Valentina Sciumè: sono i dettagli a fare la differenza!

È proprio vero che la grinta, l’entusiasmo, il credere fermamente in se stessi e nei propri sogni sono elementi indispensabili in ogni lavoro e, spesso, del successo. Lo dimostra la storia della stilista Valentina Sciumè, agrigentina di nascita, giovane talentuosa cittadina del mondo, creatrice del marchio e dell’azienda "Sciumè", che ha puntato sulla qualità, l’unicità e l’originalità del prodotto. Forse proprio questa unicità, in un’era globalizzata come la nostra, è stata la carta vincente del brand. Perché non ci si vuole omologare e rischiare di sembrare una persona “fotocopia”dell’altra, ma distinguere e fare la differenza. Anche dal punto di vista dello stile, mostrando attraverso esso parte del nostro carattere. Perché, alla fine, sono i dettagli a fare la differenza!

Come ci ha svelato in questa intervista, Valentina ha avuto le idee chiare fin da subito e gli imput provenienti dall’esterno, come persone incontrate durante il suo percorso sono “pezzetti” fondamentali e unici che le hanno permesso di costruire il proprio puzzle personale. Nel suo percorso è arrivata a conoscere la direttrice di Vogue Italia Franca Sozzani e la famigerata e tanto temuta Anna Wintour, direttrice di Vogue America e icona dello stile internazionale. Ci vuole coraggio, sensibilità, attenzione, curiosità, inventiva e ovviamente un innato buongusto e carattere. Con la continua voglia di migliorare, di migliorarsi e di mettersi alla prova. Senza dimenticare mai le proprie origini, che rimangono sempre nel cuore.

Cara Valentina, ci racconti un po’ il tuo percorso? Qual è stata la strada intrapresa da Agrigento per arrivare a collaborare con stilisti del calibro di Alberto Biani e Versace?

Ho studiato a Roma all’“Accademia di Costume e di Moda”. Qualche mese prima del diploma mi sono trasferita a Milano per lavorare presso l’azienda di Alberto Biani. Un contratto di collaborazione che mi ha dato l’opportunità di crescere a livello professionale aprendomi tante strade. È iniziata così la mia gavetta, che mi ha poi dato la possibilità di lavorare in case di moda come “Costume National” e Versace. Ho avuto la fortuna di iniziare subito e da piccolina. Milano è una città che offre tanto in questo campo.

Come ti sei sentita e cosa ha significato per te essere scelta da Sara Maino, senior fashion editor di Vogue Italia, tra i Vogue Talents Edizione 2014?

Quando Sara Maino mi ha comunicato con una mail che ero stata selezionata per il “Vogue talents Corner”, ero al settimo cielo e avevo il cuore a mille. Sapevo fosse un importantissimo riconoscimento e un grande trampolino di lancio per il mio marchio. Quando ho inviato la candidatura ero consapevole di essere uno fra centinaia di brand a proporsi, ma ci credevo tantissimo. Nell’edizione del 2014 erano presenti solo tre marchi italiani tra cui il mio ed ero ancora più orgogliosa di questo traguardo. Hanno pubblicato moltissimi articoli e l’attenzione verso il mio brand è stata notevole. Vogue è “la vetrina” per eccellenza.

Era questo il sogno che avevi da piccola?

Il mio sogno fin da bambina era quello di diventare una stilista. Avevo tre anni, guardavo la tv e al telegiornale mandavano in onda spezzoni di sfilate di Versace, Armani, Valentino… Guardavo mia madre e le dicevo: “Io da grande voglio fare la stilista!”. Lei comprava tutte le riviste di moda e io trascorrevo il mio tempo a sfogliarle, cercando poi di disegnare gli abiti che mi colpivano di più. Ho sempre avuto le idee chiare. Il mio obiettivo è lavorare sodo per conquistare i miei sogni: il “Vogue talents” era uno di questi.

Da cosa è nata la scelta di occuparti esclusivamente di accessori? Sono questi che fanno la differenza, a tuo parere?

Ho sempre amato gioielli, i cappelli e in generale tutti gli accessori moda, ma è anche stata una scelta strategica sia a livello finanziario che di immagine. L’idea era un prodotto di nicchia: pezzi unici realizzati a mano fortemente di impatto, concettuali e d’avanguardia. Mi sono resa conto subito, facendo un’indagine, che la mia poteva essere una proposta diversa e nuova rispetto a quello che il mercato offriva. Credo fortemente che gli accessori facciano la differenza, riescono a dare un’anima al look e credo che un abito non è mai uguale, se gli accessori cambiano. È questa la loro forza.

Da cosa sei ispirata nelle tue collezioni? La Sicilia e la sua cultura sono fonti di ispirazione per te?

L’ispirazione per le mie collezioni la traggo dell’arte, dal cinema, dall’architettura, dai viaggi… La ricerca del bello in generale è fondamentale, stimola la fantasia aprendo la mente. La Sicilia ovviamente fa parte di quel “bello” a cui protendere. Con la mia terra ho un legame profondo e viscerale. È intrisa di colori, tradizioni, profumi che mi porto dentro e che fanno sempre parte di ciò che racconto. Una delle mie ultime collezioni si chiama “Animae”: attraverso questa, racconto la mia isola partendo dalla materia “Lavica” e ritengo che sia la mia collezione più intima e introspettiva.

Un consiglio ai giovani che vogliono intraprendere la tua stessa strada

La prima domanda che faccio sempre a chi mi chiede un consiglio è sempre la stessa: da quanto tempo pensi di fare lo stilista e perché? È fondamentale, per capire se è la scelta giusta. La forte motivazione è data dalla passione per la moda, che è la base di tutto. Scegli questo percorso e diventa il tuo lavoro solo se è la cosa che davvero desideri più di qualunque altra. I sacrifici sono talmente tanti e il percorso è talmente complicato e lungo che devi crederci con tutto te stesso perseverando sempre. È uno di quei mestieri che implica una durissima gavetta. La moda non è come molti pensano fatta solo di lustrini e feste, ma di molto altro: è fatta di sabati e domeniche lavorative, di notti intere passate in sartoria, di alti e bassi, di contratti a termine, di decine e decine di ore di lavoro, di stage non retribuiti o contratti a progetto pagati una miseria per diversi anni. Chi sceglie questo percorso deve esserne consapevole e pensarci seriamente. Chi è debole abbondona subito!

È importante avere la determinazione di andare avanti nonostante gli ostacoli e cercare di tramutare le sconfitte in opportunità e crescita, essere curiosi divorando tutto ciò che ci circonda. Bisogna avere i piedi per terra e l’umiltà di apprendere da chi ha più esperienza di noi. Tutti i sacrifici con il tempo verranno ripagati perché questa professione dà stimoli infiniti, possibilità di spaziare in tanti ambiti e offre esperienze uniche con enormi soddisfazioni. Io dico sempre che nella vita non saprei fare altro e che nessun lavoro potrebbe rendermi così felice come quello che ho scelto.

Alessandra Leone

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