Alessia Zecchini ha conquistato un altro titolo mondiale nelle acque siciliane

Alessia Zecchini titolo mondiale apnea

«Milazzo è un posto che ho nel cuore», a raccontarsi è la pluricampionessa mondiale di apnea Alessia Zecchini. L’atleta romana venticinquenne ha instaurato con la Sicilia un rapporto speciale che porta sempre con sé. Una giovane e umile donna pronta ad offrire suggerimenti a chi come lei coltiva il sogno e l’ambizione delle competizioni sportive di apnea. L’abbiamo vista, ad aprile nella piscina comunale di Milazzo, conquistare il nuovo Record Mondiale CMAS di apnea dinamica senza attrezzi in vasca da 25 metri con la distanza di 193,01 metri, in occasione della competizione sportiva di apnea indoor 7a DugonCup. Un luogo, quello della Sicilia orientale, che Zecchini definisce molto familiare e che l’aveva vista protagonista di recente anche nel mese di settembre quando si era aggiudicata il record mondiale di apnea, con la specialità Free Immersion e 89 metri di profondità raggiunti proprio nelle acque di Capo Milazzo. Si tratta solo di alcuni dei risultati conseguiti dall’apneista che ama coltivare a 360 gradi la bellezza dell’apnea e la simbiosi con il mare che questo sport sa offrire.


Una distanza di 193,01 metri, ed un nuovo Record Mondiale CMAS di apnea dinamica senza attrezzi in vasca da 25 metri portato a casa, come ci si sente ad essere una pluricampionessa mondiale? Un'emozione che si rinnova ogni volta come fosse la prima?  

Vincere ogni volta significa non solo provare la gioia di fare un nuovo record ma anche sentire la gioia di essere soddisfatta della mia prestazione. Una gioia grandissima che si ripete ogni qual volta realizzo un record o riesco a portare a casa una bella performance come quella di Milazzo. È ancora più emozionante quando tutto questo accade davanti ad amici come i componenti del Dugongo team e Carmelo. Credo sia qualcosa di fantastico.


Le numerose competizioni alle quali hai partecipato ti hanno portata in giro per il mondo, eppure in Sicilia, in particolare a Milazzo, sei di casa. Aprile ma anche la penultima tappa nel mese di settembre che in quell'occasione ti ha vista conquistare il record di free immersion... tornare in Sicilia a distanza di pochi mesi cosa rappresenta?  

Milazzo è un posto che ho nel cuore già da parecchi anni. Ho iniziato ad allenare la profondità a Lipari con mio papà e nel corso degli anni ci siamo spostati verso Milazzo grazie al Dugongo team. Ogni qual volta io torni lì mi vengono in mente bellissimi ricordi. Ad ogni gara ho dato sempre il massimo ed ho portato a casa emozioni indescrivibili. Sin dalla prima DugonCup con 200 metri aggiudicati con delle piccole pinne di plastica e fino ad arrivare ai due record del mondo in profondità conquistati al mare a settembre: sono emozioni che si rinnovano ogni volta. Si tratta di un risultato conseguito in un’acqua, quella del mar Mediterraneo, che è molto più ostile rispetto ai mari caraibici. Sicuramente Milazzo è un posto a cui voglio molto bene e al quale sono affezionata.


Stima ed amicizia con il gruppo del Dugongo Team e con il suo presidente Carmelo Isgrò... anche in ambito sportivo è possibile fare rete e coltivare buoni rapporti? Qual è il segreto?  

Non c’è un segreto ma credo che spontaneità ed umiltà ti permettano di incontrare persone semplici e con le quali ci sia voglia di aiutarsi a vicenda e con rispetto. Questo è di sicuro quello che è successo anche a Milazzo con i componenti del Dugongo team con i quali siamo diventati amici e ci vogliamo bene. Abbiamo instaurato un legame profondo molto al di là del semplice rapporto necessario per le competizioni o che c’è tra organizzatore ed atleta. Sicuramente, però, riesco a ritrovare queste caratteristiche e questo clima in tutto il mondo. Ho amici un po’ ovunque poiché nonostante sia l’apnea uno sport individuale è molto importante l’aiuto reciproco, il gruppo e il rispetto dell’avversario.


Ci vuole determinazione e perseveranza per riuscire a conquistare ottimi risultati, tu le hai entrambe, come le hai coltivate negli anni? 

Beh, sicuramente mi definisco una ragazza molto determinata. Quando ho iniziato a praticare l’apnea, a 13 anni, in pochi mesi ero già sicura di poter fare bellissimi risultati. Ci ho creduto e ci credo fino in fondo. Ci ho creduto anche negli anni in cui ho dovuto aspettare prima di competere. La perseveranza è data proprio dalla grande passione che mi trasmette questo sport. La gioia che mi dona praticare l’apnea, specialmente in mare, ma anche vivere l’oceano con altri occhi. Tutti aspetti che non mi pesano perché mi diverto quando mi alleno, mi piace l’apnea e mi piace dare il massimo.


Come hai superato i momenti difficili? 

L’apnea mi ha aiutata a superare molti momenti difficili nel corso della mia vita. Pormi un obiettivo e volerlo realizzare mi ha portata a poter superare anche le difficoltà e i momenti, durante i quali, ciò che vedevo attorno a me era buio. Sono giunta alla conclusione che se pensiamo in positivo riusciremo sempre a trovare la strada giusta. 


Cosa consiglieresti ad un giovane pieno di sogni, aspettative e voglia di fare che sta muovendo i primi passi in questo bellissimo ma difficile mondo delle competizioni? 

Consiglio innanzitutto di migliorare la tecnica. Si deve essere belli sott’acqua, belli ed eleganti come gli animali marini. Poi suggerirei di porsi degli obiettivi, di capire cosa veramente si vuole e soprattutto di crederci fino in fondo. Sono dell’idea che con una buona dose di impegno si possa raggiungere qualunque cosa e qualsiasi risultato si desideri ottenere.



Emilia Rossitto

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