“Storie e altre storie”: la splendida complessità di Anna Mazzeo

 Tango | Foto di Anna Mazzeo

Tango | Foto di Anna Mazzeo

“La fotografia è per me un’estensione delle mie emozioni, la mia forma preferita di meditazione, la mia scusa per isolarmi dal mondo entrando nelle sue maglie più fitte, l’occasione di parlare di me- e con me- quando mancano le parole”: così Anna Mazzeo, appassionata, visionaria, schietta e talentuosa fotografa messinese, che dall’11 al 26 giugno espone una piccola parte delle proprie opere nella mostra “Storie e altre storie” alla Fototeca siracusana Galleria Roma, in piazza San Giuseppe 3. I suoi scatti parlano, urlano, fanno pensare, descrivono perfettamente la complessità e l’inquietudine di quest’artista, che ha l’amore per catturare l’immagine nel proprio dna, visto che questa passione è stata trasmessa dal padre fin da quando era piccola. La fotografia provoca rumore e caos, ma anche meditazione, spingendo a conoscere meglio se stessi e trovare il proprio modo, assolutamente unico, di esprimersi e di trovare un posto nel mondo.

La Mazzeo, con volontà e impegno, è riuscita ad acquistare la tecnica fotografica e in seguito, con fantasia e un modo tutto suo, a destrutturarla, ponendo l’attenzione a ciò che la colpisce maggiormente, ossia i particolari: mani, gesti, profili, sagome, oggetti.

Le fotografie della mostra “Storie e altre storie” sono organizzate come tableau, vicende che si susseguono rapidamente, diverse tra loro, con un proprio carattere e mille sfaccettature.

I fotogrammi di “Gea” sono nati quasi per caso, giocando con gli scatti durante un viaggio ad Amsterdam e con vari bilanciamenti del bianco: rappresentano le fronde di alberi protese verso il cielo, rami che stanno a simboleggiare l’incertezza del futuro e del mondo, visto che lo spettatore non può vedere dove iniziano e finiscono.

Dagli scatti di “Tango” emerge la passione, l’energia che scaturisce da questa danza, di cui la Mazzeo è appassionata. In questo caso c’è un bel gioco di zoom, dove non importa tanto il viso dei ballerini, ma le loro movenze, le loro mani e l’abbraccio, il contatto, che indicano il “mi fido di te” e “sono io. Sono senza maschere. Semplicemente io, mettendo a nudo la mia anima davanti a te”.

Totalmente diverse sono le foto della serie “Pupi”, con particolare luce data alle mani dei pupari della famiglia Napoli di Catania: mani sapienti, definite dall’artista come “anime invisibili di uomini di legno”. Le mani fanno parte di quella comunicazione non verbale che non mente e per questo motivo affascinano Anna Mazzeo; questi pupi sono quasi vivi, sembrano dialogare con lo spettatore, raccontando le loro gesta e quello che provano attraverso lo sguardo.

Una mostra assolutamente da non perdere e un’artista sensibile e coraggiosa, a cui noi di Notabilis auguriamo tanto successo.

Alessandra Leone