Teatro alla Lettera - In Sicilia, il Teatro, è un mestiere per giovani

Teatro alla Lettera-Catania

CATANIA - A Catania i giovani universitari parlano il linguaggio dell’arte e lo fanno grazie ad una compagnia teatrale indipendente, fondata alla fine del 2016, che per mezzo di intraprendenza, energia e determinazione li ha portati a distanza di pochissimo tempo a potersi definire a tutti gli effetti una compagnia teatrale professionale. 

Si tratta di «Teatro alla lettera», ma si tratta anche di un’esigenza colmata con l’arrivo in città dell’attore siracusano e fondatore del progetto, Roberto Disma, che ha saputo, con la sua inventiva, ricucire il divario tra istituzioni e mondo del lavoro. «Al Dipartimento di Scienze Umanistiche dei Benedettini - ha raccontato Disma - c’era un gruppo di ragazzi che già da tempo partecipava a numerosi laboratori teatrali.  Trovare per loro un reale sbocco ed avviamento professionale è stato lì per lì un esperimento che ha superato di netto le aspettative. Ma è stata anche una loro volontà dare vita a un avviamento professionale che emulasse un vero e proprio tirocinio all’interno del contesto teatrale ed artistico in generale». 

Le aspettative sono state superate per via delle numerose collaborazioni che i ragazzi, nel 2016 appena ventenni, Martina Marotta, fotografa e scenografa, e gli attori Ginevra Alibrio, Francesco Fiaschi e Giulia Gulino, con il supporto musicale di Giulia Gobbi, seguite pochi mesi dopo dall’arrivo di Valentina Sinagra e Roberta Rivolo, hanno saputo stringere sul territorio. «Con la formazione appena nata abbiamo pensato di mettere in scena uno spettacolo del tutto inedito - ha spiegato l’attore - dal titolo “Il principe e il galeotto”, inserito poi nel progetto nazionale del 2017 “Sulla strada degli Etruschi”, che è stata una rappresentazione creata e realizzata dai ragazzi in tutto e per tutto, musiche comprese. Il nostro obiettivo è stato ampiamente soddisfatto, ma anche superato, grazie alla collaborazione nata con l’ONU a settembre del 2017, e l’adesione al progetto «Rete Ribelle», promosso da Generazione Ypsilon, che celebrava allo stesso tempo il 25° anniversario dell’Internet Society. Per l’occasione abbiamo dato vita ad uno spettacolo teatrale, ispirato alle storie di personaggi noti come Bill Gates e Steve Jobs, figure considerate rivoluzionarie nell’era digitale». 

Ma le iniziative e la capacità progettuale dei ragazzi non si è esaurita in quell’occasione. «Al Dendron di Valverde abbiamo diretto, insieme al titolare Valerio Valino, un ciclo di rassegne estive “Arene Granai”, andate in scena nel 2017 e 2018 e probabilmente previste anche per il 2019. Abbiamo l’intenzione di portare avanti spettacoli sul teatro civile e teatro di narrazione, d’altronde ciò che caratterizza la compagnia è anche provare a raccontare un genere teatrale poco noto nel meridione e portarlo sul palcoscenico. Ciò che cercheremo di fare, inoltre, sarà portare i nostri spettacoli anche fuori dalla Sicilia e perché no, crearci l’opportunità di promuovere una tournée, poiché, da compagnia indipendente quale siamo, speriamo di riuscire a creare nuove sinergie con delle produzioni già affermate». 


Emilia Rossitto

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