canadese Max Vatan (Brad Pitt) si paracaduta nella Casablanca occupata per fare fuori l’ambasciatore tedesco. Lui e l’affascinante spia francese Marianne Beauséjour (Marion Cottilard) sono complici in una missione: i due, fingendo di essere sposati, tra feste eleganti e sontuose, tra brindisi ed raffinati vestiti, avranno il compito di rendersi credibili presso i nemici nazisti e di uccidere un ufficiale tedesco. Durante la missione, loro malgrado, s'innamorano follemente. La divampante fiamma tra loro diventa presto molto più che una recita, anche nel bel mezzo di enormi difficoltà. Marianne accetta di sposare Max e andare a vivere con lui a Londra, cercando di cambiare vita e di lasciarsi alle spalle tutto quanto. Qualche tempo dopo, perdutamente innamorati e con una bambina, il comando avvisa Max che Marianne potrebbe essere una spia tedesca. Il cuore non accetta. Non può accettare dopo tutto quello che hanno trascorso assieme. Dove sarà la verità? Il film appare curato nei particolari, specialmente nei costumi, freschi, sofisticati, che si ispirano a pellicole come “Casablanca”, in un mix di eleganza e semplicità. Non a caso il film concorre agli Oscar 2017 per i migliori costumi, realizzati da Joanna Johnston. Gli attori, inutile dirlo visto la loro fama e il loro pesante bagaglio di esperienza, si immergono in questo contesto, raggiungendo un tale feeling tanto che diversi si sono domandati se proprio questo film abbia decretato la fine del matrimonio tra pitt e la Jolie. Da vedere.

Alessandra Leone

Una "Norma" fuori dalla Norma

Sembrava che il sipario si fosse chiuso definitivamente in quel 1958 dopo la rappresentazione de “I pagliacci” di Leoncavallo ed insieme ad esso la speranza di dare ad una piazza culturale come Siracusa ciò che più le spettava. Finalmente 58 anni dopo, la città ha tirato un sospiro di sollievo, accogliendo a braccia aperte il proprio teatro con l’affetto di una madre che rivede dopo tanto tempo il proprio figlio. In occasione della serie di eventi dedicati alla riapertura dell’incantevole edificio di fine Ottocento, lo scorso sabato 21 gennaio ha avuto luogo l’esibizione musicale eseguita dall’Orchestra Jazz del Mediterraneo. Il tema centrale della performance è stato un fil rouge che ha unito una delle più famose opere del celebre compositore siciliano Vincenzo Bellini, la “Norma”, con le sopraffini armonie del jazz. Lo spettacolo è stato preceduto da una breve ma esaustiva introduzione del vicesindaco del comune di Siracusa, Francesco Italia, che insieme al direttore di produzione, Nello Toscano, hanno aperto la scena. L’arrangiamento creato dal direttore d’orchestra Paolo Silvestri si è rivelato da subito coinvolgente, stabilendo una salda empatia con gli spettatori. Un volo solo andata dalle Gallie a New Orleans: è stata questa l’impressione percepita, come se fosse stato sempre così, come se nulla avesse modificato il corso naturale dell’opera, ma semmai aggiunto un’esaltazione di note e pause, arricchite dalla densa storia del jazz, frutto della dura vita sui campi svolta da uomini che ingiustamente venivano appellati come schiavi. L’azzardata rivisitazione in chiave jazzistica è risultata dunque un chiaro successo, grazie anche all’esecuzione di Paolo Fresu, che con i suoi assoli di tromba e flicorno ha dato voce all’opera, guadagnandosi il ruolo di protagonista. Un’esibizione degna del nome del grande musicista sardo, che ha riportato in mente capisaldi come John Coltrane, Miles Davis o Louis Armstrong. Le grandi abilità tecniche dei componenti d’orchestra, unite alle straordinarie doti artistiche del direttore, hanno permesso di creare una commistione di suoni sorretta da una perfetta armonia, tale da trasformarsi in azioni visibili e tangibili da chi si trovava ad ascoltare, facendo rivivere agli spettatori la trama dell’opera. Un arrangiamento denso di virtuosismi che ha dato il meritato spazio ad ogni elemento, dal pianoforte al contrabbasso fino ad arrivare alla batteria, legandoli all’elemento principe, l’orchestra di fiati. Il riscontro positivo del pubblico non si è fatto aspettare, numerosi e scroscianti sono stati gli applausi che hanno piacevolmente interrotto l’esibizione nei vari momenti di picco, dando anche il via ad un meritato bis. Non si è trattato solo di musica, ma di uno spettacolo a tutto tondo, i gesti naturali, le movenze, l’approccio mimico di chi sente e matura dentro di sé le melodie, seppur in maniera contenuta, hanno fatto da invito convincendo anche gli spettatori più scettici. Dunque non si può fare altro che scrivere bene di questa esperienza, grazie anche ad un’ottima organizzazione da parte degli addetti ai lavori, ma soprattutto grazie ad una location splendida come quella del Teatro Massimo di Siracusa, una vera bomboniera nel cuore di Ortigia. Antichi ricordi nostalgici di una città agli splendori hanno inondato l’animo dei cittadini siracusani e non, che si sono dimostrati pronti a vivere questa esperienza, con la speranza che andare a teatro non sia più un evento occasionale, ma che rientri nella “norma”.

Antonino Lombardo

Il Caso Tortora: un esempio da non dimenticare

«Quando l'opinione pubblica appare divisa su un qualche clamoroso caso giudiziario - divisa in "innocentisti" e "colpevolisti" - in effetti la divisione non avviene sulla conoscenza degli elementi processuali a carico dell'imputato o a suo favore, ma per impressioni di simpatia o antipatia. Come uno scommettere su una partita di calcio o su una corsa di cavalli. Il caso Tortora è in questo senso esemplare: coloro che detestavano i programmi televisivi condotti da lui, desideravano fosse condannato; coloro che invece a quei programmi erano affezionati, lo volevano assolto». (Leonardo Sciascia, articolo tratto da El Pais, 5 maggio 1987)

Telematch, Campanile sera, La domenica sportiva, Portobello: sono stati grandi successi della televisione italiana, programmi storici che hanno avuto come conduttore il grande Enzo Tortora, il cui nome è ricordato purtroppo anche per un caso di malagiustizia di cui fu vittima, denominato poi "caso Tortora". Infatti il conduttore e giornalista, al culmine del successo, fu accusato di gravi reati, cui in realtà era totalmente estraneo. Il 17 giugno 1983, Enzo Tortora veniva svegliato alle 4 del mattino dai carabinieri di Roma e arrestato per traffico di stupefacenti e associazione di stampo camorristico. Attaccato anche nell'ambiente giornalistico, furono addirittura pubblicate storie false per falsi scoop, ponendo sotto attacco l’uomo e il professionista. Una situazione che segnò inevitabilmente la vita del conduttore, che in poco tempo toccò il cielo con un dito per il successo clamoroso dei suoi programmi (Portobello,, inizialmente previsto in seconda serata e successivamente spostato in prima dato il gradimento del pubblico, batté ogni record di share mai realizzato fino a quel momento, sino alla soglia dei 26 milioni di spettatori, pari a circa il 47% dell'intera popolazione italiana), fino a scendere fino all’inferno, umiliato e preso di mira dentro il carcere. Riferisce lo storico della televisione Grasso che "le reti RAI mandarono in onda ininterrottamente e senza pietà le immagini del conduttore ammanettato".

Di come visse questi mesi in carcere sono testimonianza le lettere mandate all’amata Francesca Scopelliti nel libro “Lettere a Francesca”, che è stato presentato giovedì 18 al liceo O.M.Corbino a Siracusa. Un testo forte e intenso, che fa pensare, emozionare, riflettere e obbliga il lettore a porsi domande, stimolando un’ampia riflessione sui valori della libertà, della giustizia e della legalità. Un libro pieno d’amore per la sua compagna, per la vita, con continua sete di giustizia, mista a indignazione e incredulità. Dopo i durissimi mesi in cella e i domiciliari, Tortora fu assolto e fu eletto eurodeputato per il Partito Radicale, di cui divenne anche presidente, facendosi portavoce di chi non ha voce e non può far valere i propri diritti.

Grazie alla sensibilitàdi Tortora e allo scalpore che ne conseguì, questa vicenda ha aperto una riflessione importante sulle condizioni della detenzione nel sistema carcerario italiano. L’incontro nella città aretusea è stato organizzato, grazie al patrocinio di Taobuk (Festival Internazionale del libro di Taormina), dall’Associazione politico-culturale CittàinComune insieme all’Associazione Radicale Elio Vittorini Primo Presidente e all’Associazione Mediterraneo Sicilia Europa. Sono queste le presentazioni e le manifestazioni che danno una “scossa”ai cittadini, che fanno riflettere su alti valori quali la libertà e il senso di giustizia e di dignità. Sono questi gli esempi da prendere in considerazione, quelli di chi lotta per ciò in cui crede, in cui sensibilità e voglia di portare alla luce la verità non muoiono, andando anche contro tutto e tutti. Sempre con una forte, immensa voglia di vita.

Alessandra Leone

Riapertura teatro comunale di Siracusa: un regalo speciale sotto l’albero di Natale

Sotto l’albero di Natale quest’anno i siracusani hanno ricevuto un regalo difficile da scartare, ma davvero speciale e molto, anche troppo atteso, addirittura da 57 anni: stiamo parlando della riapertura del teatro comunale, che dopo lotte, lavori che sembravano non finissero mai, interventi anche da parte dell’inviato Vittorio Brumotti del programma “Striscia la Notizia” e lo svolgimento nel 2013, pur non essendo il teatro ancora fruibile ,di uno spot televisivo degli stilisti Dolce & Gabbana (i quali hanno donato al teatro due lampadari di Murano posti oggi all'ingresso), finalmente riapre il sipario e si fa vedere nel suo meraviglioso splendore.

Inaugurato nel 1897 nel cuore dell’isola di Ortigia, in quello che erano i preesistenti Palazzo Bonanno Filangieri dei Principi di Cattolica e la Chiesa e Monastero dell'Annunziata,il teatro comunale rimase in funzione sino al 1957. In tale data, dopo la rappresentazione de Il Trovatore di Verdi, de La Boheme di Puccini, de La Cavalleria Rusticana di Mascagni e de I Pagliacci di Leoncavallo, il teatro venne chiuso a causa dell'abbattimento del Palazzo Barresi, di fianco alla struttura. La successiva riedificazione del Palazzo Pupillo ha determinato gravi problemi statici e da quel momento il teatro ha cessato le sue attività.

Nel corso degli anni si sono susseguiti una serie di lavori di ripristino della struttura, degli arredi, degli interni e delle decorazioni, senza tuttavia giungere ad un reale completamento a causa delle difficoltà nel reperimento di finanziamenti. C’è addirittura chi la riteneva una struttura "maledetta", avendo avuto difficoltà per la sua costruzione e per l'apertura sin dal primo momento, poiché l'edificio è sorto su un terreno ecclesiale espropriato e costruito con pietre recuperate dopo la demolizione della chiesa e del convento. Il 26 dicembre 2016 è stata una data davvero storica, venendo finalmente inaugurata la riapertura del teatro con un concerto e un cartellone pieno di attività. La cerimonia di apertura ha riscosso, come c’era da immaginarsi, un notevole successo, accogliendo centinaia di visitatori in una delle sale più imponenti e sfarzose dei Palazzi del nostro centro storico. Un luogo magico, affascinante, tra dipinti con richiami classici, come Dafne in un bosco popolato da ninfe, dipinto da Giuseppe Mancinelli nella volta centrale , o le medaglie di illustri personaggi siracusani all’ingresso del teatro.

La programmazione di Gennaio 2017 è ricca di eventi mondani che spaziano dagli spettacoli teatrali ai recital musicali. Quindici gli appuntamenti: si è iniziato lunedì 26 alle 19 con il concerto di Natale de Gli Archi Ensemble e il coro Conca D’Oro del maestro Guzzardo, lirica e musica da camera proposta dai 40 elementi sul palco. Il giorno successivo alle 20.30 l’attore siracusano Enrico Lo Verso ha proposto il pirandelliano “Uno, nessuno, centomila”, visibilmente emozionato e commosso per la grandezza e l’importanza di quel contesto; il giorno di Capodanno ancora musica con un “Invito al valzer” del talentuoso pianista siracusano Orazio Sciortino. Tanti altri ancora gli spettacoli, tra cui la “Norma” di Vincenzo Bellini, a cura di Paolo Fresu e Orchestra Jazz del mediterraneo, direzione e arrangiamenti Paolo Silvestri. Per maggiori informazioni, cliccate su http://www.comune.siracusa.it/images/eventi/2016/mnfst_teatrocomunale_2016-17.pdf

Alessandra Leone

Volontariato tra i giovani: la testimonianza di Nuova Acropoli su Rai Gulp

Cari amici, in questo articolo vorrei iniziare con una piccola riflessione che noi di “Notabilis” abbiamo notato da un po’ e la vorremmo condividere con voi. A malincuore, guardandoci attorno, vediamo che in Sicilia sono troppo pochi gli eventi dedicati ai più piccoli o agli adolescenti. In questo modo si nega la possibilità di crescere assieme, di condividere e imparare con propri coetanei, di conoscere nuove realtà e situazioni, che magari loro credevano esistessero solo in televisione. Diciamo la verità… Stare ore davanti alla tv o al computer non è lo stessa cosa di partecipare a un’attività, facendo sentire il ragazzino parte di “gruppo”e dando l’occasione di acquistare fiducia in se stesso, far uscire la propria voce e conoscere ciò che gli sta attorno. Il confronto e il dialogo aprono la mente!

Ma non bisogna generalizzare… Per fortuna ci sono eccezioni, come librerie che organizzano corsi e laboratori di vario genere o associazioni che permettono ai ragazzi di crescere e fortificarsi. Una di queste associazioni è Nuova Acropoli, organizzazione internazionale di carattere filosofico, culturale e sociale. Fondata nel 1957 a Buenos Aires dallo storico e filosofo Giorgio Angelo Livraga Rizzi, oggi è presente in più di 50 paesi nei cinque continenti. Tra le tante attività dell’organizzazione vi è il volontariato, volendo essere un modo pratico per vivere la cultura attiva di cui si fa promotrice; una cultura, quindi, pratica, attiva, fatta non tanto di parole ma di fatti concreti, in cui fin da ragazzi si può essere inseriti e resi attivi nell’aiuto verso il prossimo.

Il 12 e 13 dicembre sono andate in onda nella trasmissione “Odeon Gulp” sulla tv per ragazzi Rai Gulp, dei servizi e delle interviste ai giovani partecipanti della sede aretusea di Nuova Acropoli al nuovo corso di formazione al volontariato, i quali si sono cimentati, sotto il controllo degli istruttori dell’associazione, in esercitazioni di vario genere: dal primo soccorso al montaggio tende, dal soccorso tecnico a pratiche di animazione per bambini. Inoltre è stata svolta un’esercitazione simulando un sisma e le azioni da compiere. Tutti hanno parlato entusiasti dell’importanza di dare amore e aiuto, senza aspettarsi nulla in cambio, del valore e della bellezza di essere generosi e di superare le proprie paure e limiti, grazie al percorso formativo dell’associazione. È bello sentire quest’entusiamo tra i giovani, che rappresentono il futuro, ed è importante che capiscano che oltre le mura di casa, c’è un mondo che aspetta solo loro.Un mondo che dovrebbe essere più sensibile e meno indifferente e in cui anche poche persone, nel loro piccolo, possono fare la differenza.

Alessandra Leone

Il Festival del Cinema di frontiera di Marzamemi sbarca a Cuba

Ivan Giroud

Ivan Giroud

Il Festival internazionale del Cinema di Frontiera di Marzamemi, che si svolge di consueto alla fine di luglio, sbarca quest’anno al 38° Festival Internacional del cine-latino americano di Cuba: dall' 8 al 18 dicembre 2016, infatti, Nello Correale, direttore e ideatore del Festival Internazionale Cinema di Frontiera di Marzamemi, è nella giuria internazionale (Signis) del Festival de L'Avana, su invito del direttore artistico, Ivan Giroud (nella foto), che è stato il presidente della giuria della scorsa XVI edizione del festival di Marzamemi. Due realtà diverse, accomunate dalla stessa passione per il cinema. Già la scorsa estate il regista Nello Correale aveva tenuto particolarmente a cuore questo incontro-confronto, sottolineando che “Sicilia e Cuba sono due isole continentali. Terre di frontiere geografiche e storiche avranno la posibilità di confrontarsi a Marzamemi”.

Il Festival Internazionale del cinema di L’Avana, è tra i festival più grandi del mondo. Saranno attive per le proiezioni 16 sale alcune da oltre 2000 posti o addirittura di 4200 posti come il Karl Marx a Miramar e un programma ricchissimo di proposte con autori di tutto il mondo. Alfredo Guevara, il suo presidente, ha spiegato in conferenza stampa che tutti i film scelti per il concorso e per altre sezioni sono di qualità e d’interesse per il pubblico cubano “che abitualmente non è inferiore al mezzo milione di spettatori”. Tra gli ospiti di quest’anno, oltre agli americani Oliver Stone e Brian De Palma, saranno presenti Pablo Larrain, Tristan Bauer (Argentina), Sebastian Sepulveda (Cile) , l'attrice brasiliana Sonia Braga e altre personalità.

“La nostra presenza al festival de L'Avana – ha dichiarato il direttore artistico del Cinema di Frontiera, Nello Correale - rinsalda il legame con l'importante festival cubano iniziato quest'anno con la presenza a Marzamemi in giuria del suo direttore, Ivan Giroud. Il Festival Internazionale Cinema di Frontiera, il primo dedicato interamente al tema delle frontiere, promuoverà e comunicherà l'impegno culturale che lo caratterizza ormai da 16 anni alle istituzioni presenti. Una tra queste la "escuela de cine y televisiòn" di San Antonio de los Banos , di cui abbiamo presentato i film dei suoi giovani registi, a Marzamemi in luglio di quest'anno”.

Alessandra Leone

Bello è possibile?

Gianluca Garelli

Gianluca Garelli

Sosteneva Platone che “Il percorso verso la Bellezza è graduale, inizia dai corpi e arriva all’anima”. Ma cos’è la bellezza? Oggi si può raggiungere?

Questa è una delle tante domande che assillano gli uomini fin dall’antichità, non essendo semplice la risposta. Proprio tale spinosa e affascinante questione è stata quest’anno il tema dell’associazione di filosofia, cultura e volontariato Nuova Acropoli, intitolando la decima edizione del suo Festival della Filosofia "Bello è possibile!". In questo modo, tra diversi incontri e confronti anche con i giovani, Siracusa ha partecipato alla giornata mondiale della filosofia, creata dall'Unesco e celebrata ogni anno il terzo giovedì del mese di novembre.

Molto interessante è stata la lectio magistralis, svoltasi sabato 26 novembre nella sala Borsellino di palazzo Vermexio e curata dal prof. Gianluca Garelli, docente di Estetica presso l’Università di Firenze e autore del recente saggio "La questione della bellezza". Garelli nella sua carriera si è occupato principalmente di filosofia classica tedesca, di storia dell’estetica, di ermeneutica filosofia, di teoria del tragico e con il suo ultimo lavoro sulla bellezza ripercorre le varie forme che la dialettica del bello ha assunto nel corso del pensiero occidentale.

Sì perché la bellezza è un tema attuale: chi non vorrebbe essere circondato dalla Bellezza? Tutti vorremmo incontrarla quotidianamente sulla nostra strada, regalandoci un sorriso e rallegrando il cuore. Soprattutto in un momento storico in cui l’orrore è purtroppo diventato all’ordine del giorno, rischiando di abituarci ad esso. Proprio per questo è importante tornare alla domanda iniziale. Bello è possibile? Dove alberga la bellezza? La relazione di Garelli è stata preceduta dai saluti dell’assessore Francesco Italia del comune di Siracusa e dagli interventi dei professori Roberto Fai ed Elio Cappuccio del Collegio Siciliano di Filosofia, che hanno collaborato alla realizzazione dell’attività e hanno fatto un excursus dei più importanti filosofi della storia che si sono occupati della questione.

Per gli antichi Greci si usava il termine kalòs kai agathòs, cioè "bello e buono", come "valoroso in guerra" e come "in possesso di tutte le virtù". In particolare il termine καλός si riferiva non solo a ciò che è "bello" per il suo aspetto sensibile, ma anche a quella bellezza che è connessa al comportamento morale "buono" (ἀγαθός). Strettamente connessoa tale concetto è il termine “armonia”. Per Platone la bellezza colpisce all’improvviso, senza un perché: è come un battito di ciclio, di cui non abbiamo percezione. Nell’Ippia maggiore per ben 7 volte Socrate e Ippia provano a definire il bello, ma non vi riescono; Plotino contesta la pretesa di ridurre in formule numeriche e rapporti definiti la bellezza; Kant ne “La Critica del giudizio” sostiene che il bello non è una qualità oggettiva (propria) delle cose, in quanto non esistono oggetti belli di per sé, ma è l'uomo ad attribuire tale caratteristica agli oggetti. Il sentimento del bello è infatti puro, disinteressato, universale e necessario. Per il filosofo Denis Diderot il senso estetico e la bellezza divengono per lui il frutto di un “rapporto” tra l'oggetto artistico e chi lo percepisce con la propria sensibilità individuale. Fondamentale quindi è il “rapporto” soggetto-oggetto.

Dopo questa ricca introduzione che ha fatto entrare nel cuore della questione, il prof. Garelli ha esordito simpaticamente dicendosi imbarazzato a parlare di bellezza proprio a Siracusa, che ha trovato incantevole con la moglie. Ha continuato poi l’interessante percorso storico intrapreso da Fai e Cappuccio attraverso le varie forme che la dialettica del bello ha assunto nel corso del pensiero occidentale, soffermandosi anche sul rischio della democratizzazione della bellezza, ossia la continua ricerca della perfezione, che può diventare ossessione. Il rischio del fallimento per l’uomo è così massimo, perché si tende a un ideale impossibile.
Alla fine Garelli ha posto una domanda ai numerosi presenti in sala: La bellezza può essere uno spazio in cui ciascuno di noi ha la capacità di esprimersi? Bellezza, quindi, è libertà? Con questa domanda, cari lettori, vi lasciamo alle vostre (belle ovviamente) personali riflessioni.

Alessandra Leone

Il burlesque arriva a Siracusa. Al PuntoG il primo spettacolo

Un mercoledì sera insolito quello del 23 Novembre, trascorso al “PuntoG”, rinomato locale nell’isola di Ortigia, in cui puoi andare a bere, ascoltando dell’ottima musica live. Insolito perché questa volta abbiamo assistito ad uno spettacolo burlesque, approdato per la prima volta a Siracusa. Il burlesque, che non è sinonimo di spogliarello, è una performance a tutto tondo, nella quale gesti ammiccanti ma raffinati, musiche coinvolgenti, costumi e lustrini, vengono portati sul palco con garbato erotismo e molto divertimento.

Protagonisti dello show dai toni retrò e swing, direttamente da Roma sono stati Madame Rose Selavy e il favoloso e coinvolgente “Antonio Sorgentone Trio”. L’ex cine/teatro Salamandra è stata la cornice perfetta per ospitare lo spettacolo, grazie alle raffinate migliorie che sono state apportate in fase di ristrutturazione: il bar all’ingresso in stile primi ‘900, con bancone in marmo e macchine del caffè in ottone scintillante, una vasta selezione di caffè e tè artigianali, le sedute, ricavate dalle vecchie poltrone del cinema, e i tavolini in marmo che ti riportano indietro nel tempo. Seduti vicino al palco, iniziamo ad assistere allo spettacolo. Il trio è stato magnifico, i look retrò, la vivacità del frontman, il ritmo incalzante, hanno subito conquistato tutti. Dopo un paio di canzoni ecco arrivare sul palco lei, la burrosa e meravigliosa Rose Selavy, che ci ha offerto un numero di inizio dallo stile “orientaleggiante”. Prosegue lo show con un numero più classico, in vero stile Burlesque con boa di struzzo, lustrini, lunghi guanti, un copricapo vertiginoso, da fare invidia a quelli del carnevale di Rio, la musica che riporta agli anni ’20, mentre noi, attendiamo di poter gustare un bicchiere di Malvasia, che con un ritardo eccessivo arriva solo al momento del terzo numero.

Il livello delle performance continua ad essere molto alto, coinvolgendo tutti con la loro energia e ritmo pulsante. D’altronde non sono novellini e con tour europei e un paio di dischi alle spalle, è inevitabile cogliere il loro valore e la loro bravura,anche per i meno esperti. Il repertorio è vasto e va dallo swing classico, passando per il blues ed il bebop, fino a rivisitazioni di brani italiani e rock ‘n’ roll. Le due ore di concerto passano e si arriva all’ultimo atto della performance di Madame Selavy, che questa volta si serve di un accompagnamento live. Il brano scelto è “Buonasera Signorina” di Fred Buscaglione. Madame veste abiti maschili, musica e danza sono in accordo perfetto. Il pubblico è entusiasta dello spettacolo. Noi anche.

Unica nota amara della serata siamo costretti a darla all’organizzazione. Perché, nonostante il locale possa avere dei costi più elevati, in accordo con il target cui si riferisce, sorprende il fatto che anche in serate come questa, in cui l’accesso è consentito dopo pagamento di biglietto, venga chiesto a sorpresa, senza che né al botteghino, né ad inizio serata qualcuno avesse menzionato l’obbligo di dover corrispondere anche il costo della così detta “music tax” (generalmente prevista nelle serate free entry). Non discutiamo delle politiche adottate, pensiamo solo che, anche a seguito delle risposte cangianti in fase di spiegazioni richieste, sia opportuno operare delle scelte più trasparenti e coerenti, altrimenti si rischia di far scappare i clienti ben disposti.

Francesca Brancato

Follia d'ufficio: uno spaccato della nostra società

Cosa potrebbe succedere se un giorno il direttore generale di un’azienda, chiamiamola Starline, decidesse di fare un colloquio tra le sei persone più fidate del suo staff, i sei responsabili di settore, per far occupare la tanto ambita poltrona da Vice Direttore? E se, per puro caso, si scoprisse che tutto è già stato deciso, ancora prima dei colloqui, in una cena, in realtà non avvenuta perché il fortunato in questione, decisamente ipocondriaco, non ci fosse potuto andare all’ultimo momento per un banale motivo?

Gelosie, meschinità, rancori, egoismo, colpi bassi, invidia: questo e molto altro scaturisce dai colleghi di lavoro, che hanno caratteri completamente diversi, protagonisti della commedia “Follia d’Ufficio”, andata in scena il 19 e 20 novembre al teatro Sipario Blu di Catania, mettendo in luce piccole e grandi “follie” che possono (ahimè) accadere nei posti di lavoro, sorvolando su correttezza e sui buoni propositi. D’altronde i latini non dicevano proprio “homo homini lupus”( letteralmente "l'uomo è lupo per l'altro uomo")? E allora spazio a situazioni paradossali ed esilaranti espedienti per far apparire il prescelto, durante il colloquio, come una persona instabile e inadatta a ricoprire quel ruolo!

Gli attori Luciano Leotta, Salvo Gulisano, Andrea Piccione, Paola Marchese, Flavia Angioni, David Marchese, con la partecipazione straordinaria di Enzo Sasso nel ruolo del direttore che si collega con i suoi dipendenti tramite Skype, hanno rappresentato uno spaccato della nostra società odierna. Quella frazione più dura e pronta a tutto per un avanzamento di ruolo. O, magari, semplicemente, per salvare il proprio posto di lavoro. Alessandro Martorelli, con la regia di David Marchese, direttore della compagnia teatrale “Pensieri riflessi”, riesce con ironia e un certo humor inglese, a mettere a nudo la facilità con cui l’uomo cede alle più basse inclinazioni per raggiungere i propri obiettivi. Uno spettacolo esilarante e divertente, un pizzico surreale, ma allo stesso tempo reale, forse in alcuni tratti fin troppo realistico. Il prossimo appuntamento della stagione con l’associazione culturale Pensieri riflessi è “L’importanza di essere Ernesto” di Oscar Wilde, in scena il 18 e 19 febbraio 2017.

Alessandra Leone

Sicilia come set ideale da matrimonio

Un mix di paesaggi e culture, con una temperatura ideale in (quasi) tutti i mesi dell’anno; paesaggi d’incanto, come i templi della Valle di Agrigento, i mosaici bizantini del Duomo di Monreale, gli affreschi di Piazza Armerina, la bellezza di Taormina, Catania, Ragusa Ibla e di Siracusa solo per citare alcune “perle”. Molto ci sarebbe da dire sulla Sicilia, meravigliosa terra che per quanto si conosca paradossalmente è ancora tutta da scoprire. Luoghi che si sposano (e non a caso utilizziamo proprio questo verbo) con i posti magici che ogni coppia sogna per il giorno più bello della propria vita.

Non a caso Margharet Madè, nota al grande pubblico con il film Baaria di Giuseppe Tornatore, e l’affascinante attore Giuseppe Zeno lo scorso 20 agosto hanno detto il loro fatidico sì a Siracusa, nella chiesa di san Giovannello in Ortigia, festeggiando poi con gli amici, balli e fuochi d’artificio in un noto castello della zona siracusana.

Che quest’isola sia la meta ideale per le nozze lo conferma anche Assunta Carlino, wedding planner molto nota in Sicilia nel business dei matrimoni, la quale ha fatto della sua passione una vera e propria professione, come svela nell’intervista al “Corriere della Sera” del 14 novembre 2016. “Sin da bambina giocavo a fare l’organizzatrice di matrimoni e col tempo il mio è diventato un vero e proprio mestiere. Oggi le coppie non hanno tempo per organizzare e sono sempre più esigenti. Chi meglio della wedding planner potrà suggerire segreti per non stressarsi e preparare il tutto con cura anche in poco tempo?”. In effetti non è poco lo stress per i mille preparativi e impegni prima del giorno “x” e c è il rischio (ahimè) di creare confusione e tensione tra la coppia e a volte (rullo di tamburo) tra i familiari. A questo punto potrebbe entrare in azione il wedding planner, angelo custode provvisto di buongusto, di idee e di calma e che può, con semplicità, risolvere quelli che fino a poco tempo prima sembravano insormontabili problemi. Il tutto senza dover spendere necessariamente cifre da capogiro. Anche con semplicità, fantasia e classe si può creare un matrimonio da favola.

Alessandra Leone

Giobbe Covatta: vi racconto la mia Africa

Non è semplice parlare con ironia, facendo ridere il pubblico e allo stesso tempo portandolo anche a riflettere su argomenti seri e delicati, come i diritti dei minori riconosciuti dalla Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e il modo in cui questi non vengano sempre rispettati in Africa. Ci si deve muovere in punta di piedi, con estrema sensibilità e delicatezza. Giobbe Covatta, pseudonimo di Gianni Maria Covatta, ci riesce magnificamente nella sua “Divina commediola”, una versione dell'Inferno dantesco spassosa e divertente, toccante e piena di contenuti, andata in scena il 4 e il 5 novembre al teatro Donnafugata di Ragusa Ibla. La ricca stagione teatrale, diretta dalle sorelle Vicky e Costanza Di Quattro con la consulenza artistica dell’attore Carlo Ferreri, è iniziata con due sold out e con grande entusiasmo dei presenti.

In questo viaggio esilarante, Giobbe Covatta/Ciro Alighieri (parente partenopeo alla lontana di Dante) è guidato da un Virgilio che è un ragazzino africano, il quale ci fa conoscere il suo Paese con le sue problematiche, i suoi bambini, i suoi luoghi magici, il cielo pieno di stelle, le sue tradizioni e contraddizioni, la mancanza d’acqua e di igiene, i piccoli ospedali, così come il gran cuore di questa gente, la loro semplicità e la capacità di stupirsi con poco. Due ore in cui il mattatore di Taranto si è scatenato, tra temi di attualità, battute sulla nostra società, aneddoti e la speranza di un futuro migliore. Covatta racconta al pubblico ibleo la sua Africa, conosciuta bene attraverso innumerevoli viaggi, del suo amore per un Paese in realtà poco conosciuto con i suoi bambini e le sue bambine, le quali subiscono violenze già ad 11 anni dai 100.000 italiani che ogni anno vanno alla ricerca di sesso facile.

Testimonial di Save the Children, l’attore e scrittore va molto orgoglioso della scuola creata nel 2001 a lui intitolata, per garantire un’istruzione ai più piccoli. Come racconta a noi di Notabilis, “è un privilegio per me poter parlare nei teatri e in televisione di argomenti a cui tengo particolarmente. Sono stato in Africa anche in situazioni rischiose, come quando in Ruanda c’era la guerra civile o in Sudan per il conflitto d’indipendenza nord-sud. Lo faccio sempre con curiosità, stimoli, amore e soprattutto rispetto per culture diverse dalla nostra. Noi occidentali non dobbiamo e non possiamo sempre partire dal presupposto che siamo sempre e comunque nel giusto!”. Dalle sue parole traspare ciò che sente. Tutto questo amore arriva al pubblico. Dritto al cuore.

Alessandra Leone

Lucia Morpurgo Rodocanachi e il duro lavoro da ghostwriter

Lucia Morpurgo Rodocanachi. Chi era costei? Lucia Morpurgo, la “gentile signora” come era solito chiamarla Gadda, è nata a Trieste il 25 novembre 1901; nel 1914 si trasferì a Genova, dove si diplomò maestra con il massimo dei voti, sebbene non avesse poi mai esercitato questa professione. Gli anni giovanili furono scanditi da furiose letture, dalla passione per la pittura, il ricamo e la grafologia. Sposato il pittore di origine greca Paolo Rodocanachi, la coppia si ritirò ad Arenzano, luogo tranquillo e ideale per dedicarsi all’arte, stabilendosi inizialmente in una piccola casa. La seconda dimora, la “casa rosa” dalle ampie stanze, disegnata dal marito nei minimi particolari, divenne invece un polo d’attrazione per artisti: qui due volte l’anno la Rodocanachi organizzava grandi raduni, in cui gli amici intellettuali – gli “amici degli anni Trenta”, come amava ricordarli – si incontravano. Negli anni Trenta del Novecento, infatti, la sua casa era frequentata da pittori, artisti e letterati, come Carlo Emilio Gadda, Elio Vittorini e Carlo Bo, parlando solitamente di letteratura straniera, per quella sorta di xenofilia tipica degli spiriti liberi negli anni chiusi del Fascismo. Nel 1933, dopo una lettera di Montale del 9 giugno in cui il poeta e scrittore le chiedeva se fosse disponibile in breve tempo ad aiutare Vittorini nella consegna di St. Mawr di Lawrence a Mondadori, la Rodocanachi iniziò la sua attività di traduttrice. E Lucia traduceva, retribuita poco e spesso in ritardo, per conto di Vittorini, Gadda, Montale, Sbarbaro e altri intellettuali; Lucia scriveva, nell’ingrato ruolo di ghostwriter, correggendo e a volte eseguendo intere porzioni di lavoro poi pubblicate a nome degli illustri committenti, senza che il suo nome comparisse mai. Recentemente la casa editrice Archinto ha pubblicato proprio lo scambio di lettere tra Vittorini e la Rodocanachi, nel periodo che va dal 1933 al 1943 (“Si diverte tanto a tradurre?”, a cura di Anna Chiara Cavallari e di Edoardo Esposito). Nel libro emergono l’ansia di Lucia di non riuscire a consegnare nei tempi stabiliti, gli scambi dei due interlocutori dei loro punti di vista sugli autori da tradurre, le pagine da rivedere, le ripetute raccomandazioni, le precarie condizioni economiche di Vittorini, la speranza che l’editore paghi, le promesse di saldare i debiti con la collaboratrice destinata a rimanere nell’ombra. In “Si diverte tanto a tradurre?” si incorre poi in notizie di particolare peso nella biografia dello scrittore siracusano, come le difficoltà economiche e il dispiacere nel trovarsi in certe situazioni. «Vorrei tanto riuscire a dire una parola nuova, che avesse peso in una trasformazione del mondo. Fare dell’arte è fare un mondo a sé e di questo non me ne importa, io voglio influire sul mondo comune, invece» (28 gennaio 1936).

Alessandra Leone

Famu 2016: tra giochi, divertimento e cultura

In occasione della terza giornata nazionale delle famiglie al museo, domenica 9 ottobre si è svolta con grande successo Famu 2016, una giornata in cui i musei si sono trasformati in spazi colmi di colori, risa, voci, movimenti, domande e musica. Non solo. È stata una giornata in cui tutta la famiglia si è ritrovata assieme per godere dell'arte di altri tempi, per scoprire il territorio in cui vive e le sue tradizioni, per imparare, crescere e confrontarsi con gli altri. Una domenica diversa e divertente! Tema generale di quest’anno è stato “Giochi e gare al museo. Il museo palestra della mente”. Nella città di Siracusa le porte della galleria regionale di Palazzo Bellomo, quelle del museo Paolo Orsi e del Museo del Papiro si sono aperte per ricevere genitori e figli, invitando questi ultimi in accattivanti giochi e visite per suscitare curiosità e interesse. Al Paolo Orsi, quasi 100 bambini tra i 6 e i 10 anni sono stati coinvolti in una mini olimpiade, attraverso una gara di pentathlon, tra corsa, lancio del giavellotto, salto in lungo, lancio del disco e lotta. Al termine delle prove atletiche c’era da trovare un’opera esposta. I bambini sono stati accolti dai personaggi dei cartoni animati Matì e Matà, scelti come testimonial dell’evento, e hanno conosciuto Archia, fondatore della città greca di Siracusa, e Aretusa, la ninfa consacrata ad Artemide, i quali li hanno accompagnati nei giochi e alla scoperta di alcuni preziosi reperti custoditi nel Museo. Al Palazzo Bellomo i più piccoli hanno vissuto, invece, un altro tipo di esperienza, andando alla scoperta di animali mitologici e reali, così da conoscere meglio gli animali protagonisti di sculture e quadri tra sorpresa e molta curiosità, mentre al Museo del Papiro Corrado Basile è stato organizzato un percorso didattico dedicato proprio alla riscoperta del papiro, svolgendo un’attività pratica che ha permesso di manipolare il materiale papiraceo. Sembra quasi superfluo raccontare l’entusiasmo dei genitori e dei bambini, i quali hanno imparato tante cose nuove attraverso il gioco.

Alessandra Leone

Priolo: festa Sant'Angelo custode 2016

Settimana piena di eventi questa per Priolo Gargallo, comune di Siracusa di circa 12.000 abitanti, che domenica 2 ottobre festeggia la festa patronale del Sant’Angelo Custode. La cittadina, come ogni anno, durante la settimana si riempie di luminarie e intorno alla processione si sviluppano manifestazioni, spettacoli pirotecnici e molto altro. Ad esempio quest’anno tra gli appuntamenti c’è "Amatriciamo - Priolo per Amatrice", un momento all'insegna della convivialità e della condivisione, devolvendo l’intero ricavato ai cittadini dei comuni colpiti dal terremoto dello scorso 24 Agosto. Il 30 settembre alle 20, quindi, una serata importante di beneficenza per far sentire la propria vicinanza alle popolazioni del Centro Italia.
Oltre ai vari appuntamenti religiosi, agli spettacoli pirotecnici e alle varie bancarelle tipiche piene di noccioline e prelibatezze, il comune attirerà di certo moltissimi giovani soprattutto la sera del 2 ottobre al Largo Autonomia Comunale per il concerto di Max Gazzè, istrionico cantautore e bassista romano, con origini siciliane (il padre è di Scicli), che ha vissuto l’infanzia in Belgio, frequentando lì la scuola europea. Questa sete di vita, di esperienze e culture diverse emergono dalle sue canzoni, tanto orecchiabili quanto profonde e significative. Una bella occasione per trascorrere una serata diversa, cantando le hit più famose di Max Gazzè. Gratis.
Alessandra Leone

L'appuntamento con la sagra del miele

Torna puntuale come ogni anno, stavolta anticipato all’ultimo weekend di settembre, l’ appuntamento a Sortino con la sagra del miele, giunto alla sua XXXVI edizione. Tanti gli appuntamenti in programma, come sottolinea il sindaco Vincenzo Parlato: «Ci stiamo impegnando per offrire una sagra che abbia il miele al suo centro, ma che sia anche ricca di eventi culturali, musica e intrattenimento . Fulcro della tre giorni sarà il Convegno “Lo Spirito re’ fascitrari: dal miele ibleo un contributo allo sviluppo del territorio”, in cui si confronteranno studiosi, chef ed esperti. Importantissimo sarà anche il lato degli eventi per cui ho nominato come direttore artistico Raffaele Malfa».
Si alza il sipario, quindi, venerdì 23 settembre alle 19 con lo spettacolo lumino-musicale e la scopertura del bozzetto di sale colorato dei maestri infioratori delle associazioni Culturarte e Opificio 4 di Noto. Oltre al convegno prima citato che si terrà domenica alle 10 al cine-teatro Italia, vari gli appuntamenti e spettacoli, con degustazioni, visite guidate per le bellezze di Sortino e photocontest. Sabato 24 appuntamento con la sfilata "Moda&Miele", che garantirà un momento di glamour e spettacolo, mentre domenica sera si canterà a squarciagola al concerto di Francesco Baccini, cantautore della scuola genovese tra i più eclettici del panorama musicale italiano. Inoltre dal 23 al 25 settembre si terrà la XX mostra mercato dell’editoria siciliana, durante la quale avverrà la premiazione degli editori Armando Siciliano e Carlo Morrone per il loro impegno nella valorizzazione del patrimonio storico siciliano, e il concorso letterario nazionale “Pentèlite”, giunto anch’esso alla sua XX edizione. Insomma… Un fine settimana ricco di eventi, di dolcezza e di cultura.
Alessandra Leone

On air: in onda l’interpretazione di Enzo Gabriele Lanza

“Una progettualità carica del fotodinamismo dei fratelli Bragaglia. Una progettualità carica del fotodinamismo di Etienne Jules Marey e di Eadweard Muybridge. Una lezione fotografica antica con la visione della contemporaneità quella che Enzo ci propone con le sue immagini. Nelle fotografie maggiormente cariche di colore e dinamicità Enzo ci regala le cose migliori. Tra queste le immagini caratterizzate da ritmo e fisicità sono quelle che segnalerei come punto di partenza per visioni sempre maggiormente fotodinamiche, ma non prive di quel pathos fondamentale per una lettura emozionale dell’immagine stessa”.
Così ha scritto il noto fotografo italiano Maurizio Galimberti nella sua introduzione al libro “On air” di Enzo Gabriele Lanza, il quale dal 10 al 25 settembre espone alcuni suoi lavori alla Fototeca siracusana, in Piazza San Giuseppe 3.
Un ricco lavoro e viaggio di indagine tra palchi musicali e concerti da cui prende spunto questa mostra. Lanza è un artista che vuole uscire dai luoghi comuni alla ricerca di una quarta dimensione, quella temporale, che si sposa in perfetta sintonia con il mondo della musica.
La fotografia è un’arte antica; dai primi anni del 900, l’epoca delle prime sperimentazioni dei fratelli Bragaglia, fino a oggi, gli strumenti della fotografia sono cambiati, ma per fortuna non è cambiato, e ci si augura non svanirà mai, l’istinto degli artisti e il proprio modo, ogni volta unico, di vedere l’universo e punti di vista diversi.
Alessandra Leone

Mondiale di canoa polo a Siracusa: vittoria dell'Italia e della città aretusea

Grande successo per l’Italia nel mondiale di canoa polo svoltosi a Siracusa dal 29 agosto al 4 settembre, in cui la nostra nazionale ha battuto con un risultato storico la Francia, campione in carica e super favorita nella carta. Nella splendida cornice di Ortigia, per la prima volta si è giunti al gradino più alto del podio in questo sport, fatto di sacrifici, forza fisica e gioco di squadra, tra un’ovazione del numerosissimo pubblico aretuseo, che ha incitato e seguito con passione la squadra.
Decisivo ai golden gol al secondo tempo supplementare il tiro vincente del siracusano Edoardo Corvaia, sommerso poi in acqua dai compagni di squadra, dagli amici e dal papà Tino, tra bagni di spumante e urla festose. Una vittoria sentita, una vittoria per la città di Siracusa, accogliendo le ventotto formazioni dei cinque continenti che hanno preso parte a questo evento e facendoli sentire a casa.
“Ho sognato questo momento da tutta la vita. Non ci posso credere che sia avvenuto in questo modo: vincere un mondiale in casa è una cosa incredibile e segnare la rete decisiva è stato straordinario”, ha detto alla stampa un emozionatissimo e ancora incredulo Edoardo Corvaia. Una nazionale che ci ha creduto fino alla fine, anche quando sembrava tutto perso, quando a solo otto secondi dalla sconfitta la squadra capitanata da Roberto Vastola ha ritrovato il pareggio e ha lottato. Sempre e comunque. Fino alla fine.
A completare l’esaltante mondiale azzurro da non dimenticare il quinto posto della nazionale senior femminile, rendendo così possibile la qualificazione per le giocatrici di Francesca Ciancio ai World Games in programma nel 2017 in Polonia, e il bronzo ottenuto dall’under 21allenati dal “siracusano doc” Pierpaolo Arganese. Una grande vittoria per Siracusa, che, quando vuole, sa come organizzarsi ed essere pronta per eventi di questa portata.
Alessandra Leone

Gianna Nannini a Taormina: rock puro al teatro antico

Dopo i concerti alla Valle dei Templi ad Agrigento e al teatro di Verdura a Palermo, il 26 agosto si è conclusa a Taormina la terza tappa siciliana dell’ “Hitstory tour” di Gianna Nannini, rocker toscana che ha infiammato il pubblico con la sua immancabile carica ed energia. Un evento rientrato nella programmazione stagionale di Sicilia Musica Estate, vedendo la partecipazione e l’esibizione di diversi artisti italiani e stranieri amati dal grande pubblico.
Il teatro antico di Taormina, come è risaputo, è un luogo unico nella sua bellezza, e ha permesso di aumentare la magia della serata, grazie all’inconfondibile voce graffiante della Nannini, che durante la serata ha emozionato e fatto scatenare il pubblico. Tanti i successi della cantante, ripercorrendo i 40 anni di carriera, tra le nuove canzoni dell’ultimo cd, certificato oro e sempre più vicino al platino, e i classici, come “America”, “Fotoromanza”, “Bello e impossibile” e molti altri.
Sul palco con lei un gruppo ritmico composto da eccezionali musicisti: Davide Tagliapietra e Thomas Festa alle chitarre, Moritz Müller alla batteria, Daniel Weber al basso, Will Medini alla tastierista, pianoforte e programmazioni, impreziosito dalle voci delle coriste Isabella Casucci e Anna Camporeale. Inoltre la Nannini è stata accompagnata dal prestigioso sestetto d’archi Red Rock Strings composto da: Lorenzo Borneo, Roberta Malavolti, Liuba Moraru, Chiara Santarelli al violino, Linda Rusca alla viola e Davide Pilastro al violoncello.
Nonostante la grande folla, ottima l’organizzazione, con pullman a disposizione ogni pochi minuti, confermando Taormina località pronta a grandi eventi. Credo venga spontaneo chiedersi come mai altre città siciliane, come ad esempio Siracusa, non riescano a seguire la stessa strada. Cosa rispondere, cari amici di Notabilis?
Alessandra Leone

Marzamemi:l'ultimo giorno della XVI edizione del festival del cinema di frontiera

Un fine settimana diverso, tra cultura, mare, colori e luoghi magici tipici di Marzamemi. Sabato 30 luglio si è concluso in bellezza la XVI edizione del festival internazionale del cinema di frontiera, che ha riscosso come gli anni precedenti grandissimo successo: merito dell’organizzazione, dello splendido scenario in cui si è svolto, della qualità dei lungometraggi e degli ospiti che hanno arricchito le serate.
Premiata la madrina di quest’anno dell’evento Miriam Leone (nella foto), che col suo fascino e freschezza ha conquistato i presenti; sul palco principale di piazza Regina Margherita è stata premiata da Franco Lao, vicepresidente del consiglio di amministrazione della Banca di credito cooperativo di Pachino, con la seguente motivazione: "A Miriam Leone, frutto di questa terra, in segno di ringraziamento per la sua generosa presenza, il festival dedica questo premio che vuole essere un riconoscimento al talento di una giovane attrice che da speranza del cinema si è trasformata rapidamente in una conclamata certezza".
Come era prevedibile, ha riscosso grande successo anche la scrittrice Simonetta Agnello Hornby, la quale ha incontrato i lettori alle 18 presso la loggia della Tonnara di Marzamemi, all’interno della novità di quest’anno, ossia la sezione “Frontiera del Libro”. La scrittrice palermitana naturalizzata britannica, ma sempre rimasta legata alla sua terra, ha affermato: "Mi piace molto l'atmosfera di questo Festival, il rispetto con cui il pubblico viene trattato e il calore che c'è sempre in tutte le sezioni della manifestazione”.
Sabato è stata anche la serata della proiezione di San Pietro e le Basiliche Papali di Roma 3D, produzione Sky 3D e Centro Televisivo Vaticano in collaborazione con Nexo Digital, Magnitudo Film e Sky Arte HD.
Dopo una giornata così intensa, cosa c’è di meglio di finire in bellezza con una cena di pesce o una gustosa pizza nei vari caratteristici locali di Marzamemi e per finire scatenarsi in un ballo alla balata?
Alessandra Leone

Regoli e Theofili: tra libertà e sogno

“L’Arte del dipingere è il faro che illumina e classifica il talento del fenomeno artistico… Si esprime liberamente in diverse forme e significati, respingendo a priori ogni ingerenza contraria alla sua peculiarità”.
Così E. Adolfo Mastriani, pittore, poeta e sociologo, sull’arte, una vera e propria vocazione che nasce nell’animo degli artisti, i quali a proprio modo fanno uscire parte del mondo meraviglioso nascosto dentro di sè. Libertà è la parola chiave, in quanto l’arte non si può schematizzare, essendo poesia, magia e sogno.
Sabato 16 luglio si è inaugurata alla Galleria Roma, in piazza san Giuseppe, a Siracusa, la mostra bi-personale di pittura, che vede esposte le opere del siracusano Giuseppe Alberto Regoli e della greca Katerina N. Theofili. Ben introdotti dal dott. Salvatore Zito, presidente della galleria, e dalla dott.ssa Chiara Cannuli, entrambi gli artisti sono accomunati da una pittura non comune e dal surrealismo, esplorando la pittura metafisica e l’”espressionismo astratto”.
Regoli si definisce addirittura “dissociato”, lontano da ogni corrente artistica; la Theofili dipinge attingendo non alla materia del reale, ma a una pittura che si può definire spirituale. Regoli dipinge i paesaggi dei sogni, i misteri dell’esistenza, come nell’opera “Il cammino di Santiago”, in cui la luce avvolge, ma allo stesso tempo c’è qualcosa di misterioso che non si riesce a captare; la Theofili è autrice, pittrice e critico d’arte, iniziando fin da bambina a dipingere la propria visione del mondo. Ogni sua pennellata è un guizzo di felicità e ovviamente libertà.
Guardando le opere di entrambi si vola tra metafisica e surrealismo, immergendosi nell’anima del pittore: siamo davanti a una trasposizione dell’interiorità sulla tela. Ed è proprio questa la bellezza: sono opere uniche e irripetibili, perché unica e irripetibile è l’anima di ciascuno di noi.
La mostra sarà visitabile fino al 31 luglio. Ingresso gratuito.

Alessandra Leone