"Il Giuramento" di Claudio Fava al Teatro Verga di Catania

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Ieri sera è andato in scena al teatro Verga di Catania il Giuramento di Claudio Fava, per la regia di Ninni Bruschetta.

Molti giovani affollavano il teatro, contrastando il classico pubblico degli irriducibili abbonati. Dopo pochi minuti dall'ingresso in sala siamo accolti dagli attori, in maschera, che danno inizio ad un coro latino, il sipario si alza e loro si dispongono in alcuni banchi rialzati, che riproducono perfettamente quelli di un'aula universitaria.

Si perché la vicenda si svolgerà proprio in questo ambiente, esattamente nel 1931, quando il regime fascista impose a tutti i professori universitari un giuramento di fedeltà al re e al Duce. Tutti giurarono, tranne dodici, uno di questi è il nostro protagonista,Mario Carrara, interpretato dall'ottimo David Coco, capace di mostrare il conflitto di un'uomo onesto, votato alla causa scientifica e alla sua missione di medico e professore che non ha mai visto di buon occhio il regime fascista anche se ha sempre evitato di schierarsi.

L'impianto scenico è funzionale alla vicenda,non cambia quasi mai per l'intero spettacolo, i cambi di luce fanno però la differenza, l'aula universitaria diventa ora la casa del professore,ora l'esterno di un bordello,ora una piazza dove Mario e la sua governante( una delicata e decisa Stefania Ugomari De Bias) parlano del loro amore impossibile, al limite del platonico.

Mario viene coinvolto sempre di più, un medico socialista e suo fraterno amico(Antonio Alveario) e il rettore dell'Università (uno straordinario Simone Luglio) che lo esortano a più riprese a prestare giuramento, una "Formalità" alla quale lui non riesce proprio a piegarsi.

Gli studenti ed il gerarca (Liborio Natali,Pietro Casano, Federico Fiorenza,Luca Iacono e Alessandro Romano)  riescono a rappresentare perfettamente la gioventù bella, folle, incosciente e feroce figlia di quel periodo.

Uno spettacolo forte, affrontato con rispetto, anche se l'impronta romanzesca e narrativa del testo d'origine è evidente, la vicenda si svolge in modo lineare, senza particolari scossoni fino all'inevitabile conclusione.

Corrado Drago

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