Autunno in Sicilia: gli anni ’70 raccontati dagli abiti di Elio Fronterrè

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Marzamemi - Ritornano gli anni ’70. Con uno sguardo al passato (nella dimensione personale e collettiva), Elio Fronterrè ha presentato la nuova collezione autunno/inverno tra le vecchie mura delle case di Marzamemi, testimoni degli stessi instancabili battiti del tempo, all’interno dello show “Passaggi di tempo”. 

Lo stilista, che nasce a La Spezia, si trasferisce da giovanissimo in Sicilia, terra dei suoi genitori. In Sicilia, nel suo piccolo mondo, ricco di una povertà contadina e di pescatori tatuati dal sole, muove i primi passi nella definizione del suo stile e della sua creatività. Da qui riesce a trasferire questo mondo nelle pieghe delle sue creazioni. 

Sulla passerella di piazza Regina Margherita, lo scorso 25 Agosto, si sono alternati musicisti, danzatori e modelle. Un vero e proprio fashion show ideato dall'art director Anna Fedele. 

«Se è vero – ha dichiarato Anna Fedele - che da quando si sono accese le stelle il tempo non torna indietro, questo non impedisce agli artisti di tornare indietro con la memoria, come con una melodia». Infatti è sull'orme del ritorno, del riavvolgimento e della nostalgia che Elio Fronterrè ha disegnato la sua nuova collezione, ritornando stilisticamente con i tessuti e le lineeagli anni ‘70. 

L'ispirazione originaria dello show nasce dalla nota canzone di The Divine Comedy "Lady of a certain age ". 

«Figura – ha continuato Fedele – che ha trovato in questo spettacolo la realizzazione di amanti perduti, sfarzosi velluti ormai impolverati e note di musiche lontane nella memoria. La realizzazione della fine».

All’evento hanno partecipato Gabriele Bosco, con la melodia del suo violino, i corpi danzanti dei ballerini Sofia Bordieri, Marco Cauchi e Daniele Caruso e gli abiti indossati dalle modelle Martina Costa, Elisa Cataudella, Elena Caruso, Valeria Mirabile, Federica Moncada, Giulia Scirica, Alice Fronterrè , Sofia Bordieri, Viola Fronterrè , Sofia Bordieri , Veronica Bordieri, Chiara Manescotto, Ludovica Lupo, Laura Usalla, Adelina Pignato. 

«Uno spettacolo – ha concluso Anna Fedele – diventato appuntamento fisso dell’estate e realizzato grazie alla preziosa collaborazione di Candida Luciano, Elbana Pantano, che ha partecipato in qualità di attrice, Mariella Arangio hair stylist, Sara Melfi makeup artist,  Denise Spicuglia shoes, vintage look store, Salvo Cavarra sound enginer, Lucrecia Maggio e Battista Dinatale». 

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Palermo tra moda, stile e glamour con Dolce e Gabbana

Palermo città della moda, sede di eventi super fashion, shooting fotografici con passerelle en plein air, esposizioni permanenti ed eventi blindatissimi? Sì, proprio così!  La maison Dolce & Gabbana ha scelto il capoluogo siciliano per “Alte Artigianalità”, l’attesissimo evento che si svolgerà dal 6 al 10 luglio, coinvolgendo diverse aree del centro storico. Moltissimi vip invaderanno la città, di cui si sanno ancora solo alcuni nomi (come Brad Pitt e Robert De Niro), mentre altri saranno svelati nei prossimi giorni.  Attesi gli operatori del settore, i professionisti dell’alta moda, oltre 50 giornalisti delle testate internazionali più importanti, come il Time, The Financial Times e The Wall Street Journal, tecnici, tanti curiosi e appassionati per il momento più alto dell’attività annuale della griffe, in cui saranno presentate le collezioni Alta Moda, Alta sartoria e Alta gioielleria, un evento che riveste carattere internazionale con enorme rilevanza mediatica e turistica (così come si legge nella delibera di giunta comunale che ha autorizzato la manifestazione).

Quattro giorni da sogno, tra sfilate blindatissime, cene di gala e party esclusivi. La Sicilia da sempre è stata musa ispiratrice per i due stilisti, i quali hanno riproposto più volte nei propri abiti e accessori gli agrumi, i carretti siciliani e molte altre caratteristiche tipiche della splendida isola. Inoltre soltanto qualche mese fa Dolce e Gabbana hanno scelto Cefalù e Pollina per pubblicizzare il rossetto "Miss Sicily", il mercato del Capo di Palermo come set per gli scatti delle ultime collezioni, Bagheria per lo spot del profumo "Dolce Rosa Excelsa", in cui avevano collaborato con Giuseppe Tornatore e vi aveva partecipato Sophia Loren. Tra gli eventi a cui sarà impossibile partecipare per i comuni mortali, sappiamo che i palermitani sprovvisti di invito potranno sbirciare almeno una sfilata, cioè  prevista sullo sfondo di piazza Pretoria.    

Giovedì 6 luglio

Ore 18.30: sfilata “Alta gioielleria Donna” a Palazzo Gangi, in piazza Croce dei Vespri.

Ore 21.30: cena di gala alla Gam e party con musica dal vivo fino alle 3 di notte

Venerdì 7 luglio

Dalle 11 alle 15: “Alta gioielleria Uomo” a Palazzo Mazzarino, via Maqueda 383. 

Ore 18.30 Sfilata donna “Alta Moda” in piazza Pretoria e in seguito cena di gala a Villa Igea con musica dal vivo e spettacolo pirotecnico in mare

Sabato 8 luglio

Sfilata “Alta Sartoria” a Monreale, Coinvolto dall’evento glamour l’intero centro storico (Piazza Vittorio Emanuele, Piazza Guglielmo II, Duomo, via degli Agonizzanti, il Palazzo Arcivescovile e il Chiostro dei Benedettini)

Dal 4 al 10 luglio 

Il Comune metterà a disposizione gli spazi del Complesso monumentale Guglielmo II e del Giardino del Belvedere

Domenica 9 luglio

Gli eventi si sposteranno a Trabia 

Dal 6 al 10 luglio 

A Villa Igiea esposizione permanente delle collezioni “Alta gioielleria Donna e Uomo, Alta Moda, Alta Sartoria” 

Dal 5 al 10 luglio 

Alla Tonnara Florio “Pop up store Dolce & Gabbana” con le collezioni speciali prét a porter


Durante questi giorni, così frenetici, glamour e scintillanti, sono previsti per gli ospiti dei percorsi guidati tra le vie dei monumenti palermitani. Il Comune della città siciliana offrirà il patrocinio gratuito e l’utilizzo del logo per la promozione dell’evento.  

Alessandra Leone

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Un viaggio nel tempo al Parco Minerario Floristella e Grottacalda

IlParco Minerario Floristella e Grottacalda, grande museo a cielo aperto, si estende su una vasta area situata sulla confluenza delle superstrade che collegano Enna, Piazza Armerina, Valguarnera Caropepe e Aidone.  Fu proprio questo luogo a ispirare la novella di Luigi Pirandello "Ciaula scopre la luna". Comprendendo delle aree minerarie di zolfo, oggi dismesse, è uno dei più importanti esempi di archeologia industriale del Mezzogiorno, ricco di spunti culturali e naturalistici.

L'estensione complessiva del parco, di 400 ettari (di cui 200 sono corrispondenti al nucleo di Floristella e appartengono alla Regione Siciliana, mentre gli altri 200, che costituiscono il nucleo di Grottacalda, sono di proprietà privata), permette di fare un vero viaggio nel passato, fornendo una vera e propria "stratigrafia" delle diverse epoche e dei sistemi e tecniche d'estrazione e di fusione dello zolfo. Ancora oggi possono essere visti i calcaroni (forni circolari per la fusione e separazione dello zolfo dal materiale inerte, che sono stati utilizzati industrialmente intorno al 1850), i castelletti e gli impianti dei pozzi verticali (utilizzati in epoca recente per la discesa in sotterraneo), i forni Gill (sistema più moderno per la fusione dello zolfo, costruiti verso il 1880) e le discenderie (cunicoli semiverticali utilizzati in epoca preindustriale per raggiungere il giacimento). Su un'altura si erge il Palazzo Pennisi, antica residenza della famiglia proprietaria, che domina il complesso minerario di Floristella, creando, per la sua sontuosità e ricchezza architettonica, un forte contrasto e facendo capire subito al visitatore l'estremo divario sociale dell'epoca.

L'area è raggiungibile dall'autostrada A19 Palermo-Catania, con uscita allo svincolo di Mulinello.

Alessandra Leone

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Una pochette di seta per i 2750 anni di Siracusa

Saranno 275, in edizione limitata, le pochette da taschino create dal noto brand internazionale “Ortigia Sicilia” per festeggiare i 2750 anni della fondazione di Siracusa e che verranno vendute in Europa nei vari punti vendita del marchio.

Il fazzoletto, in pura seta, misura 45x45cm e rappresenta al centro i gattopardi e le palme, simboli caratteristici di “Ortigia Sicilia” (che fu fondata nel 2006 dalla signora Sue Townsend), mentre nel bordo è presente il simbolo realizzato per commemorare il 2750esimo anniversario di fondazione dello splendido comune siciliano, così ricco di storia, magia e poesia, che era la sede ideale per Platone per il suo Stato ideale, patria di artisti, filosofi e uomini di scienza, dando tra l’altro i natali ad Archimede.

“Ringraziamo la signora Townsend e tutto lo staff della nota azienda, che già da diversi anni promuove con il proprio brand la nostra Ortigia in tutto il mondo, per aver da subito sposato l’idea di realizzare un’edizione limitata dedicata al nostro anniversario di fondazione e in tal modo avviato una collaborazione con Siracusa che spero possa continuare. Ciò contribuirà ulteriormente alla visibilità internazionale della nostra città in un anno particolarmente significativo - ha affermato il vicesindaco e assessore alla cultura di Siracusa Francesco Italia -  grazie anche al contributo del Comitato promotore “Siracusa 2750”, delle Istituzioni e associazioni culturali e sportive, e della accademia Made Design Rosario Gagliardi, che ha donato il logo utilizzato in tutta la comunicazione istituzionale e, per l'occasione, inserito insieme ad un breve testo celebrativo, nel disegno del fazzoletto”. 

Per la signora Townsend, Ortigia “ha qualcosa di speciale nella sua bellezza, la quale è insolita dal resto della Sicilia. La piazza del Duomo, una delle più belle nel mondo dove si può andare la sera per un aperitivo e vedere i bambini che giocano a calcio circondati dallo splendore barocco, con le maestose colonne dei templi greci e i vicoli che alternano palazzi nobiliari e religiosi, pieni di panni stesi… tutto questo contribuisce allo splendore del posto”. Tutto questo è Siracusa; tutto questo è Ortigia; tutto questo è storia e cultura. Ancora buon compleanno Siracusa!

 

Alessandra Leone

 

Louis Vuitton e i suoi 20 anni a Palermo: festa ed eventi con gli sciuscià

Il marchio Louis Vuitton domenica scorsa ha compiuto vent'anni di attività nella città di Palermo, festeggiando in grande stile con 48 ore di eventi. La boutique, inaugurata nel 1997, si trova in via Libertà, cuore pulsante della città e dello shopping, offrendo una vasta gamma di accessori, sia per uomo che per donna, e diversi prodotti legati al mondo del viaggio.

Tra sabato 20 e domenica 21 sono stati vari gli appuntamenti, come la presentazione della nuova collezione di borse e accessori “Masters”, realizzata in collaborazione con l’artista newyorkese Jeff Koons, la quale ha creato l’arte figurativa dei suoi dipinti “Gazing Ball” nei prodotti dell’amata casa di moda e le cui riproduzioni dei lavori di Da Vinci, Tiziano, Rubens, Fragonard e Van Gogh sono state trasferite sulle borse icona della maison, come la Speedy, la Keepall e la Neverfull, oltre ad accessori di piccola pelletteria e tessili.

Inoltre all'interno del punto vendita, 6 lustrascarpe (i cosiddetti”sciuscià”), alla loro prima uscita in grembiule e papillon, si sono alternati sul corner realizzato per l’occasione, naturalmente nei colori della maison, dando dimostrazione del loro savoir faire e svelando preziosi accorgimenti per la cura delle calzature. Questi 6sciuscià, lavoro così nobile e purtroppo ormai così raro, appartengono alla Cooperativa Shoeshine 2.0, recentemente costituita dalla Confartigianato Palermo. Entusiasta Nunzio Reina, presidente di Confartigianato, che si è mostrato ben felice “di partecipare a questo evento, che dà la possibilità ai nostri lustrascarpe di dimostrare la propria professionalità. Il fatto che una grande griffe ci abbia scelto conferma che degli antichi mestieri si sente la mancanza. Rivalutarli continua ad essere una delle priorità di Confartigianato”.

Ben mille e cinquecento gli invitati che hanno partecipato all'evento inaugurale, ma la lista dei vip non si è esaurita qui: presente anche uno degli artigiani più esperti della Manufacture de Souliers Louis Vuitton di Fiesso d’Artico, nella Riviera del Brenta, in Veneto, distretto mondiale dell’artigianalità manifatturiera della calzatura, che “con sapiente maestria, ha mostrato la realizzazione, interamente a mano, delle cuciture «goodyear »e «novergese», espressioni della più alta qualità artigiana", come hanno spiegato dalla casa francese.

Alessandra Leone

 

Un po’ di magia con Lidia Mallia

Credo che quando la stoffa c’è (e anche di stoffe in questo articolo si parla), se sei determinato e magari trovi anche le persone giuste che aiutano a far emergere le tue potenzialità e a credere che “il sogno realtà diverrà” (come cantava saggiamente Cenerentola in un ritornello fresco, romantico e orecchiabile, diventato simbolo del potere dei sogni), bhe… Hai delle ottime chance di ottenere successo e di fare ciò che ami nella vita! Ho conosciuto Lidia Mallia tramite i social (grazie a una amica) e da lì sono rimasta letteralmente affascinata dalle sue creazioni… Le ho trovate creative, eleganti, di gusto e sono rimasta colpita quando Lidia mi ha detto che ha soli 23 anni. Complimenti! (Alla faccia di chi dice che i giovani italiani sono bamboccioni…).

“Sono Lidia e mi occupo di progetti creativi! Ti auto nella scelta di un accessorio unico, realizzato appositamente per te o per qualcuno importante, mi occupo anche di scattare delle fotografie per il tuo business o ritratti e di progettare delle grafiche per tessuti e carta”. Così, in maniera semplice e diretta, la talentuosa giovane siciliana originaria di Francofonte si presenta sul proprio sito www.lidiamallia.com, tra colore e magia. Sì magia, perché, come lei stessa ammette, “È magia poter vedere un disegno che passa dalla carta ad un abito, ad una borsa, o appunti scritti diventare fotografia. Tante piccole magie quotidiane che cercano di alleggerire il peso della realtà e si trasformano in prodotti”. Ciascuno di noi, ovviamente a proprio modo, può creare piccole magie quotidiane! Basta crederci e volerlo davvero.

Cara Lidia, ci parli un po’ di te? Chi sei? Come ti definisci?

Sono una studentessa di ventitrè anni, siciliana, che non ha voglia di fuggire dalla propria terra e che cerca con tutte le forze di realizzare il proprio sogno qui dov’è nata. Mi definisco fotografa e artigiana, amante dell’arte in generale. Ho sempre avuto questa tendenza in qualsiasi fase della mia vita e infatti tutti i miei studi si sono sempre basati su questo. Adesso sto per concludere la mia carriera accademica in scenografia teatrale.

Quando e come hai iniziato a occuparti di progetti creativi?

Dal punto di vista lavorativo, dal 2009; come progetti personali, da sempre. Ho iniziato con la fotografia nel 2009, appassionandomi e sperimentando nuove tecniche, mentre nel 2015 ho acquistato la mia prima macchina da cucire ed è rifiorito l’amore che avevo da bambina per le stoffe. Ho approfondito e sperimentato vari modelli di accessori e adesso che ho ufficialmente aperto la mia attività sto utilizzando materiali pregiati, come la vera pelle e tessuti d’alta moda, cercando di avvicinarmi all’abbigliamento.

Cosa sognavi da piccola?

Da piccola avevo tante cose in mente, ma una cosa è rimasta sul serio. Dicevo: “Da grande voglio avere un negozio pieno di cose che realizzo, vestiti e oggetti”. Credo di averlo capito, anche dimenticato e adesso dopo vari giri so dove voglio andare.

“Non sopporto il disordine, amo il caos ordinato, ogni linea va raddrizzata. Maniaca del salmone, della mozzarella di bufala e del pistacchio (insieme formano una palette meravigliosa)... Fotografare, cucire borse, disegnare tessuti e inventare una storia per ognuno di loro”: queste le tue parole che si leggono sul sito www.lidiamallia.com. Ci racconti una tua giornata tipo?

Non sono mai stata mattiniera… La mia sveglia è intorno alle 8.30, preparo il caffè e ritorno sotto le coperte per stare altri trenta minuti in assoluto silenzio mentre lo sorseggio dalla mia tazzina preferita a forma di bacio perugina. Vado a lavoro alle 10 e ritorno a pranzo alle 14, per poi ritornare al laboratorio alle 16. Alcuni pomeriggi o mattine rimango a casa a studiare. In base agli impegni mi organizzo. La sera guardo un film o vado da qualche parte. Comanda la stanchezza!

Qual è per te il fil rouge che lega la fotografia, il cucire borse e il progettare delle grafiche per tessuti e carta?

Ho capito che sono le mie passioni: tutte e tre le cose sono fondamentali e riescono a non rendermi statica. Anche se ho i miei riti quotidiani, non sopporto seguire troppo degli schemi; mi piace variare e distribuire le mie passioni in questo modo. Se una mattina non avrò nessuna ispirazione per realizzare nuovi tessuti, starò a cucire qualcosa; quando nessun modello mi soddisferà, spegnerò la macchina da cucire e fotograferò dei prodotti per lo shop online. Mi piace vedere stampati su tessuto i miei disegni o le mie fotografie, come la collezione “Giardino di Notte”, in cui ho fotografo una serie di fiori su fondo nero e realizzato una collezione che ancora adesso produco, perché ha riscontrato parecchio successo. Bisogna sempre esplorare, non darsi per vinti e studiare.

Come sono le tue clienti? Solitamente cosa cercano?

Le mie clienti cercano l’esclusività, adorano poter avere qualcosa realizzato appositamente per loro e io cerco di rendere al meglio i loro desideri.

Che tipo di rapporti instauri con loro?

Con molte di loro siamo diventate amiche, con altre siamo in contatto per scambiarci consigli e sono ritornate spesso per altri lavori o regali per le amiche.

Sei amante del vintage e delle “cose piene di storia”, come scrivi sempre sul tuo sito. Da dove proviene questa passione? Te l’ha trasmessa qualcuno?

No, nessuno. Mi affascina l’idea di un oggetto che racconta qualcosa, che ha vissuto una determinata epoca; il suo odore, il colore che con il tempo è svanito. Immagino chi lo ha avuto prima di me, perchè lo ha scelto.

A chi ti senti di dire grazie?

L’elenco sarebbe davvero lungo! Durante tutta la mia vita, anche se ancora so di essere molto giovane, le persone che ho conosciuto mi hanno tutte insegnato qualcosa; nel bene e nel male ho assimilato le esperienze, le critiche e i consigli che mi hanno portata fin qui.

Sei felice, cara Lidia? Cosa speri per il futuro?

Con questa domanda mi hai fatto pensare a una fotografia che scattai nel 2010 e che una mia amica tiene appesa in camera sua. Sì, sono felice. Per quanto riguarda il mio futuro non lo so, sicuramente spero di crescere professionalmente, magari aprire quel famoso negozio che sognavo da bambina. Per adesso mi godo il mio nuovo posto a forma di mansarda.

Alessandra Leone

Mariella Di Miceli: la sua creatività, la sua arte del reinventare

Carta, plastica, bottoni, cerniere, contenitori per alimenti, perline, cristalli: questi e molti altri i materiali utilizzati da Mariella Di Miceli per il suo brand “Mariella Di Miceli Unique Accessories”. Con mani sapienti ed esperte, quasi per magia la Di Miceli crea incredibili accessori e borse, “alternativi” ai classici bijou. Ecco a voi, allora, l’arte del reinventare, del riciclo, del dare anima a ciò che molti considerano “da buttare”, ma che occhi attenti e creativi sanno dare nuova vita. Una vita più fashion! Originaria di Palermo, è una delle eccellenze siciliane nell’ambito della moda, mettendo in tutto ciò che fa amore, passione, rispetto dell’ambiente e di ciò che la circonda. Siamo davanti a una grande abilità tecnica, ma non solo: un innato gusto, con originalità e fantasia nella scelta dei materiali e dei colori, rendendo così ogni oggetto unico e speciale. In una società in cui si parla sempre più spesso di globalizzazione, anche riguardo allo stile, e in cui si sembra vestiti tutti alla stessa maniera, si cerca di esprimere il proprio modo di essere anche attraverso ciò che si indossa, anche attraverso i particolari e gli accessori che possono fare (e fanno!!!) la differenza.

Gentile Mariella, ci parla del suo percorso? Come è arrivata a diventare designer di accessori del brand "Mariella Di Miceli Unique Accessories"?

Sono nativa di Palermo, ma risiedo nel paese Gioiosa Marea. Inizio a produrre i miei monili quattro anni fa, quasi per gioco, ma la mia creatività mi ha portato via via verso una ricerca incessante di materiali, colori e tecniche sempre più elaborate e originali.

Cosa sognava e com’era da piccola?

Ero una bambina molto buona e sognavo di diventare una storica o una giornalista; la cosa che mi piaceva era analizzare un evento di ogni genere, una parola, il suo significato. Non sono mai stata e non lo sono tutt'ora una persona superficiale.

Da cosa è influenzata nella creazione delle sue produzioni? Cosa la ispira?

Quando intraprendo qualcosa non riesco a essere superficiale, ma mi soffermo a comprendere il significato. Prima lo facevo con i libri e le enciclopedie; adesso questa voglia di conoscere e apprendere si manifesta nei miei lavori, nell'attenzione nella scelta del materiale, nel combinare colori, nell'osservare il gioello finito.

Lei riesce a trasformare materiali poveri in oggetti più preziosi come monili e borse, quest’ultime realizzate con carta intrecciata a mano, utilizzando tecniche diverse. Può spiegare ai nostri lettori in cosa consistono queste tecniche?

La tecnica della carta intrecciata è una tecnica che esista da tanti anni; la cura e l'attenzione dell'artista fa diventare una tecnica comune la propria tecnica. Le borse sono l'esempio della mia ricerca continua di materiali sempre più preziosi, mentre i monili hanno avuto una trasformazione totale nella scelta dei materiali, che si allontano da quelli poveri di partenza.

L’essere siciliana è stato per lei un vantaggio o ha avuto più difficoltà nel farsi strada?

È stato un vantaggio al 100% perchè sono sempre stata presentata come creatice Made in Sicily e perchè sono sempre più convinta che la Sicilia sia una fonte inesauribile d’ ispirazione.

Cosa le hanno lasciato esperienze come Casa Sanremo Fashion (area destinata alla moda, in cui si alterneranno sfilate di stilisti emergenti e grandi firme italiane) o la Fashion Week di Montecarlo a cui ha partecipato lo scorso anno?

Casa Sanremo Fashion è stata un'esperienza bellissima, fatta di emozioni e ansie da principiante. È l'esperienza che mi ha permesso di essere invitata alla Fashion Week di Montecarlo, dove l'impegno e la fatica del lavoro fatto in precedenza spariva nel vedere le modelle sfilare coi tuoi gioielli. Lo stesso sta succendo adesso per la Fashion Week, che si terrà a Roma il 6 ed il 7 Aprile.

A suo parere, gli accessori fanno la differenza in un outfit?

Decisamente! Sono indispensabili. È come una tela senza cornice… Non lo chiamerai mai quadro!

A chi si sente, oggi, di dire grazie?

Alla mia famiglia e alle mie amiche che hanno sempre creduto in me. Inoltre vorrei ringraziare l’associazione palermitana Art Nobless, che nasce per valorizzare e far conoscere un ricco ventaglio di bellezze artistiche della Sicilia.

Alessandra Leone

La ragazza dello Sputnik: le mie passioni, la mia vita

“La vita è ciò che ti accade quando sei tutto intento a fare altri piani” (John Lennon)

Credo che questa frase si sposi perfettamente a Carla Cugno Garrano, meglio conosciuta come “La Ragazza dello Sputnik”, che da archeologa e con idee completamente diverse per il proprio futuro ha scoperto per caso una passione che le ha cambiato la vita. Quando nasce un amore, un amore vero, che sia lavorativo o personale, anche se è inaspettato c’è sempre una grande voglia di fare e vedi ciò che ti circonda da un’altra prospettiva. Ma attenzione! Sono indispensabili il coraggio (tanto) e la determinazione (tantissima)! Senza questi ingredienti, probabilmente una ricetta ottima sulla carta, diventerebbe nella realtà una vera schifezza… Non è il caso di Carla, che ha tutte le carte in regola: oltre all’empatia con le sue clienti, possiede un’innata simpatia, gusto e creatività. La sua strada era, è e sarà il cucito. Le sue creazioni, molto apprezzate sul web (scoprite il sito http://laragazzadellosputnik.bigcartel.com/), riscuotono sempre più successo. Noi di Notabilis abbiamo avuto il piacere di intervistarla e, dopo una chiacchierata, ci ha conquistato con il suo modo di fare e le auguriamo di cuore di realizzare i propri sogni.

Cara Carla, alias “La Ragazza dello Sputnik'', ci parli un po’ di te? Come è nata la passione per le stoffe e il cucito?

Sono una ragazza di 33 anni nata e cresciuta in Sicilia, terra che amo immensamente e dalla quale, nonostante i mille progetti di partenze e fughe, non sono mai riuscita ad allontanarmi. Sono laureata in archeologia e fino a pochi anni fa il mio mondo era diametralmente opposto a quello di adesso. L'amore per il cucito è nato per gioco e ancora oggi ringrazio il destino per avermi fatto prendere in mano un ago, un giorno di dicembre di 4 anni fa, perchè quel giorno è cambiata la mia vita ed ho finalmente scoperto cosa voglia dire avere una passione che ti fa battere il cuore. Da quel momento non ho mai smesso di cucire neppure per un giorno e, passo dopo passo, sono riuscita a costruire questa realtà, piccolissima, che però costituisce tutto il mio mondo, “La Ragazza dello Sputnik”, il mio marchio indipendente di accessori per donna e per bimbi interamente realizzati a mano. Oggi vivo felice nella mia luminosa mansardina sul mare, col mio cane, il mio gatto e la mia macchina da cucire, tre inseparabili compagne di vita per me. Ho messo la laurea nel cassetto e faccio l'artigiana.

Perché hai scelto questo nome?

Il nome della mia attività è, in origine, il titolo di un libro di Murakami, autore giapponese contemporaneo a cui sono particolarmente legata sin da quando ero adolescente. Lo usavo già da tempo sui social e l'ho mantenuto per il mio brand. Il libro racconta di una storia d'amore tra due persone che si girano intorno come un satellite fa col suo pianeta e questa immagine, che trovo molto romantica, mi ha fatto pensare al processo creativo, il momento in cui un artista gira intorno ad un'idea prima di darle vita. Ecco che l'attinenza mi è sembrata perfetta ed ho deciso che “La Ragazza dello Sputnik” fosse il nome giusto. E poi io vivo con la testa tra le nuvole e anche per questo motivo mi sembra che il nome calzi a pennello!

Cosa ispira tue creazioni? La Sicilia ha un’influenza in un certo senso (ad esempio nei colori…)?

Sono una persona molto curiosa e traggo ispirazione da tutto quello che mi circonda. Amo guardarmi intorno, curiosare con gli occhi. La Sicilia ha certamente un ruolo fondamentale nei miei processi creativi: i colori della mia terra mi riempiono gli occhi ogni giorno quando mi affaccio dalla terrazza e, anche se non sarei in grado di trovare una connessione diretta tra questa meravigliosa isola e le mie creazioni, so per certo che se non vivessi circondata da tanta bellezza non riuscirei a sentirmi cosi ispirata.

Quali sono le tue creazioni più richieste?

Tra i miei lavori, i più richiesti sono certamente le borse da donna. Amo studiare dei modelli versatili e comodi per chi, come me, ha una vita dinamica e mille diverse esigenze da fronteggiare durante la giornata. Uno dei modelli più amati è “La cicala”, uno zainetto in similpelle che all'occorrenza può essere usato come tracolla o cartella e che si può personalizzare grazie ad una pochette/tasca esterna intercambiabile.

In un mondo globalizzato, in cui molti usano le stesse cose perché fanno tendenza, noti da parte delle tue clienti la volontà di essere uniche e di distinguersi?

Certamente l'approccio di chi mi scrive è proprio quello di chi cerca un prodotto unico che lo rappresenti e al tempo stesso lo faccia distinguere. Noto molta attenzione, al giorno d'oggi, verso i prodotti di artigianato e una grande consapevolezza, da parte di chi acquista, verso tutto ciò che è racchiuso dietro un oggetto fatto a mano. Io, in particolar modo, amo molto parlare e raccontare di me attraverso i miei canali social e mi accorgo che le persone apprezzano moltissimo il fatto di poter conoscere chi si cela dietro l'articolo che decidono di acquistare. In fondo comprare da un artigiano è un atto di grande fiducia e la fiducia richiede conoscenza. 

A chi ti senti oggi di dire grazie?

A chi mi sento di dire grazie? Beh, non ho dubbi, a mia madre in primis. Senza di lei non sarei ciò che sono oggi: mia madre è la persona che in questi 33 anni mi ha sempre ispirata, sostenuta, protetta, incoraggiata... Ha esultato per le mie conquiste e mi ha spronato a ritentare sempre dopo un fallimento; ha creduto più lei in me di quanto non abbia mai fatto io. Ringrazio poi mio fratello, la persona per cui provo l'amore più puro e incondizionato che si possa provare nella vita, uomo dolcissimo e presenza costante nella mia vita, nonostante la distanza che da anni ci separa per scelte di vita che ci hanno portati ai diversi capi dell'Europa. E ringrazio Leonardo, il mio compagno, perchè il suo amore ha portato nuova linfa nella mia vita e mi regala ogni giorno sorrisi e tuffi al cuore.

Cosa speri per il futuro?

Per il mio futuro ho sogni modesti. Non sono mai stata una persona particolarmente ambiziosa. Sogno una vita serena con Leonardo, dei bimbi che scorazzano per casa, i miei amici a 4 zampe sempre al nostro fianco e magari, perchè no, un laboratorio più grande ed organizzato.

Alessandra Leone

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Dove vai se il maxi-poster non ce l’hai?

“Giovà, alla prossima sorpresa così denunciala”. Così la nota giornalista e opinionista Selvaggia Lucarelli scrive nel suo profilo facebook a un poco sobrio augurio di compleanno: una giovane fidanzata per i 18 anni dell’amato ha avuto l’idea di affittare spazi pubblicitari, sui quali affiggere pomposi manifesti con tanto di foto da tronista per augurargli buon compleanno. Questo succede a Catania. Questo succede nel meridione da un paio d’anni. Usanza valida per gli sposi, per i battesimi, per prime comunioni, per ricorrenze importanti e chi più ne ha più ne metta. Una pratica ormai ampiamente diffusa. Insomma… Dove vai se il maxi-poster non ce l’hai? Spostiamoci per un attimo in una città del nord: vi immaginate in una Milano, lungo la statale, un cartellone del genere? Meglio non pensarci… Qualche tempo fa aveva riscosso scalpore e polemiche il manifesto di sei metri per tre esposto in provincia di Catania, in cui i genitori annunciavano urbi et orbi che il loro bambino sarebbe stato battezzato, scrivendo “Questa creatura meravigliosa è… cosa nostra”. La frase molto discutibile, accanto al piccolo con una coppola storta secondo la più convenzionale iconografia del mafiosa, risultava un inequivocabile “inno alla mafia”. Questi sono soltanto due esempi dell’evoluzione (o involuzione) dello stile siciliano. Da cosa è scaturita questa moda? Forse da un film o da una persona con molta fantasia? C’è bisogno di essere così egocentrici per gridare al mondo la proprio felicità e i propri auguri? Sono passati di moda gli abbracci, un regalo, un bigliettino, un messaggio o gli inviti vecchia maniera? L’unica cosa che ho in mente in questo momento e che direi è solo “AAA cercasi (cerca sì), storie dal gran finale, sperasi (spera sì), comunque vada panta rei and singing in the rain”. Alessandra Leone

I sogni son desideri…

Si sa che le donne solitamente hanno una marcia in più e quando desiderano veramente una cosa, non si fermano davanti a niente. È il caso di una piccola grande donna messinese, che grazie alla forza di volontà, alla caparbietà e al genio creativo e imprenditoriale ha realizzato il suo sogno: quello di creare abiti da sposa, facendola sentire una principessa per il suo giorno più bello. L’azienda Amelia Casablanca è oggi una griffe ormai nota nel mondo, consolidata in decenni di impegno costante, in cui le parole d’ordine sono lusso, ricercatezza e stile. Di certo non saranno mancate le difficoltà durante il lungo cammino, soprattutto nella fase iniziale, ma questo fa parte della vita: se ne esce sempre più forti e con maggiore consapevolezza di se stessi, delle proprie capacità e unicità. Nell’intervista Giovanni Palella ci racconta come lui e i suoi fratelli siano cresciuti con una madre così speciale, in un’atmosfera magica e come abbiano deciso di seguire le stesse orme per far crescere l’azienda. Inoltre ci ha parlato ovviamente degli abiti da sposa, che devono rispecchiare la personalità della donna in questione: largo allora a romanticismo, eleganza, sobrietà, semplicità o fantasia, corpetti, bustier, applicazioni floreali o luccicanti cristalli, pregiati tulle, raso, pizzo e tanto altro. Tutto dipende da ciò che si vuole e da ciò che si è. Perché il giorno del matrimonio deve essere speciale. Indimenticabile.

Gentilissimo, sappiamo che la vostra azienda “Amelia Casablanca”, griffe ormai nota in tutti i continenti e tra le più rinomate nell'ambito della moda sposa, è nata grazie alla caparbietà di sua madre, realizzando il suo sogno di bambina. Come la vedevate lei e i suoi fratelli da piccoli?

Con gli occhi dei bambini, meravigliati ancora oggi a dispetto dell’età, della sua freschezza, delle idee e della sua vivacità creativa non comuni. Ancora oggi ci chiediamo se questo sia un privilegio o una responsabilità, ma noi siamo di parte quindi…

Voi fratelli avete sempre pensato di lavorare nell’azienda di famiglia, dando ciascuno il proprio contributo?

Abbiamo sempre pensato che a ogni privilegio corrisponda una responsabilità. Per questo negli anni Giovanni ha affiancato Amelia nella produzione sartoriale, mentre Antonino e Fabio si sono occupati di amministrazione e pubbliche relazioni.

Come nasce un abito da sposa? Cosa c’è dietro queste magiche creazioni?

L’idea, il progetto, che spesso parte da un archetipo che poi diventa prototipo. La ricerca dei materiali di elevatissima qualità e i relativi accostamenti. Vi pare poco?

Da cosa siete ispirati e come consigliate le clienti che vengono a farsi consigliare da voi?

Dal canto nostro cerchiamo di trarre qualche spunto dal nostro “senso psicologico”. Alle clienti è sempre richiesto di rimanere coerenti con il proprio modo di essere, con la propria personalità nel vestire l’abito che corona il sogno della vita di ogni donna. Il resto viene da sé.

Cosa andrà in voga quest’anno? Quali sono le caratteristiche degli abiti del 2017?

Sempre coerenti alle linee che contraddistinguono un abito firmato Amelia Casablanca, anche per il 2017 l’azienda punta sul romanticismo del taglio, impreziosito dall’intramontabile pizzo francese, quest’anno tornato prepotentemente di attualità.

Quanto è complicato creare un brand e farsi strada, partendo dalla Sicilia?

Complicatissimo, ma non impossibile. Purtroppo se c’è l’estro e la fantasia, spesso non ci sono le risorse finanziarie e viceversa. Difficile far coesistere le due caratteristiche. Se questo accade (perché accade!), le affermazioni non tarderanno ad arrivare.

Quali sono i vostri progetti per il futuro ed eventi a cui parteciperete?

Consolidare il nostro posizionamento nel mercato mondiale dell’abito da sposa nel segmento del lusso. Cerchiamo di farlo da qualche decennio, con discreti risultati. Le nostre prossime sfilate saranno Milano e Parigi.

Com’è stata l’esperienza con i ragazzi dell’Accademia di Belle arti di Catania, che quest’anno hanno avuto l’opportunità di tre stage su iniziativa della cattedra di Storia del Costume diretta dalla professoressa Liliana Nigro? stato il primo anno di collaborazione con l’Accademia?

Abbamo trovato un ambiente serio e motivato, con dei ragazzi meravigliosi e con tanta voglia di fare, con grandi prospettive di crescita. La professoressa Liliana Nigro se la conosci ti contagia (E in effetti ce ne siamo resi conto durante l’intervista al nostro giornale.Leggetela su )

Cosa consiglia a chi oggi ha il sogno di creare una propria casa di moda?

Intanto, anche se apparentemente scontato, mai come in questo caso il vecchio adagio popolare consiglia di fare la classica gavetta. È la migliore palestra che rafforza i muscoli e conferisce la giusta tempra. Poi dedizione e tanta voglia di fare. Insomma…. Imparare l’arte!

Alessandra Leone

Un vulcano di idee: Liliana Nigro

Una donna che è un vulcano d’idee, catanese d’adozione e per scelta, creativa, amante della cultura, del suo lavoro, dei suoi ragazzi che difende a spada tratta. Di certo una persona di carattere: questo e molto altro viene in mente quando s’incontra Liliana Nigro, docente di Storia del Costume all’accademia di Belle Arti di Catania, la quale mette amore e passione in tutto ciò che fa. L’abbiamo incontrata alla sedicesima edizione dell’evento “Nessun Dorma”, che come ci ha svelato la prof. Nigro “è una mostra dedita a Sant’ Agata, il mio anelato amore, che mette in luce, tramite gli abiti dei miei ragazzi, la storicità sacra e profana agatina. Il connubio con la nota Maison Casablanca”, continua piena di entusiasmo, “è facilmente spiegabile: Amelia Casablanca e i suoi meravigliosi figli Giovanni, Nino e Fabio hanno subito accolto la mia richiesta di fare da testimonial alla mostra, sostenendo con tre borse di studio in denaro e, cosa ancor più interessante, con tre stage presso il loro atelier, tre dei più meritori artisti, così da unire sartoria e stile ormai riconosciuto nel mondo. Sempre alla ricerca dei ragazzi, tra passato e futuro in nome dalla moda e della cultura”. Secondo voi, cari amici, potevamo farci sfuggire un’intervista alla prof. ssa Nigro? Assolutamente no! Ascoltandola solo per pochi minuti ci ha conquistato e ci ha trasmesso tante emozioni positive.

Gentile Prof.ssa Nigro, titolare della cattedra di Storia del costume presso l’Ente Etneo e vulcanica curatrice di eventi, come e quando nasce la sua passione per rendere più bella la sua Catania?

Non sono catanese. Sono nata a Ragusa, vissuta a Buccheri, ma catanese per scelta. Dai tempi universitari mi innamorai follemente di questa città meravigliosa, della sua e mia Etna, della sua e mia Santuzza e di tutto ciò che gli apparteneva. Sento una similitudine forte, dirompente, a volte fisica senza eguali. Ma a dire il vero non so attribuire una data specifica, anche se lego il tutto quando per la prima volta, circa 20 anni fa, mi trovai in mezzo ai festeggiamenti agatini e, se fino ad allora io e Catania ci piacevamo, lì ci fu il colpo di fulmine, l' amore oltre ogni limite, l' empatia di chi sa di appartenersi e amarsi per sempre. Proprio a Catania decisi di partorire la mia unica figlia, Lorenza, scegliendo così di avere un legame ancora più intenso ed indissolubile. Comprai quindi casa e mi auto nominai “chiu' catanisa dei catanisi”.

Ci racconta qual è stato il suo percorso per arrivare a ricoprire la cattedra di Storia del costume? Deve essere una materia molto affascianante…

Il mio percorso è stato arduo ma deciso. Ci ho sempre creduto ed ho lottato, non cedendo nè a lusinghe nè a compromessi. L’Accademia di Catania dove oggi, con onore ed un po’ di merito, sono titolare di quattro prestigiose cattedre inerenti tutte alla storia del costume e all’ organizzazione di eventi, era la mia accademia da alunna; i miei colleghi di oggi sono stati i miei professori, ma io lo volevo così fortemente, come quando vuoi che dopo la notte arrivi il giorno, e così fu. Mi laureai con 110 lode e diritto di pubblicazione, conseguii l’abilitazione e nel momento che mi chiesero di scegliere la città dove volevo insegnare io non risposi, ma gridai “Catania!”. Sono una docente amata rispettata e che a sua volta adora gli alunni, considerandoli parte della mia famiglia

Come riesce a coinvolgere i suoi ragazzi dell’Accademia nelle sue iniziative? In quale modo riesce a creare questi fantastici e importanti “sposalizi” ? È complicato?

Coinvolgere i miei ragazzi è facile, naturale, istintivo. Propongo loro quello che ogni insegnante dovrebbe fare: li scaravento fuori dalle mura didattiche con mille eventi, li porto nelle passerelle, diamo vita a mostre e kermesse di moda e costume. Gli creo stimoli veri esuli dai libri o dalle convenzioni, gli parlo con il cuore e li guardò con l’anima, li provoco, li accudisco e INSIEME vinciamo.

Che risposta ha da parte dei giovani? Come li vede? Desiderosi di lottare e di rimanere in Sicilia per cercare di migliorarla o preferiscono allontanarsi per cercare fortuna fuori?

La risposta dei miei allievi è magica, forte, decisa. Io amo la mia terra e chiedo loro di lottare per trovare nella nostra Sicilia il loro futuro. Chiedo loro di innamorarsene, di non lasciare alla sonnolenta noia dell’ ignoranza la nostra amata terra. Si parla tanto di crisi,ma la crisi è determinata da uomini privi di interesse; l’inerzia e l’abbandono ci costringono a fuggire. Io da buon guerriero non mollo: sono abituata a lottare per chi amo e per le cose che amo, credo nei miei " figli", che hanno le mie parole nel cuore. I più forti resistono, combattono e vincono come ho vinto io rimanendo per scelta in Sicilia, culla di popoli e culture che l’ hanno resa una delle aeree culturali e sociali più belle

Li vede così “bamboccioni” i suoi alunni oppure pieni di voglia di fare?

Di " bambocci" ne ho conosciuti pochi. Con me c’è una selezione naturale che implica coraggio, grinta e voglia di fare. I miei alunni si affidano a me, mi danno il privilegio di insegnare loro ciò che detengo nella mia testa e nel mio cuore; in ogni attimo passato insieme sviluppano e fortificano i loro sogni e io li spingo a credere, a provarci e a non arrendersi

Quali le prossime iniziative in cantiere?

Iniziative tante e varie: oltre alla moda e all’ arte io ho il piacere di avere la direzione artistica della Big band L HJO Jazz Orchestra. Amo la musica e mi piace cantare, ma oltre il canto fa capolino qualche interessante proposta teatrale… Magari sarà il caso di non scindere nulla: il canto non preclude la moda e il teatro non nega l’ insegnamento. Amo vivere sfrenatamente, trasversalmente, mi agito tra genio e follia e ringraziandovi per la pazienza avuta nell’ascoltarmi mi reintegro nel mio convulso universo meraviglioso.

Alessandra Leone

Valentina Sciumè: sono i dettagli a fare la differenza!

È proprio vero che la grinta, l’entusiasmo, il credere fermamente in se stessi e nei propri sogni sono elementi indispensabili in ogni lavoro e, spesso, del successo. Lo dimostra la storia della stilista Valentina Sciumè, agrigentina di nascita, giovane talentuosa cittadina del mondo, creatrice del marchio e dell’azienda "Sciumè", che ha puntato sulla qualità, l’unicità e l’originalità del prodotto. Forse proprio questa unicità, in un’era globalizzata come la nostra, è stata la carta vincente del brand. Perché non ci si vuole omologare e rischiare di sembrare una persona “fotocopia”dell’altra, ma distinguere e fare la differenza. Anche dal punto di vista dello stile, mostrando attraverso esso parte del nostro carattere. Perché, alla fine, sono i dettagli a fare la differenza!

Come ci ha svelato in questa intervista, Valentina ha avuto le idee chiare fin da subito e gli imput provenienti dall’esterno, come persone incontrate durante il suo percorso sono “pezzetti” fondamentali e unici che le hanno permesso di costruire il proprio puzzle personale. Nel suo percorso è arrivata a conoscere la direttrice di Vogue Italia Franca Sozzani e la famigerata e tanto temuta Anna Wintour, direttrice di Vogue America e icona dello stile internazionale. Ci vuole coraggio, sensibilità, attenzione, curiosità, inventiva e ovviamente un innato buongusto e carattere. Con la continua voglia di migliorare, di migliorarsi e di mettersi alla prova. Senza dimenticare mai le proprie origini, che rimangono sempre nel cuore.

Cara Valentina, ci racconti un po’ il tuo percorso? Qual è stata la strada intrapresa da Agrigento per arrivare a collaborare con stilisti del calibro di Alberto Biani e Versace?

Ho studiato a Roma all’“Accademia di Costume e di Moda”. Qualche mese prima del diploma mi sono trasferita a Milano per lavorare presso l’azienda di Alberto Biani. Un contratto di collaborazione che mi ha dato l’opportunità di crescere a livello professionale aprendomi tante strade. È iniziata così la mia gavetta, che mi ha poi dato la possibilità di lavorare in case di moda come “Costume National” e Versace. Ho avuto la fortuna di iniziare subito e da piccolina. Milano è una città che offre tanto in questo campo.

Come ti sei sentita e cosa ha significato per te essere scelta da Sara Maino, senior fashion editor di Vogue Italia, tra i Vogue Talents Edizione 2014?

Quando Sara Maino mi ha comunicato con una mail che ero stata selezionata per il “Vogue talents Corner”, ero al settimo cielo e avevo il cuore a mille. Sapevo fosse un importantissimo riconoscimento e un grande trampolino di lancio per il mio marchio. Quando ho inviato la candidatura ero consapevole di essere uno fra centinaia di brand a proporsi, ma ci credevo tantissimo. Nell’edizione del 2014 erano presenti solo tre marchi italiani tra cui il mio ed ero ancora più orgogliosa di questo traguardo. Hanno pubblicato moltissimi articoli e l’attenzione verso il mio brand è stata notevole. Vogue è “la vetrina” per eccellenza.

Era questo il sogno che avevi da piccola?

Il mio sogno fin da bambina era quello di diventare una stilista. Avevo tre anni, guardavo la tv e al telegiornale mandavano in onda spezzoni di sfilate di Versace, Armani, Valentino… Guardavo mia madre e le dicevo: “Io da grande voglio fare la stilista!”. Lei comprava tutte le riviste di moda e io trascorrevo il mio tempo a sfogliarle, cercando poi di disegnare gli abiti che mi colpivano di più. Ho sempre avuto le idee chiare. Il mio obiettivo è lavorare sodo per conquistare i miei sogni: il “Vogue talents” era uno di questi.

Da cosa è nata la scelta di occuparti esclusivamente di accessori? Sono questi che fanno la differenza, a tuo parere?

Ho sempre amato gioielli, i cappelli e in generale tutti gli accessori moda, ma è anche stata una scelta strategica sia a livello finanziario che di immagine. L’idea era un prodotto di nicchia: pezzi unici realizzati a mano fortemente di impatto, concettuali e d’avanguardia. Mi sono resa conto subito, facendo un’indagine, che la mia poteva essere una proposta diversa e nuova rispetto a quello che il mercato offriva. Credo fortemente che gli accessori facciano la differenza, riescono a dare un’anima al look e credo che un abito non è mai uguale, se gli accessori cambiano. È questa la loro forza.

Da cosa sei ispirata nelle tue collezioni? La Sicilia e la sua cultura sono fonti di ispirazione per te?

L’ispirazione per le mie collezioni la traggo dell’arte, dal cinema, dall’architettura, dai viaggi… La ricerca del bello in generale è fondamentale, stimola la fantasia aprendo la mente. La Sicilia ovviamente fa parte di quel “bello” a cui protendere. Con la mia terra ho un legame profondo e viscerale. È intrisa di colori, tradizioni, profumi che mi porto dentro e che fanno sempre parte di ciò che racconto. Una delle mie ultime collezioni si chiama “Animae”: attraverso questa, racconto la mia isola partendo dalla materia “Lavica” e ritengo che sia la mia collezione più intima e introspettiva.

Un consiglio ai giovani che vogliono intraprendere la tua stessa strada

La prima domanda che faccio sempre a chi mi chiede un consiglio è sempre la stessa: da quanto tempo pensi di fare lo stilista e perché? È fondamentale, per capire se è la scelta giusta. La forte motivazione è data dalla passione per la moda, che è la base di tutto. Scegli questo percorso e diventa il tuo lavoro solo se è la cosa che davvero desideri più di qualunque altra. I sacrifici sono talmente tanti e il percorso è talmente complicato e lungo che devi crederci con tutto te stesso perseverando sempre. È uno di quei mestieri che implica una durissima gavetta. La moda non è come molti pensano fatta solo di lustrini e feste, ma di molto altro: è fatta di sabati e domeniche lavorative, di notti intere passate in sartoria, di alti e bassi, di contratti a termine, di decine e decine di ore di lavoro, di stage non retribuiti o contratti a progetto pagati una miseria per diversi anni. Chi sceglie questo percorso deve esserne consapevole e pensarci seriamente. Chi è debole abbondona subito!

È importante avere la determinazione di andare avanti nonostante gli ostacoli e cercare di tramutare le sconfitte in opportunità e crescita, essere curiosi divorando tutto ciò che ci circonda. Bisogna avere i piedi per terra e l’umiltà di apprendere da chi ha più esperienza di noi. Tutti i sacrifici con il tempo verranno ripagati perché questa professione dà stimoli infiniti, possibilità di spaziare in tanti ambiti e offre esperienze uniche con enormi soddisfazioni. Io dico sempre che nella vita non saprei fare altro e che nessun lavoro potrebbe rendermi così felice come quello che ho scelto.

Alessandra Leone

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Sicilian style e il gioco comincia...

 

I capi in foto si possono acquistare presso il negozio "Roberta" (di Roberta Iannì)- Siracusa

Cari amici di Notabilis, benvenuti nella nuova rubrica “Sicilian Style”! Il nostro sarà un viaggio , in particolar modo nello stile siciliano a 360 gradi, dalla moda agli accessori, con curiosità e interviste agli stilisti e agli addetti ai lavori. Nella nostra bella isola sono ormai tantissime le oasi creative di artigiani pronti a mettersi in gioco in attività che riescono a rendere produttive grazie anche alle opportunità offerte dal commercio online o dalla vendita a dettaglio diffusa sul territorio. Ci sono nomi ormai noti a livello nazionale, altri che stanno nascendo o che si sono già ritagliati una piccola e sicura nicchia di mercato. Sono l’esercito della moda made in Sicily. A dettare le tendenze sulle passerelle del mondo, si sa, sono sempre le grandi menti creative, i grandi stilisti che anno dopo anno affermano la loro identità nel mondo attraverso le loro collezioni. Allora, chi meglio di Dolce e Gabbana, stilisti siculi doc, potevano lanciare una moda ispirata alla Sicilia ? Poi numerosi altri brand di fama internazionale e artigiani locali hanno saputo reinterpretare lo stile siciliano, adeguandolo alle esigenze del mercato del fashion. Quest’inverno cosa ci aspetta? Dopo un’estate in cui le strade delle città (e le passerelle) sono state invase dai colori, come il corallo, l’arancione e il giallo, spesso con fantasie che ricordavano le maioliche di Caltagirone, in questa stagione i must sono lo scozzese, il pois, il maculato e il pizzo. Molto di moda come colori il verde e il rosa nelle loro varie tonalità, dalle più tenui alle più sgargianti, oltre agli intramontabili nero e bordeaux. Una donna grintosa o romantica, di sicuro sempre chic, che fa emergere parte della propria personalità attraverso lo stile. Ma ricordiamoci una cosa… Come diceva Coco Chanel “La moda passa, lo stile resta”. Divertitevi con noi a scoprire quello siciliano!

di Alessandra Leone

Dear Notabilis friends, welcome to the new section "Sicilian Style"! Ours will be a trip, particularly in the Sicilian style 360 degrees, from fashion to accessories, with curiosity and interviews with designers and insiders. In our beautiful island we are now many creative oasis of artisans ready to get involved in activities that manage to make productive thanks to the opportunities offered by online trading or selling with diffused detail on the territory. There are names well known at the national level, others who are being born or who have already carved out a small niche market and safe. I am the fashion army made in Sicily. A dictate trends on the world's catwalks, you know, are always the great creative minds, the great designers who year after year affirm their identity in the world through their collections. So who better than Dolce and Gabbana, designers Sicilian doc, they could launch a fashion inspired by Sicily? Then numerous other internationally known brands and local artisans have been able to reinterpret the Sicilian style, adapting it to the needs of the fashion market. This winter, what awaits us? After a summer in which the streets of the city (and the boardwalks) have been invaded by the colors, such as coral, orange and yellow, often with patterns reminiscent majolica of Caltagirone, the must-have this season the Scot the polka dots, animal prints and lace. Very fashionable colors such as green and pink in their various shades, from the most subtle to the most garish, in addition to black and burgundy timeless. A woman spirited or romantic, certainly always chic, which brings out part of their personality through style. But remember one thing ... In the words of Coco Chanel "Fashion passes, style remains." Have fun with us to discover the Sicilian!

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