Fare cultura al castello. 1° Edizione del Premio San Marco

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Da qualche tempo in Sicilia si assiste a un fenomeno virtuoso. Quello dei privati titolari di imprese economiche che si schierano a sostegno di iniziative volte a valorizzare il patrimonio artistico della nostra Isola per promuovere, in una dimensione di apertura internazionale, un turismo culturale di qualità.

È quanto hanno fatto i proprietari del Castello di San Marco a Calatabiano, accogliendo con generosità la proposta di istituire la prima edizione del Premio Internazionale intitolato alla prestigiosa dimora del Seicento, il cui modello pare abbia ispirato la costruzione della splendida villa di Palagonia a Bagheria in provincia di Palermo. Il Castello di San Marco è infatti situato in uno dei territori più suggestivi della Sicilia orientale, a un soffio da Taormina, dalla foce del fiume Alcantara e dalla riserva naturale di Fiumefreddo. Per la prima edizione del premio, la giuria - composta dalla scrittrice Silvana Grasso, dall’italianista dell’Università di Catania Sarah Zappulla Muscarà e dal critico teatrale e docente di storia del teatro Andrea Bisicchia - ha scelto tre personalità di spicco: Vicente Gonzales Martin (Università di Salamanca), Vincenzo Morgante (Direttore TG Regionale Rai), Giovanna Taviani (Regista e Saggista). Presentata dalla giornalista Flaminia Belfiore e arricchita dalle letture dell’attore Agostino Zumbo, la cerimonia di consegna si è svolta domenica 19 nella splendida cornice del Castello alla presenza di un parterre di giornalisti, di studiosi e accademici, di personalità della cultura e dell’arte, tra cui la celebre soprano e attrice Katia Ricciarelli. 

Pirandello e la ricorrenza dei 150 anni dalla nascita del drammaturgo agrigentino sono stati il filo rosso che ha attraversato la prima edizione del Premio San Marco. Vicente Gonzales Martin, raffinato italianista, cui si deve il merito di aver istituito a Salamanca la prima “Cattedra Sicilia” in collaborazione con l’Istituto dello Spettacolo Siciliano, ha illustrato il percorso seguito per la traduzione in spagnolo dell’opera di Stefano Pirandello “Un padre ci vuole”, pubblicata da Sarah Zappulla Muscarà e già tradotta in molte altre lingue. Giovanna Taviani ha raccontato della sua vocazione per la regia a contatto con un padre e uno zio, i fratelli Taviani, la cui filmografia è già nella Storia del cinema, e della sua partecipazione da bambina al film del 1984 Kaos sulle novelle di Pirandello. Esempio di militanza giornalistica dalla forte impronta civile e morale, Vincenzo Morgante -  esperto vaticanista autore di importanti reportage sul Giubileo del 2000 e docente di Dottrina della Chiesa - attraverso le sue collaborazioni con i più prestigiosi quotidiani nazionali, è stato in prima linea nella lotta alla mafia negli anni Novanta, periodo a cui risale la sua intervista, l’unica, a Don Pino Puglisi. A Vincenzo Morgante il premio è stato consegnato da Giuseppe Di Fazio - caporedattore del quotidiano “La Sicilia” e docente di Storia e tecnica di giornalismo all’Università di Catania - che ha parlato della crisi della carta stampata e delle nuove prospettive della professione del giornalista.

Giovanna Caggegi