L'arpa di Gillian Grassie incanta il pubblico di Siracusa

L'arpa è uno strumento a pizzico antico e complesso, ma anche versatile e dal suono delicato capace di assumere numerose declinazioni. La troviamo nella musica popolare tradizionale, in musica classica e oggi in una declinazione completamente nuova, attuale, accostata alla splendida voce della cantantautrice statunitense Gillian Grassie.

Una giovane musicista, poco a suo agio con l'Italiano e che a prima vista sembra impacciata, ma che quando inizia a cantare incanta tutti con il calore della sua voce. Cover e brani della tradizione folk, eseguiti in una performance informale ed intima, ci hanno scaldato il cuore. Le sue influenze musicali vanno da Billie Holiday e Nina Simone a Bjork e Catriona McKay, in un background fatto di folk, blues e jazz che si fondono insieme a formare uno stile unico. Nei suoi testi si riconosce l'amore per la poesia e la letteratura in genere, che uniti alla delicatezza del suo stile e l'intensità della voce danno molto carattere ai suoi brani. Un'artista itinerante che dagli U.S.A. all'Europa ha fatto molta strada, portando l'arpa in spalla e la voglia di scoprire il mondo, insieme a molte storie da raccontare.

Non è la prima volta che Gillian suona a Siracusa, grazie al circuito Rocketta e Paolo Mei, che da anni arricchiscono il panorama musicale della nostra città con live set di artisti emergenti, italiani e non, appartenenti alla scena alternative. Serate che propongono musica di qualità e tutta da scoprire e che hanno sempre avuto un ottimo riscontro da parte del pubblico. Ad ospitarci il Sikarù Beerstro, nuovo locale aperto da poco nel cuore di Ortigia, nel quale la filosofia del "prenditi il tuo tempo ed assaporalo" viene rispecchiata nel food and beverage, che propone un'ampia scelta di birre artigianali da tutto il mondo. La collaborazione di Rocketta con i proprietari di Sikarù esiste da tempo e per il futuro prevede un calendario ricco di eventi molto variegato (il prossimo concerto è programmato per la venerdì e vedrà sul palco i Kaurna Cronin). Ma Sikarù ha in programma anche eventi al di fuori del circuito Rocketta, per offrire al pubblico un target vario e di qualità che, a quanto pare, non si limiterà esclusivamente alla musica, ma vuole aprirsi ad altre tipologie di spettacolo che possano cionvolgere persino le arti visive.

Le mie aspettative sono state mantenute fedelmente, perchè la performance di Gillian e il suo talento sono indiscussi e la qualità del servizio e l'accoglienza sono senz'altro degni di nota. Ho senza dubbio ragione quando dico che quello fra Sikarù e Rocketta è un connubio vincente e che ne vedremo presto i frutti, in più le promesse sugli appuntamenti previsti lasciano ben sperare, in una città in cui il panorama artistico si stava appiattendo fin quasi a scomparire nel mare dell'ovvietà! Il fatto poi che l'evento fosse free entry ma che questo non ha intaccato minimante la qualità della nostra serata, fa capire come sia possibile offrire un target elevato al pubblico, senza pretendere troppo o scadere nel mero guadagno. Quindi mi sento di dare un giudizio senza dubbio positivo ad un'organizzazione impeccabile che ha aperto un piccolo varco di varietà e qualità in questa nostra Siracusa che merita di vivere l'arte e la cultura, specialmente se di alto livello.

Francesca Brancato

Stefano Milani: l’ amore per la musica oltre le difficoltà della vita

È l’unico italiano che gareggerà per le selezioni finali dell’edizione 2018 del Festival Internazionale di “Vina del Mar” in Cile, gemellato con il nostro Sanremo; sta riuscendo con il singolo “Questo amore senza fine” (scritto da Michele Perucci e appartenente all’imminente album, pubblicato per l’etichetta indipendente “Silvius”) a conquistare le classifiche internazionali e a guadagnare i primi posti nelle classifiche di New York, Los Angeles e Russia, nonostante il fatto canti in italiano e non in inglese. Stiamo parlando del musicista catanese Stefano Milani, al secolo Salvo Fichera, che ormai vive a Milano da 23 anni e vanta già un importante curriculum: come lui stesso ci racconta “sin da piccolo ho avuto la passione per il canto. A 11 anni i miei genitori mi scrivono a scuola di canto con il maestro Rino Bertino e da lì iniziano le prime partecipazioni a esibizioni canore e importanti manifestazioni; nel 1988 faccio il mio primo 45 giri solo promozionale; nel 1990 conosco il cantautore e produttore Gianni Bella, suo fratello Antonio Bella e l'autore Arturo Zitelli, il quale scrive alcuni brani del mio disco”. Partecipa a Castrocaro classificandosi al secondo posto con la canzone “Bianchi Pierrot”, prodotta proprio dai fratelli Bella e da Arturo Zitelli. “Nel 1992 - afferma - ho la fortuna di conoscere il discografico belga Nico Zangardi, che ha prodotto l’ album dal titolo "Donna D'amore”, riscuotendo un buon successo in Belgio e Francia. Tutto sembrava andare per il verso giusto, ma lungo la strada della vita ci possono essere degli “intoppi”… Nel 1992 un grave incidente stradale costringe Stefano Milani ad una lunga degenza ospedaliera. Da questo evento così critico e delicato, però, il cantante ne esce più forte di prima. La sua passione per la musica non è mai venuta meno, anzi! Ha quindi conseguito un diploma del quinto anno in armonia, canto e pianoforte al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, che gli permette di ottenere il ruolo di comprimario accanto al grande tenore Placido Domingo in “Cavalleria Rusticana”. E adesso? “In autunno - afferma l’artista - uscirà il mio primo album che sarà scritto a quattro mani con l’amico filosofo Massimo Fazio, sperando di ottenere lo stesso risultato del primo singolo. Nella mia musica cerco sempre di unire un sound dal respiro anglosassone con testi che diano spazio alla riflessione e al sentimento, anche se il mercato musicale italiano non ama più le novità e si fossilizza solo sui talent”. A chi ti senti di dire grazie? “Bhe… Ai miei genitori, a Gianni e Antonio Bella, ad Arturo Zitelli, al mio primo maestro Rino Bertino, al mio maestro Renzo Maselli e a Michele Perrucci. Ringrazio inoltre con tutto il cuore Merida Gambero per l'enorme aiuto morale e a Elisa Guccione, la mia addetta stampa”.

Alessandra Leone