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Catania: GammaArena presenta "32 Dicembre" di Luciano De Crescenzo

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Per il settimo anno consecutivo torna l'appuntamento gratuito con #GammArena e ogni lunedì della bella stagione Piazza dei libri si trasforma in piccolo cinema popolare, gratuito, sotto le stelle

πŸ“£ Vi proponiamo di conoscere meglio il filosofo-ingegnere napoletano Luciano De Crescenzo, nella veste di regista, con uno dei suo film da (ri)vedere insieme in piazza.

πŸ“Œ LunedΓ¬ 29 luglio alle ore 21.00
"Non ci resta che ridere" con
πŸŽ₯ 32 DICEMBRE
una commedia italiana del 1988, diretta e interpretata da Luciano De Crescenzo, ispirata al suo libro "Oi dialogoi".

32 Dicembre Γ¨ composto di 3 storie, tutte e tre incentrate sul tema del tempo, ed intrise da un lato di quella comicitΓ  tipicamente napoletana che De Crescenzo conosce bene, e dall’altro di filosofia, espressa di tanto in tanto sotto forma di piccoli monologhi, pillole di saggezza, dolci per tutti i palati.

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πŸ—£οΈ LA CITAZIONE

PSICHIATRA: 𝐸̀ 𝑒𝑛 π‘”π‘’π‘Žπ‘–π‘œ π‘β„Žπ‘’ π‘›π‘œπ‘› 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑑𝑒 𝑖𝑙 π‘π‘Ÿπ‘’π‘ π‘’π‘›π‘‘π‘’... π‘π‘’π‘Ÿ π‘’π‘ π‘ π‘’π‘Ÿπ‘’ 𝑓𝑒𝑙𝑖𝑐𝑖, π‘π‘–π‘ π‘œπ‘”π‘›π‘Ž π‘ π‘Žπ‘π‘’π‘Ÿ π‘£π‘–π‘£π‘’π‘Ÿπ‘’ 𝑖𝑙 π‘π‘Ÿπ‘’π‘ π‘’π‘›π‘‘π‘’. π‘„π‘’π‘Žπ‘›π‘‘π‘œ 𝑖𝑙 π‘π‘Ÿπ‘’π‘ π‘’π‘›π‘‘π‘’ π‘›π‘œπ‘› 𝑐'𝑒̀, π‘›π‘œπ‘› 𝑠𝑖 𝑒̀ 𝑓𝑒𝑙𝑖𝑐𝑖. 𝑇𝑒𝑑𝑑𝑖 π‘ π‘œπ‘›π‘œ π‘π‘Žπ‘π‘Žπ‘π‘– 𝑑𝑖 π‘‘π‘–π‘Ÿπ‘’ "πΆπ‘œπ‘šπ‘’ π‘’π‘Ÿπ‘œ 𝑓𝑒𝑙𝑖𝑐𝑒 π‘Ž 𝑣𝑒𝑛𝑑'π‘Žπ‘›π‘›π‘–!" πΆβ„Žπ‘’ π‘π‘œπ‘– π‘›π‘œπ‘› 𝑒̀ π‘£π‘’π‘Ÿπ‘œ, π‘›π‘œπ‘› 𝑠𝑖 π‘’π‘Ÿπ‘Ž 𝑓𝑒𝑙𝑖𝑐𝑖 π‘Ž 𝑣𝑒𝑛𝑑'π‘Žπ‘›π‘›π‘–. 𝑇𝑒𝑑𝑑𝑖 π‘ π‘œπ‘›π‘œ π‘π‘Žπ‘π‘Žπ‘π‘– 𝑑𝑖 π‘£π‘–π‘£π‘’π‘Ÿπ‘’ π‘π‘Ÿπ‘œπ‘–π‘’π‘‘π‘‘π‘Žπ‘›π‘‘π‘œπ‘ π‘– 𝑛𝑒𝑙 π‘“π‘’π‘‘π‘’π‘Ÿπ‘œ: "πΉπ‘Žπ‘Ÿπ‘œΜ€... π‘‘π‘–π‘Ÿπ‘œΜ€..." 𝐼𝑙 π‘ π‘Žπ‘”π‘”π‘–π‘œ, 𝑖𝑛𝑣𝑒𝑐𝑒, 𝑒̀ π‘π‘œπ‘™π‘’π‘– π‘β„Žπ‘’ π‘Ÿπ‘’π‘Žπ‘™π‘–π‘§π‘§π‘Ž 𝑖𝑙 π‘π‘Ÿπ‘’π‘ π‘’π‘›π‘‘π‘’. 𝐼𝑙 π‘ π‘Žπ‘”π‘”π‘–π‘œ 𝑒̀ π‘π‘œπ‘™π‘’π‘– π‘β„Žπ‘’ π‘žπ‘’π‘Žπ‘›π‘‘π‘œ β„Žπ‘Ž 𝑠𝑒𝑑𝑒 𝑒 𝑏𝑒𝑣𝑒, 𝑠𝑒𝑛𝑑𝑒 𝑙'π‘Žπ‘π‘žπ‘’π‘Ž π‘“π‘Ÿπ‘’π‘ π‘π‘Ž π‘β„Žπ‘’ 𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑐𝑒𝑛𝑑𝑒 π‘π‘’π‘Ÿ π‘™π‘Ž π‘”π‘œπ‘™π‘Ž 𝑒 π‘π‘’π‘›π‘ π‘Ž: "π‘‚β„Ž π‘π‘œπ‘š'𝑒̀ π‘π‘’π‘™π‘™π‘œ π‘π‘’π‘Ÿπ‘’!"
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ℹ️ LA TRAMA

Il primo episodio si intitola Ypocrites. Una coppia di attori napoletani viene assoldata da una signora per interpretare Aristippo (filosofo del piacere), e Antistene (filosofo della privazione). Indovinate chi dei due risulterΓ  piΓΉ felice? I due attori non andranno in scena in qualche teatro o in tv, ma in una famiglia nella quale il marito pensa di essere Socrate. La moglie inscena questo teatrino per assecondarlo, ma si scoprirΓ  presto che anche lei non Γ¨ cosΓ¬ equilibrata. Lei Γ¨ convinta di vivere all’epoca del dolce stil novo, e lo psichiatra che si occupa di entrambi (De Crescenzo), alla fine dell’episodio si scopre essere un altro matto, che cambia mestiere ogni tot di tempo. Indimenticabile la scena in cui lo psichiatra sposta in avanti di un’ora le lancette di tutti gli orologi della stanza, e progressivamente fuori dalla finestra comincia a farsi notte. Memorabile anche la battuta: β€œSalutam’ a Socrat”.

Il secondo episodio si intitola La Gialla Farfalla, e narra l’amore proibito di una 65enne per un suo coetaneo. Amore che non trova l’approvazione della famiglia di lei, perchΓ¨ tutti ritengono l’attempato Don Giovanni punti alle proprietΓ  dell’anziana signora. Tutti tranne la nipotina, che l’aiuta ad organizzare una fuga d’amore, nonostante il figlio e la nuora della signora le abbiano prosciugato il conto in banca. Attraverso un astuto espediente i due amanti riescono ad ottenere 50 milioni dalla famiglia, con cui programmare quel viaggio a Parigi che hanno sempre sognato. In questo caso il tema del tempo riguarda l’etΓ  anagrafica e l’etΓ  dell’anima. E’ un sacerdote a farsi portavoce di questa teoria: secondo lui sentirsi 20enni dentro significa esserlo, perchΓ¨ il tempo dei calendari non esiste, ma Γ¨ solo una convenzione degli uomini.

Il terzo episodio si chiama I Penultimi Fuochi. Protagonista uno strepitoso Enzo Cannavale, Alfonso, disoccupato, trascorre la vigilia di Capodanno alla ricerca di quelle 100.000 lire che gli avrebbero consentito di comprare qualche fuoco d’artificio per far contenti i suoi figli. Chiede a molti amici e conoscenti, ma tutti dicono di versare in condizioni peggiori delle sue. Il fratello, per consegnargli le 100.000 lire, pretende di umiliarlo pubblicamente, e Alfonso non si presta. CosΓ¬ torna a casa e annuncia ai suoi figli che non ci saranno fuochi per loro quest’anno, ed espone alcune delle teorie imparate dai personaggi con cui ha avuto a che fare in giornata: la mezzanotte Γ¨ relativa, perchΓ¨ a Calcutta Γ¨ mezzanotte in un altro momento; il 1 gennaio Γ¨ relativo, perchΓ¨ nel conteggio del calendario moderno Γ¨ stato commesso un errore che al momento procura un ritardo di 3 giorni; i festeggiamenti sono relativi, perchΓ¨ la situazione Γ¨ drammatica. Insomma, mentre fuori impazzano i festeggiamenti, Alfonso, la moglie, ed i due figli piccoli, sono a letto. Alfonso si ripromettere di regalare i fuochi ai figli non appena avrebbe avuto i soldi. Cosa che accade il 12 gennaio, e gli procura la denuncia da parte del suo vicino di casa questore, che si becca una contro-denuncia per aver sparato botti nella notte di Capodanno. Dal fallimento alla rivalsa il passo Γ¨ breve.

E De Crescenzo lo sa, perchΓ© Napoli stessa glielo ha insegnato. 32 Dicembre Γ¨ un quadro comico, realistico, dolce, e amaro di una cittΓ  piena di ambivalenze, cosΓ¬ come il titolo del film. Un giorno che non esiste, Γ¨ in realtΓ  il giorno che vivremmo tutti ogni giorno, se non fosse stato inventato il calendario per ingabbiare il tempo, o semplicemente β€œper sapere che ore sono”.

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UNO SGUARDO D'OBBLIGO SU DE CRESCENZO

Difficile raccontare la carriera di Luciano, l'ingegnere filosofo. Fu ricca di colpi di scena, come ricca di β€˜picchi' la sua vita: dapprima ingegnere all'Ibm ma con la grande passione per la divulgazione, i libri, la filosofia, Luciano fu ospite di Maurizio Costanzo e lΓ¬, con un clamoroso β€˜referendum' televisivo chiese: «È meglio che faccio lo scrittore o che torno a fare l'ingegnere?Β». La risposta la diede il pubblico: milioni di copie vendute, sempre con Mondadori, la sua casa editrice dal primo all'ultimo giorno decretarono il successo dello scrittore-filosofo-divulgatore. Parliamo di quasi 20 milioni di copie vendute nel mondo, di cui 7 milioni in Italia. Le sue opere sono state tradotte in 19 lingue e diffuse in 25 Paesi nel mondo, dal greco al giapponese, dal tedesco al francese. Fra il 1976 e il 1977 il libro sul professor Gennaro Bellavista vendette la bellezza di 600mila copie. Un vero e proprio caso letterario.

Ma Luciano De Crescenzo non era solo uno scrittore. Fu anche un grande e apprezzatissimo divulgatore televisivo. Bello, affascinante, occhi azzurri, sorriso sardonico e profondo, capace di grande empatia: la tv e il cinema ne furono subito estasiati. CosΓ¬ nacque il sodalizio con un altro grande amico, Renzo Arbore. E ancora, le collaborazioni con Roberto Benigni, un momento magico per il mondo dello spettacolo napoletano che era β€˜di stanza' a Roma ma portava il sorriso partenopeo in tutta la cittΓ . E nacquero capolavori di ironia come "CosΓ¬ parlΓ² Bellavista", film delizioso e ancora gettonatissimo nelle tv private napoletane.

Luciano andΓ² via da Napoli ma con la cittΓ  ebbe sempre un rapporto incredibile, intenso, mai interrotto. Pareva di poterlo incontrare da un momento all'altro all'angolo di un vicolo o fermo ad ammirare una statua o meglio ancora, a spiegare a un turista straniero la bellezza di quel palazzo o la storia di quell'antica via napoletana. Mai rassegnato ai β€˜mali di Napoli' ma consapevole del fatto che fosse necessario il concorso positivo di tutti per sconfiggerli, De Crescenzo ha sempre fatto vincere la speranza legata all'antica ironia partenopea: mai una parola fuori posto, mai un attacco scomposto, un signore d'altri tempi. E anche questo ha decretato un legame con Napoli che lo proietta fra i grandi in assoluto della cultura partenopea moderna.

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E niente che aggiungere di piΓΉ...
di questi tempi bui NON VI RESTA CHE RIDERE, insieme a noi!


Vi ricordiamo che tutti gli eventi di Piazza dei libri e Gammazita sono assolutamente gratuiti!
Ma che ve lo diciamo a fare? Voi lo sapete giΓ !

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Fai la Tua Parte!
Il tempo giusto Γ¨ adesso.
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