Infiorata 2016: tra cultura e disorganizzazione

Infiorata di Noto 2016 | Foto di Patricia Camerota

Infiorata di Noto 2016 | Foto di Patricia Camerota

Sì, è vero, il titolo è volutamente provocatorio, perché da eventi del calibro dell’infiorata di Noto ci si aspetta parecchio. Inutile dire, al solito, che “va tutto bene”, quando ci sono ampi argini di miglioramento.

Giunta alla trentasettesima edizione, quest’anno l’infiorata di Noto, svoltasi com’è tradizione nel terzo fine settimana di maggio, ha visto un grande numero di partecipanti. Tanti i posti da ammirare, le bancarelle dell’artigianato in cui curiosare, gli appuntamenti da non perdere, come la mostra “Warhol è Noto. Il barocco immaginario” all’ex convitto Ragusa, aperto fino al 28 agosto 2016, o la mostra fotografica “Noto- Marzamemi e ritorno” a cura di F. Montalto nella sala Multimed., nei bassi del teatro comunale, visitabile dal 9 al 22 maggio. Naturalmente sempre spettacolare e caratteristica la via Nicolaci con le sue rappresentazioni di fiori, in una cornice in cui il barocco lascia senza fiato il visitatore.
Iniziamo con il nostro viaggio e a far emergere aspetti su cui soffermarsi.

Primo punto: dopo ore e ore di fila in macchina, dopo evidenti difficoltà nel trovare parcheggio e gente decisamente nervosa, può capitare di dover andare alla toilette. Molti bar del corso dicevano che i servizi erano guasti (casualità? mah…), un altro addirittura si fa pagare (anche con la consumazione). E poi… Può essere possibile che per due granite e brioche ci vogliano 18 euro? In teoria i commercianti non dovrebbero specularci. In pratica lo fanno eccome!

Secondo punto: arrivata l’ora di cena, si vorrebbe mangiare qualcosa, magari velocemente, per godersi con calma lo spettacolo organizzato per la serata e l’infiorata. Può essere che alle 22 molti bar avevano già finito tutto? No, cari amici, bisognerebbe esserci un minimo di organizzazione in più… A malincuore poi, causa vento e inciviltà, diverse opere erano rovinate, in quanto in mezzo erano “abbellite” da fazzoletti, cartacce, bottigliette e quant’altro, così come le strade della splendida Noto, dichiarata nel 2002 Patrimonio dell’Umanità. Vorrei di più da questi eventi: sono i dettagli che fanno la differenza.

Alessandra Leone