Ecco i finalisti del Premio Tonino Accolla per il doppiaggio - edizione 2019

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SIRACUSA - Suo stati dichiarati i sei finalisti che il 27 giugno prossimo, a Siracusa, si contenderanno il Premio Tonino Accolla 2019. Si tratta di Alessandro Perilli, Scuola Teatro A Manovella (Firenze); Emanuele Di Simone, Voice Art Dubbing (Napoli) e Luca Castiglione, Accademia Doppiaggio di Silvia Pepitoni (Roma) per le voci maschili. Mentre abbiamo Jessica Tonchella, Accademia Da Ponte (Vittorio Veneto); Serena Pallacordi, Voice Art Dubbing (Roma) ed Elena Talenti, Scuola Teatro A Manovella (Firenze) per la categoria voci femminili.

Per giungere a questa scelta sono stati selezionati oltre 100 concorrenti, provenienti da Sicilia, Puglia, Campania, Lazio, Toscana, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Basilicata, Veneto, appartenenti alle 19 diverse scuole di doppiaggio aderenti al premio. Le selezioni sono state curate dalla Fono Roma e hanno puntato sulla sonorità delle voci e soprattutto sulle capacità attoriali degli allievi.

Come ogni anno Arca, nella splendida cornice di Ortigia, allestirà una sala di doppiaggio a cielo aperto, dove gli allievi si confronteranno in un contest live, che li vedrà doppiare anelli in coppia o individuali, mentre una giuria tecnica, composta da doppiatori, direttori del doppiaggio, attori e personaggi del mondo del cinema, ne valuterà le performances, decretando così il vincitore.

L’evento sarà inoltre arricchito da altri momenti di spettacolo come il 26 giugno, quando sarà raccontata la storia del cinema attraverso il doppiaggio, con un importante riferimento al territorio e alla Sicilia.

Anche per l’edizione del 2019 continua la collaborazione con Fono Roma e vengono riconfermati anche i patrocini del Mibac, della Regione Sicilia e del Comune di Siracusa.


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Nuove agevolazioni per "Elena", "Le Troiane" e "Lisistrata" - Stagione 2019 Teatro Greco di Siracusa

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SIRACUSA - Nuove agevolazioni per assistere agli spettacoli classici al Teatro Greco di Siracusa.

La Fondazione Inda, considerato il successo che stanno riscuotendo le tragedie Elena e Le Troiane e la grande attesa per la commedia Lisistrata, ha deciso di incrementare il numero delle date nelle quali sono previste riduzioni per i residenti in provincia di Siracusa, i dipendenti delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco, della Prefettura, della Sovrintendenza ai Beni culturali e del Comune che prestano servizio in città o nei Comuni della provincia di Siracusa. Agevolazioni anche per le scuole siracusane e la Struttura didattica speciale di Architettura di Siracusa.

Le date nelle quali sono previste riduzioni sono:

  • giovedì 6, mercoledì 12, domenica 16, martedì 18 e giovedì 20 giugno per Elena di Euripide con la regia di Davide Livermore;

  • domenica 26 maggio, martedì 11 giugno, giovedì 13 giugno, mercoledì 19 giugno e venerdì 21 giugno per Le Troiane di Euripide con la regia di Muriel Mayette-Holtz;

  • domenica 30 giugno, martedì 2 luglio e mercoledì 3 luglio per la commedia Lisistrata di Aristofane che sarà in scena con la regia di Tullio Solenghi dal 28 giugno al 6 luglio.

I residenti a Siracusa e nei centri della provincia, presentando un documento che attesti la residenza, i dipendenti delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco, della Prefettura, della Sovrintendenza ai Beni culturali e del Comune, presentando il tesserino di servizio, potranno acquistare due biglietti al prezzo di 15 euro ciascuno. Per quanto riguarda le scuole siracusane e la Struttura didattica speciale di Architettura, il costo del biglietto sarà sempre di 15 euro e si potrà accedere alle riduzioni presentando il registro elettronico, un attestato di frequenza o di servizio per i docenti; per i gruppi scolastici sarà necessario presentare un elenco su carta intestata della scuola con l’indicazione della data di nascita delle persone per le quali si acquista il biglietto.

La Fondazione Inda comunica che non è possibile scegliere né il settore né la fila ma i posti in teatro saranno assegnati automaticamente in base alla disponibilità. La biglietteria in corso Matteotti 29 è aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13, il botteghino al Teatro Greco di Siracusa è aperto al pubblico il lunedì dalle 10 alle 17 e dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19. 

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TEDx Ortygia - 2° edizione: Empatia e società 4.0

SIRACUSA - Si pensa sempre che la tecnologia sia una cosa lontana da noi, dal vivere quotidiano, distante anni luce dalle piccole azioni che ogni giorno caratterizzano le nostre interazioni, sociali e lavorative, o ancora indirizzano le nostre decisioni e preferenze.

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Nulla di più sbagliato.

L’unica differenza che possiamo percepire, rispetto a qualche anno fa, è proprio questa: la tecnologia, con le sue automazioni, piccole o grandi che siano, e le sue applicazioni multitasking ed interfacce non solo coinvolge la società su più livelli, ma è proprio entrata a far parte del nostro vivere quotidiano in maniera radicata e profonda.

Il quesito da porsi allora è: “Come fare perché la tecnologia non ci allontani dall’essere umani? - ma soprattutto - Come possiamo migliorare la tecnologia in modo da renderla empatica e quindi “più umana”, e così facendo assicurare una sua applicazione migliore nei diversi contesti sociali e di lavoro?”.


Questi gli interrogativi che hanno mosso le discussioni e le argomentazioni del 2° TED Talk xOrtygia, tenutosi a Siracusa lo scorso 18 maggio, nella splendida cornice del Teatro Comunale di Siracusa in Ortigia. 

Forse molti non conoscono il format TED, nato in California tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 del secolo scorso, che grazie al suo motto “Ideas worth spreading” (letteralmente: Idee utili da divulgare), da anni rappresenta un appuntamento fisso per esperti del settore e curiosi, che desiderino approfondire alcune tematiche specifiche, veicolate nei 18 minuti di speach concessi ai singoli relatori. Sono proprio questi, infatti, i protagonisti dei vari talks, professionisti e personalità di spicco nel loro settore, che mettono a disposizione dell’uditorio non solo le proprie conoscenze sull’argomento cardine, ma soprattutto degli strumenti di valutazioni nuovi ed alternativi, che consentano un’analisi critica dell’argomento e favoriscano costruttive discussioni fra i partecipanti.

Sette sono stati i relatori dell’ultimo incontro siracusano, il cui tema principe era “Empathy-Humanity Beyond Technology”, affrontato sia dal punto di vista delle tecnologie (informatiche, chimiche e meccaniche), ma anche da un punto di vista lavorativo, economico e sociale ben preciso.

Si è parlato di “felicità lavorativa” e dell’“arte del vivere” sul quale si basa il concetto di lavoro in Italia, con Alberto Peretti, filosofo del Lavoro, il quale ha aperto una finestra importante sul made in Italy e sul concetto di Lavoro nel nostro Paese, un tempo basato sull’empatia e su un rapporto umano datore di lavoro-dipendente e che negli ultimi anni si è invece trasformato, divenendo mero processo produttivo; successivamente il ricercatore Guido Zichittella, 27 anni, siciliano, nominato da Forbes tra i 30 scienziati under 30 più influenti d’Europa nel 2019, è partito da un semplice uovo per farci comprendere come, al giorno d’oggi, sia difficile modificare un atteggiamento socialmente radicato, benché nocivo, e preferirne uno che riesca ad accontentare produttori e consumatori, allo stesso tempo - come nel caso delle energie rinnovabili. 

Si è giunti poi ad Internet e al mondo del web, intriso di empatia, più di quanto possiamo immaginare, come ha affermato Gianluca Varisco, esperto di sicurezza informatica, il quale, attraverso la semplice ricerca on-line e la connessione dei comuni dispositivi casalinghi con le rete, ci ha spiegato come il web indaghi l’uomo, le sue passioni, i timori, le preferenze e le informazioni, al fine di “guidare” la sua fruizione on-line e come, per fare ciò si sia fatto uomo, cercando di entrare in connessione con noi in maniera empatica e manipolando, a volte, il nostro giudizio e le nostre scelte, anche in merito a questioni importanti. Argomento quanto mai attuale se solo pensiamo alla questione della cosiddette fake news, quelle notizie false o non propriamente corrette, che circolando in rete ed essendo fruibili ad uno specifico target di utenti, sfortunatamente troppo spesso, influenzano e manipolano il pensiero delle persone. Celebre il caso dell’inchiesta giornalistica Cambridge Analytica portata avanti dalla cronista dell’Observer Caren Cadwalladr, che metteva sotto accusa il ruolo di Facebook durante la campagna elettorale antecedente alla Brexit, e che è stata discussa durante il TED di Vancouver.

Si è poi parlato di come si coltivi l’empatia, arrivando alla conclusione che il modo migliore sia quello di conoscere, studiare, viaggiare, vestendo i panni degli altri ed accogliendone la cultura. Così Paolo Magri, direttore dell’Ispi, ha applicato il concetto di empatia al contesto delle politiche internazionali, spiegando come talvolta basti, letteralmente, mettersi nei panni di chi abbiamo dinanzi per comprenderne le esigenze e, di conseguenza, tentare di raggiungere dei punti di incontro comuni, che possano far cessare conflitti ed incomprensioni che attualmente affliggono il pianeta.

A seguire Rita Cucchiara, professore di A.I. (Artificial Intellingence) presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, ci ha illustrato le ultime novità in termini di intelligenza artificiale ed ingegneria, illustrando come la scienza stia compiendo passi da gigante nell’“umanizzazione” della macchine e dei dispositivi che utilizzano principi meccanici basati sulle interconnessioni neuronali o sulla capacità di dare una propria interpretazione al mondo circostante e alle diverse situazioni, che la A.I. si trova a fronteggiare. La stessa empatia che caratterizza le macchina di ultima generazione la troviamo in ambito pubblicitario, così come ha illustrato il direttore creativo Giovanni Pagano, il quale, superando la semplice logica della domanda-offerta, ha spiegato come oggi il consumo e l’opinione del pubblico, si muovano seguendo i concetti di empatia naturale ed empatia artificiale. La prima la possediamo dalla nascita ed è quella che ci permette di comprendere gli stati d’animo di chi ci sta accanto e, di conseguenza, ci induce ad agire in un determinato modo; la seconda, come anticipato prima, sfrutta le esigenze dell’altro al fine della vendita di un prodotto o della trasmissione di uno specifico messaggio. 

Infine, a chiudere la discussione sull’argomento, la filosofa ed eticista della tecnologia Mariarosa Taddeo, ci ha ricordato che in una società, la nostra, dove l’A.I. sarà distribuita in tutti i settori e a tutti i livelli, l’obbiettivo dovrebbe essere quello di puntare ad una migliore qualità della vita umana, perché non dobbiamo dimenticare che le A.I. sono degli strumenti utili alla progettazione di una società tollerante, pluralista, democratica e giusta.


Con l’augurio di poter partecipare anche alle future edizione di quello che, spero, diventi un appuntamento fisso nella città aretusea, invito tutti coloro che non hanno potuto prendere parte al 2° TEDx Ortygia a visitare il sito https://tedxortygia.com/ per accedere a tutti i contenuti delle edizioni siracusane, e al sito ufficiale https://www.ted.com/tedx/events/24218 per scoprire i prossimi appuntamenti in Italia e nel mondo. 

Aprite gli occhi sul mondo circostante, immedesimatevi in chi vi sta dinanzi, stay human, stay empathetic.




Francesca Brancato

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INDA e Infiorata di Noto: al Teatro Tina Di Lorenzo un incontro con Maddalena Crippa

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SIRACUSA - Le rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa e l’Infiorata di Noto. Parte quest’anno la collaborazione tra due dei più importanti eventi in tutta la Sicilia, la Stagione allestita dalla Fondazione Inda, in programma dal 9 maggio al 25 luglio, e la manifestazione curata dal Comune di Noto, dal 17 al 19 maggio.

Il percorso comune che legherà l’Istituto Nazionale del Dramma Antico e l’Infiorata, l’uno arrivato alla 55ª Stagione al Teatro Greco di Siracusa, l’altra alla 40ª edizione, segna un importante momento di collaborazione tra le due istituzioni che avviano insieme un cammino con l’obiettivo condiviso di valorizzare il territorio e due momenti capaci di richiamare ogni anno migliaia di persone.

Domenica 19 maggio alle 11.30, nello splendido scenario del Teatro Tina Di Lorenzo di Noto, Maddalena Crippa, una delle più importanti e celebri attrici del teatro italiano e internazionale, che interpreta Ecuba ne Le Troiane, in scena fino al 23 giugno al Teatro Greco di Siracusa, dialogherà con Loredana Faraci, docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma, sui temi centrali della Stagione INDA 2019 e dello spettacolo che ha la regia di Muriel Mayette-Holtz. Donne e guerra è il fil rouge che unisce le produzioni artistiche della Fondazione nell’anno in corso, un tema che affronta argomenti di grandissima attualità e che vede l’universo femminile costretto a fare i conti con la devastazione delle guerre e dei conflitti. 

La Fondazione Inda sarà presente per tutti e tre i giorni dell’Infiorata con un proprio spazio in Piazza Landolina, a pochi metri dal celebre “tappeto fiorito” di via Nicolaci dove i maestri fiorai realizzeranno i loro mosaici riflettendo sul tema “I Siciliani in America”. Nello stand riservato all’Inda, oltre a ottenere tutte le informazioni sulla Stagione 2019 al Teatro Greco, sono previste delle performance degli allievi dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico.


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"EMPATIA": sarà la parola chiave della 2° edizione del TEDxOrtigia

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SIRACUSA - Tutto pronto per la seconda edizione del TEDx Ortygia, che sabato 18 maggio 2019, dalle 14:00 alle 19:00, si terrà a Siracusa presso il Teatro Comunale. L’appuntamento sarà dedicato al tema dell’empatia nell’era delle macchine intelligenti: “Empathy: Humanity Beyond Technology” , questo il titolo dell’edizione di quest’anno.

TED è un’organizzazione no-profit statunitense, nata più di 30 anni fa, il cui scopo è quello di dare valore e visibilità alle “idee che meritano di essere diffuse”.
TEDx è il programma di eventi locali, organizzati in maniera autonoma ed indipendente nei quali brevi talk si susseguono per analizzare un argomento da diversi punti di vista e stimolare la discussione attorno ad essi offrendo l’opportunità di una riflessione sulla scienza, sulla tecnologia e sulla società.

Saranno sette gli ospiti ad alternarsi sul palco per altrettanti speech che analizzeranno le differenti sfumature dell’avvincente tema, in un’epoca in cui la tecnologia assume un ruolo sempre più centrale nella vita di tutti i giorni. L'empatia, ovvero la capacità tutta umana di mettersi nei panni dell'altro e che ci contraddistingue dalle macchine è ancora oggi un vantaggio? Cosa significa davvero essere umani?

Sette diversi interventi, sette diversi background culturali e lavorativi dei rispettivi relatori, sette diversi punti di vista da cui verrà analizzato il tema e da cui trarre ispirazione per il futuro che ci aspetta.

Gli speaker:

Rita Cucchiara, professore di Visione Artificiale e Sistemi Cognitivi all’università di Modena e Reggio Emilia, coordina il laboratorio di ricerca Aimagelab ed il Lab RedVision. È inoltre direttore del Laboratorio Nazionale CINI di Artificial Intelligence and Intelligent System;

Paolo Magri, vice presidente esecutivo e direttore dell’ISPI, docente di Relazioni internazionali all’università Bocconi di Milano, membro strategico del Ministero degli affari Esteri, giornalista pubblicista, è stato funzionario presso il Segretariato delle Nazioni Unite a New York;

Giovanni Pagano, direttore creativo, nasce a Palermo e vive a Milano. Dopo essere passato da TBWA, Lowe Pirella, Dorland e RedCell, fonda l’agenzia di comunicazione Brandband e insegna Art Direction, Creatività e Storia della Pubblicità in Accademia di Comunicazione a Milano;

Alberto Peretti, filosofo del lavoro e fondatore di Genius Faber, società di consulenza strategica specializzata nella valorizzazione dell’italianità lavorativa e del lavoro made in Italy;

Mariarosaria Taddeo, esperta di cyber etica e Research Fellow presso l'University of Oxford, è stata nominata nel 2018 tra le 50 donne italiane più influenti nell'ambito della tecnologia e tra le "100 Brilliant Women in AI Ethics";

Gianluca Varisco, esperto di sicurezza informatica e Chief Information Security Officer (CISO) per Arduino, la più popolare piattaforma Open Source per la progettazione elettronica;

Guido Zichittella, 27 anni, siciliano, nominato da Forbes Magazine tra i 30 scienziati under 30 più influenti d’Europa per il 2019.


Per partecipare all’evento è necessario l’acquisto del biglietto, in vendita solamente online tramite la piattaforma “Eventbrite” all’indirizzo https://tedxortygia2019.eventbrite.it

Maggiori informazioni sull’evento e sugli speaker: www.tedxortygia.com

Francesca Brancato
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InCanto: viaggio catartico ai confini tra parola, suono, luce e movimento

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SIRACUSA - InCanto è una narrazione sinestetica durante la quale la parola evocativa permette di vedere la forma di un dolore tramutarsi - attraverso suono, danza e colore - in aerea luce. L’idea ha radici antichissime. Basta tornare indietro agli albori della nostra storia, alle rappresentazioni rituali che gli antichi Greci chiamavano tragedie (letteralmente “canti del capro espiatorio”) e che condensavano tutte le forme d’arte allora conosciute: poesia, musica, danza. Da quei lontani primordi sono trascorsi secoli di innovazioni e sperimentazioni ma l’idea originaria, la rappresentazione “globale”, continua a essere fonte di ispirazione. Domenica 19 Maggio all’Urban Center di Siracusa, in Via Nino Bixio 1/A alle ore 20.30 andrà in scena uno spettacolo, decisamente particolare, fatto di musica, danza, luci e parole. Sul palco le due interpreti, Ella Ciulla - autrice dei testi, e Lalla Bruschi - attrice, proporranno alcune riflessioni poetiche in un viaggio emozionale che partendo dalle radici profonde e oscure del dolore - condizione che accomuna l’intera umanità - e unisce poesia, musica, luci e danza in un linguaggio sincronico capace di esprimere adeguatamente l'intuizione poetica e di renderla comprensibile, trasportando lo spettatore all’interno di atmosfere calde e piene di sentimento e pathos. Il tutto rappresentato visivamente da cinque giovanissime danzatrici, di età che va dai sette anni in su, che, eseguendo le coreografie di Giusy Miceli, apriranno le scene in un adagio lento che muterà poi gradualmente nel finale inno festoso alla Vita, in un trionfo raggiante di luci e colori. Uno spettacolo assolutamente da non perdere.

INGRESSO su invito.

INFO: 3406012869

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Giornata Nazionale del Malato Oncologico: le risposte alle nuove esigenze

SIRACUSA - Il 19 maggio in Italia sarà la Giornata Nazionale del Malato Oncologico. Per il XIV anno un’intera giornata sarà dedicata al malato, agli ex malati, ai sopravvissuti al cancro e a tutti coloro che hanno vissuto da vicino la malattia, condividendone ansie, preoccupazioni e speranze. 

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In Italia ogni anno sono colpiti da cancro circa 270 mila cittadini. Di questi, il 50% dei pazienti attualmente riesce a guarire, con o senza conseguenze invalidanti. L’altro 50% invece si cronicizza. 

I risultati della ricerca, nonché le nuove terapie, la diagnostica precoce, la chirurgia continuano a mostrare gli effetti positivi sul decorso della malattia, allungano anche sensibilmente la vita dei malati che non possono guarire. Se questo è vero, è altrettanto corretto affermare che esistono tutta una serie di altre problematiche che riguardano l’accesso alle terapie, la riabilitazione e qualità della vita, la difficoltà nel rapporto medico-paziente, le cure palliative e la terapia del dolore e i diritti sul lavoro.

Per rispondere a queste esigenze e incoraggiare una sensibilizzazione poliedrica, le associazioni MARELUCE, OLTRE, PROMUOVERE e ANGOLO, si sono fatte promotrici di eventi informativi e divulgativi che avranno luogo nella città di Siracusa, e nei comuni di Avola e Augusta, con il patrocinio dei rispettivi comuni e con la collaborazione dell’UOC di Oncologia medica RAO – ASP 8 di Siracusa.

Si inizierà giovedì 16 maggio con una conferenza sull’incidenza del carcinoma della mammella maschile, prevista per le ore 18.00 a Palazzo Vermexio (Sr) – questo tumore rappresenta l’1% di tutti i tumori della mammella, conoscere i fattori di rischio permette di adattare le abitudini e lo stile di vita al fine di evitarlo – ; venerdì 17 maggio all’auditorium comunale dell’Istituto G. Amato di Augusta, si terrà alle 11.00 una conferenza sui tumori dell’età giovanili – eseguire un autoesame corretto dà modo di monitorare l’eventuale insorgenza di patologia – ; sabato 18 maggio toccherà al comune di Avola, in cui alle 18.00 al centro culturale giovanile, ci sarà una conferenza sulla sterilità secondaria ai trattamenti oncologici – la tutela della fertilità è un traguardo da raggiungere, attraverso protocolli personalizzati per andare incontro a tutti quei pazienti che riscontrano una malattia oncologica in piena età riproduttiva – ; domenica 19 maggio, dalle 9.30 del mattino, si avrà modo di ricevere informazioni direttamente pressoi vari presidi delle associazioni presenti in diverse piazze dei tre comuni coinvolti; infine mercoledì 22 maggio, si terrà a Palazzo Vermexio (Sr), alle 18.00 un’ultima conferenza sugli aspetti riguardanti il paziente oncologico e il diritto di famiglia: l’adozione. 


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Fondazione INDA: non solo teatro

SIRACUSA - Nel solco della positiva sperimentazione avviata lo scorso anno, si rinnova la collaborazione tra la Fondazione Inda e Civita. Nei due grandi musei di Siracusa, infatti, fino al prossimo 15 settembre le mostre dei due artisti che hanno segnato con le loro opere la campagna di comunicazione della stagione 2019 al Teatro Greco: Umberto Passeretti, espone al Museo Paolo Orsi la sua DemetramataMatteo Basilè, nella Galleria Regionale di Palazzo Bellomo Mater. Entrambe le esposizioni sono allestite all’interno del percorso museale e sono visitabili senza biglietto d’ingresso aggiuntivo.

Il manifesto ufficiale della Stagione è affidato al dipinto Elena dell’artista Umberto Passeretti, pittore contemporaneo formato all’École Nationale Supérieuredes Beaux-Arts, il quale dal 1985 dialoga con la classicità romana. Un presente antichissimo, scelto come claim dalla Fondazione Inda, è il concetto attorno al quale ruota gran parte della ricerca di Passeretti che, attraverso opere di grande formato dialoga da pittore contemporaneo con la memoria dell’antico. Le opere dipinte (prevalentemente a olio e acrilico su tavola ma talvolta anche su tela) fanno parte del ciclo Anatomia del panneggio e trovano nel Museo Archeologico Paolo Orsi una sede per così dire naturale dialogando con i reperti del museo stesso e mettendo in scena l’idea coinvolgente di un classico dinamismo e in divenire.

Gli scatti dell’artista Matteo Basilé sono al centro delle tre immagini che la Fondazione Inda ha scelto per ciascuna delle tre produzioni della Stagione 2019: Elena, Le Troiane e Lisistrata.

Mater è il titolo del progetto che Basilé ha pensato per la sua mostra all’interno del Palazzo Bellomo di Siracusa. Il progetto fotografico/installativo che ruota all’interno della ricerca dell’artista nel mondo femminile. Opere fotografiche che dialogano con le straordinarie opere conservate all’interno del Museo, accompagnano il visitatore in un percorso senza tempo dove il racconto contemporaneo incontra la storia di una civiltà nata da una sola grande Mater. Basilé possiede la straordinaria capacità di conciliare idee opposte come il bello e il grottesco, reale e surreale, naturale e artificiale.

La collaborazione tra Inda e Civita, anche quest’anno, prevede che, esibendo il biglietto degli spettacoli dell’Inda, si abbia diritto a un ingresso ridotto alla mostra Archimede a Siracusa in corso presso la Galleria Civica Montevergini e, viceversa, i visitatori della mostra avranno diritto al biglietto d’ingresso ridotto agli spettacoli.

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A Siracusa un convegno internazionale per la Reimann e l’infermieristica

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Siracusa - Christiane Reimann è stata protagonista del seminario internazionale che si è svolto il 6 maggio a Siracusa. Presso la sede del Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights, si sono riuniti rappresentanti del mondo infermieristico, studiosi e appassionati della figura di C. Reimann – Annette Kennedy, presidente dell’International Council Nourses, Grete Kristensen, presidente del Danish Nursers’Organization, Brabara Mangiacavalli, Presidente Federazione nazionale Ordini delle professioni infermieristiche, Cecilia Sironi, Past President Consociazione Nazionale delle Associazioni infermiere/i, S. Malchau Diets, biografa ufficiale di C. Reimann, Tiziana Genovese, Infermiera professionista dell’Ospedale Umberto I di Siracusa e volontaria per “Save Villa Reimann”, gruppo che, con la coordinazione di Marcello Lo Iacono e Lucia Acerra, insieme al Consorzio Universitario Archimede, presieduto da Silvano La Rosa, hanno organizzato l’evento, patrocinato dal comune di Siracusa. Con la presenza del Console danese di Messina, Domenico Speciale, il seminario è stato un’occasione di scambio culturale tra i due paesi che maggiormente hanno avuto un impatto nella vita di C. Reimann: la Danimarca da una parte e l’Italia dall’altra. 

L’una terra natìa, l’altra la terra che scelse in cui risiedere dopo essersi innamorata del paesaggio siracusano. 

Conoscere la dimensione personale e professionale di questa figura è stato il leitmotiv del convegno, che è stato anche occasione di confronto su temi più ampi come il ruolo dell’infermiere all’interno del sistema sanitario, gli sviluppi del percorso di formazione che lo qualifica nonché le riflessioni sull’incidenza di una componente spesso prevalente di donne per questa professione. 

L’analisi di C. Reimann, che fu una femminista ante litteram, leader internazionale che seppe riconoscere l’importanza per una formazione infermieristica altamente qualificata, è stata accompagnata dalle considerazioni sulle ragioni che hanno condotto questa donna così profondamente integrata in un tessuto internazionale a trasferirsi ai confini dell’Europa, in una città geograficamente più isolata rispetto alle altre in cui era solita muoversi. Queste indagini hanno contribuito a riconoscere l’importanza del profilo umano per chiunque si approcci a questo mestiere, seguendo l’esempio della Reimann che coniugò le conoscenze scientifiche alle più varie espressioni culturali.  


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Le Orestiadi di Gibellina arrivano a Siracusa con una mostra a Palazzo Greco

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SIRACUSA - Sabato 11 maggio, alle ore 18.00, presso la sede del Teatro Greco di Siracusa - Fondazione Inda in C.so Matteotti n. 29 a Siracusa, si terrà l’inaugurazione della mostra “Le Orestiadi di Gibellina” a cura di Enzo Fiammetta. La mostra, realizzata in collaborazione con la Fondazione INDA, presenta le testimonianze di alcune produzioni che hanno fatto la storia del teatro italiano. L’esposizione sarà allestita nelle sale di Palazzo Greco, dall’11 maggio al 3 settembre 2019.

Questo è uno dei molti appuntamenti imperdibili della Stagione 2019 della Fondazione Inda, realizzato ed organizzato in collaborazione con Fondazione Orestiadi, che da anni si occupa di teatro ed arte, dallo stampo classico, ma con un’occhio puntato verso il contemporaneo. 

La Fondazione Orestiadi si trova a Gibellina, in provincia di Trapani, in quella parte della Sicilia che si protende verso il Maghreb. Essa da sempre esplora e ricrea tracce ed analogie con i popoli del mediterraneo nel suo Museo delle Trame Mediterranee, dove le ceramiche, i tessuti, i gioielli e i tessuti mostrano i legami esistenti tra le culture dei popoli del mare. 

La Fondazione ha sede nel complesso del Baglio di Stefano che, ricostruito a seguito del disastroso sisma che nel 1968 colpì la Valle del Belìce, costituisce un esempio architettonico di eccezionale interesse artistico e culturale. Il granaio accoglie la collezione d'arte contemporanea della Fondazione Orestiadi, tra le più importanti d’Italia, le cui opere documentano la permanenza degli artisti a Gibellina e il loro contributo per il progetto di ricostruzione della città. Gli spazi del Baglio di Stefano ed il Cretto di Burri ospitano annualmente, nel periodo che va da Luglio a Settembre, il Festival delle Orestiadi di Gibellina, rassegna internazionale di teatro, musica, arti visive, con spettacoli, progetti e mostre. La Fondazione Orestiadi ha una seconda sede a Tunisi, nel palazzo Dar Bach Hamba, considerato tra gli edifici più belli della Medina.


Numeri utili:

Centralino 0931-487200

Biglietteria 0931-487248

La biglietteria è aperta dalle 10.00 alle 13.00 in corso Matteotti, dal lunedì al sabato.

Mentre, dalle 10.00 alle 19.00, tutti i giorni, al Teatro Greco.



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"Giuseppe Fava, oltre il giornalismo - La pittura come documento e denuncia" - La mostra a Milano

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MILANO - Nel giorno in cui si ricorda la scomparsa di Peppino Impastato, per anni considerato un terrorista vittima del suo stesso attentato, e che oggi, invece, grazie all’impegno della madre e dell’associazione che porta il suo nome, è uno dei volti simbolo della lotta alle mafie, vogliamo segnalarvi una mostra allestita a Milano, visitabile fino all’8 giugno prossimo.

Parliamo di “Giuseppe Fava, oltre il giornalismo”, l’esposizione che offre una panoramica sulla figura del giornalista (ma non solo) siciliano Giuseppe “Pippo” Fava. Nella sua vita Fava è stato uno scrittore, giornalista, drammaturgo, saggista e sceneggiatore, ucciso da “Cosa nostra" a causa delle sue inchieste sul mondo mafioso. Fu un personaggio carismatico, apprezzato dai propri collaboratori per la professionalità e il modo di vivere semplice. Ricoprì il ruolo di direttore responsabile del Giornale del Sud e fu fondatore de I Siciliani, secondo giornale antimafia in Sicilia. Venne ucciso, nel gennaio 1984, e per quel delitto sono stati condannati alcuni membri del clan mafioso dei Santapaola. È stato il secondo intellettuale a essere ucciso da “Cosa nostra” dopo Giuseppe Impastato (assassinato il 9 maggio 1978).

Come si accennava prima, Pippo Fava non era solo un giornalista.

Chi ne conosce la storia, le opere e lo spessore intellettuale, sa che Fava era un grande scrittore, un documentarista, uno sceneggiatore, un drammaturgo. Pochi sanno, però, che egli era anche un pittore di talento. L’arte pittorica di Fava, infatti, rimane la parte meno nota della sua vasta produzione intellettuale. Le sue tele, i disegni, le incisioni, che la Fondazione Fava ha riportato alla luce, sono di una qualità eccellente e possiedono la stessa forza espressiva della scrittura e del teatro prodotti dallo stesso autore.

Queste opere saranno in mostra a Milano, dal 16 aprile fino all’8 giugno 2019, presso lo scalone monumentale della Biblioteca Sormani, sita in via Francesco Sforza 7. L’esposizione, intitolata “Giuseppe Fava, oltre il giornalismo”, è curata da Giovanna Mori, critica d’arte ed autrice della monografia “La pittura come documento, racconto e denuncia”, recentemente pubblicata in collaborazione con la Fondazione Giuseppe Fava.

Le opere pittoriche di Fava constano di oli, acqueforti e disegni, che saranno messi a disposizione del pubblico, il quale potrà, finalmente, conoscerne ed apprezzarne la forza espressiva, la qualità tecnica ed il messaggio che contengono. Le opere rispondono alla capacità dell’autore di raccontare l’umano con le sue miserie, i suoi personaggi, la violenza e la povertà. Egli ci mostra un caleidoscopio di volti, espressioni, linee, colori, tratti talvolta reali, talvolta bizzarri, quasi caricaturali. I soggetti raffigurati sono spesso le donne, i poveri, i sofferenti, gli sfruttati, ma ci sono anche l’amore e la passione.      La Sicilia è, naturalmente, centrale anche nella produzione artistica, così come lo è stata in tutta la sua produzione letteraria e giornalistica.

Della terra natia sono presenti i colori, le suggestioni, i paesaggi, le chiese, le scalinate, ma anche i personaggi scomodi, i mafiosi, che Fava descrive e ridicolizza anche nelle pitture. Dalle opere trapela il suo modo di raccontare la mafia, di sfidarla, facendo cadere quella falsa coltre di onore di cui era rivestita, ma anche lo stesso senso di ironia e sarcasmo intelligente che animava certi suoi articoli, romanzi e scritti per il teatro. Una realtà nuda e senza filtri, quella delle opere di Fava, che fa saltare all’occhio un senso di verità, l’amore smisurato per quella verità che Pippo Fava ha sempre voluto raccontare e perseguire, ad ogni costo.

L’arte di Fava è animata non solo da una grande passione, ma anche da una grande conoscenza dell’Arte stessa, come sottolinea Giovanna Mori nella sua monografia. All’interno del percorso espositivo potrete trovare anche una proiezione continua di brani della serie “I Siciliani”, del 1980, con la regia di Vittorio Sindoni e la sceneggiatura di Pippo Fava.

Infine, in alcune teche, sarà esposto del materiale d’archivio di interesse storico, che contribuirà ad arricchire la conoscenza della complessa e multi sfaccettata personalità dell’artista.

Questa mostra, frutto di un progetto di Massimiliano Scuriatti e della Fondazione Giuseppe Fava, dedicato ad Elena Fava, figlia dell’intellettuale siciliano, scomparsa nel 2015, è un tributo al grande Pippo e offrirà un ritratto completo di cosa egli ha rappresentato e rappresenta nella cultura italiana del Novecento. Una mostra che vale la pena di essere visitata, compresa ed apprezzata fino in fondo, per ricordare una grande personalità ed il suo importantissimo lavoro.


Per tutte le info su orari e giorni di apertura cliccare qui.



Francesca Brancato

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TITTI SMERIGLIO presenta il suo primo album "NON SO DIRTI NO" LIVE IN SICILIA

Arriva in Sicilia il live di presentazione del disco di Titti Smeriglio “Non so dirti no”: 4 appuntamenti in un weekend che si snoda tra l’Eight Horses di Belpasso (CT), il Sikarù Beerstro di Siracusa, il Mono di Catania e Al Kenisa di Enna, per ascoltare la voce calda, potente ed emozionante della cantautrice siciliana e le sue canzoni che ci parlano di noi con grande sensibilità, partecipazione ed un pizzico di ironia.

Titti Smeriglio è una raffinata cantautrice siciliana. Vive e lavora a Roma da anni e sono tante e varie le sue esperienze musicali, che da 25 anni la vedono protagonista come solista e in gruppo.

Il suo primo EP autoprodotto, “Canzonette D’Amore”, è stato un successo di pubblico tanto da farle avere ingaggi come songwriter per televisione e cinema. Collabora con Paolo Buonvino e Santi Pulvirenti, noti compositori di colonne sonore per film e serie televisive. Scrive canzoni per i reality “Chiedi a papà” Rai3, e “Coppie in attesa” Rai2; per il film “Orecchie” del 2017, per le serie televisive “La mafia uccide solo d’estate” e “Tutto può succedere” firmate Rai1. Nelle prime due stagioni di quest’ultima, la produzione le chiede anche di apparire in video con le sue canzoni.

Con il suo modo di scrivere spontaneo ed accattivante, propone canzoni in cui è facile riconoscersi e la sua voce calda ci racconta di noi con grande sensibilità ed ironia. Il 19 ottobre scorso è uscito il suo primo album “Non so dirti no”, prodotto anche grazie al contributo di una fortunata campagna di crowdfunding.  Al suo interno, il modo di scrivere spontaneo ed apparentemente leggero di Titti, esplora il mondo dell’amore e dell’assenza, per chiedersi in realtà se comprendiamo ed accettiamo la qualità delle nostre relazioni e quanto siamo in grado veramente di migliorarle. 

Quello che succede nei rapporti d’amore è poi un’emanazione riferibile a tutte le relazioni interpersonali. L’incapacità di prestare vera attenzione alla persona che ci sta accanto, la follia più o meno consapevole e rassegnata di voler ostinatamente rimanere legati a una situazione palesemente scomoda, quasi grottesca, ma ritenuta ineluttabilmente necessaria, la poca chiarezza dell’amore e la consapevolezza che per migliorare la nostra percezione e interazione con gli altri bisogna innanzitutto imparare ad ascoltare e a voler bene a se stessi: questi i temi cantati dalla cantautrice in questa sua ultima produzione che vede importanti collaborazioni e un sound che, musicalmente, attraversa gli anni ’60 e ’70. 

Titti, insieme agli eclettici musicisti della sua band con cui da anni suona ed arrangia i suoi brani, presenta un live di grande qualità in equilibrio tra energia e passione, in grado di coinvolgere e divertire il pubblico. In scaletta anche un emozionante inserto di canzoni in siciliano, che svela il profondo legame con la sua Terra d'origine. 

Sul palco:

Titti Smeriglio: voce

Antonio Ragosta: chitarra

Mattia Di Cretico: batteria

Fabio Fochesato: basso

Date:

mercoledì 8 maggio Eight Horses – Belpasso (CT)

giovedì 9 maggio Sikarù Beerstro - Siracusa

venerdì 10 maggio Mono - Catania

sabato 11 maggio Al Kenisa - Enna




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Lectio Magistralis di Alessandro Cecchi Paone a Siracusa, per i 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci

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SIRACUSA - Il 17 Maggio a partire dalle ore 17.30, in occasione delle celebrazioni indette per i 500 anni dalla scomparsa del Maestro del Rinascimento Italiano Leonardo da Vinci, il Museo Leonardo e Archimede di Siracusa avrà il piacere di avere ospite il giornalista Alessandro Cecchi Paone. L’incontro con il pubblico si svolgerà presso la sala Borsellino di Palazzo Vermexio in Piazza Duomo. Per l’occasione il giornalista e commentatore terrà una lectio magistralis con tema “La Macchina del Tempo di Leonardo”, realizzata con il patrocinio della Città di Siracusa. Durante l’incontro interverranno il sindaco  della città Aretusea Francesco Italia e la Responsabile del Museo Leonardo da Vinci e Archimede Maria Gabriella Capizzi.

Venerdì 17 Maggio, a partire dalle ore 17.30.

L’ingresso è gratuito

Il museo è inoltre aperto tutti i giorni dalle 10.30 alle 19.00

Per informazioni e prenotazioni

Telefono: +39 0931.1855824 / +39 388.1565746

Mail: info@leonardoarchimede.com 

Web: http://www.leonardoarchimede.com/en/



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Inversione di tendenza: il 1° Maggio si festeggia al Sud

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CATANIA - Torna l’appuntamento con il One Day Music Festival, giunto ormai alla sua undicesima edizione, in occasione del Primo maggio. Anche quest’anno sarà la costa della Playa, in viale Kennedy a Catania, ad ospitare la rassegna musicale che ogni anno coinvolge migliaia di partecipanti ed artisti di fama internazionale. Due palchi, nella Sundance Arena e la Spring Arena, per 48 ore di musica dedicate alla scena techno, rap ma anche house, drum and base e reggae, con artisti del calibro di Ben Klock, Doxon e Roman Flugel. Ci sarà ampio spazio anche per Maceo Plex, Manuel De La Mare e Phunkadelica. Una vera e propria manifestazione di grandi talenti durante la quale sarà possibile assistere ad una rotazione di dj che suoneranno in contemporanea per tutta la durata del festival, per un One Day Music che partirà alle 10 di mercoledì 1 maggio e si protrarrà fino all’alba di giovedì 2 maggio.

Uno degli aspetti da non sottovalutare è che al One Day Music Festival si può andare anche in treno, lasciando a casa l’automobile. Grazie all’accordo con Trenitalia (Gruppo Fs Italiane), sarà possibile usufruire dell’offerta da e verso Catania. Alla stazione centrale del capoluogo etneo, i partecipanti all’evento troveranno a disposizione le navette AMT che collegheranno il centro della città con il litorale. Per tutti gli aggiornamenti sull’iniziativa basta seguire il One Day Music sul sito del festival, e sui canali social attraverso la pagina Facebook e sull’account Instagram. 

Ma le sorprese non finiscono qui. Nella Spring Arena saranno ospiti i musicisti italiani ed internazionali tra i più importanti del momento. Per gli appassionati di rap e trap, sarà possibile assistere alla performance del due volte disco d’oro Nitro, la popolare crew romana Dark Polo Gang, del giovane astro nascente Junior Cally, dell’eclettico Ketama 126, e dell’idolo di casa L’Elfo, ma anche dei palermitani Stokka and Madbuddy feat. Roc Beats aka Dj Shocca, impegnati nel loro tour d’addio. L’inglese David Rodigan, invece, porterà la sua pluridecennale esperienza nel mondo delle sonorità reggae, ed il trio olandese Black Sun Empire sarà il principale interprete della drum and bass. A completare la line up dell’evento si esibiranno anche Don Said e John Lui

«One Day Music Festival nasce nel 2009 da un’idea dei cugini Rosano, quasi per gioco – racconta uno degli organizzatori dell’evento, Marco Palazzolo –  ma la svolta è avvenuta qualche tempo dopo, nel 2012, quando siamo passati da 4 mila a 8 mila presenze. È in quell’anno, che il nostro gruppo di giovani ambiziosi, si è reso conto di avere creato uno degli eventi musicali più attesi in Italia, capace di confermare grandi presenze anche con condizioni meteorologiche avverse. Oggi siamo arrivati all’undicesima edizione, che si preannuncia con il botto. Fino a pochi anni fa, si identificava la festa dei lavoratori unicamente con il Concertone a Roma, in piazza San Giovanni. Ho ancora vivo in mente il ricordo di treni e autobus pieni di ragazzi emozionati che partivano alla volta della capitale. Oggi c’è stata un’inversione di rotta: per festeggiare tutti insieme si va al Sud, proprio qui, a Catania. Il nostro sogno è diventato realtà».


Emilia Rossitto

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Presentata anche a Siracusa la Stagione 2019 del Teatro Greco di Siracusa: interpreti, registi, scenografie e molto altro

SIRACUSA - Si è tenuta questa mattina, presso Palazzo Greco, la conferenza stampa di presentazione della Stagione 2019 del Teatro Greco di Siracusa. Alla presenza del sovrintendente della Fondazione INDA Antonio Calbi, del sindaco di Siracusa non che presidente della Fondazione Francesco Italia e del consigliere delegato della Fondazione Mariarita Sgarlata, sono stati illustrati alla stampa ed al pubblico i primi dettagli delle tre rappresentazioni di quest’anno.

Come vi avevamo già annunciato, i temi portanti di questa stagione sono un vero e propio ponte tra antico e moderno. Parliamo di “Donne e Guerra”, si, perché queste tematiche risultano essere onnipresenti sia nei dialoghi che nelle caratterizzazioni dei vari personaggi che si alterneranno sulla scena. Donne forti e determinate, come le protagoniste di “Lisistrata” che vietano l’amore ai propri uomini per scacciare la guerra, o come Elena, protagonista della tragedia di Euripide che porta lo stesso nome, le quali si oppongono all’uomo e alla sua costante ed ostinata propensione per il conflitto, latore di sofferenza e distruzione, come accade in “Troiane”, dove Ecuba guarda la sua città bruciare, piena di dolore e perdita della patria, degli affetti, della libertà.

Messaggi forti e quanto mai attuali, in un epoca, la nostra, nella quale gli uomini si combattono a vicenda, allontanandosi anziché collaborare, in cui i bambini e le madri vengono rimandati verso morte e distruzione, piuttosto che essere accolti e curati. Un’epoca in cui il ruolo delle donne, nonostante le numerose lotte e le vittorie ottenute, non riceve ancora il valore che giustamente si merita. Donne, madri, mogli, sorelle, come le Troiane che perdono ogni cosa, a causa di una guerra protratta in nome della bellezza, che nulla ha a che vedere con i principi più profondi dell’uomo e che tanta distruzione porta con sé.

1_Le-Troiane- Bosco Morto - Stefano Boeri

A questi si unirà il tema della natura, ripreso nelle scenografie grazie all’inserimento di alcuni elementi come l’acqua e il legno, presenti l’uno nella scenografia di “Elena”, l’altro in quella di “Le Troiane” grazie alla grande opera dell’architetto Stefano Boeri, “Bosco Morto”, che con i suoi 200 alberi vuole simboleggiare la catastrofica perdita dei 2.400 abbattuti durante il tifone che ha duramente colpito il Friuli Venezia Giulia. Il legno di questi alberi entrerà a far parte, poi, della filiera siciliana, mentre, in autunno, 1.000 alberi verranno prima affidati ai bambini siracusani, poi ripiantati, per offrire alla città ed al territorio un nuovo bosco. 

A presentare le tragedie i due registi, rispettivamente Davide Livermore per “Elena”, che sarà interpretata da Laura Marinoni, e Muriel Mayette-Holtz regista di “Le Troiane”, con un cast considerevole composto da ben 160 interpreti. Ha affermato Livermore «Ho l’onore di dirigere un’opera complessa, una tragicommedia, volutamente scritta così dall’autore stesso, che ci coinvolge in un gioco molto profondo, quasi in una dimensione onirica, dove lo spazio scenico diventa luogo di memoria, di incontri impalpabili, di naufragi, non solo fisici, e dove sarà molto presente un coro ristretto di grandi solisti».

Quella 2019 sarà una grande stagione di debutto, non solo per la rinnovata amministrazione della Fondazione INDA, ma anche e soprattutto per i numerosi registi ed interpreti che compongono il massiccio corpo dei lavori che si cela dietro le quinte delle Rappresentazioni Classiche. «Una sorta di debutto mi butto!», come ha affermato l’attrice Laura Marinoni, e come ha confermato la regista francese che si occuperà di dirigere “Le Troiane”, grande opera al femminile, la quale ha affermato «È straordinario vedere come la città di Siracusa si stia trasformando con l’avvicinarsi della messa in scena delle rappresentazioni. Si respira questa aria fatta di cultura e storia e speriamo che il pubblico sia lieto di accoglierci, così come ha già fatto la sua città».

Saremo alla presenza di spettacoli che conquistano i cuori ed emozionano le menti, espressione di una forma artistica, quella teatrale, che è condivisione, non solo con chi ci sta seduto accanto nella cavea, ma con tutti coloro che il teatro lo creano, per proporci un prodotto unico, che vale la pena vedere almeno una volta.

E, a proposito di pubblico, molto si è parlato, questa mattina, in merito ai vari progetti proposti lo scorso anno per agevolare gli ingressi a quella parte di pubblico che, non sempre, può permettersi di andare a teatro. Progetti come quello del teatro in città, che avrebbe dato la possibilità ai cittadini meno abbienti di poter godere della magnificenza del teatro classico, dislocato, per altro, in quartieri di Siracusa che necessitano di una rivalutazione. Purtroppo però, le tempistiche ristrettissime e la grande mole di lavoro non hanno consentito la realizzazione di tali propositi. Aspetteremo il prossimo anno, così che il teatro diventi davvero di tutti e per tutti.


Francesca Brancato

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METE - IL MUSEO DELLA MEMORIA E DEL TERRITORIO RISCHIA LA CHIUSURA

MeTe - Siculiana

AGRIGENTO - Uno spazio dove è possibile rivivere ed approfondire le vicissitudini di Garibaldi attraverso i cimeli del medico Giuseppe Basile, ripercorrere i momenti della Grande Guerra con le memorie di chi ne prese parte e molto altro ancora, oggi questa realtà, però, rischia di chiudere per mancanza di fondi. A rendere possibile un suggestivo e sui generis tuffo nel passato è il Museo della Memoria e del Territorio di Siculiana, un piccolo comune di poco più di 4.000 abitanti, in provincia di Agrigento. Una tappa che da oltre dieci anni per molti curiosi ed appassionati si è rivelata obbligatoria, e che negli ultimi cinque anni ha registrato oltre 15.000 visite uniche. La volontà di raccogliere e raccontare le memorie individuali e collettive del territorio è nata nel 2009 da un’idea dell’associazione “Leisure and tourisme”, guidata da Stefano Siracusa, che da quel momento in poi ha dato vita a numerose iniziative, con l’obiettivo, inoltre, di riqualificare un quartiere storico della piccola cittadina. Oggi questa splendida realtà, unica nel suo genere, che loro definiscono «non un semplice museo ma la voglia di riscatto sociale e culturale di una comunità che sta morendo, dove i giovani scappano e gli anziani sono costretti a fronteggiare le difficoltà socio-economiche del luogo», è minacciata dal disinteresse delle istituzione alle quali l’associazione si è appellata per poter sopravvivere. D’altro canto l’amministrazione comunale fa sapere che si impegnerà per impedire che il Museo chiuda i battenti.

«L’idea era quella di creare un museo partecipato - ha raccontato Siracusa - dalla progettazione fino ad arrivare alla realizzazione: il riscontro è stato immediato ed abbiamo ricevuto sin da subito numerose adesioni da diverse parti d’Italia. L’idea del Museo nasce anche grazie a dei workcamp, dei campi di volontariato che ogni anno l’associazione ha organizzato. Un’esperienza durante la quale si organizzavano laboratori, ma anche ricerca e catalogazione o allestimento ed attività artistiche. Questo percorso ha dato vita alla parte espositiva del museo, dove nel tempo siamo riusciti a dare ampio spazio anche a delle installazioni, come “Lo scecco che vola”, realizzate grazie alle collaborazioni dei volontari che hanno preso parte ai laboratori. Si sono susseguite, inoltre, numerose attività rivolte agli istituti comprensivi del territorio in una vera e propria ottica di riqualificazione e rigenerazione urbana». 

Un tentativo, andato in porto quando i componenti dell’associazione avevano poco più di vent’anni, con il desiderio di voler mettere in piedi una struttura che fosse anche occasione di crescita culturale per ogni interlocutore e per i cittadini stessi. 

«Il museo nasce all’interno di un quartiere che alla fine degli anni Novanta si presentava totalmente disabitato - ha spiegato Siracusa -, come i classici quartieri del                                                                                                                                                                 Mezzogiorno che ad un certo punto si sono spopolati. Il Comune ha partecipato e si è aggiudicato un finanziamento europeo che ha permesso, infine, la realizzazione del museo. Ad oggi però dall’Ente non riceviamo nessun sostegno trovandoci in grossa difficoltà».

I manufatti in esposizione partendo dal territorio e dalle storie locali, come nel caso del medico Basile, di Siculania, che curò una ferita di Garibaldi, riescono ad affrontare tematiche molto più ampie. Tutto ciò oggi è a rischio chiusura ma l’associazione cerca di continuare il proprio percorso con la determinazione dei membri e con la grande sensibilità che i privati hanno dimostro finora nei confronti di questo progetto. 

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«Tramite le informazioni legate al territorio - ha proseguito Siracusa - riusciamo ad esaminare aspetti che spesso restano in ombra nei classici programma scolastici: come ad esempio l’influenza massonica nell’unità d’Italia. Non a caso in occasione delle iniziative rivolte alle scuole medie della provincia andiamo a raccontare i fatti, ampiamente documentati, che solitamente vengono censurati o omessi. Si narrano le vicende anche tramite il gioco e la rappresentazione teatrale. Inoltre abbiamo anche aderito ad un progetto del Ministero dell’Istruzione dedicato alla sport ed all’inclusione sociale dove siamo riusciti a coniugare arte ed un’ampia spiegazione su tradizione, folklore ed origini di Siculiana in un percorso itinerante durante il quale abbiamo sottolineato che la storia non è contenuta solo nei locali del museo ma esiste un territorio pronto a raccontarsi. Il museo, anche per queste motivazioni, non è considerato come un semplice contenitore di oggetti ma come un centro culturale dove vengono svolte diverse attività. Annessa, ad esempio, abbiamo una biblioteca, che spesso viene consultata dagli studenti, ma ci sono anche spazi dedicati alle mostre».

Un servizio pubblico, ospite di una struttura che offre servizi museali essenziali, attività correlate e molto altro e che necessita di una soluzione efficace che salvaguardi il museo dopo dieci anni di progetti e di sacrifici. 

«Siamo sicuramente favorevoli alle iniziative che le associazioni portano avanti a Siculiana - ha affermato il sindaco, Leonardo Lauricella -, in particolar modo quando sanno coniugare promozione del territorio e delle tradizioni. Abbiamo molto apprezzato il lavoro che ha fatto l’associazione con il Museo e stiamo cercando di trovare il canale giusto per venire incontro alle loro esigenze. Probabilmente stipuleremo una convenzione nella quale l’associazione svolgerà dei servizi e noi ci impegneremo a sostenerli, nei limiti delle possibilità del nostro bilancio, anche economicamente. Si tratta di un valore aggiunto per la nostra comunità sia da un punto di vista economico che culturale motivo per cui l’amministrazione intenderà sostenere questo progetto».





Emilia Rossitto

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Palazzo Nicolaci ospiterà la mostra "ATTRAZIONI" dell'artista Judyta Krawczyk

ATTRAZIONI - Judyta Krawczyk - Noto - Palazzo Nicolaci

SIRACUSA - Domenica 14 aprile a Noto, ai Bassi del Palazzo Nicolaci, prende il via la pluriennale rassegna artistica “Percorsi di NOTOrietà”, promossa da Studio Barnum Contemporary con il Patrocinio del Comune di Noto. L’edizione 2019, curata da Vincenzo Medica, che nel 2002 ha ideato il progetto, con l’intenzione di portare alla luce talentuosi artisti, ancora poco conosciuti, si apre con la mostra ATTRAZIONI, con i singolari ritratti dipinti, di piccolo formato, che l’artista Judyta Krawczyk, originaria di Varsavia, ma innamorata della Sicilia e di Noto, presenterà per la prima volta al pubblico siciliano. La mostra sarà visitabile fino al 12 maggio, tutti i giorni compresi i festivi, dalle 11 alle 19, ad ingresso libero.

 «Da adolescente, ho visto il film “Il postino” del 1994. Ho sentito un'insolita vicinanza con il luogo e l'atmosfera di questo film. Con calma leggera e metafisica. Un forte desiderio di trasferirsi per vivere lì» dichiara Judyta. «Il mio meraviglioso marito Grzegorz - un poeta e musicista - mi ha portato qui. Si può dire che la Sicilia ha unito i nostri cuori con l'arte e la bellezza. Ed è stata una scelta eccellente! La Sicilia non può essere paragonata a nessun altro posto al mondo. Per me è l'inizio del mondo! Qui mi sento libera. Vedo anche e sento il bisogno e l'amore della libertà nei  miei nuovi vicini Siciliani e questo è grandioso. Nella mia pittura, creo un legame con l'immagine, solo attraverso un senso di assoluta devozione nei suoi confronti. Per me, la pittura è una dimensione diversa di fare l'amore. Nei volti delle persone che amo dipingere si rispecchiano i veri sentimenti. Tutta la libertà umana e la schiavitù. gioia e tristezza. potere e debolezza. Tutte queste cose che ci fanno sentire come se fossimo veramente o che volessimo essere ....».

«Ho scelto il ritratto - afferma la’rtista - perché nessuna faccia è uguale all’altra, nessun uomo è simile all'altro. Non mi piace la ripetizione, la meccanica nell'arte. Il contatto con un altro essere umano attraverso un ritratto dà l'opportunità di catturare "quell'altro"».

Maggiori informazioni su  https://www.facebook.com/events/767849800268120/?ti=icl

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LA “CROCIFISSIONE DI S. ANDREA” A SIRACUSA, MA È SOLO UNA COPIA

Crocefissione-di-santAndrea-Caravaggio

SIRACUSA - Era giunta la notizia dell’imminente arrivo nella città aretusea dell’inestimabile dipinto “La crocifissione di S. Andrea” attribuito al grande Michelangelo Merisi detto Caravaggio. L’opera, doveva giungere in Sicilia direttamente dal Museo di Cleveland in Ohio, negli U.S.A., ed essere il fulcro di una mostra, curata dalla Soprintendenza di Siracusa e dall’assessorato regionale ai Beni Culturali. Ebbene, l’opera che giungerà a per essere messa in mostra non sarà l’originale di Cleveland, come era stato precedentemente annunciato dall’organizzazione dell’evento e dal Comune, bensì una copia delle tre esistenti, proveniente dalla collezione privata Spier di Londra, e ancor prima appartenuta alla Back Vega di Vienna.

Il dipinto dialogherà con il celebre “Seppellimento di S. Lucia”, posto come sappiamo, sull’altare maggiore della Chiesa di S. Lucia alla Badia sita in Piazza Duomo, nel cuore di Ortigia. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 10 gennaio 2020 e vedrà protagonisti Caravaggio ed il suo amico Mario Minniti, che lo accompagnò durante il suo soggiorno siracusano. L’esposizione prevederà un percorso itinerante che dalla sale della Soprintendenza, nelle quali sarà esposta l’opera “ospite”, porterà a quelle dell’Arcivescovado, che ospiteranno invece le opere di Minniti. 

L’esposizione sarà inaugurata il 13 aprile prossimo e ha già fatto un gran parlare di sé.

Si, perché in un primo momento era stata diramata la notizia dell’arrivo dell’opera di Cleveland, con tanto di annunci ufficiali e manifesti, che poi però sono stati prontamente corretti con la notizia odierna. La cosa non solo ha creato scandalo, ma ha nuovamente acceso l’interesse del pubblico e degli addetti ai lavori sullo stato di conservazione precario del dipinto del Caravaggio nostra, con protagonista la Santa Patrona di Siracusa.

Seppellimento di S. Lucia - Caravaggio - Siracusa

L’opera è risalente all’ultimo periodo di attività dell’artista, presenta “una novità pari solo alla semplicità con cui è concepito”, così come disse Cesare Brandi, e da otto anni è lasciata in condizioni conservative ed espositive che hanno focalizzato le critiche del mondo dell’arte e del restauro. Era il 2011 quando il dipinto fu trasferito, allora si disse provvisoriamente, nella chiesa di Santa Lucia alla Badia dove oggi si trova, dalla chiesa di Santa Lucia extra moenia, nel quartiere della Borgata, la quale non rispecchiava i parametri termoigrometrici. Solo a distanza di qualche anno si sarebbe appreso, però, che anche la chiesa in cui era stato trasferito, in piazza Duomo, presenta valori di temperatura e umidità relativa che superano il limite, con percentuali anche del 100%, secondo i dati rilevati dal monitoraggio microclimatico effettuato dal Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro (CRPR) di Palermo, che ha analizzato entrambe le chiese. In occasione della conferenza tenutasi il 18 maggio 2017 presso Il Museo Regionale di Palazzo Bellomo questi dati sono stati resi pubblici. 

Le critiche mosse in merito all’esposizione dell’opera riguardano il fatto che la stessa si trova addossata alla legittima pala d’altare, il “Martirio di Santa Lucia”. Mentre, per quanto riguarda le critiche mosse verso lo stato conservativo, queste hanno origine dell’intervento di Franco Fazzio, che aveva preso parte alle indagini diagnostiche condotte nel 2006 dal CRPR, in sinergia con il dipartimento di Fisica dell’Università di Palermo. Al restauratore era stato possibile rilevare anche una macchia sospetta sul retro della tela. «Il dipinto di Caravaggio» - aveva spiegato Fazzio a Siracusa - «è stato restaurato presso l’ex ICR di Roma, tra gli anni 1972-79, e rintelato con la tecnica definita “classica”, poiché basata sull’utilizzo di materiali tradizionali, quasi esclusivamente di natura organica[…]Queste, in condizioni microclimatiche ideali costituiscono un perfetto terreno di coltura per lo sviluppo di microrganismi, in particolare da parte di spore fungine. I valori non ottimali rilevati nella chiesa offrono seri spunti per un attacco da agenti biodeteriogeni, che avrebbero come terreno di coltura l’opera del Caravaggio e da questo la facile propagazione al dipinto subito dopo retrostante, vittima di un microclima ad effetto serra».

Si tratterebbe quindi di una situazione che comprometterebbe non una, ma ben due opere d’arte allo stesso tempo. La Soprintendenza di Siracusa ha fatto presente che accetterà di sottoporre l’opera ed il sito ad ulteriori controlli, per verificarne l’idoneità. Nel frattempo uno dei tesori artistici dell’umanità, l’opera che tutto il mondo ci invidia, sta subendo gli attacchi del tempo, senza alcun tipo di tutela. Speriamo solo che si rimedi al più presto e che l’opera non venga trasferita, per mai più fare ritorno.




Francesca Brancato

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International Jazz Day torna a Siracusa per una tre giorni ricca di eventi

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SIRACUSA - Una reinterpretazione del repertorio classico, le jam sessions a conclusione delle serate destinate soprattutto agli artisti ed agli studenti del territorio e poi i musicisti Riccardo Randisi, Antonio Canino, Dino Rubino e Anita Vitale per citarne solo alcuni. Si tratta solo di un parte dei tasselli che a Siracusa, quest’anno per la VI edizione, comporranno la manifestazione che ha colto l’invito del Thelonious Monk for Intercultural Dialogue Institute of jazz e di Herbie Hancock proponendo il «Sicilian in jazz & International jazz day». Una tre giorni consacrata alla musica jazz che il 27 e 28 aprile prossimi presso l’Antico Mercato di Ortigia, e giorno 30 al Teatro Comunale di Siracusa, vedranno susseguirsi sul palcoscenico numerosi professionisti. La rassegna, organizzata e promossa dall’Associazione Arca, guidata da Stefania Altavilla e dal direttore artistico Giuseppe Mandalari, alzerà il sipario con la presentazione dell’album d’esordio da solista «A waltz for you» del pianista palermitano Randisi, accompagnato da Fabrizio Giambanco al contrabbasso, Giovanni Villafranca alla batteria e dalla voce di Kate Worker. Il maestro Antonio Canino, con «Bach in jazz», si diletterà al pianoforte nel corso dell’aperitivo. Domenica 28 aprile, invece, sarà la volta di Rino Cirinnà con «Ornette Coleman e Don Cherry, a musical journey», un tributo al duo che si affermò durante gli anni Sessanta negli States. Ad accompagnare Cirinnà saranno il contrabbassista israeliano Yony Zelnik, Dino Rubino alla tromba, Sandro Zerafa alla chitarra e Paolo Vicari alla batteria. Per l’occasione durante l’aperitivo intratterrà il pubblico Nello Toscano che con «Conversazioni sul jazz» racconterà John Coltrane.

Rino Cirinnà Sicilian in Jazz

Per la serata conclusiva, prevista martedì 30 aprile al Teatro Comunale, sono già disponibili in prevendita i biglietti, dove a fare da protagonista sarà la musica della Hjo jazz Orchestra, composta dai 18 ai 20 musicisti e diretta dal maestro Sebastiano Benvenuto Ramaci. La big orchestra eseguirà alcuni brani rivisitati in chiave swing di autori come Bizet, Ravel, Verdi e Tchaikovsky. E come ciliegina sulla torta special guest dell’evento sarà la cantante siciliana Anita Vitale.

Nel corso della manifestazione sarà possibile visitare una mostra allestita in collaborazione con Officina Fotografica Siracusana che racconterà, con «Jazz shooting rewind», la passata edizione dell’evento. Partners della rassegna saranno anche il Comune di Palazzolo Acreide, il Circolo Canottieri Ortigia e i giovani studenti dell’Istituto Alberghiero Federico II di Svevia, impegnati in uno stage formativo durante tutto il corso dell’evento.

Una manifestazione che può dirsi cresciuta e arricchita nel corso delle edizioni.

«L’evento originariamente si svolgeva all’Istituto musicale Privitera - ha raccontato Mandalari - nato come un’iniziativa destinata a pochi. Sin da subito, però, è stato nostro interesse fare in modo che la manifestazione fosse aperta al territorio. Oggi sono molteplici gli interlocutori che fanno parte di questo speciale appuntamento, in un’ottica di promozione della cultura e della musica». 

Non solo International Jazz Day ma una vera e propria rassegna dedicata agli amanti del jazz.

«Abbiamo voluto creare una vera e propria rassegna -  ha concluso il direttore artistico - che accompagnasse la giornata internazionale del jazz, festeggiata in giro per il mondo il 30 aprile. Questo darà la possibilità anche alle attività commerciali di poter proporre un’offerta turistica più ampia. Nello specifico protagonisti del palcoscenico saranno numerosi artisti, prevalentemente siciliani e che ormai hanno acquisito anche fama internazionale, che si alterneranno sul filo conduttore di quest’anno: la musica classica. Per l’occasione sarà possibile assistere alla performance di una stella del panorama internazionale come Anita Vitale ma anche ascoltare i brani dei maestri Randisi o Canino, che in città è stato ospite anche delle Feste Archimedee. Ci teniamo a rimarcare ancora una volta l’importanza delle sinergie e della rete creata sul territorio: un modo per dire che non solo la manifestazione è aperta alla città ma i cittadini ne possono diventare attori. Non a caso quest’anno sarà possibile intrattenersi a fine serata con una jam session, format tipico del jazz, dove abbiamo chiamato a partecipare anche gli studenti degli Istituti musicali». 



Emilia Rossitto

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