Fin dagli inizi del ventesimo secolo la Sicilia e i suoi territori sono legati a doppio filo al cinema moderno. Dai primi film in bianco e nero di Angelo Musco, passando per i lavori di Luchino Visconti, fino ad arrivare a opere recenti come Baaria, sono centinaia le pellicole girate con l'isola come set naturale. Ma qual è l'immagine della Sicilia che emerge da questi indimenticabili capolavori? E come si è evoluta nel corso degli anni?

Il primo regista a portare sullo schermo questa meravigliosa terra, i suoi paesaggi suggestivi e le sue contraddizioni, fu l'indimenticato Luchino Visconti. Due le pellicole che hanno mostrato la Sicilia a milioni di spettatori in tutto il mondo: “La Terra Trema”, libera interpretazione del romanzo del 1947 “I Malavoglia” di Verga e il “Gattopardo”, tratto dall'omonimo testo di Tomasi di Lampedusa e interpretato da stelle della settima arte come Claudia Cardinale, Alain Delon e Burt Lancaster. Quello tra letteratura, cinema e Sicilia è un rapporto che ha caratterizzato per molto tempo le produzioni cinematografiche. Basti pensare ai film tratti dalle opere di Leonardo Sciascia, Luigi Pirandello, Ercole Parri e Vitalino Brancati.

Una prima fase che termina intorno agli anni '60 del novecento e che ne apre un'altra, quella legata agli stereotipi e alle produzioni incentrate su temi complessi come la malavita organizzata. Un esempio su tutti quello de “La Piovra”, fiction seguita da milioni di italiani con il magistrale Michele Placido nel ruolo del commissario Corrado Cattani. Prima della fortunata serie degli anni '80 furono molti i capolavori realizzati con l'isola come set. Pier Paolo Pasolini girò proprio in Sicilia tre delle sue opere principali, “Il Vangelo secondo Matteo”, “Teorema”, e “I racconti di Canterbury”. Tre capisaldi del cinema italiano a cui si aggiunsero capolavori come “L’avventura” di Michelangelo Antonioni, ambientata tra Noto e le Isole Eolie, e “Divorzio all’italiana”, girato a cavallo tra Adrano, Catania, Ispica e Ragusa Ibla.

Il decennio d'oro fu quello degli anni settanta. Anni in cui la Sicilia si aprì alle produzioni internazionali. Francis Ford Coppola girò proprio nei dintorni di Catania e Messina due episodi de “Il padrino”, pellicole che permisero a Marlon Brando, già protagonista di film cult come Bulli e Pupe, di vincere il secondo Oscar come Miglior attore protagonista. Quella Messina in cui sono stati girati anche “Stromboli (Terra di Dio)”, capolavoro di Roberto Rossellini con Ingrid Bergman e “Malèna” (2000) di Giuseppe Tornatore. Proprio Tornatore ha scelto la sua terra natale come set ideale di molti suoi film: da “Nuovo Cinema Paradiso”, film che gli valse l'Oscar del 1990, passando per “L'uomo delle stelle del 1996” fino ad arrivare al recente “Baarìa” del 2009. Nelle zone di Palermo, infine, vanno ricordati alcuni dei film che hanno consacrato Roberto Benigni:  “Il piccolo diavolo” del 1988 e “Johnny Stecchino” del 1991.

Sicilia terra di cinema e anche di attori. Sono infatti originari dell'isola più grande d'Italia icone internazionali come Frank Capra, Michael Cimino e Vincent Schiavelli e attori che hanno scritto la storia della nostra cultura come Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Leo Gullotta, Maria Grazie Cucinotta, Luigi Lo Cascio, Beppe Fiorello, Ficarra e Picone. Attori che negli ultimi anni hanno contribuito a cambiare l'immagine stereotipata della Sicilia e a far cadere i luoghi comuni dando nuovo respiro a un'arte che si sta sganciando faticosamente dagli schemi del passato. 

In quest'opera di modernizzazione una spinta importante arriva anche da un gruppo di giovani registi che sta iniziando a far parlare di sé a livello nazionale e internazionale. Due nomi su tutti quelli di Piero Messina e Francesco Calogero, nel 2016 autori di due film candidati alla 70esima edizione dei Nastri d’argento. I lungometraggi, rispettivamente intitolati “L'attesa” e “Seconda Primavera” sono entrati nelle cinquine per la categoria “registi” e in quella per “miglior soggetto originale e sceneggiatura”. Ma soprattutto sono stati entrambi cofinanziati dall’Assessorato regionale al Turismo attraverso la Sicilia Film Commission. Un aspetto che sottolinea con forza anche l'impegno delle istituzioni per sottrarre questo meraviglioso territorio alle “catene culturali” che l'hanno ingabbiato per troppi anni.

©riproduzione riservata

 

  SCOPRI LE ALTRE NEWS


 

POTREBBE ANCHE INTERESSARTI . . .