Il piacere di leggere a tavola: Dai fiori del male ai fiori di zucca.

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È del 2018 la “macedonia letteraria” Dai fiori del male ai fiori di zucca - L’arte di scrivere a tavola, pubblicata da Homo Scrivens. Il libro rientra tra le pubblicazioni della collana “Polimeri. Progetti di scrittura collettiva”, presentando all’interno anche esercizi di riscrittura, ed è stato curato da Giancarlo Marino e Aldo Putignano. Si tratta di una collettanea di 44 autori, con poco più di 300 pagine costellate da racconti, liriche, poesie e filastrocche sull’arte della gastronomia. Gli autori hanno voluto invitare il lettore ad un pasto luculliano di primi, secondi piatti, frutta, bevande e caffè suggerendo di gustare il tutto con un buon calice di vino. 

Ogni singola pagina è variegata come una Viennetta ai mille gusti: un giovane che sublima la sua arte di creare opere con il pane e resti umani, una moglie tradita che prepara Il purpo `mbuttunato (Lucio Rufolo) per il marito fedifrago, una donzella innamorata che farcisce con la ricotta al pepe dei deliziosi fiori di zucca mentre aspetta per cena l’amato, un uomo plagiato dal vino e convinto si tratti di “Quel bacio di Strega” (Serena Capozzi).

Attraverso le righe di questo splendido, quanto accurato e ben articolato pot-pourri di sapori, il lettore può facilmente avvertire l’essenza dei dolci appena sfornati, “la forza persuasiva del guanciale” (Aldo Putignano) sulla carbonara, l’orientale bontà dei gyoza di Kaori (Donatella De Tora). 

E anche se “la cucina è immersa nel buio nonostante sia mezzodì” (Cinzia Castelli) non si può negare di provare un sentimento di nostalgia per il racconto appena terminato, il cui “odore penetrante di mela cotta mista a cannella” (Carla Abenante) ci ha cullato lungo la lettura.

Dai fiori del male ai fiori di zucca è una raccolta di testi che fa riflettere sul significato della condivisione e della convivialità, dell’importanza di usare la scusa di un caffè per ritrovarsi o anche per prepararsi un semplice piatto di pasta in solitudine per dimenticare un amore sfumato. La lettura insegna che il cibo può essere molto più che un capriccio goloso da saziare ogni tanto, e lo si considera come uno strumento dalle molteplici funzioni, magari anche per riappacificarsi con una persona importante. La giocosa superficialità con cui si presenta nella “solenne introduzione”, invero nasconde, tra una frittella e un’altra, un profondo messaggio volto a scandire la solennità e la missione di cui si è fatta carica la letteratura: “l’uomo è un animale sociale e la Letteratura è il privilegio degli animali saggi”(Antonio Virgola Stoppani).

Viviana Nobile

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