Un viaggio nel tempo al Parco Minerario Floristella e Grottacalda

IlParco Minerario Floristella e Grottacalda, grande museo a cielo aperto, si estende su una vasta area situata sulla confluenza delle superstrade che collegano Enna, Piazza Armerina, Valguarnera Caropepe e Aidone.  Fu proprio questo luogo a ispirare la novella di Luigi Pirandello "Ciaula scopre la luna". Comprendendo delle aree minerarie di zolfo, oggi dismesse, è uno dei più importanti esempi di archeologia industriale del Mezzogiorno, ricco di spunti culturali e naturalistici.

L'estensione complessiva del parco, di 400 ettari (di cui 200 sono corrispondenti al nucleo di Floristella e appartengono alla Regione Siciliana, mentre gli altri 200, che costituiscono il nucleo di Grottacalda, sono di proprietà privata), permette di fare un vero viaggio nel passato, fornendo una vera e propria "stratigrafia" delle diverse epoche e dei sistemi e tecniche d'estrazione e di fusione dello zolfo. Ancora oggi possono essere visti i calcaroni (forni circolari per la fusione e separazione dello zolfo dal materiale inerte, che sono stati utilizzati industrialmente intorno al 1850), i castelletti e gli impianti dei pozzi verticali (utilizzati in epoca recente per la discesa in sotterraneo), i forni Gill (sistema più moderno per la fusione dello zolfo, costruiti verso il 1880) e le discenderie (cunicoli semiverticali utilizzati in epoca preindustriale per raggiungere il giacimento). Su un'altura si erge il Palazzo Pennisi, antica residenza della famiglia proprietaria, che domina il complesso minerario di Floristella, creando, per la sua sontuosità e ricchezza architettonica, un forte contrasto e facendo capire subito al visitatore l'estremo divario sociale dell'epoca.

L'area è raggiungibile dall'autostrada A19 Palermo-Catania, con uscita allo svincolo di Mulinello.

Alessandra Leone

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