Ad Agrigento la casa di Leonardo Sciascia diventa un museo

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AGRIGENTO - A 30 anni dalla morte dello scrittore siciliano, apprezzato in tutto il mondo per alcuni capolavori come Il giorno della Civetta ed A ciascuno il suo, nasce la casa-museo di Leonardo Sciascia nella sua città natale Racalmuto in provincia di Agrigento, che da oggi andrà a far parte del percorso della "Strada degli Scrittori".

La dimora in questione si trova nel cuore del centro storico di Racalmuto, paese siciliano in cui Sciascia nasce e avvia la sua formazione. Si tratta della casa delle sue zie, a poca distanza dalla chiesa di Santa Maria del Monte e alle spalle del Teatro Regina Margherita, – teatro che per anni è stato sotto direzione artistica di Andrea Camilleri – qui Sciascia vive la sua infanzia, circondato da quelle storie che costruiranno poi la sua personalità e che ispireranno alcuni dei suoi capolavori. Ed è in questo luogo che lo scrittore, ormai affermato, torna a vivere fino al 1958 per lavorare al Consorzio dell’Ammasso del grano, prima, e a scuola, poi, come maestro. In quella via, che oggi porta il suo nome, al civico 39 verranno recapitate le lettere di numerosi colleghi illustri del calibro di Pasolini e Calvino e quelle di altri grandi intellettuali dell’epoca, lettere ancora oggi sono conservate negli archivi della Fondazione Sciascia. Questo luogo del ricordo e dell’infanzia, come accennavamo prima, sarà anche protagonista di diverse opere, tra cui Le parrocchie di Regalpetra, Gli zii di Sicilia e La Sicilia come metafora.

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Simbolo letterario, iscritta nel Registro delle Eredità Immateriali di Sicilia, proposta dall’ex sindaco, Emilio Messana, come bene culturale dello Stato, insieme agli altri luoghi di Sciascia, la casa dello scrittore resta in vendita per anni, fino a quando viene letteralmente salvata, grazie all’intervento di un privato, Pippo di Falco, intellettuale racalmutese con una grande passione per i libri, che ha conosciuto lo scrittore in passato e che ha fatto parte del consiglio di amministrazione della Fondazione che porta il suo nome. Questo privato cittadino, armato di voglia di fare e conservare, acquista la dimora per farne una casa- museo. Ha così avvio il progetto di di Falco, il cui scopo finale è quello di realizzare un grande archivio di autori ed intellettuali legati alla Sicilia. Fin tanto che questo grande progetto non verrà realizzato, all’interno della dimora si possono ammirare gli arredi originari, un patrimonio di oggetti inediti che comprende riviste e libri appartenuti a Leonardo Sciascia, a cui si aggiungono circa 80mila titoli di proprietà dello stesso di Falco.

La nuova realtà della casa-museo di Sciascia si inserisce, inoltre, come nuova tappa della "Strada degli scrittori", il percorso turistico- culturale che porta appassionati e curiosi lungo che un percorso che unisce i luoghi vissuti e narrati dai grandi autori siciliani, da Pirandello a Camilleri, da Tomasi Di Lampedusa a Sciascia, per l’appunto. A dare conferma della notizia è stato il direttore della Strada degli Scrittori, Felice Cavallaro, al termine del master che nelle scorse settimane ha visto avvicendarsi come docenti la finalista del Premio Strega Nadia Terranova, Luigi Lo Cascio, Andrea Purgatori, Pierluigi Battista, Christian Raimo, Salvo Toscano e molti altri nomi notevoli, e che per l’edizione del 2020 promette una trasformazione ambiziosa: far nascere la prima scuola estiva di scrittura in provincia di Agrigento.

La casa-museo è ad oggi un progetto in itinere, e al momento è visitabile gratuitamente, chiamando Pippo Di Falco al numero 3246893501 e prenotando una visita. Tesori come questo vanno protetti e preservati, per costruire una memoria collettiva legata al territorio, ma che sia in grado attirare anche visitatori dal resto del mondo, per un turismo di qualità che si basi principalmente sulla cultura e non esclusivamente sulle spiagge.



Francesca Brancato

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