"Giuseppe Fava, oltre il giornalismo - La pittura come documento e denuncia" - La mostra a Milano

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MILANO - Nel giorno in cui si ricorda la scomparsa di Peppino Impastato, per anni considerato un terrorista vittima del suo stesso attentato, e che oggi, invece, grazie all’impegno della madre e dell’associazione che porta il suo nome, è uno dei volti simbolo della lotta alle mafie, vogliamo segnalarvi una mostra allestita a Milano, visitabile fino all’8 giugno prossimo.

Parliamo di “Giuseppe Fava, oltre il giornalismo”, l’esposizione che offre una panoramica sulla figura del giornalista (ma non solo) siciliano Giuseppe “Pippo” Fava. Nella sua vita Fava è stato uno scrittore, giornalista, drammaturgo, saggista e sceneggiatore, ucciso da “Cosa nostra" a causa delle sue inchieste sul mondo mafioso. Fu un personaggio carismatico, apprezzato dai propri collaboratori per la professionalità e il modo di vivere semplice. Ricoprì il ruolo di direttore responsabile del Giornale del Sud e fu fondatore de I Siciliani, secondo giornale antimafia in Sicilia. Venne ucciso, nel gennaio 1984, e per quel delitto sono stati condannati alcuni membri del clan mafioso dei Santapaola. È stato il secondo intellettuale a essere ucciso da “Cosa nostra” dopo Giuseppe Impastato (assassinato il 9 maggio 1978).

Come si accennava prima, Pippo Fava non era solo un giornalista.

Chi ne conosce la storia, le opere e lo spessore intellettuale, sa che Fava era un grande scrittore, un documentarista, uno sceneggiatore, un drammaturgo. Pochi sanno, però, che egli era anche un pittore di talento. L’arte pittorica di Fava, infatti, rimane la parte meno nota della sua vasta produzione intellettuale. Le sue tele, i disegni, le incisioni, che la Fondazione Fava ha riportato alla luce, sono di una qualità eccellente e possiedono la stessa forza espressiva della scrittura e del teatro prodotti dallo stesso autore.

Queste opere saranno in mostra a Milano, dal 16 aprile fino all’8 giugno 2019, presso lo scalone monumentale della Biblioteca Sormani, sita in via Francesco Sforza 7. L’esposizione, intitolata “Giuseppe Fava, oltre il giornalismo”, è curata da Giovanna Mori, critica d’arte ed autrice della monografia “La pittura come documento, racconto e denuncia”, recentemente pubblicata in collaborazione con la Fondazione Giuseppe Fava.

Le opere pittoriche di Fava constano di oli, acqueforti e disegni, che saranno messi a disposizione del pubblico, il quale potrà, finalmente, conoscerne ed apprezzarne la forza espressiva, la qualità tecnica ed il messaggio che contengono. Le opere rispondono alla capacità dell’autore di raccontare l’umano con le sue miserie, i suoi personaggi, la violenza e la povertà. Egli ci mostra un caleidoscopio di volti, espressioni, linee, colori, tratti talvolta reali, talvolta bizzarri, quasi caricaturali. I soggetti raffigurati sono spesso le donne, i poveri, i sofferenti, gli sfruttati, ma ci sono anche l’amore e la passione.      La Sicilia è, naturalmente, centrale anche nella produzione artistica, così come lo è stata in tutta la sua produzione letteraria e giornalistica.

Della terra natia sono presenti i colori, le suggestioni, i paesaggi, le chiese, le scalinate, ma anche i personaggi scomodi, i mafiosi, che Fava descrive e ridicolizza anche nelle pitture. Dalle opere trapela il suo modo di raccontare la mafia, di sfidarla, facendo cadere quella falsa coltre di onore di cui era rivestita, ma anche lo stesso senso di ironia e sarcasmo intelligente che animava certi suoi articoli, romanzi e scritti per il teatro. Una realtà nuda e senza filtri, quella delle opere di Fava, che fa saltare all’occhio un senso di verità, l’amore smisurato per quella verità che Pippo Fava ha sempre voluto raccontare e perseguire, ad ogni costo.

L’arte di Fava è animata non solo da una grande passione, ma anche da una grande conoscenza dell’Arte stessa, come sottolinea Giovanna Mori nella sua monografia. All’interno del percorso espositivo potrete trovare anche una proiezione continua di brani della serie “I Siciliani”, del 1980, con la regia di Vittorio Sindoni e la sceneggiatura di Pippo Fava.

Infine, in alcune teche, sarà esposto del materiale d’archivio di interesse storico, che contribuirà ad arricchire la conoscenza della complessa e multi sfaccettata personalità dell’artista.

Questa mostra, frutto di un progetto di Massimiliano Scuriatti e della Fondazione Giuseppe Fava, dedicato ad Elena Fava, figlia dell’intellettuale siciliano, scomparsa nel 2015, è un tributo al grande Pippo e offrirà un ritratto completo di cosa egli ha rappresentato e rappresenta nella cultura italiana del Novecento. Una mostra che vale la pena di essere visitata, compresa ed apprezzata fino in fondo, per ricordare una grande personalità ed il suo importantissimo lavoro.


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Francesca Brancato

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