Presentata anche a Siracusa la Stagione 2019 del Teatro Greco di Siracusa: interpreti, registi, scenografie e molto altro

SIRACUSA - Si è tenuta questa mattina, presso Palazzo Greco, la conferenza stampa di presentazione della Stagione 2019 del Teatro Greco di Siracusa. Alla presenza del sovrintendente della Fondazione INDA Antonio Calbi, del sindaco di Siracusa non che presidente della Fondazione Francesco Italia e del consigliere delegato della Fondazione Mariarita Sgarlata, sono stati illustrati alla stampa ed al pubblico i primi dettagli delle tre rappresentazioni di quest’anno.

Come vi avevamo già annunciato, i temi portanti di questa stagione sono un vero e propio ponte tra antico e moderno. Parliamo di “Donne e Guerra”, si, perché queste tematiche risultano essere onnipresenti sia nei dialoghi che nelle caratterizzazioni dei vari personaggi che si alterneranno sulla scena. Donne forti e determinate, come le protagoniste di “Lisistrata” che vietano l’amore ai propri uomini per scacciare la guerra, o come Elena, protagonista della tragedia di Euripide che porta lo stesso nome, le quali si oppongono all’uomo e alla sua costante ed ostinata propensione per il conflitto, latore di sofferenza e distruzione, come accade in “Troiane”, dove Ecuba guarda la sua città bruciare, piena di dolore e perdita della patria, degli affetti, della libertà.

Messaggi forti e quanto mai attuali, in un epoca, la nostra, nella quale gli uomini si combattono a vicenda, allontanandosi anziché collaborare, in cui i bambini e le madri vengono rimandati verso morte e distruzione, piuttosto che essere accolti e curati. Un’epoca in cui il ruolo delle donne, nonostante le numerose lotte e le vittorie ottenute, non riceve ancora il valore che giustamente si merita. Donne, madri, mogli, sorelle, come le Troiane che perdono ogni cosa, a causa di una guerra protratta in nome della bellezza, che nulla ha a che vedere con i principi più profondi dell’uomo e che tanta distruzione porta con sé.

1_Le-Troiane- Bosco Morto - Stefano Boeri

A questi si unirà il tema della natura, ripreso nelle scenografie grazie all’inserimento di alcuni elementi come l’acqua e il legno, presenti l’uno nella scenografia di “Elena”, l’altro in quella di “Le Troiane” grazie alla grande opera dell’architetto Stefano Boeri, “Bosco Morto”, che con i suoi 200 alberi vuole simboleggiare la catastrofica perdita dei 2.400 abbattuti durante il tifone che ha duramente colpito il Friuli Venezia Giulia. Il legno di questi alberi entrerà a far parte, poi, della filiera siciliana, mentre, in autunno, 1.000 alberi verranno prima affidati ai bambini siracusani, poi ripiantati, per offrire alla città ed al territorio un nuovo bosco. 

A presentare le tragedie i due registi, rispettivamente Davide Livermore per “Elena”, che sarà interpretata da Laura Marinoni, e Muriel Mayette-Holtz regista di “Le Troiane”, con un cast considerevole composto da ben 160 interpreti. Ha affermato Livermore «Ho l’onore di dirigere un’opera complessa, una tragicommedia, volutamente scritta così dall’autore stesso, che ci coinvolge in un gioco molto profondo, quasi in una dimensione onirica, dove lo spazio scenico diventa luogo di memoria, di incontri impalpabili, di naufragi, non solo fisici, e dove sarà molto presente un coro ristretto di grandi solisti».

Quella 2019 sarà una grande stagione di debutto, non solo per la rinnovata amministrazione della Fondazione INDA, ma anche e soprattutto per i numerosi registi ed interpreti che compongono il massiccio corpo dei lavori che si cela dietro le quinte delle Rappresentazioni Classiche. «Una sorta di debutto mi butto!», come ha affermato l’attrice Laura Marinoni, e come ha confermato la regista francese che si occuperà di dirigere “Le Troiane”, grande opera al femminile, la quale ha affermato «È straordinario vedere come la città di Siracusa si stia trasformando con l’avvicinarsi della messa in scena delle rappresentazioni. Si respira questa aria fatta di cultura e storia e speriamo che il pubblico sia lieto di accoglierci, così come ha già fatto la sua città».

Saremo alla presenza di spettacoli che conquistano i cuori ed emozionano le menti, espressione di una forma artistica, quella teatrale, che è condivisione, non solo con chi ci sta seduto accanto nella cavea, ma con tutti coloro che il teatro lo creano, per proporci un prodotto unico, che vale la pena vedere almeno una volta.

E, a proposito di pubblico, molto si è parlato, questa mattina, in merito ai vari progetti proposti lo scorso anno per agevolare gli ingressi a quella parte di pubblico che, non sempre, può permettersi di andare a teatro. Progetti come quello del teatro in città, che avrebbe dato la possibilità ai cittadini meno abbienti di poter godere della magnificenza del teatro classico, dislocato, per altro, in quartieri di Siracusa che necessitano di una rivalutazione. Purtroppo però, le tempistiche ristrettissime e la grande mole di lavoro non hanno consentito la realizzazione di tali propositi. Aspetteremo il prossimo anno, così che il teatro diventi davvero di tutti e per tutti.


Francesca Brancato

©riproduzione riservata 

METE - IL MUSEO DELLA MEMORIA E DEL TERRITORIO RISCHIA LA CHIUSURA

MeTe - Siculiana

AGRIGENTO - Uno spazio dove è possibile rivivere ed approfondire le vicissitudini di Garibaldi attraverso i cimeli del medico Giuseppe Basile, ripercorrere i momenti della Grande Guerra con le memorie di chi ne prese parte e molto altro ancora, oggi questa realtà, però, rischia di chiudere per mancanza di fondi. A rendere possibile un suggestivo e sui generis tuffo nel passato è il Museo della Memoria e del Territorio di Siculiana, un piccolo comune di poco più di 4.000 abitanti, in provincia di Agrigento. Una tappa che da oltre dieci anni per molti curiosi ed appassionati si è rivelata obbligatoria, e che negli ultimi cinque anni ha registrato oltre 15.000 visite uniche. La volontà di raccogliere e raccontare le memorie individuali e collettive del territorio è nata nel 2009 da un’idea dell’associazione “Leisure and tourisme”, guidata da Stefano Siracusa, che da quel momento in poi ha dato vita a numerose iniziative, con l’obiettivo, inoltre, di riqualificare un quartiere storico della piccola cittadina. Oggi questa splendida realtà, unica nel suo genere, che loro definiscono «non un semplice museo ma la voglia di riscatto sociale e culturale di una comunità che sta morendo, dove i giovani scappano e gli anziani sono costretti a fronteggiare le difficoltà socio-economiche del luogo», è minacciata dal disinteresse delle istituzione alle quali l’associazione si è appellata per poter sopravvivere. D’altro canto l’amministrazione comunale fa sapere che si impegnerà per impedire che il Museo chiuda i battenti.

«L’idea era quella di creare un museo partecipato - ha raccontato Siracusa - dalla progettazione fino ad arrivare alla realizzazione: il riscontro è stato immediato ed abbiamo ricevuto sin da subito numerose adesioni da diverse parti d’Italia. L’idea del Museo nasce anche grazie a dei workcamp, dei campi di volontariato che ogni anno l’associazione ha organizzato. Un’esperienza durante la quale si organizzavano laboratori, ma anche ricerca e catalogazione o allestimento ed attività artistiche. Questo percorso ha dato vita alla parte espositiva del museo, dove nel tempo siamo riusciti a dare ampio spazio anche a delle installazioni, come “Lo scecco che vola”, realizzate grazie alle collaborazioni dei volontari che hanno preso parte ai laboratori. Si sono susseguite, inoltre, numerose attività rivolte agli istituti comprensivi del territorio in una vera e propria ottica di riqualificazione e rigenerazione urbana». 

Un tentativo, andato in porto quando i componenti dell’associazione avevano poco più di vent’anni, con il desiderio di voler mettere in piedi una struttura che fosse anche occasione di crescita culturale per ogni interlocutore e per i cittadini stessi. 

«Il museo nasce all’interno di un quartiere che alla fine degli anni Novanta si presentava totalmente disabitato - ha spiegato Siracusa -, come i classici quartieri del                                                                                                                                                                 Mezzogiorno che ad un certo punto si sono spopolati. Il Comune ha partecipato e si è aggiudicato un finanziamento europeo che ha permesso, infine, la realizzazione del museo. Ad oggi però dall’Ente non riceviamo nessun sostegno trovandoci in grossa difficoltà».

I manufatti in esposizione partendo dal territorio e dalle storie locali, come nel caso del medico Basile, di Siculania, che curò una ferita di Garibaldi, riescono ad affrontare tematiche molto più ampie. Tutto ciò oggi è a rischio chiusura ma l’associazione cerca di continuare il proprio percorso con la determinazione dei membri e con la grande sensibilità che i privati hanno dimostro finora nei confronti di questo progetto. 

museo-della-memoria-e-mete

«Tramite le informazioni legate al territorio - ha proseguito Siracusa - riusciamo ad esaminare aspetti che spesso restano in ombra nei classici programma scolastici: come ad esempio l’influenza massonica nell’unità d’Italia. Non a caso in occasione delle iniziative rivolte alle scuole medie della provincia andiamo a raccontare i fatti, ampiamente documentati, che solitamente vengono censurati o omessi. Si narrano le vicende anche tramite il gioco e la rappresentazione teatrale. Inoltre abbiamo anche aderito ad un progetto del Ministero dell’Istruzione dedicato alla sport ed all’inclusione sociale dove siamo riusciti a coniugare arte ed un’ampia spiegazione su tradizione, folklore ed origini di Siculiana in un percorso itinerante durante il quale abbiamo sottolineato che la storia non è contenuta solo nei locali del museo ma esiste un territorio pronto a raccontarsi. Il museo, anche per queste motivazioni, non è considerato come un semplice contenitore di oggetti ma come un centro culturale dove vengono svolte diverse attività. Annessa, ad esempio, abbiamo una biblioteca, che spesso viene consultata dagli studenti, ma ci sono anche spazi dedicati alle mostre».

Un servizio pubblico, ospite di una struttura che offre servizi museali essenziali, attività correlate e molto altro e che necessita di una soluzione efficace che salvaguardi il museo dopo dieci anni di progetti e di sacrifici. 

«Siamo sicuramente favorevoli alle iniziative che le associazioni portano avanti a Siculiana - ha affermato il sindaco, Leonardo Lauricella -, in particolar modo quando sanno coniugare promozione del territorio e delle tradizioni. Abbiamo molto apprezzato il lavoro che ha fatto l’associazione con il Museo e stiamo cercando di trovare il canale giusto per venire incontro alle loro esigenze. Probabilmente stipuleremo una convenzione nella quale l’associazione svolgerà dei servizi e noi ci impegneremo a sostenerli, nei limiti delle possibilità del nostro bilancio, anche economicamente. Si tratta di un valore aggiunto per la nostra comunità sia da un punto di vista economico che culturale motivo per cui l’amministrazione intenderà sostenere questo progetto».





Emilia Rossitto

©riproduzione riservata 

Palazzo Nicolaci ospiterà la mostra "ATTRAZIONI" dell'artista Judyta Krawczyk

ATTRAZIONI - Judyta Krawczyk - Noto - Palazzo Nicolaci

SIRACUSA - Domenica 14 aprile a Noto, ai Bassi del Palazzo Nicolaci, prende il via la pluriennale rassegna artistica “Percorsi di NOTOrietà”, promossa da Studio Barnum Contemporary con il Patrocinio del Comune di Noto. L’edizione 2019, curata da Vincenzo Medica, che nel 2002 ha ideato il progetto, con l’intenzione di portare alla luce talentuosi artisti, ancora poco conosciuti, si apre con la mostra ATTRAZIONI, con i singolari ritratti dipinti, di piccolo formato, che l’artista Judyta Krawczyk, originaria di Varsavia, ma innamorata della Sicilia e di Noto, presenterà per la prima volta al pubblico siciliano. La mostra sarà visitabile fino al 12 maggio, tutti i giorni compresi i festivi, dalle 11 alle 19, ad ingresso libero.

 «Da adolescente, ho visto il film “Il postino” del 1994. Ho sentito un'insolita vicinanza con il luogo e l'atmosfera di questo film. Con calma leggera e metafisica. Un forte desiderio di trasferirsi per vivere lì» dichiara Judyta. «Il mio meraviglioso marito Grzegorz - un poeta e musicista - mi ha portato qui. Si può dire che la Sicilia ha unito i nostri cuori con l'arte e la bellezza. Ed è stata una scelta eccellente! La Sicilia non può essere paragonata a nessun altro posto al mondo. Per me è l'inizio del mondo! Qui mi sento libera. Vedo anche e sento il bisogno e l'amore della libertà nei  miei nuovi vicini Siciliani e questo è grandioso. Nella mia pittura, creo un legame con l'immagine, solo attraverso un senso di assoluta devozione nei suoi confronti. Per me, la pittura è una dimensione diversa di fare l'amore. Nei volti delle persone che amo dipingere si rispecchiano i veri sentimenti. Tutta la libertà umana e la schiavitù. gioia e tristezza. potere e debolezza. Tutte queste cose che ci fanno sentire come se fossimo veramente o che volessimo essere ....».

«Ho scelto il ritratto - afferma la’rtista - perché nessuna faccia è uguale all’altra, nessun uomo è simile all'altro. Non mi piace la ripetizione, la meccanica nell'arte. Il contatto con un altro essere umano attraverso un ritratto dà l'opportunità di catturare "quell'altro"».

Maggiori informazioni su  https://www.facebook.com/events/767849800268120/?ti=icl

©riproduzione riservata

LA “CROCIFISSIONE DI S. ANDREA” A SIRACUSA, MA È SOLO UNA COPIA

Crocefissione-di-santAndrea-Caravaggio

SIRACUSA - Era giunta la notizia dell’imminente arrivo nella città aretusea dell’inestimabile dipinto “La crocifissione di S. Andrea” attribuito al grande Michelangelo Merisi detto Caravaggio. L’opera, doveva giungere in Sicilia direttamente dal Museo di Cleveland in Ohio, negli U.S.A., ed essere il fulcro di una mostra, curata dalla Soprintendenza di Siracusa e dall’assessorato regionale ai Beni Culturali. Ebbene, l’opera che giungerà a per essere messa in mostra non sarà l’originale di Cleveland, come era stato precedentemente annunciato dall’organizzazione dell’evento e dal Comune, bensì una copia delle tre esistenti, proveniente dalla collezione privata Spier di Londra, e ancor prima appartenuta alla Back Vega di Vienna.

Il dipinto dialogherà con il celebre “Seppellimento di S. Lucia”, posto come sappiamo, sull’altare maggiore della Chiesa di S. Lucia alla Badia sita in Piazza Duomo, nel cuore di Ortigia. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 10 gennaio 2020 e vedrà protagonisti Caravaggio ed il suo amico Mario Minniti, che lo accompagnò durante il suo soggiorno siracusano. L’esposizione prevederà un percorso itinerante che dalla sale della Soprintendenza, nelle quali sarà esposta l’opera “ospite”, porterà a quelle dell’Arcivescovado, che ospiteranno invece le opere di Minniti. 

L’esposizione sarà inaugurata il 13 aprile prossimo e ha già fatto un gran parlare di sé.

Si, perché in un primo momento era stata diramata la notizia dell’arrivo dell’opera di Cleveland, con tanto di annunci ufficiali e manifesti, che poi però sono stati prontamente corretti con la notizia odierna. La cosa non solo ha creato scandalo, ma ha nuovamente acceso l’interesse del pubblico e degli addetti ai lavori sullo stato di conservazione precario del dipinto del Caravaggio nostra, con protagonista la Santa Patrona di Siracusa.

Seppellimento di S. Lucia - Caravaggio - Siracusa

L’opera è risalente all’ultimo periodo di attività dell’artista, presenta “una novità pari solo alla semplicità con cui è concepito”, così come disse Cesare Brandi, e da otto anni è lasciata in condizioni conservative ed espositive che hanno focalizzato le critiche del mondo dell’arte e del restauro. Era il 2011 quando il dipinto fu trasferito, allora si disse provvisoriamente, nella chiesa di Santa Lucia alla Badia dove oggi si trova, dalla chiesa di Santa Lucia extra moenia, nel quartiere della Borgata, la quale non rispecchiava i parametri termoigrometrici. Solo a distanza di qualche anno si sarebbe appreso, però, che anche la chiesa in cui era stato trasferito, in piazza Duomo, presenta valori di temperatura e umidità relativa che superano il limite, con percentuali anche del 100%, secondo i dati rilevati dal monitoraggio microclimatico effettuato dal Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro (CRPR) di Palermo, che ha analizzato entrambe le chiese. In occasione della conferenza tenutasi il 18 maggio 2017 presso Il Museo Regionale di Palazzo Bellomo questi dati sono stati resi pubblici. 

Le critiche mosse in merito all’esposizione dell’opera riguardano il fatto che la stessa si trova addossata alla legittima pala d’altare, il “Martirio di Santa Lucia”. Mentre, per quanto riguarda le critiche mosse verso lo stato conservativo, queste hanno origine dell’intervento di Franco Fazzio, che aveva preso parte alle indagini diagnostiche condotte nel 2006 dal CRPR, in sinergia con il dipartimento di Fisica dell’Università di Palermo. Al restauratore era stato possibile rilevare anche una macchia sospetta sul retro della tela. «Il dipinto di Caravaggio» - aveva spiegato Fazzio a Siracusa - «è stato restaurato presso l’ex ICR di Roma, tra gli anni 1972-79, e rintelato con la tecnica definita “classica”, poiché basata sull’utilizzo di materiali tradizionali, quasi esclusivamente di natura organica[…]Queste, in condizioni microclimatiche ideali costituiscono un perfetto terreno di coltura per lo sviluppo di microrganismi, in particolare da parte di spore fungine. I valori non ottimali rilevati nella chiesa offrono seri spunti per un attacco da agenti biodeteriogeni, che avrebbero come terreno di coltura l’opera del Caravaggio e da questo la facile propagazione al dipinto subito dopo retrostante, vittima di un microclima ad effetto serra».

Si tratterebbe quindi di una situazione che comprometterebbe non una, ma ben due opere d’arte allo stesso tempo. La Soprintendenza di Siracusa ha fatto presente che accetterà di sottoporre l’opera ed il sito ad ulteriori controlli, per verificarne l’idoneità. Nel frattempo uno dei tesori artistici dell’umanità, l’opera che tutto il mondo ci invidia, sta subendo gli attacchi del tempo, senza alcun tipo di tutela. Speriamo solo che si rimedi al più presto e che l’opera non venga trasferita, per mai più fare ritorno.




Francesca Brancato

©riproduzione riservata

International Jazz Day torna a Siracusa per una tre giorni ricca di eventi

randisi

SIRACUSA - Una reinterpretazione del repertorio classico, le jam sessions a conclusione delle serate destinate soprattutto agli artisti ed agli studenti del territorio e poi i musicisti Riccardo Randisi, Antonio Canino, Dino Rubino e Anita Vitale per citarne solo alcuni. Si tratta solo di un parte dei tasselli che a Siracusa, quest’anno per la VI edizione, comporranno la manifestazione che ha colto l’invito del Thelonious Monk for Intercultural Dialogue Institute of jazz e di Herbie Hancock proponendo il «Sicilian in jazz & International jazz day». Una tre giorni consacrata alla musica jazz che il 27 e 28 aprile prossimi presso l’Antico Mercato di Ortigia, e giorno 30 al Teatro Comunale di Siracusa, vedranno susseguirsi sul palcoscenico numerosi professionisti. La rassegna, organizzata e promossa dall’Associazione Arca, guidata da Stefania Altavilla e dal direttore artistico Giuseppe Mandalari, alzerà il sipario con la presentazione dell’album d’esordio da solista «A waltz for you» del pianista palermitano Randisi, accompagnato da Fabrizio Giambanco al contrabbasso, Giovanni Villafranca alla batteria e dalla voce di Kate Worker. Il maestro Antonio Canino, con «Bach in jazz», si diletterà al pianoforte nel corso dell’aperitivo. Domenica 28 aprile, invece, sarà la volta di Rino Cirinnà con «Ornette Coleman e Don Cherry, a musical journey», un tributo al duo che si affermò durante gli anni Sessanta negli States. Ad accompagnare Cirinnà saranno il contrabbassista israeliano Yony Zelnik, Dino Rubino alla tromba, Sandro Zerafa alla chitarra e Paolo Vicari alla batteria. Per l’occasione durante l’aperitivo intratterrà il pubblico Nello Toscano che con «Conversazioni sul jazz» racconterà John Coltrane.

Rino Cirinnà Sicilian in Jazz

Per la serata conclusiva, prevista martedì 30 aprile al Teatro Comunale, sono già disponibili in prevendita i biglietti, dove a fare da protagonista sarà la musica della Hjo jazz Orchestra, composta dai 18 ai 20 musicisti e diretta dal maestro Sebastiano Benvenuto Ramaci. La big orchestra eseguirà alcuni brani rivisitati in chiave swing di autori come Bizet, Ravel, Verdi e Tchaikovsky. E come ciliegina sulla torta special guest dell’evento sarà la cantante siciliana Anita Vitale.

Nel corso della manifestazione sarà possibile visitare una mostra allestita in collaborazione con Officina Fotografica Siracusana che racconterà, con «Jazz shooting rewind», la passata edizione dell’evento. Partners della rassegna saranno anche il Comune di Palazzolo Acreide, il Circolo Canottieri Ortigia e i giovani studenti dell’Istituto Alberghiero Federico II di Svevia, impegnati in uno stage formativo durante tutto il corso dell’evento.

Una manifestazione che può dirsi cresciuta e arricchita nel corso delle edizioni.

«L’evento originariamente si svolgeva all’Istituto musicale Privitera - ha raccontato Mandalari - nato come un’iniziativa destinata a pochi. Sin da subito, però, è stato nostro interesse fare in modo che la manifestazione fosse aperta al territorio. Oggi sono molteplici gli interlocutori che fanno parte di questo speciale appuntamento, in un’ottica di promozione della cultura e della musica». 

Non solo International Jazz Day ma una vera e propria rassegna dedicata agli amanti del jazz.

«Abbiamo voluto creare una vera e propria rassegna -  ha concluso il direttore artistico - che accompagnasse la giornata internazionale del jazz, festeggiata in giro per il mondo il 30 aprile. Questo darà la possibilità anche alle attività commerciali di poter proporre un’offerta turistica più ampia. Nello specifico protagonisti del palcoscenico saranno numerosi artisti, prevalentemente siciliani e che ormai hanno acquisito anche fama internazionale, che si alterneranno sul filo conduttore di quest’anno: la musica classica. Per l’occasione sarà possibile assistere alla performance di una stella del panorama internazionale come Anita Vitale ma anche ascoltare i brani dei maestri Randisi o Canino, che in città è stato ospite anche delle Feste Archimedee. Ci teniamo a rimarcare ancora una volta l’importanza delle sinergie e della rete creata sul territorio: un modo per dire che non solo la manifestazione è aperta alla città ma i cittadini ne possono diventare attori. Non a caso quest’anno sarà possibile intrattenersi a fine serata con una jam session, format tipico del jazz, dove abbiamo chiamato a partecipare anche gli studenti degli Istituti musicali». 



Emilia Rossitto

© riproduzione riservata

L' OFFICINA DELL’ ORCA ad Alì Terme a 100 anni dalla nascita di Stefano D' Arrigo

Officina dell'Orca_Alì Terme_Stefano D'Arrigo

L’iniziativa, denominata “Officina dell’Orca” dal titolo del celebre romanzo di Stefano D' Arrigo Horcynus Orca, prevede l’organizzazione di una residenza creativa della durata di due giorni, dal 12 al 14 aprile, di scrittori presso il paese di Alì Terme, città natale del grande scrittore. Si tratta di un vero laboratorio aperto in cui, in stretta correlazione con il territorio, sei scrittori ospiti nel paese,  si immergeranno nell' anima dei luoghi, per raccontarli, ognuno secondo la propria cifra stilistica. Da questa esperienza scaturirà la redazione di un volume di racconti, ispirati ai luoghi dell’”Horcynus Orca”, che verrà pubblicata poi nella collana Topografie dell'anima, curata da Fulvia Toscano per Historica Edizioni. 

Gli scrittori ospiti saranno: Massimo Barilla, Marinella Fiume, Clelia Lombardo, Milena Romeo, Alberto Samonà e Vincenzo Tripodo, i quali più volte, durante il loro soggiorno, incontreranno gli abitanti del paese, ascolteranno e ausculteranno i luoghi, si confronteranno, anche pubblicamente, sulla loro scrittura e sul loro rapporto con il capolavoro “darrighiano”. 

 L’iniziativa è promossa da Naxoslegge e Pro loco di Alì Terme, e fortemente  sostenuta  dal Comune di Alì Terme, nell’ambito del calendario di eventi dedicato al centenario dalla nascita di Stefano D’Arrigo. Collaboreranno a vario titolo La Comunità Educante delle Figlie di Maria Ausiliatrice e il Circolo di cultura “Micio Garufi”.

 Il programma della due giorni, tra i diversi  appuntamenti, prevede anche visite guidate presso i siti particolari del territorio di Alì Terme, tra i quali: le Terme di “Granata Cassibile”, la batteria militare “Margottini”, con vista panoramica sull’imbocco dello Stretto di Messina, la casa natale di Stefano D’Arrigo, un passaggio alle, poco note, miniere e per concludere un giro in barca in visita al capo Alì. 

Questi sono tutti i luoghi da cui i partecipanti all’iniziativa potranno prendere spunto per le loro narrazioni che avranno, come suggerito, una cifra diversa, un taglio coerente ai diversi approcci, con un filo conduttore unico: leggere i luoghi, abitarne l'anima, raccontarli, per consegnare ai futuri viaggiatori la percezione profonda, ripensata e rimeditata, di un proprio viaggio, che è anche un viaggio nella straordinaria opera di D'Arrigo, genius loci, presente/assente, che la sua città natale vuole ricordare ed onorare.

©riproduzione riservata

Una rosa per un libro, la tradizione di San Giorgio arriva a Siracusa

Una rosa un libro per San Giorgio a Siracusa

SIRACUSAApproda anche a Siracusa la tradizione catalana che vuole che nel giorno di san Giorgio, il 23 aprile– proclamato dall’Unesco nel 1995 Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore-, un uomo regali alla sua amata una rosa rossa venendo ricambiato con il dono di un libro. 

“San Giorgio, una rosa e un libro” è il progetto - ideato e diretto dal giornalista Aldo Mantineo - che per cinque giorni, dal 23 al 27 aprile, vedrà in programma una serie di incontri e manifestazioni di diverso genere che avranno come filo conduttore il libro e la lettura più in generale. 

L’iniziativa è promossa dall'assessorato alle Politiche culturali del Comune, d’intesa con la Confcommercio, e sarà gemellata con quella analoga che si svolgerà ad Alessandria rafforzando così il legame creato con il progetto “Aperto per cultura”.

Nei cinque giorni della manifestazione le librerie aderenti al progetto verranno animate da incontri con gli autori, reading letterari, laboratori di scrittura e lettura, presentazioni di libri promossi d’intesa con le case editrici partecipanti. 

La giornata inaugurale di martedì 23 sarà connotata in maniera più decisa dal legame con il territorio. Infatti, a chiunque quel giorno acquisterà un libro di un autore siracusano, o edito da una casa editrice siracusana, o che abbia come elemento portante Siracusa, i librai regaleranno una rosa rossa. Ciò grazie al coinvolgimento attivo nell’iniziativa di Federfiori, il sindacato provinciale dei fiorai di Confcommercio.

© riproduzione riservata

  

/ Print Friendly and PDF

"Donne e Guerra" - Presentata a Roma la nuova stagione dell'INDA

ROMA - Dal 9 maggio al 6 luglio prossimi, il Teatro Greco di Siracusa ospiterà la 55° Stagione del Teatro Greco di Siracusa, che sarà dedicata interamente al mondo femminile, a partire dall’ Elena di Euripide, fino ad arrivare alla Lisistrata di Aristofane.

conferenza stampa INDA Roma - MIBAC

Nei giorni scorsi il cartellone della Stagione 2019 è stato presentato a Roma, in occasione di una conferenza stampa, che si è tenuta presso la Sala Spadolini del Collegio Romano, sede del Ministero per i Beni e delle Attività Culturali in Roma. In quell’occasione sono intervenuti il ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli, il sindaco di Siracusa nonché presidente della Fondazione INDA Francesco Italia, il nuovo consigliere delegato della Fondazione Maria Sgarlata, il sovrintendente della Fondazione Antonio Colbi ed alcuni dei protagonisti di questa Stagione 2019: i registi Muriel Mayette (Troiane di Euripide) e Tullio Solenghi (Lisistrata di Aristofane), Stefano Boeri (autore del progetto scenico delle Troiane) e, infine, l’attrice Maddalena Crippa (Ecuba in Troiane). Sono state illustrate le tre produzioni, con 48 repliche, oltre 100 attori coinvolti, i due eventi unici con Luca Zingaretti e Ludovico Einaudi e tanti altri eventi collegati fra i quali tre mostre, un processo simulato, quattro lezioni magistrali e, infine, il Festival Internazionale dei Giovani nel Teatro di Akrai.

Il ministro Bonisoli «Con “Donne e Guerra” INDA propone, quest’anno, una stagione coraggiosa ed importante ed offre una chiave attualissima per raccontare il ruolo della donna, inoltrandosi nelle follie e nei limiti angusti di un mondo, troppo spesso, pensato e declinato solo al maschile».

Presente anche Francesco Italia, sindaco di Siracusa, il quale ha affermato come, a poco più di un mese dall’inizio delle rappresentazioni, sia importante, ancora oggi, a distanza di millenni, porre l’accento su alcune iniziative ormai patrimonio di un’intera comunità e di tutti noi. Attività, questa, che la Fondazione INDA svolge egregiamente da più di 100 anni, con il solo scopo di promuovere la cultura in una delle sue forme più antiche, ma sempre molto attuali. Per la Stagione 2019, infatti, sono state scelte tematiche odierne, come quella antimilitarista, con la sua condanna di tutti i conflitti, fatti di corpi e volti trasfigurati dal dolore, e nei quali si alzano forti le voci delle donne, protagoniste della seconda tematica. Altro tema, quello femminile, dove troviamo personaggi e figure che si oppongono fortemente contro ogni forma di violenza. Le donne sono come maschere di dolore, volti che rivediamo ancora oggi sulle nostre coste, negli occhi delle madri che lasciano i propri figli alla benevolenza del Mar Mediterraneo e su tutti coloro che, quotidianamente, sono segnati dai conflitti.

manifesto INDA 2019 - Teatro Greco Siracusa 55° edizione

Donne, come Maria Sgarlata, neoeletta consigliere delegato della Fondazione, la quale ha sottolineato come, mai come quest’anno, la genesi della Stagione abbia rappresentato un vero e proprio work in progress, iniziato ad aprile dello scorso anno. «Il fil rouge che unisce le tre produzioni di quest’anno è senz’altro l’Elena nella versione di Euripide - ha affermato - dove, prima la guerra di Troia, inutile e dal tragico esito, poi la figura della donna, plasmata dall’uomo senza che ne emerga la sua vera natura, si fanno specchio dell’agire umano e delle violenze alle quali porta. Altro aspetto importante il forte legame che l’Elena ha con la Sicilia, poiché Euripide rielabora il mito attingendo da un siciliano, stesicoro di Himera, al quale si deve l’idea che a Troia Elena sarebbe andata solo come immagine, rimanendo fisicamente in Egitto[…]Tutte le opere in cartellone quest’anno, sono impregnate di un forte antimilitarismo espresso con le voci di quelle donne che, attraverso le pareti del tempo, arrivano forti e chiare fino a noi per gridare he ledono sono le prime vittime dei ogni conflitto, che ogni guerra si fa sempre per un’illusione e che ogni sforzo è lecito per il conseguimento della pace».

Infine, l’intervento di Antonio Colbi, sovrintendente della Fondazione, il quale ha posto l’accento sul fatto che quest’anno non si parla più di ciclo o di Festival, bensì di Stagione, poiché il termine ha un’accezione più ampia e sta ad indicare un programma più articolato, organico, con possibili appuntamenti anche lungo il corso dell’interno anno, come è stato con lo spettacolo di e con Davide Enia L’abisso, andato in scena lo scorso inverno, o come sarà lo spettacolo che andrà in scena in occasione dei diplomi del terzo anno di corso dell’Accademia Nazionale del Dramma Antico, che sarà diretto da Massimo de Michele.

Stagione, quella del 2019, che promette appuntamenti degni di nota anche al termine delle rappresentazioni classiche, ma dei quali vi parleremo meglio prossimamente.



Francesca Brancato

©riproduzione riservata

A Siracusa torna l'iniziativa 100mila Artisti per il Cambiamento

Piazza_Archimede_-_Fontana_di_Diana_(Siracusa,_Sicilia)_100mila_artisti_per_il_cambiamento_

SIRACUSA - Giunge alla seconda edizione siracusana, il Premio Internazionale «Centomila Artisti per il Cambiamento» che, oltre alla promozione della cultura e della bellezza in tutte le sue espressioni, si prefigge di confermare il ruolo prestigioso della città di Siracusa come capitale culturale internazionale e, in modo specifico, del Mediterraneo. Il Premio nella sua edizione del 2019 presenta due sezioni in concorso: POESIA INTERNAZIONALE CONTEMPORANEA e LINGUAGGI MULTIMEDIALI. Queste categorie sono aperte ad accogliere produzioni in tutte le lingue parlate nel bacino del Mediterraneo. La storia linguistica del Mediterraneo, come sappiamo, è paradigma della coesistenza di comunità linguistiche molto diverse.

Nel nostro mare, infatti, confluiscono lingue appartenenti a diverse famiglie linguistiche: quella indoeuropea, rappresentata dalle lingue romanze, dalle lingue slave meridionali, dal greco e dall’albanese; la famiglia afroasiatica, rappresentata dalle lingue semitiche (con l'ebreo e l'arabo, principalmente) e dall’amazic o berbero con le sue varianti; la famiglia altaica, con il turco come rappresentante più significativo; le lingue inglese e francese che, dato il corso di vari processi storici, sono attualmente lingue ufficiali parlate in varie nazioni mediterranee. 

“Ci attendiamo, dunque, un’ampia partecipazione di Artisti” – afferma la prof.ssa Ella Ciulla, organizzatrice del Premio -  “sempre con lo scopo di incrementare gli interscambi culturali tra le varie realtà del Mediterraneo, all’insegna della pace, della fratellanza e della solidarietà. In particolare  modo il Premio ha l’evidente finalità di promuovere, attraverso l’arte e la cultura della pace e della bellezza, l’allontanamento di tutte le forme di discriminazione umana e sociale”. L’iniziativa è portata avanti in collaborazione con il Comitato Culturale Sicilia Est, costituito dall’unione delle più autorevoli associazioni e club service internazionali presenti sul territorio della Sicilia orientale.  Per quanto riguarda invece le tematiche scelte per l’anno in corso, gli argomenti designati sono: 


  • La Pace: realtà o utopia;  

  • One world, one people: la fratellanza umana; 

  • l’Amore, cos’è?

Dati i nobili scopi che l’iniziativa persegue non resta che partecipare, numerosi, offrendo il proprio personale contributo entro il 31 MAGGIO 2019.


INFO PREMIO:

Sezioni del concorso:

POESIA CONTEMPORANEA

  • Poesia in LINGUA ITALIANA

  • Poesia in LINGUA INGLESE

  • Poesia in LINGUA FRANCESE

  • Poesia in LINGUE MEDITERRANEE                                           

LINGUAGGI MULTIMEDIALI

  • Cortometraggi audiovisivi

  • Docu-film

  • Spot

Temi:

  • 1.La Pace: realtà o utopia;

  • 2. One world, one people: la fratellanza umana;

  • L’Amore, cos’è?

Premi (per ciascuna sotto-sezione):

POESIA CONTEMPORANEA:

Primo classificato: pubblicazione gratuita a cura della Casa Editrice «Morrone Editore» - Siracusa LINGUAGGI MULTIMEDIALI:

Primo classificato: premio in denaro di  € 250,00


Per INFO: https://www.concorsiletterari.it/concorso,8621; https://youtu.be/kosNkh4OWnw

Scrivere all’indirizzo mariacaterina.ciulla@istruzione.it

Oppure chiamare al 348-3860655.



Francesca Brancato

©riproduzione riservata 

Teatro alla Lettera - In Sicilia, il Teatro, è un mestiere per giovani

Teatro alla Lettera-Catania

CATANIA - A Catania i giovani universitari parlano il linguaggio dell’arte e lo fanno grazie ad una compagnia teatrale indipendente, fondata alla fine del 2016, che per mezzo di intraprendenza, energia e determinazione li ha portati a distanza di pochissimo tempo a potersi definire a tutti gli effetti una compagnia teatrale professionale. 

Si tratta di «Teatro alla lettera», ma si tratta anche di un’esigenza colmata con l’arrivo in città dell’attore siracusano e fondatore del progetto, Roberto Disma, che ha saputo, con la sua inventiva, ricucire il divario tra istituzioni e mondo del lavoro. «Al Dipartimento di Scienze Umanistiche dei Benedettini - ha raccontato Disma - c’era un gruppo di ragazzi che già da tempo partecipava a numerosi laboratori teatrali.  Trovare per loro un reale sbocco ed avviamento professionale è stato lì per lì un esperimento che ha superato di netto le aspettative. Ma è stata anche una loro volontà dare vita a un avviamento professionale che emulasse un vero e proprio tirocinio all’interno del contesto teatrale ed artistico in generale». 

Le aspettative sono state superate per via delle numerose collaborazioni che i ragazzi, nel 2016 appena ventenni, Martina Marotta, fotografa e scenografa, e gli attori Ginevra Alibrio, Francesco Fiaschi e Giulia Gulino, con il supporto musicale di Giulia Gobbi, seguite pochi mesi dopo dall’arrivo di Valentina Sinagra e Roberta Rivolo, hanno saputo stringere sul territorio. «Con la formazione appena nata abbiamo pensato di mettere in scena uno spettacolo del tutto inedito - ha spiegato l’attore - dal titolo “Il principe e il galeotto”, inserito poi nel progetto nazionale del 2017 “Sulla strada degli Etruschi”, che è stata una rappresentazione creata e realizzata dai ragazzi in tutto e per tutto, musiche comprese. Il nostro obiettivo è stato ampiamente soddisfatto, ma anche superato, grazie alla collaborazione nata con l’ONU a settembre del 2017, e l’adesione al progetto «Rete Ribelle», promosso da Generazione Ypsilon, che celebrava allo stesso tempo il 25° anniversario dell’Internet Society. Per l’occasione abbiamo dato vita ad uno spettacolo teatrale, ispirato alle storie di personaggi noti come Bill Gates e Steve Jobs, figure considerate rivoluzionarie nell’era digitale». 

Ma le iniziative e la capacità progettuale dei ragazzi non si è esaurita in quell’occasione. «Al Dendron di Valverde abbiamo diretto, insieme al titolare Valerio Valino, un ciclo di rassegne estive “Arene Granai”, andate in scena nel 2017 e 2018 e probabilmente previste anche per il 2019. Abbiamo l’intenzione di portare avanti spettacoli sul teatro civile e teatro di narrazione, d’altronde ciò che caratterizza la compagnia è anche provare a raccontare un genere teatrale poco noto nel meridione e portarlo sul palcoscenico. Ciò che cercheremo di fare, inoltre, sarà portare i nostri spettacoli anche fuori dalla Sicilia e perché no, crearci l’opportunità di promuovere una tournée, poiché, da compagnia indipendente quale siamo, speriamo di riuscire a creare nuove sinergie con delle produzioni già affermate». 


Emilia Rossitto

©riproduzione riservata

Ciclopica: la grande Arte Scultorea a Siracusa

SIRACUSA - A partire da ieri, 27 Marzo, fino al 30 ottobre 2019, nell’Isola di Ortigia dimoreranno alcune delle opere appartenenti alla grande scultura internazionale: da Rodin a Koons, da Giacometti a Chia.

ciclopica_siracusa_ortigia_convento_san_francesco

Parliamo di “CICLOPICA”, esposta all’interno delle sale dell’Ex Convento S. Francesco di Siracusa. Una Mostra inedita curata da Vincenzo Sanfo e organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Siracusa in collaborazione con Sicilia Musei e Diffusione Italia International Group. L’esposizione rappresenta una grande panoramica di capolavori della scultura a cavallo tra due secoli, con opere che vanno dalla fine dell’800 ai nostri giorni.

Il percorso espositivo inizia con un’anticipazione sulle direzioni della scultura universale, con tre esempi che racchiudono le linee generali del percorso che la scultura ha avuto nel corso del tempo, attraverso una testa di Buddha in pietra proveniente dalla Cina, una scultura ellenistica e un gruppo di antiche sculture africane utilizzate come maschere rituali. La mostra ha tra le sue peculiarità anche quella di rappresentare la varietà estrema dei materiali. Oltre ai più tradizionali marmo e bronzo, infatti, vi troveremo materiali inconsueti come la carta, la terracotta, il poliuretano, la plastica, la vetroresina, che indicano come il mondo artistico prenda ispirazione davvero da tutto ciò che ci circonda.

A questi aspetti, si aggiunge l’elenco dei maestri presenti in mostra, che è lunghissimo e comprende artisti del calibro di Auguste Rodin, presente con un bozzetto dei Borghesi di Calais, sino a due straordinari capolavori di Alberto Giacometti, lo scultore che si è aggiudicato la più alta cifra battuta ad un’asta per una scultura, passando poi per Marino Marini, Jeff Koons, Mimmo Paladino, Arman, Pablo Picasso, Salvador Dalì, Fontana, Asger Jorn, Mainolfi, Henry Moore e molti altri.

Con più di cento opere esposte, Ciclopica è una delle più importanti e ricche mostre di sculture mai organizzate in Sicilia .

Tra le sculture in mostra si potranno ammirare quelle di Sebastian, il più grande scultore messicano vivente, erede della monumentalità di Diego Rivera, che con le sue sculture ambientali ha lasciato un segno all’interno dell’arte contemporanea. Dal grande al piccolo, con le teste dei Guerrieri di Xian, rivisitate dalla grande artista cinese Zhang Hongmei, ormai un must internazionale, contese come sono dai collezionisti di tutto il mondo, fino ad opere di artisti ingiustamente caduti nell’oblio, come il capolavoro di Mario Giansone, scultore poco noto al grande pubblico, ma che vantava tra i suoi affezionati collezionisti personalità come Gianni Agnelli, presente  in mostra con “La Pietra dell’Amore”. In mostra sono presenti anche artisti italiani come: Franco Garelli, fra i protagonisti della scultura italiana degli anni sessanta affiancato, personalità come Arnaldo Pomodoro, Floriano Bodini, Giuseppe Maraniello, Giuliano Vangi, Ivan Theimer, il grande Igor Mitoraj, Piero Gilardi, Stefano Arienti, Rabarama, Pietro Cascella, Umberto Mastroianni. Sarà reso infine un omaggio al grande artista siracusano del ferro battuto Emilio Prazio attraverso l’esposizione di una sua opera storica.

La ricchezza delle opere e la vastità degli artisti coinvolti, fanno di “Ciclopica” l’evento artistico di punta dell’estate siracusana 2019.

INFORMAZIONI SULLA MOSTRA:

TITOLO: CICLOPICA. From Rodin to Giacometti. 100 sculture dei più grandi artisti internazionali in Ortigia

PERIODO: Dal 27 Marzo Al 30 Ottobre 2019

LUOGO: Ex Convento San Francesco d’Assisi, Via Tommaso Gargallo, 4-61, 96100 Siracusa SR

PRODOTTA DA: Sicilia Musei, in collaborazione con Diffusione Italia e Assicurazione Culturale Dietro Le Quinte

PATROCINATA DA: Comune di Siracusa, Assessorato alla Cultura

A CURA DI: Vincenzo Sanfo

BIGLIETTI: 

  • INTERO 10,00 €; RIDOTTO 7,00 € (Over 65 e Gruppi di min. 6 persone); 

  • RIDOTTO 6,00 € (Residenti, Universitari e ragazzi fino ai 18 anni); 

  • RIDOTTO 4,00 € (Scuole); 

  • OPEN 10,00 € + 1,50 € Diritto di prevendita; 

  • OMAGGIO bambini fino a 6 anni non compiuti, giornalisti previo accredito ai fini di servizio, membri ICOM, guide turistiche regolarmente autorizzate all’esercizio della professione, due insegnanti accompagnatori degli studenti delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, pubbliche o private, regolarmente prenotati e autorizzati dal capo d’istituto, un accompagnatore per gruppo, disabili e invalidi riconosciuti dalla legge con un accompagnatore.

ORARIO: Marzo, Aprile, Maggio, Giugno e Ottobre: da Lunedì a Domenica – dalle 10,00 Alle 20,00; Luglio, Agosto e Settembre: da Lunedì a Domenica dalle 10,00 alle 22,00 (ultimo biglietto alle 21,00).


Francesca Brancato

©riproduzione riservata

Le Soste di Ulisse festeggiano a Siracusa “Terre, mari uomini”

Soste di Ulisse Siracusa conferenza stampa 2019
Cuttaia chef Soste di Ulisse Siracusa 2019

Il presidente Pino Cuttaia firma un protocollo d’intesa con Unicredit per azioni di sostegno al comparto attraverso formazione e sviluppo aziendale

Siracusa - Le Soste di Ulisse arrivano in città e lo fanno annunciando una grande festa di due giorni, che si svolgerà il 31 marzo e l’1 aprile presso il Grand Hotel Minareto, ma anche un’azione di rafforzamento e di rilancio del settore della ristorazione attraverso un protocollo d’intesa firmato con Unicredit. A suggellare la collaborazione il presidente delle Soste, Pino Cuttaia, e il regional manager Sicilia di Unicredit, Salvatore Malandrino.

“Sostenere il tessuto imprenditoriale della ristorazione siciliana in questo momento storico – ha spiegato Malandrino- vuol dire non solo riconoscere il valore culturale di quanto i cuochi e la ristorazione in generale sta facendo per l’isola, ma anche una parte importante dell’economia siciliana fatta di piccoli produttori”. Il protocollo prevede una serie di azioni di sostegno non solo economico, ma anche formativo, che saranno a disposizione degli associati e del comparto in generale per incentivare e rafforzare lo sviluppo d’impresa.

 Gli chef delle Soste si preparano intanto ai due giorni di festa, un appuntamento biennale per cui quest’anno è stata scelta Siracusa. Domenica a pranzo sarà il momento dedicato alle famiglie con street food, mentre lunedì sera si terrà la cena di gala. “Per noi è un momento di analisi e riflessione- ha detto il presidente delle Soste Pino Cuttaia-; dietro ogni piatto ci sono tanti mestieri e con la nostra festa vogliamo alzare l’attenzione proprio sulla filiera e sulla sostenbilità verso cui sempre più la ristorazione d’eccellenza si dirige”. Il tema scelto “Sicilia da vivere. Terre, mari, uomini” vuole infatti mettere in risalto il ruolo di sviluppo e salvaguardia che lo chef ha nei confronti dell’ecosistema economico, sociale e produttivo.

La festa sarà anche un momento di divertimento e spettacolo. Tra gli ospiti annunciati dal vicepresidente Tony Lo Coco stamattina ci sono Antonino Cannavacciuolo, Filippo La Mantia, Chicco Cerea, oltre a Salvo Ficarra, da tempo amico e supporter delle Soste di Ulisse.

L’appuntamento è dunque per il 31 marzo e l’1 aprile.

Qui tutte le info: https://www.facebook.com/events/375787046337375/

 

Santina Giannone

© riproduzione riservata

/ Print Friendly and PDF

La Cannoloterapia da Siracusa arriva fino in Giappone

NHK_cannoloterapia

SIRACUSA - «Una sera di febbraio mi arriva un messaggio da parte di una mia amica che vive a Singapore e che non sentivo da molto tempo, nel quale c’era scritto “e poi capita di accendere la televisione e trovare Franco Neri, incredibile!”». A scovare un talento ed una passione per i prodotti che realizza che «non sono solo semplici scontrini ma ricerca ed attenzione, cura ed amore per il risultato finale» e che di certo si possono definire “incredibili” è stata la troupe di un programma televisivo nazionale giapponese NHK, che conta milioni di telespettatori in tutta la nazione e che nello scorso mese di novembre ha dedicato delle sequenze al «Mokambo diffuso», per poi proseguire il proprio tour in Svizzera e concluderlo a Parigi. 

Una vera e propria ricerca dell’attività di famiglia, di via Pausania a Siracusa, che da anni porta avanti la tradizione, fedele a se stessa, ma con la capacità, allo stesso tempo, di abbracciare la modernità dando vita, così, alla “Cannoloterapia”, che se inizialmente era considerata un’istituzione per il territorio ha ormai saputo superare anche i confini d’oltre oceano. «Abbiamo avuto come la sensazione che ci abbiano tenuto d’occhio per settimane se non mesi - racconta Franco Neri -. Non a caso le fasi che hanno preceduto la messa in onda sono state numerose: un primo contatto telefonico, un secondo contatto via email per poi arrivare ad un sopralluogo iniziale durante il quale abbiamo avuto l’occasione di conoscere il regista, un giapponese doc, sobrio e tutto d’un pezzo, e solo dopo siamo arrivati, nel mese di novembre, a realizzare le vere e proprie registrazioni che avrebbero utilizzato in ultima battuta per la messa in onda del programma». 

NHK_cannoloterapia_

Poco meno di 10 minuti, mandati in onda il 2 ed il 26 febbraio sulla rete NHK, durante i quali viene inquadrata piazza Duomo, Ortigia ed il suo mare increspato di fine novembre ma vengono anche raccontati tutti i momenti che danno vita al cannolo: dall’impasto, alla lavorazione della ricotta, che è mista e mai pura, fino ad arrivare alla fase finale ed alla reazione per i clienti. «Durante la registrazione siamo stati a disposizione della troupe per quattro giorni che si sono rivelati molto intensi - prosegue Neri -. Con mio fratello Massimo, che da nostro padre ha ereditato il dono di saper maneggiare ed esaltare la materia prima, abbiamo mostrato la realizzazione della cialda, la cottura, la farcitura del cannolo che infine spolveriamo con un tocco di cannella, una vera e propria “droga” che stimola l’olfatto e prepara il gusto all’istante dell’assaggio». 

E se la famiglia Neri si dovesse spiegare come sia stato possibile che lo staff di un programma televisivo giapponese sia stato in grado di intercettare e raccontare la loro tradizione dolciaria la risposta, in realtà, è semplice. «Non ci siamo soffermati a lungo sul perché fossimo stati scelti noi - racconta Franco -. Non siamo nuovi né al panorama nazionale né a quello internazionale. Inoltre aver vinto, nel 2012, il primo premio al concorso “Sapore innovation award” della fiera di Rimini con la nostra “Perla di mandorla al Moscato”, ha permesso che da quel momento in poi iniziassero nuove opportunità: dalla presenza al Master in comunicazione e marketing di Tor Vergata ad un dialogo sempre più fitto con Roma».

_Franco_Massimo_Neri_Cannoloterapia_Siracusa
_cannoloterapia_siracusa_

La tradizione ed innovazione dolciaria dei Neri continua a percorrere il proprio personale ed ormai “autonomo” giro del mondo con il «Mokambo diffuso» e la «Cannoloterapia» che in numerosi scatti, più di migliaia, immortala le perle di mandorla o il primo morso al cannolo. «Non abbiamo inventato niente che già non facessimo da anni - conclude il pasticcere ed esperto in comunicazione - ci siamo limitati ad immortalare le nostre creazioni e la soddisfazione dei clienti, che poi è anche la nostra, nel momento in cui addentato i nostri dolci dopo avergli spiegato come li abbiamo realizzati e gli ingredienti, rigorosamente autoctoni, che abbiamo scelto per produrli. È questa la vera terapia e si tratta di un “gioco” che ha ormai vita propria e si alimenta da sé grazie anche all’intraprendenza dei nostri clienti». 


Emilia Rossitto

©riproduzione riservata

Da Belpasso alle Bardados, una comunità in espansione per “Lascia un libro, prendi un libro”

Preni un libro lascia un libro 2.jpg

Belpasso (CT) - Alle pendici dell’Etna, a pochi passi da Catania, Giuseppe Rapisarda dottore in chimica con la passione per i viaggi, che vive a Belpasso e che coglie ogni occasione a sua disposizione per poter girare il mondo, ha dato vita all’iniziativa “Lascia un libro, prendi un libro”.Si tratta di un’idea che osserva con sguardo privilegiato il sociale e che si propone di divulgare e condividere gratuitamente libri di ogni genere, ad eccezione dei libri di testo destinati allo studio, negli spazi pubblici o nelle attività commerciali. 

Un format importato dai paesi stranieri visitati nel suo personale percorso di vita, nato a giugno 2017 e che si è presto diffuso in Sicilia per poi approdare anche in sei regioni d’Italia. Ad entrare a far parte della grande rete che compone l’iniziativa anche l’Hotel Santosha a Barbados dove, anche in questo caso, sarà possibile usufruire e partecipare al progetto totalmente gratuito. Una vera e propria comunità, quella composta da commercianti ma anche istituti scolastici che hanno aderito alla trovata del chimico, che solo a Belpasso conta 31 punti di raccolta ed oltre 2.000 libri a disposizione degli utenti.

prendi un libro lascia un libro

 Il gruppo scout Agesci di Roma, il dipartimento di Scienze del Farmaco di Catania, l’associazione giovanile Ascuta a Linguaglossa, l’Ostello della Gioventù Il Castello a Noto, lo Smartpoint Vodafone a Pedara ma anche Alt Service e Tecnology a Sant’Agata Li Battiati, sono solo alcuni dei posti e delle persone che dal mese di gennaio ad oggi continuano a prendere parte alla libreria diffusa e che vogliono “portare i libri alle persone e non le persone ai libri, per riavvicinarsi alla lettura”. 

Un progetto in continua espansione quello di “Lascia un libro, prendi un libro” che ha raccolto numerosi consensi ed ha coinvolto e continua a coinvolgere con entusiasmo. Nei luoghi che aderiscono all’iniziativa è possibile trovare una piccola libreria destinata agli estimatori della lettura. Un semplice e piccolo gesto che si propone, allo stesso tempo, di inviare un messaggio che sia culturale ed etico affermando che “la cultura rende liberi”e che leggendo è possibile, perché no, combattere anche la ludopatia. 

Per poter aderire al circuito che compone la grande comunità che vuole promuovere la lettura ed il recupero e rivalutazione dei testi è possibile mettersi in contatto con Rapisarda direttamente attraverso i social network alla pagina Facebook “Lascia un libro, prendi un libro”. 

Emilia Rossitto

© riproduzione riservata

/ Print Friendly and PDF

La Sicilia al Premio Strega 2019

Premio Strega 2019.png

Premio Strega 2019 - Nel 2019 la scrittura in Sicilia è donna; sono cinque, quest’anno, le scrittrici siciliane ad essere tra i 57 candidati del Premio Strega 2019, il riconoscimento che da oltre 70 anni grazie a Maria Bellonci e Guido Alberti, si prefigge di rappresentare “gli umori dell’ambiente culturale e dei gusti letterari degli italiani”. E a raccontare la propria terra attraverso gli occhi di due ragazzi figli di un quartiere ricco di contraddizioni ma anche a parlare di libertà, pensiero e costume o di come sia possibile fare i conti con i “fantasmi del passato e del presente” ci sono riuscite la messinese Nadia Terranova con Addio Fantasmi di Einaudi proposto da Pierluigi Battista, le palermitane Evelina Santangelo con Da un altro mondo di Einaudi, proposto da Helena Janeczek, Fabrizia Lanza con Tenerumi di Manni Editore, proposto da Cesare Milanese, la catanese Emanuela Ersilia Abbadessa con È da lì che viene la luce di Piemme, proposto da Roselina Archinto ma anche la siracusana Veronica Tomassini con Mazzarrona di Miraggi Edizioni, proposto da Giovanni Pacchiano.

Ma se la scrittura in Sicilia è donna a voler denudare la propria terra è proprio la Tommassini che in Mazzarona, con un linguaggio crudo e diretto ma limpido e vero descrive “una storia d’amore di ragazzi affamati di vita” che ogni giorno “rischiano di farsela scivolare dalle vene e sfidarla di continuo”. Si tratta di un faro, quello puntato dalla penna dell’autrice, che illumina con la propria luce un quartiere di periferia, ruvido, violento dove i sogni crescono circondati da degrado e dove la protagonista definita “crocerossina fallita, in un tempo delle mele macchiato di nero”, assisterà al declino del suo amore, Massimo, che morirà di overdose.

E a far assaporare al lettore la Sicilia è anche Lanza che con Tenerumi vuole coniugare, nello stile narrativo, romanzo di formazione ed affresco sociale. Una famiglia aristocratica del Novecento raffigurata in “maniera intima ed universale, attraverso il tavolo da pranzo luogo che in Sicilia diventa metafora e si fa portavoce di “vecchie e nuove intese ed emotività crude”.

Prosegue la sua narrazione a Taormina, Abadessa, autrice di È da lì che viene la luce, un romanzo che parla tra “luci ed ombre” dell’incontro tra il barone Ludwig von Trier “alto e sottile, pallido e vestito in modo impeccabile, così diverso da chiunque viva a Taormina” e Sebastiano Caruso “un ragazzo di diciassette anni, orfano di padre”. 

Di tutt’altro stampo è Addio Fantasmi, nel quale Terranova si addentra, in maniera intimistica ed introspettiva, nello spaccato di vita di Ida, una donna che vedrà la propria esistenza incagliata nelle stanze di una casa tra due mari, nella sua Messina, città natale. Tra le pagine c’è “l’ossessione di una perdita, un corpo a corpo con il passato che ci rende tutti dei sopravvissuti”. La donna dovrà fare i conti con la ristrutturazione dell’appartamento di famiglia che la madre ha deciso di mettere in vendita. è in questa occasione che riemerge il trauma che l’ha segnata da ragazzina: la scomparsa di suo padre. Non un lutto, ma la ferita inferta da un padre che una mattina, di molti anni prima, scelse di andare via e non tornare.

Ad essere eletto Libro dell’anno 2018 dagli ascoltatori di Fahrenheit-Radio Tre è, invece, Da un altro mondo della Santangeli, nel romanzo definito “unico, feroce e contemporaneo”, dà vita all’intreccio dei “destini dei vivi e dei morti” che “s'incrociano senza rumore”. I personaggi, in questo testo ricco di cuore, “sono spiriti nascosti, fiammate bianche che arrivano dai roghi piú profondi”. Si tratta di voci che “hanno da raccontarci qualcosa d'importante che la forza della letteratura fa detonare, pagina dopo pagina, verso un finale sorprendente”. Un vero e proprio connubio tra realtà e finzione che affronta sentimenti come il dolore e l’amore ma parla anche di separazione e migrazione. 

A strappare un posto tra i 12 candidati in concorso che saranno presentati il prossimo 12 aprile a Benevento è proprio Terranova con il suo Addio Fantasmi che le garantirà la possibilità di essere, inoltre, tra i protagonisti che seguiranno le numerose tappe del tour che sta per iniziare nei festival e nelle rassegne letterarie fino ad arrivare all’atteso appuntamento del 12 giugno dove verranno annunciati i 5 finalisti seguito dall’ultima tappe del 4 luglio che decreterà il vincitore. 

Emilia Rossitto

 ©riproduzione riservata

Il magico mondo di Titò è sbarcato a Roma

Il magico mondo di Titò è sbarcato a Roma per portare avanti il progetto di lettura ed educazione all’ambiente per i bambini

Read More
/ Print Friendly and PDF

Transizione verso l'energia pulita: Salina tra le sei Isole pilota dell'Unione Europea

Lisola_di_Salina_Clean_Energy_for_EU_Island

MESSINA - Ultimamente si fa un gran parlare di climate change, di responsabilità collettive e futuro, non solo del pianeta, ma di tutti noi. L’Europa ha finalmente emesso delle leggi che consentiranno, entro il 2021 la rimozione completa di alcuni beni di consumo, altamente inquinanti. Parliamo soprattutto di oggetti di uso quotidiano, usa e getta, come posate e stoviglie di plastica, e alcuni imballaggi di alimenti e beni di prima necessità, che letteralmente, vengono acquistati insieme alla merce per essere usati la durata di qualche secondo, per poi essere gettati nell’immondizia. Ecco, questa è la fast consuming industry fatta di essenzialmente di scarti, che dopo essere stati gettati impiegano anni, se non addirittura secoli, per essere smaltiti dal pianeta.

È stato stimato dall’ONU che 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici vengono riversati ogni anno negli oceani e questo intacca anche Paesi come il nostro. Ad un giorno dalla marcia mondiale che avrà luogo domani, 15 marzo 2019, e coinvolgerà 1.325 città, capitanata dalla giovane attivista svedese per il clima Greta Thunberg e seguita sui social con la campagna #fridaysforfuture, siamo lieti di sapere che l’Isola di Salina riceve un importante riconoscimento. È stata infatti individuata dall’UE, come una delle sei Isole pilota dell’Unione per la transizione verso l’energia pulita, a fare da esempio per il maggior numero possibile di isole europee negli anni a venire.

La selezione delle isole dell’UE impegnate nella transizione energetica è un’iniziativa della Commissione Europea Clean Energy for EU Islands, partita ufficialmente il 18 febbraio scorso, con il sostegno del Segretariato delle Isole dell'UE per l'Energia pulita. L'iniziativa è stata lanciata nel maggio 2017 a Malta, quando la Commissione Europea e 14 paesi dell’Unione, (tra cui: Croazia, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Malta, Portogallo, Spagna, e Svezia) hanno firmato una dichiarazione politica.

Eu-Flag-Clean-energy-for-EU-Island

L'iniziativa della Commissione Europea avvia il processo di transizione energetica con le isole, per sostenerle nel diventare più autosufficienti, prospere e sostenibili. In una prima fase le Isole, Aran (Irlanda) Cres-Lošinj (Croazia), Sifnos (Grecia), Culatra (Portogallo), Salina (Italia) e La Palma (Spagna), svilupperanno e pubblicheranno i loro programmi di transizione verso l'energia pulita, il tutto entro l'estate 2019. Le altre 20 selezionate lo faranno entro l'estate 2020. Dominique Ristori, Direttore Generale per l'Energia presso la Commissione Europea, ha dichiarato:

«Le 26 isole selezionate mostrano un notevole potenziale ed entusiasmo per lo sviluppo di forti e durature collaborazioni con gli stakeholder interessati alla transizione verso l'energia pulita. Avviandosi su questa strada, non solo diventeranno più autosufficienti e prospere, ma forniranno anche esempi stimolanti per le altre isole e per l'Europa nel suo complesso. Ciò a sua volta aiuterà l'UE a raggiungere i suoi ambiziosi obiettivi in materia di clima ed energia ».

Ci sono più di 2200 isole abitate nell’UE e, nonostante l'abbondanza di fonti di energia rinnovabili, come quella eolica, solare e del moto ondoso, molte di queste dipendono attualmente da costose importazioni di combustibili fossili per il loro approvvigionamento energetico. La transizione energetica pulita può aiutare le isole non solo a divenire più autosufficienti e prospere, ma anche a sbloccare nuove opportunità di lavoro interne alle proprie comunità. L'obiettivo del Clean Energy for EU Islands Secretariat è quello di aiutare il maggior numero possibile di isole europee a intraprendere e far progredire la transizione verso l'energia pulita.

La chiave del successo della designazione di Salina a questo prestigioso ruolo di Isola Pilota è il risultato di un lungo percorso iniziato con l’adesione dei tre Comuni dell’isola al Patto delle Isole, unica partecipazione di piccola isola italiana, e successivamente al Patto dei Sindaci, promosso dalla Regione Siciliana. In questo ambizioso progetto, oltre ai Comuni di Leni, Malfa e Santa Marina, sono coinvolti l’ENEA, in qualità di capofila, il Dipartimento Energia dell’Assessorato Regionale Energia e Servizi di Pubblica Utilità, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV, Marevivo, l’Associazione Albergatori Salina Isola Verde ed il consulente dei tre sindaci, ing. Filippo Martines.

Una mappa interattiva con ulteriori informazioni sulle isole selezionate per il supporto da parte del Clean Energy for EU Islands Secretariat è disponibile al link https://www.euislands.eu/26-islands-launch-transition


Francesca Brancato

©riproduzione riservata 

Il Museo dei giocattoli e delle cere Pietro Piraino verso la chiusura?

BAGHERIA (PA) - Nel cuore del piccolo centro che ha ispirato il film di Tornatore, si cela un tesoro della nostra Isola. Pochi sanno, probabilmente, che il primo museo delle cere al mondo è nato in Sicilia nel 1770, cento anni prima di quelli più celebri di Parigi e Londra: stiamo parlando del "Museo del Giocattolo e delle cere”, che si trova a Bagheria nella splendida villa del ‘700 La Certosa di Palazzo Butera. Il volto simbolo di questa istituzione è quello di Pietro Piraino Papoff, a cui è intitolato il museo, che è ad oggi tra i pochissimi in Italia a praticare ancora l’antica arte della ceroplastica.

villa-certosa-bagheria-museo del giocattolo e delle cere- Pietro piraino

Quella di Piraino è una collezione dall'alto valore antropologico ed artistico, sottoposto a vincoli della sovrintendenza e del ministero, che attualmente è composta da circa 1800 tra giocattoli e bambole, prodotti con diversi materiali, quali porcellana, cera, cartapesta, panno lenci, celluloide, legno, risalenti ad un’epoca compresa tra il 1700 e il 1900. Tra i pezzi più pregiati, alcuni giocattolini in terracotta, rinvenuti nella tomba di una bambina del II sec. a.C., e una pistola giocattolo, proveniente invece da un campo di sterminio nazista. Una sezione è dedicata alle case per le bambole e ai mobili e agli accessori in miniatura, come porcellane ed utensili da cucina ed alcuni abitini. Presenti anche alcuni giocattoli in legno tipici della civiltà contadina siciliana di inizio Novecento: il carrettino, i piccoli Pulcinella, i pupi, le trottole, i fischietti. La collezione di automi presenta al suo interno rari giocattoli meccanici prodotti nell'Ottocento in Francia, Germania, Svizzera e Sicilia, tra i quali: un armonium a mantice, un organo di Barberia a martelletti e campanelli e diversi carillons a dischi, di fabbricazione tedesca. Infine, troviamo anche lanterne magiche, giocattoli scientifici, mentre ampio spazio è dedicato ai giocattoli di latta. Nella sezione dedicata alle cere, invece, sono esposte 100 sculture, opera di artisti siciliani e napoletani del Settecento e dell’Ottocento.

Inizialmente il Museo aveva la sua collocazione a Palermo, poi spostato presso Villa Cutò, sempre a Bagheria, ed infine, da quattro anni e mezzo circa, ha sede nelle splendide sale di questo bene storico che è Villa Certosa di Palazzo Butera, che è stato restaurato con fondi europei e che è di proprietà del comune di Bagheria. All’epoca della sua costruzione, la Certosa di Palazzo Butera era un vero gioiello, nella quale erano presenti cinque piccoli appartamenti, presso i quali venivano ospitati personalità importanti del tempo, poi un salone da ballo con affreschi del Velasco, e al primo piano quello che veniva chiamato "il conventino della certosa", con le sue 12 statue di cera. Nei primi anni del '900 la struttura divenne di proprietà del comune, ma cadde nel degrado a causa del disinteresse e dell’assenza di fondi adeguati. Poco a poco la Villa subì diversi furti, fino a quando, svuotata, divenne deposito di rifiuti. Circa dieci anni fa il Comune riprese in mano la situazione, riuscendo ad aggiudicarsi un finanziamento europeo per un importante restauro della struttura, che ha compreso anche la realizzazione, da parte di Piraino, di una copia delle 12 statue di cera, del tutto simili a quelle dell’epoca, realizzate  al tempo dal maestro ceroplasta Ferretti.

certosa-pietra piraino papoff

Da qualche tempo però la manutenzione della Villa, e di conseguenza del Museo, non ricevono le giuste attenzioni e la struttura rischia la chiusura.

Racconta Piraino: «Abbiamo diversi disagi, in questo che è un bene di tutti e che andrebbe salvaguardato e portato come fiore all'occhiello di Bagheria. Qui il Comune neanche fa promozione e non arrivano turisti, è un vero peccato. Questo luogo e la collezione sono patrimonio di tutti, non solo mio, perché permettono di ricordare ai bambini di un tempo le loro radici e di far conoscere ai bambini di oggi i giocattoli e la realtà di ieri. Il gioco è fondamentale nella storia. Dalla preistoria fino agli anni ’50 del secolo scorso il giocattolo era il mezzo di apprendimento per i bambini, di esperienza e quindi di cultura. Dagli anni '50 in poi il giocattolo è diventato un bene di consumo e così è finita la sua funzione educativa».

Tra le sue pregiate attività, il museo vanta anche un laboratorio per il restauro dei giocattoli antichi, di sculture in cera, di presepi e di statue lignee, dove vengono prodotte, ex novo, statue e composizioni in cera, seguendo le antiche tecniche e metodologie della ceroplastica.

I vent'anni di storia della collezione di giocattoli e cere del Museo è raccontata dallo stesso Pietro Piraino in un libro recentemente pubblicato, dal titolo: "Giochi e giocattoli. Storia ed evoluzione”, edito da Edizioni Kalós. 

Non lasciamo che l’incuria e la dimenticanza distruggano alcuni dei più bei tesori che la Sicilia ha da offrire, facciamo in modo che la storia del Museo, e del suo ideatore e maestro, abbiano il risalto che meritano. Non permettiamo che un’istituzione del genere rischi la chiusura.

Per visitare la struttura il museo è aperto dal martedì alla domenica, dalle ore 9.00 alle ore 13.00. Lunedì giorno di chiusura settimanale.

Info e prenotazioni: http://www.museodelgiocattolo.org/ 




Francesca Brancato

©riproduzione riservata

Lutto in Sicilia per la perdita dell’Assessore Tusa in Etiopia

Sicilia – La Sicilia è in lutto per la tragica scomparsa dell’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione Siciliana, l’archeologo di fama mondiale Sebastiano Tusa, per anni Soprintendente del Mare della Regione Siciliana. Tra le 157 vittime dell’incidente aereo avvenuto in Etiopia domenica 10 marzo, oltre all’assessore Tusa, altre 7 sono di nazionalità italiana (Matteo Ravasio, Carlo Spini e la moglie Gabriella Viggiani, Pilar Buzzetti, Virginia Chimenti, Rosemary Mumbi e Paolo Dieci). Tusa era in viaggio di lavoro, diretto in Kenya per un progetto dell’Unesco.

Assessore Sebastiano Tusa lutto in Sicilia assessore dei Beni culturali e dell'Identità Siciliana Regione Siciliana

Messaggi di cordoglio per la famiglia arrivano dalla società politica e civile, dal Presidente alla Regione Siciliana Nello Musumeci, ai dirigenti dell’INDA, al conduttore televisivo Alberto Angela, ricordando tutti l’inestimabile valore di intellettuale di quest’uomo che con il suo lavoro aveva contribuito a sviluppare importanti politiche culturali per la regione. 

“Il mondo della cultura e dei beni culturali perdono un intellettuale di passione e grande lealtà - sono le parole di Francesco Italia, presidente della Fondazione Inda -. Sebastiano Tusa ha fornito un contributo enorme all’archeologia con gli scavi e le scoperte in tutto il mondo dando lustro alla Sicilia, terra che amava profondamente; con la sua morte perdiamo un ponte prezioso tra il mondo della cultura e la politica. Esprimo il mio personale cordoglio e quello di tutta la Fondazione per i familiari di Sebastiano Tusa”. 

“Con Sebastiano Tusa abbiamo condiviso lungo la nostra vita la professione di archeologo e non è certo facile parlarne in questo momento – così accompagna le sue parole Mariarita Sgarlata, consigliere delegato della Fondazione Inda – a lui si deve l’istituzione della Soprintendenza del Mare in Sicilia, una struttura unica che esiste soltanto in Grecia e che ha garantito ricerca, tutela, vigilanza, valorizzazione e fruizione dell’immenso patrimonio dei mari siciliani. La Fondazione Inda si unisce alla profonda emozione per la sua tragica scomparsa. In questi mesi proprio l'assessore  Tusa e il presidente Musumeci erano stati i riferimenti preziosi e sensibili di una nuova fase nei rapporti tra la Regione Siciliana e l'Inda improntata ad una visione sinergica, al confronto e alla costante collaborazione istituzionale”. 

 "Ho conosciuto l'assessore Sebastiano Tusa nei primi giorni del mio insediamento, lo scorso novembre, a Siracusa dopo la presentazione di un libro sui beni culturali della Regione - è il ricordo di Antonio Calbi, sovrintendente della Fondazione Inda -. La sera a cena, avemmo modo di conoscerci un po' di più e gli illustrai le opere di Umberto Passeretti, pittore dedicato completamente all'archeologia, autore dell'immagine della stagione 2019 del Teatro Greco, e Tusa espresse il proprio entusiasmo. Non solo, si rese subito complice all'idea di arricchire il concerto di Ludovico Einaudi al Teatro Greco con immagini subacquee di ritrovamenti archeologici siciliani. Con la sua improvvisa e dolorosa scomparsa perdiamo un punto di riferimento speciale, un uomo di cultura e appassionato archeologo, prestato momentaneamente alla politica, e che avrebbe certamente supportato la Fondazione Inda nei suoi progetti di sviluppo territoriali e internazionali". 



©riproduzione riservata

LA REGIONE SICILIANA CELEBRA L’8 MARZO E TUTTE LE DONNE

Costanza d'Altavilla Stupor Mundi codice Chigi

In Sicilia di donne forti e degne di nota ce ne sono sempre state, sin dalle origini della nostra storia, non solo territoriale. Come ad esempio quelle siracusane che nel 250 a.C. tagliarono le loro lunghe trecce, con le quali poi vennero costruiti gli archi che sconfissero i Cartaginesi; siciliana era Costanza D’Altavilla e di Svevia, madre del celebre Federico II; siciliane anche due femministe ante litteram, Genoveffa Basso e suor Dorotea Bellini, che, nella prima metà del ‘700 per prime nei loro scritti, parlarono di pari opportunità. Degne di nota anche le rivoluzionarie siciliane che combatterono in prima persona durante il Risorgimento, come la leggendaria Peppa ‘a Cannunera, che a Catania fece piazzare un cannone in posizione strategica alle spalle dei Bobrbonici e accese personalmente la miccia, sbaragliandoli. Siciliana la prima donna ad aver divorziato in Italia, la Baronessa catanese Maria Paternò, ma anche la prima donna ad aver indossato i pantaloni in Europa, Massara Francisca. La Sicilia annovera donne indomite, come Maria Occhipinti, che, al quinto mese di gravidanza, ebbe l’ardire di sdraiarsi davanti alle ruote di un autocarro, per impedire la partenza delle giovani reclute ragusane per il fronte. Era il 1945. Siciliane e degne di nota anche la prima presidente della Repubblica e le prime donne sindaco di un capoluogo: Ottavia Penna Buscemi, Elda Pucci e Anna De Maria. Siciliana e coraggiosa Franca Viola, che, nel 1965, si rifiutò di sposare il giovane mafioso che l’aveva rapita e stuprata, opponendosi insieme al padre perché il matrimonio riparatore non fosse più la toppa atta a nascondere una violenza. Coraggiose le donne siciliane, come Livia De Stefani, la scrittrice che per prima denunciò il potere mafioso, facendo nomi e cognomi di tutti i collusi, o come Giovanna Rampolla, Francesca Serio, Felicia Impastato, Saveria Antiochia, Michela Buscemi, Piera Lo Verso, Rita Atria, Giovanna Giaconia, Rita Borsellino, Sonia Alfano e Maria Falcone, che ogni giorno ci ricordano che la legalità è un diritto e un dovere di tutti e la paura è l’unico nemico che dobbiamo temere. Premio Nobel per la Pace la siciliana Giusi Nicolini, ex sindaco di Lampedusa e Linosa, che, dopo il naufragio del 3 ottobre del 2013, nel suo discorso ai vertici del Parlamento Europeo, ricordò a tutti che la politica delle leggi e dei porti chiusi non basta per affrontare al meglio la grande emergenza umanitaria che investe i nostri mari da troppi anni ormai.

Mosaici di Piazza Armerina Regione Sicilia

Per celebrare queste e tutte le altre donne di Sicilia, la Regione ha indetto un’iniziativa valida oggi, 8 marzo, che prevede l’ingresso libero in tutti i siti culturali dell’Isola. Per l’occasione, il competente assessorato ha organizzato anche mostre, visite guidate, eventi e iniziative a tema, mirati a sottolineare il rilievo culturale di questa celebrazione.

«Quello della violenza sulle donne - sottolinea il presidente della Regione Nello Musumeci - è un tema sul quale il mio governo non si vuole ricordare solo l’8 marzo, come se fosse solo un obbligo di calendario. Ecco perché, al di là delle iniziative messe in campo per questa giornata, abbiamo nel corso delle scorse settimane, attraverso l’assessorato alla Famiglia, finanziato trentuno nuovi sportelli d’ascolto per vittime di violenza e ventisei “Borse-lavoro”. L'idea è quella di creare, da un lato, una rete capillare in tutta l'Isola per aiutare tantissime donne a compiere un gesto, quello della denuncia, al quale troppo spesso rinunciano proprio per mancanza di strutture adeguate, in grado di raccogliere il loro profondo disagio e, dall'altro, favorire il loro inserimento occupazionale in enti socio-assistenziali dell'Isola. Un'opportunità con l'obiettivo di sostenere un percorso mirato alla loro autonomia economica».

Tra gli eventi in programma segnaliamo: 

  • quello del Museo di Messina, con l’iniziativa "Posto occupato", progetto nazionale dedicato alle vittime della violenza di genere. Davanti al dipinto "La strage degli innocenti", del messinese Alonzo Rodriguez, verrà riservato un "posto occupato" per portare all'attenzione dei visitatori gli episodi di violenza proprio davanti a un prezioso quadro che descrive il fatto evangelico narrato dal pittore, dove una donna arriva fino all'estremo sacrificio per proteggere i propri figli;

  • presso Palazzo Abatellis, a Palermo, è in programma un evento che parla di restauro e di restauratrici, dove una scultura del Rinascimento verrà presentata al pubblico dopo il restauro; 

  • al Museo Paolo Orsi di Siracusa si terrà la manifestazione "Profili di donna", letture drammatizzate a cura dell'Accademia d'arte del dramma antico;

  • la Soprintendenza di Catania organizza, invece, "La donna nell'arte. Le arti per le donne", un momento per ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche, ma anche le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono oggetto in tutte le parti del mondo;

  • Sempre a Palermo, il Museo Salinas proporrà le giornate di studi "L'archeologia delle donne in Italia dal XX secolo al futuro", una serie di tavoli tematici dedicati alle donne in archeologia.

«Anche queste iniziative, assieme all’ingresso gratuito la prima domenica del mese e l’istituzione della tessera di fidelizzazione dei musei - dichiara l’assessore dei Beni culturali Sebastiano Tusa - costituiscono parte della campagna di sensibilizzazione messa in atto dal mio assessorato. Parlare di donne sotto la lente dell’arte, rappresenta la cifra dell’attenzione che la Regione Siciliana riserva al mondo femminile in questo particolare momento di recrudescenza del fenomeno della violenza. I fatti di cronaca ci ricordano che siamo ancora lontani dal superamento di una questione del nostro tempo che sembra gettarci indietro verso il baratro dell’inciviltà. Il governo Musumeci vuole, con queste sue iniziative, dare senso e visibilità all’apporto della cultura per vincere una battaglia che deve vedere tutti i siciliani partecipi e protagonisti».


Francesca Brancato

©riproduzione riservata