Visibilis: la Massoneria va in mostra

A Palermo, lunedì 20 Marzo 2017 alle ore 17:00, giorno dell’Equinozio di Primavera, i massoni si sono svelati. Nel corso di una cerimonia pubblica con tanto di buffet, in pieno centro, si è svolta alla Mondadori di Via Ruggero Settimo, aperta a chiunque, la mostra che ha reso pubbliche le grandi e illustri personalità del Grande Oriente. Inedito e sorprendente progetto ideato dal noto critico d'arte Paolo Battaglia La Terra Borgese, Visibilis è la prima mostra/convegno sulla libera muratoria, stupenda idea rivelatoria che è sfociata anche in un libro edito da Bonanno.

Critico d'arte, Paolo Battaglia La Terra Borgese (Piazza Armerina, 28 luglio 1960) è scrittore e saggista; cura libri, recensioni, quotazioni ufficiali, acquisizioni di opere d’arte nel patrimonio artistico di enti pubblici, pubblicazioni su quotidiani on line, bibliografie, mostre in enti pubblici e privati; cavaliere ad honorem del Supremo Ordine dell’Antico e Rigenerato Rito Templare – Supremo Gran Consiglio del 9° Grado Cathedrale e fondatore nel 2011 di Premio Arte Pentafoglio, orientato ad insignire annualmente Capi di Stato e di Governo, vertici delle Istituzioni Civili e Militari, Artisti, Letterati e Scienziati di chiara fama, illustri operatori commerciali ed economici, alti prelati e comuni cittadini che si sono impegnati nel volontariato in difesa dei diritti umani, della legalità e della pace.

Hanno aderito all’evento il GOI – Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani; O.S.M.T.H – Gran Priorato d’Italia membro consultivo del Comitato Economico e Sociale dell’ONU, Accademia Templare, Premio Arte Pentafoglio, Mondadori, Edizioni Bonanno e Guardia Marina Nazionale. Tra dipinti, sculture, gioielli d’arte e poesie a tema, illustri relatori hanno spiegato la Massoneria nel suo vero significato universale.

Ecco un excursus sinottico sulla morale massonica tratto dalla mostra convegno. La Massoneria è una delle più antiche e secolari società di uomini che hanno cari i valori morali e spirituali. L'essenziale qualificazione per essere ammessi è quella di credere nell'Essere Supremo, in Dio, senza discriminazioni per il credo religioso professato, altresì è necessario essere uomini di buona reputazione e di carattere amichevole. La Massoneria ha tre grandi princìpi: Amore fraterno, Carità e Verità. Ogni Massone dimostra tolleranza e rispetto nei confronti delle opinioni altrui e si comporta con cortesia e comprensione verso i propri simili. Questo procedimento è lo sgrossamento della pietra grezza, inteso come il miglioramento del proprio Io, attraverso i lavori rituali; come il divulgare il pensiero positivo finalizzando tale attività al miglioramento dello stato di condivisione dei princìpi morali, etici e di fratellanza, ponendo avanti al proprio Io quello dell'intera umanità, al fine di poter essere valore aggiunto nella crescita spirituale; come espandere i princìpi di fratellanza attraverso l'insegnamento iniziatico. La Massoneria persegue i principi di amore fraterno, soccorso e verità e nei suoi rituali vengono impartite lezioni di morale. I seguenti sono i principi fondamentali condivisi da tutta l'organizzazione: riconoscimento di un ente creatore denominato Grande Architetto dell'Universo (GADU); nessun limite alla ricerca della verità; la fratellanza è aperta a tutti gli uomini di ogni nazione, razza e credenza; la lotta contro l'ignoranza in ogni sua forma.

L’obiettivo era svelare in pubblico l'azione storica e concreta della Massoneria nei confronti dei manicomi in Italia, del diritto di voto delle donne, dell’abolizione della schiavitù ed anche il merito della stessa nella storia risorgimentale e repubblicana del nostro Paese, perchè la Massoneria annovera i più grandi uomini della Terra e il loro impegno è diretto a soccorrere il prossimo. L’apprendimento delle basi morali che sono della Libera Muratoria, dei Simboli massonici e dei lavori filantropici del Grande Oriente d’Italia Palazzo Giustiniani, sono infatti diretti a sostenere il prossimo. Spiega il critico Paolo Battaglia La Terra Borgese: “I Massoni hanno partecipato per motivare i giovani alla ricerca storica e scientifica di tutto lo scibile massonico". Il giorno dell' inaugurazione la sicurezza è stata garantita dalle Pattuglie della Guardia Marina Nazionale. Al termine dell’inaugurazione il buffet è stato curato da La Casa di Evita. Le opere sono di Valeria Blandi, Lidia Bobbone, Elio Corrao, Salvo Gennaro, Irene Graziano, Antonino Scarlata, Zeudi Termini e Vanessa Pia Turco.

Melinda Miceli

“La Porta dei Sacerdoti. I sarcofagi egizi di Deir el-Bahari”: una mostra unica per i 2750 anni di Siracusa

Il 9 Marzo 2017 per la città di Siracusa rimarrà un giorno da non dimenticare, pieno di emozione, entusiasmo e altissima cultura e che potrebbe anche aprire (incrociamo le dita) un capitolo nuovo di scambio con uno dei musei più importanti d’Europa. La mostra “La Porta dei Sacerdoti. I sarcofagi egizi di Deir el-Bahari. Esposizione e restauro in pubblico” è stata inaugurata alla Galleria Civica Montevergini, al centro dell’isola di Ortigia, al cospetto di emeriti studiosi, della stampa e di un numeroso pubblico. Presenti alla conferenza stampa, svoltasi al Palazzo Vermexio e che ha preceduto l’inaugurazione, il Vice Sindaco e Assessore ai Beni e alle politiche culturali Francesco Italia, il Presidente dell’Istituto Europeo del Restauro Teodoro Auricchio, l’egittologo e curatore della mostra Luc Delvaux e, in rappresentanza della Direzione Generale del Musées Royaux d’Art et d’Histoire di Bruxelles, Cecile Evers.

Un paio di notti fa, la squadra di pallanuoto dell’Ortigia ha curato la traslazione dei sarcofagi della mostra da piazza Duomo dal tir proveniente dal Belgio alla galleria Montevergini, a dimostrazione del coinvolgimento a 360° di tutte le risorse umane, culturali, sportive ed economiche della città.

Questa in realtà è la seconda fase della mostra, che ha già riscosso un enorme successo a Ischia e a Bruxelles (circa 150.000 spettatori) e che nella città di Archimede durerà ben 9 mesi. Inserita nel programma di celebrazioni previste per il 2750° anniversario della fondazione di Siracusa, espone il cuore della collezione egizia dei Musées Royaux d’Art et d’Histoire (MRAH) di Bruxelles, o Museo del Cinquantenario, la più grande istituzione scientifica federale belga. Un numero record di pezzi: sei sarcofagi, una mummia, una maschera funeraria e 139 reperti che rendono tale mostra uno degli eventi culturali più importanti del 2017 in Italia. I reperti sono provenienti dal secondo Nascondiglio di Deir el-Bahari (Ba bel-Gasus che significa “La Porta dei Sacerdoti”, da qui il titolo della mostra) e appartenenti a un periodo politicamente travagliato e insicuro, il Terzo Periodo Intermedio, corrispondente al Corpo Sacerdotale di Amon della XXI Dinastia (1070-900 a.c) e delle loro famiglie. Nel 1891, infatti, fu rinvenuta un’immensa tomba collettiva intatta che conteneva appunto sarcofagi dei membri appartenenti al Corpo Sacerdotale di Amon, ma in pochi giorni tale tomba fu completamente svuotata senza alcuna mappatura documentata, senza alcun documento scritto o cartografia di come fosse la tomba. Il Museo Egizio del Cairo decise di offrire gruppi di bare a diversi Stati, tra cui il Belgio. I sarcofagi furono improvvisamente numerati al Museo del Cairo e spediti ed è nel 1894 che i MRAH entrarono in possesso di 10 sarcofagi, “tavole per mummie” e di una notevole quantità di altri oggetti.

Di certo siamo davanti a un evento unico per la città aretusea, anche perché coinvolgerà attivamente i visitatori grazie al modulo laboratoriale-espositivo “Europa” progettato dall’Istituto Europeo del Restauro. Questo permetterà di assistere dal vivo e in diretta a tutte le fasi del restauro, attraverso un tunnel di cristallo lungo 16 metri altamente tecnologico, rendendo partecipe il pubblico nel restauro, professione non seguita dai giovani moderni. Ma sono proprio i giovani che ne devono capire l’importanza e non a caso il team e i collaboratori di Teodoro Auricchio, come tiene più volte a sottolineare, sono proprio tre ragazzi italiani con una formazione di altissimo livello, oltre ad altri provenienti da diverse parti del mondo.

Coinvolta anche la scuola di specializzazione di Archeologia dell’Università di Catania, diventando alcuni dei suoi studenti delle abili guide per spiegare la storia e gli aspetti tecnici di ciascun reperto. Non sono stati dimenticati i più piccoli, ha affermato il prof. Auricchio, con diversi premi per i giovani (questo è in fieri) e naturalmente tante visite guidate per le scuole. Un bel soffio di aria pulita, piena di sogni e di fiducia per la cultura e il miglioramento della nostra società.

Alessandra Leone

"The amazing world of Camelia": un bell'esempio per la città di Siracusa

Ecco cosa mi aspetterei dalla città di Siracusa per il festeggiamento dei suoi 2750 anni: un clima in cui si respiri arte, cultura, in cui si valorizzino al massimo le stupende bellezze che ci circondano, maggiore organizzazione e iniziative dei grandi, ma anche dei piccoli, perché ognuno si renda partecipe e orgoglioso di vivere in una città dalla storia così ricca. Ecco cosa, ahimè, vedo: disinteresse, indifferenza, poca serietà, poche iniziative, una formazione culturale non sempre adeguata, un teatro comunale che è stato riaperto dopo tanti anni a gennaio ma che a febbraio e nei mesi successivi non ha un suo cartellone, la prevalenza dei poteri forti e l’amicizia col politico, mentre altre piccole e medie associazioni sono lasciate sole. Non è giusto. Qualcosa si deve cambiare! Ammiro molto la forza, il coraggio e l’amore per ciò che fa di Salvatore Zito, che in quel luogo magico della Fototeca Siracusana, in Piazza San Giuseppe, organizza mostre di alto livello, in un ambiente che riscalda il cuore e fa venire la voglia di chiacchierare a parlare di arte, di cultura e di ciò che ci circonda. L’ultima mostra alla Fototeca Siracusana è “The amazing world of Camelia” dell’artista Camelia Mihai, free-lance rumena, che vive da anni nella città aretusea. L’artista, autodidatta, fa parte della folta schiera di “web artists”: raccoglie e ricompone le icone della società contemporanea utilizzando gli strumenti propri di quest’era altamente tecnologica, principalmente lo smartphone e il web. Moderne favole in cui bambini con indosso magliette “Sisley”, sotto un cielo di pianeti vaganti, prendono il posto di oramai obsoleti principini e boschi delle fate; scenari di miti e visioni di una contemporaneità ingombrante; le ansie di una madre per i propri figli; una complessità generale a cui Camelia vuole dare un ordine e soprattutto un senso da cogliere nel fantastico universo delle sue storie; un mondo contemporaneo in cui non possiamo ignorare l'invasione di selfie, di immagini private che mostrano ma non dimostrano a sufficienza l’umana e vera dimensione dei fatti; vite e storie private, spesso lette con superficialità che trasformano i social network in un archivio di vissuti individuali. Una mostra di fotografie sia a colori che in bianco e nero, nata da una selezione di ben 2000 immagini. Una tecnica raffinata e competente quella di Camelia Mihai, che cerca di non ripetere stereotipi ma di decostruire quelli vecchi per darcene di nuovi. Tanto di cappello a queste iniziative, che dovrebbero essere dieci, cento, mille! Intanto la prossima mostra alla Fototeca Siracusana sarà “Al di là del muro”, dal 3 marzo al 4 aprile, sul mondo dei rom. Spero che la città di Siracusa si svegli! Forza!!!

Alessandra Leone

"Nessun dorma" mostra di abiti teatrali per festeggiare S. Agata

“Nessun dorma”: così è stata chiamata la XVI mostra di costumi ed abiti teatrali dedicati alla Patrona catanese S. Agata, inaugurata ieri sera alle 21.00 nei locali del Museo Diocesano e visitabile fino a giorno 6 febbraio. La festa è il terzo evento al mondo dell'intera cristianità per partecipazione popolare, coinvolgendo i catanesi e affascinando letteralmente pellegrini, turisti e curiosi da tutta la Sicilia e dal mondo. “Ho deciso di intitolare la mostra di quest’anno Nessun Dorma per ricordare come sia necessario non farsi sopraffare dalle difficoltà quotidiane e soprattutto superare il sonno culturale che spesso affligge la nostra società, portando a realizzare progetti necessari solo per pochi eletti e non per il popolo”, spiega Liliana Nigro, titolare della cattedra di Storia del costume presso l’Ente Etneo, vulcanica curatrice ed ideatrice dell’esposizione organizzata come consuetudine dalla casa di moda e costumi teatrali “Maison Du Cochon”, con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Catania e del Comune di Catania. L’inaugurazione al Museo Diocesano, preso letteralmente d’assalto con la Porta Uzeda e la limitrofa piazza Duomo completamente gremite, ha visto come testimonial il comico Giuseppe Castiglia e la scrittrice Elvira Seminara, i quali hanno tagliato il nastro augurale subito dopo la sfilata di alcune creazioni degli stilisti della Maison Du Cochon sulle pregiate voci del Coro Lirico Siciliano; inoltre il 4 febbraio alle 12 presso la Basilica Santuario Maria SS. Al Carmine, nel cuore del mercato comunale di Catania, Enrico Guarneri, insieme al direttore dell’Accademia di Belle Arti Virgilio Piccari, all’onorevole Giuseppe Arena e all’attrice Alessia Piazza, darà il via ad una nuova esposizione di abiti dal titolo “Agata Vergine e Guerriera”, iniziativa voluta da Padre Francesco Collodoro. La Fidapa di Piazza Armerina in occasione della Cerimonia delle Candele, su iniziativa della presidente Agata Caruso Mulè, nella Sala Mostre Convento di San Francesco Parrocchia San Pietro allestirà anche la mostra “Agata Fuoco Sacro. “Nessun dorma” è motivo di orgoglio sia per l’Accademia di Belle Arti sia per tutti i catanesi, come ha voluto sottolineare alla conferenza stampa Virgilio Piccari, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Catania, il quale orgoglioso ha ricordato che l’accademia il prossimo anno compirà ben 50 anni, ha ringraziato le autorità per la nuova sede di via Barletta e ovviamente non si è dimenticato dei giovani, tenendo ben a cuore il dargli fiducia e coraggio, nonostante la decadenza culturale vissuta. A tal proposito Fabio Palella della Maison di Alta Moda Sposa Amelia Casablanca ha proposto tre stage per i ragazzi dell’accademia nel settore della sartoria, al fine di vedere con i propri occhi come nasce un abito da sposa. Alla conferenza stampa, coordinata dalla giornalista Elisa Guccione, hanno partecipato anche Gianni Filippini, imprenditore ed organizzatore della Mostra della Follia al Castello Ursino e che ha avuto enorme successo, Santo Privitera, studioso di Storia Patria Catanese, Luana Chiarenza, socio delegato Unicef Catania, Paolo Giansiracusa, professore di Storia dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Catania, e l’attore Enrico Guarneri con Giuseppe Castiglia. Presenti all’incontro anche Agata Caruso, presidente Fidapa di Piazza Armerina, Santi Consoli, Socio Fita (Federazione Italiana Teatro Amatori) e padre di Agata nel musical dedicato alla storia della nostra Santuzza “Agata Amor Omnia Vincit”, in scena dal 3 al 5 febbraio al Teatro Ambasciatori, il Maestro Francesco Costa del Coro Lirico Siciliano, il quale ha diretto le pregiate voci dei cantori siciliani durante la serata inaugurale al Museo Diocesano dopo aver diretto la Turandot in Cina, e il sindaco di Tremestieri Santi Ranno. C’è una gran voglia di attivarsi, di essere svegli e intraprendenti, come dice lo stesso titolo, di togliere questo torpore. Anche per devozione alla cara S. Agata, votata al martirio nel 252 pur di difendere il suo onore rifiutando le insistenti proposte del governatore romano Quinziano e pur di non abiurare alla sua fede.

Alessandra Leone