Un ritorno al passato con “Piccoli sbuffi”

Non è una regola fissa che il vino buono stia nella botte piccola. Esistono a volte anche dei casi in cui l’ampiezza delle dimensioni combacia perfettamente con la qualità oppure con la profondità del messaggio che si vuole trasmettere. Chi ha la possibilità, e la fortuna, di visitare presso la Galleria Roma (fino al prossimo 15 febbraio dal martedì alla domenica dalle 17 alle 20) la mostra di modellismo ferroviario “Piccoli sbuffi”, istintivamente orienta subito lo sguardo verso il plastico più grande e più ricco di particolari e di effetti elettrico-meccanici fra quelli esposti dai curatori e artefici del Gruppo Fermodellistico Siracusano. Si tratta della riproduzione della vecchia tratta su rotaie percorsa dall’epico trenino della valle di Pantalica coprendo i territori di Ferla e Cassaro, unitamente alla ricostruzione del chilometraggio ferroviario che, tra Priolo Gargallo e Belvedere, costeggia o addirittura attraversa la zona industriale. Due località distanti tra loro in seno alla provincia di Siracusa, ma che nell’imitazione su scala ridotta sono state accorpate sotto un unico scenario e soprattutto sotto la medesima coppia di binari. Mentre i più piccoli fra i fruitori dell’esposizione, com’è giusto che sia alla loro età, vanno in solluchero al cospetto di questo convoglio “bonsai” che, partendo dai piedi di rocce iblee scavate da mano umana 18 secoli prima di Cristo, raggiunge infine ciminiere, serbatoi e tralicci, passando per la zootecnia, i più adulti, invece, in questo voluto azzeramento delle distanze da Pantalica al polo petrolchimico potrebbero cogliere una chiave di lettura originale e rivendicativa. Il viaggio in miniatura a cui si assiste in pochi minuti è la metafora del cammino di un popolo, quello siciliano, che dopo più di 3.800 anni non ha perduto la propria operosità. Agli albori della civiltà sapeva già incidere forme geometriche nella roccia; oggi, fa muovere con senso del dovere i processi di raffinazione del petrolio e di trasformazione degli elementi chimici, nonostante la scelta dell’industrializzazione non sia stata propriamente condivisa dal basso. Nel rapporto tra dare e avere, questo è quello che la Sicilia mette sul primo piatto della bilancia, chiedendo in cambio solo l’opportunità di continuare a marciare verso il futuro, evitando che il proprio dinamismo venga mortificato e azzerato fino all’immobilismo. Nessuno, in quest’isola, è favorevole a indossare un ruolo da cartolina. Per essere un polmone economico della macroarea del Mediterraneo occorre che i viadotti autostradali non crollino, che i trasporti interni su rotaia conquistino tempi di percorrenza al passo con le epoche, che i pochi chilometri di mare tra Ganzirri e Punta Stilo non diventino il pretesto per l’Europa tutta per dimenticarsi di noi condannandoci all’isolamento. Chi pensa che i trenini siano utili soltanto a stimolare la fantasia dei piccini si sbaglia. Spesso, fanno un ottimo lavoro pure quando c’è da pungolare, con tutta la passione che un hobby costruttivo sprigiona, la coscienza nel palazzo.

Santi Pricone