International Jazz Day torna a Siracusa per una tre giorni ricca di eventi

randisi

SIRACUSA - Una reinterpretazione del repertorio classico, le jam sessions a conclusione delle serate destinate soprattutto agli artisti ed agli studenti del territorio e poi i musicisti Riccardo Randisi, Antonio Canino, Dino Rubino e Anita Vitale per citarne solo alcuni. Si tratta solo di un parte dei tasselli che a Siracusa, quest’anno per la VI edizione, comporranno la manifestazione che ha colto l’invito del Thelonious Monk for Intercultural Dialogue Institute of jazz e di Herbie Hancock proponendo il «Sicilian in jazz & International jazz day». Una tre giorni consacrata alla musica jazz che il 27 e 28 aprile prossimi presso l’Antico Mercato di Ortigia, e giorno 30 al Teatro Comunale di Siracusa, vedranno susseguirsi sul palcoscenico numerosi professionisti. La rassegna, organizzata e promossa dall’Associazione Arca, guidata da Stefania Altavilla e dal direttore artistico Giuseppe Mandalari, alzerà il sipario con la presentazione dell’album d’esordio da solista «A waltz for you» del pianista palermitano Randisi, accompagnato da Fabrizio Giambanco al contrabbasso, Giovanni Villafranca alla batteria e dalla voce di Kate Worker. Il maestro Antonio Canino, con «Bach in jazz», si diletterà al pianoforte nel corso dell’aperitivo. Domenica 28 aprile, invece, sarà la volta di Rino Cirinnà con «Ornette Coleman e Don Cherry, a musical journey», un tributo al duo che si affermò durante gli anni Sessanta negli States. Ad accompagnare Cirinnà saranno il contrabbassista israeliano Yony Zelnik, Dino Rubino alla tromba, Sandro Zerafa alla chitarra e Paolo Vicari alla batteria. Per l’occasione durante l’aperitivo intratterrà il pubblico Nello Toscano che con «Conversazioni sul jazz» racconterà John Coltrane.

Rino Cirinnà Sicilian in Jazz

Per la serata conclusiva, prevista martedì 30 aprile al Teatro Comunale, sono già disponibili in prevendita i biglietti, dove a fare da protagonista sarà la musica della Hjo jazz Orchestra, composta dai 18 ai 20 musicisti e diretta dal maestro Sebastiano Benvenuto Ramaci. La big orchestra eseguirà alcuni brani rivisitati in chiave swing di autori come Bizet, Ravel, Verdi e Tchaikovsky. E come ciliegina sulla torta special guest dell’evento sarà la cantante siciliana Anita Vitale.

Nel corso della manifestazione sarà possibile visitare una mostra allestita in collaborazione con Officina Fotografica Siracusana che racconterà, con «Jazz shooting rewind», la passata edizione dell’evento. Partners della rassegna saranno anche il Comune di Palazzolo Acreide, il Circolo Canottieri Ortigia e i giovani studenti dell’Istituto Alberghiero Federico II di Svevia, impegnati in uno stage formativo durante tutto il corso dell’evento.

Una manifestazione che può dirsi cresciuta e arricchita nel corso delle edizioni.

«L’evento originariamente si svolgeva all’Istituto musicale Privitera - ha raccontato Mandalari - nato come un’iniziativa destinata a pochi. Sin da subito, però, è stato nostro interesse fare in modo che la manifestazione fosse aperta al territorio. Oggi sono molteplici gli interlocutori che fanno parte di questo speciale appuntamento, in un’ottica di promozione della cultura e della musica». 

Non solo International Jazz Day ma una vera e propria rassegna dedicata agli amanti del jazz.

«Abbiamo voluto creare una vera e propria rassegna -  ha concluso il direttore artistico - che accompagnasse la giornata internazionale del jazz, festeggiata in giro per il mondo il 30 aprile. Questo darà la possibilità anche alle attività commerciali di poter proporre un’offerta turistica più ampia. Nello specifico protagonisti del palcoscenico saranno numerosi artisti, prevalentemente siciliani e che ormai hanno acquisito anche fama internazionale, che si alterneranno sul filo conduttore di quest’anno: la musica classica. Per l’occasione sarà possibile assistere alla performance di una stella del panorama internazionale come Anita Vitale ma anche ascoltare i brani dei maestri Randisi o Canino, che in città è stato ospite anche delle Feste Archimedee. Ci teniamo a rimarcare ancora una volta l’importanza delle sinergie e della rete creata sul territorio: un modo per dire che non solo la manifestazione è aperta alla città ma i cittadini ne possono diventare attori. Non a caso quest’anno sarà possibile intrattenersi a fine serata con una jam session, format tipico del jazz, dove abbiamo chiamato a partecipare anche gli studenti degli Istituti musicali». 



Emilia Rossitto

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