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Catania: Horror Vacui et Amor Pleni


Barbara Giummo in
Horror Vacui et Amor Pleni
a cura di Mery Scalisi

6 - 15 settembre 2019
inaugurazione 6 settembre h. 21.00

Gammazita, Piazza Federico di Svevia, 92 CT

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Nello scenario odierno l’artista cerca di creare stupore ed estasi, spesso anche choc, disgusto e addirittura fastidio, un’artista che per ogni epoca rappresenta lo specchio della ‘nostra epoca’, quella che viviamo, facendosi dunque testimone di un processo di evoluzione intriso di positività o meno.
Punti fondamentali dell’arte contemporanea risultano allora la visione, il guardare, l’osservare; un contemporaneo che mette lo spettatore di fronte a qualcosa che non riesce a comprendere perché non immediato, perché sembra che parli un linguaggio cifrato e indecifrabile.
Horror vacui, la paura del vuoto – Amor Pleni, il tutto Pieno, di Barbara Giummo, nasce a seguito di una ricerca che l’artista ritrova nell’ambivalenza degli opposti a cui ad ogni significato sta un relativo contrario e ciò permette di non restare mai fermi su una stessa idea/posizione.
La ricerca artistica dell’artista pone le basi sull’astrazione informale e si sviluppa nell’ultimo anno nella serie Horror vacui - Labyrinth.
La fluidità dell'acrilico permette all'artista un gesto veloce e automatico, il che le permette di realizzare più pezzi in poco tempo, grazie alla stesura veloce e poco precisa del colore.
Colori mai troppo lontani l’uno dall’altro. Tonalità corpose, dal colore contenuto e dall’essenzialità disegnativa.
Segni netti, veloci e marcati che tracciano un labirinto dentro la quale lo spettatore può introdursi per poi perdersi o trovarsi.
‘Non forme’ che danno vita a segni che sembrano ripetersi all’infinito e in maniera analoga.
I segni di Barbara, si presentano uno accanto all’altro, ripetuti all’infinito, una griglia che sembra diventare una struttura molecolare, una crittografia di segni primordiali che rimanda ad un codice segreto: possiamo trovare la combinazione per accedervi? Questo ordine e disordine ci darà mai la possibilità di cogliere l’interiorità
dell’artista o trovare addirittura la nostra?
Un labirinto, fatto di linee e spazi vuoti, che nel caso dell’artista si presenta con segni e
colori, pieni e vuoti, che si intrecciano in emozioni dell’artista e sensazioni dello spettatore.
Nell’antichità il labirinto simboleggiava il caos primordiale e lo sforzo di imporre un ordine.
Il suo disegno spiraliforme ricorda un serpente arrotolato, le viscere, ma anche i meandri del cervello, un disegno geometrico, più o meno complesso, costituito da varie linee e corsie disposte in una spirale oppure un quadrato che tracciano un percorso verso il centro, in cui l’ingresso coincide con l’uscita.
Un labirinto, quello dell’artista, che può essere letto come simbolo del viaggio entro e oltre
il limite del segno e del colore.


La mostra Horror vacui – Amor Pleni viene pensata per essere allestita presso Gammazita – Associazione culturale per la riappropriazione dei beni comuni e l’auto-organizzazione dal basso, a Catania. Un’area d'eccezione quella scelta: una piazza con annesso locale, che vede l’Associazione Gammazita al centro di un'impresa sociale e culturale volta a migliorare e riqualificare lo spazio urbano. Gammazita così non si presenta come un
semplice locale dove ritrovarsi per scambiare due chiacchiere e bere qualcosa, bensì come un posto che vive con il cuore, con l’anima e con il cervello. Una piazza che dal pomeriggio fino a tarda sera viene vissuta da ragazzi e non solo, catanesi e non, e che regala un’area di freschezza, novità e cambiamento, pochi ingredienti ma che ben dosati e mescolati iniziano a produrre pasti succulenti per il futuro catanese.
Horror vacui – Amor Pleni viene pensato allora come esperimento sociale: un allestimento en plein air, attorno e all’interno della piazza, che verrà vissuto dal passante di turno o da chi si vorrà fermare al locale per bere qualcosa e che vedrà le opere dell’artista dialogare con la piazza e col contesto culturale, una piazza piena di gente alle ore pomeridiane e serali e una piazza vuota quando tutti rientrano a casa.