Scontro U.S.A. - Sicilia: la polemica di Di Modica

"Wounded by 'Fearless Girl', creator of 'Charging Bull' wants her to move" (trad. "Ferito dalla 'Ragazza senza paura', il creatore del 'Toro che carica' vuole che venga rimossa"), questo il titolo dell'articolo uscito su The New York Times (https://mobile.nytimes.com/2017/04/12/nyregion/charging-bull-sculpture-wall-street-fearless-girl.html?smid=fb-nytimes&smtyp=cur&referer=http://m.facebook.com) nel quale torna protagonista lo scultore siciliano Arturo Di Modica. Si parla della questione legale in corso fra lo scultore di fama internazionale e la State Street Global Advisors, la società finanziaria che ha commissionato la statua "Fearless Girl", che dal 7 marzo è stata posta di fronte al "Charging Bull" a Wall Street.

Ebbene, la diatriba nasce perché l'artista siciliano rivendica i diritti d'autore sulla sua opera, non solo da un punto di vista ideologico e di significato, ma anche dal punto di vista fisico vero e proprio. L'accusa di Di Modica, infatti, è quella di avere violato il significato originario del "Charging Bull", che era stato posto al centro di Wall Street dopo il crack finanziario che ha investito gli U.S.A. nel 1980, e inoltre di avere violato lo spazio fisico della sua installazione, che è stata per così dire "invasa" dalla "Fearless Girl".

Ora, la diatriba a riguardo è stata e pensiamo continuerà ad essere molto lunga ed articolata, poiché la scelta di Di Modica di andare contro uno dei simboli più recenti del girl's power è stata molto criticata e discussa, soprattutto dopo l'insediamento di Trump alla Casa Bianca. C'è anche chi ha criticato il significato che sta dietro il "Charging Bull", poiché afferma che ormai è inadatto alla situazione attuale e che il toro sia più un simbolo di potenza/violenza e non di pace, forza, libertà e amore, come spiega Di Modica nell'intervista che ci ha rilasciato. Inoltre l'artista siciliano, a causa della querelle, è stato accusato di andare contro ciò che la "Fearless Girl" rappresenta, ovvero la forza del potere femminile e la rivalsa delle donne nel mondo del lavoro, che son poi due dei punti cardine del movimento femminista nel mondo. Di Modica risponde alle accuse, affermando che la sua opposizione all'installazione della "Fearless Girl" non va confusa con un'opposizione alla causa femminista, piuttosto ad una salvaguardia del suo lavoro e del messaggio che esso trasmette in realtà. L'artista afferma che la sua scultura doveva essere un simbolo per l'America degli anni '80, fortemente provata dal punto di vista economico, che in quel momento aveva bisogno di rivedersi come "la terra dalle mille opportunità", dove la mentalità del self made man (per citare l'articolo di Giovana Cageggi) è il motore portante di una grande Nazione.

Come andrà a finire!? La bambina e il toro si fronteggeranno ancora o diventeranno alleati? Ciò che è certo è che la statua della ragazzina che con atteggiamento spavaldo affronta l'enorme toro ha più sostenitori di quanti se ne potessero immaginare, a partire dal sindaco della Città di New York, il quale ha affermato che la statua resterà al suo posto almeno fino al prossimo International Women's Day. Dal canto suo Di Modica aveva intimato che avrebbe spostato la statua della ragazza con le sue mani se nessun'altro fosse intervenuto.

Ma quale era il vero signiificato che la statua del toro (presente anche a Shangai e Dubai o Londra) doveva avere? Nell'intervista a Di Modica del numero 1° anno VIII, acquistabile dal nostro store (http://www.notabilis.it/nota-store1/gennaio-febbraio-2017), la nostra Giovanna Caggegi lo spiega.

Francesca Brancato