Bello è possibile?

Gianluca Garelli

Gianluca Garelli

Sosteneva Platone che “Il percorso verso la Bellezza è graduale, inizia dai corpi e arriva all’anima”. Ma cos’è la bellezza? Oggi si può raggiungere?

Questa è una delle tante domande che assillano gli uomini fin dall’antichità, non essendo semplice la risposta. Proprio tale spinosa e affascinante questione è stata quest’anno il tema dell’associazione di filosofia, cultura e volontariato Nuova Acropoli, intitolando la decima edizione del suo Festival della Filosofia "Bello è possibile!". In questo modo, tra diversi incontri e confronti anche con i giovani, Siracusa ha partecipato alla giornata mondiale della filosofia, creata dall'Unesco e celebrata ogni anno il terzo giovedì del mese di novembre.

Molto interessante è stata la lectio magistralis, svoltasi sabato 26 novembre nella sala Borsellino di palazzo Vermexio e curata dal prof. Gianluca Garelli, docente di Estetica presso l’Università di Firenze e autore del recente saggio "La questione della bellezza". Garelli nella sua carriera si è occupato principalmente di filosofia classica tedesca, di storia dell’estetica, di ermeneutica filosofia, di teoria del tragico e con il suo ultimo lavoro sulla bellezza ripercorre le varie forme che la dialettica del bello ha assunto nel corso del pensiero occidentale.

Sì perché la bellezza è un tema attuale: chi non vorrebbe essere circondato dalla Bellezza? Tutti vorremmo incontrarla quotidianamente sulla nostra strada, regalandoci un sorriso e rallegrando il cuore. Soprattutto in un momento storico in cui l’orrore è purtroppo diventato all’ordine del giorno, rischiando di abituarci ad esso. Proprio per questo è importante tornare alla domanda iniziale. Bello è possibile? Dove alberga la bellezza? La relazione di Garelli è stata preceduta dai saluti dell’assessore Francesco Italia del comune di Siracusa e dagli interventi dei professori Roberto Fai ed Elio Cappuccio del Collegio Siciliano di Filosofia, che hanno collaborato alla realizzazione dell’attività e hanno fatto un excursus dei più importanti filosofi della storia che si sono occupati della questione.

Per gli antichi Greci si usava il termine kalòs kai agathòs, cioè "bello e buono", come "valoroso in guerra" e come "in possesso di tutte le virtù". In particolare il termine καλός si riferiva non solo a ciò che è "bello" per il suo aspetto sensibile, ma anche a quella bellezza che è connessa al comportamento morale "buono" (ἀγαθός). Strettamente connessoa tale concetto è il termine “armonia”. Per Platone la bellezza colpisce all’improvviso, senza un perché: è come un battito di ciclio, di cui non abbiamo percezione. Nell’Ippia maggiore per ben 7 volte Socrate e Ippia provano a definire il bello, ma non vi riescono; Plotino contesta la pretesa di ridurre in formule numeriche e rapporti definiti la bellezza; Kant ne “La Critica del giudizio” sostiene che il bello non è una qualità oggettiva (propria) delle cose, in quanto non esistono oggetti belli di per sé, ma è l'uomo ad attribuire tale caratteristica agli oggetti. Il sentimento del bello è infatti puro, disinteressato, universale e necessario. Per il filosofo Denis Diderot il senso estetico e la bellezza divengono per lui il frutto di un “rapporto” tra l'oggetto artistico e chi lo percepisce con la propria sensibilità individuale. Fondamentale quindi è il “rapporto” soggetto-oggetto.

Dopo questa ricca introduzione che ha fatto entrare nel cuore della questione, il prof. Garelli ha esordito simpaticamente dicendosi imbarazzato a parlare di bellezza proprio a Siracusa, che ha trovato incantevole con la moglie. Ha continuato poi l’interessante percorso storico intrapreso da Fai e Cappuccio attraverso le varie forme che la dialettica del bello ha assunto nel corso del pensiero occidentale, soffermandosi anche sul rischio della democratizzazione della bellezza, ossia la continua ricerca della perfezione, che può diventare ossessione. Il rischio del fallimento per l’uomo è così massimo, perché si tende a un ideale impossibile.
Alla fine Garelli ha posto una domanda ai numerosi presenti in sala: La bellezza può essere uno spazio in cui ciascuno di noi ha la capacità di esprimersi? Bellezza, quindi, è libertà? Con questa domanda, cari lettori, vi lasciamo alle vostre (belle ovviamente) personali riflessioni.

Alessandra Leone