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Catania: Rinaldo e Gattamogliere - Spettacolo teatrale di Opera dei Pupi Siciliani


  • Fabbricateatro 84 Via Caronda Catania, Sicilia, 95128 Italia (map)
rinaldo e gattamogliere.jpg

Seconda edizione della Rassegna “Sere d’estate in giardino”
presso Giardino Pippo Fava - Via Caronda, 82 Catania
Organizzazione Compagnia Fabbricateatro

23 e 24 Luglio ore 21:00

La Marionettistica F.lli Napoli di Catania
presenta
lo spettacolo di Opera dei Pupi

RINALDO E GATTAMOGLIERE

Copione di Alessandro e Fiorenzo Napoli
elaborato sulla base delle serate tradizionali
dell’Opira catanese

Ingresso euro 10,00 (ridotto euro 8,00)
Info e prenotazioni: 3473637379 (Fabbricateatro); 3470954526 (F.lli Napoli)


SINOSSI
Rinaldo attraversa il Bosco della Foglia per portare a Montalbano il tesoro guadagnato nell’impresa di Dama Rovenza. Gano di Magonza gli tende un agguato per ucciderlo. Ma – grazie all’accortezza del famiglio Peppininu – Rinaldo scampa all’imboscata. L’infame Gano calunnia Ri-naldo, raccontando a Orlando e a Carlo Magno che invece fu lui a essere assalito dal paladino al Passo della Foglia. Così il castello di Montalbano viene assediato e Orlando è costretto a impegnarsi in un duello col cugino. Ma Gano, non ancora pago dei suoi tradimenti, per esser certo che Rinaldo muoia, propone a Carlo Magno un’alleanza col re saraceno Gattamogliere, il cui unico scopo è quello di uccidere Rinaldo per vendicare Mambrino e i suoi congiunti. Da qui si dipanerà un intreccio di avvenimenti che, in un arco narrativo teso fino al punto da arrivare quasi alla morte di Rinaldo, giungerà a un liberatorio lieto fine.
L’episodio di Carlo Magno e Gano i quali, per vincere Rinaldo, ricorrono a una discutibile al-leanza con un sovrano saraceno è invenzione tutta italiana che, nella sua prima redazione letteraria, s’innesta nei Cantari di Rinaldo da Monte Albano, del medio Quattrocento, l’opera su Rinaldo più vicina al modello francese antico, la chanson de geste Renaut de Montauban. L’episodio è un’invenzione tesa a esaltare la figura di Rinaldo e a sminuire quelle del traditore e dell’ottuso im-peratore Carlo Magno. Passando dai cantari sopra ricordati al poema anonimo Dama Rovenza dal Martello l’episodio si arricchì di tutti quei particolari che poi confluirono nella Storia dei Paladini di Francia di Giusto Lodico: le molte ferite inferte da Gattamogliere a Rinaldo, l’incanto dell’armatura, l’intervento risolutore del negromante Malagigi e lo scioglimento finale col grande scorno di Gano di Magonza.
Si tratta di uno degli episodi più esemplari dell’Opera dei Pupi per la definizione dei caratteri e dei rispettivi ruoli di Rinaldo, Gano, Carlo Magno, Orlando, Malagigi, nonché di tutti gli altri per-sonaggi minori i quali costituiscono una sorta di coro che commenta la storia dai propri punti di vi-sta. Pensiamo non solo a Bradamante e Clarice, trepidanti sorella e sposa di Rinaldo, e alla schiera dei paladini, stupiti e annichiliti dal fatto che il Sacro Romano Imperatore non abbia esitato ad al-learsi con un sovrano saraceno, ma anche e soprattutto a Peppininu, la maschera del teatro dei pupi catanese, che anche questa volta i pupari etnei vollero testimone e protagonista di una vicenda in cui si manifesta chiaramente l’amore del pubblico tradizionale per il paladino ribelle ingiustamente ca-lunniato e l’odio per il nero traditore Gano di Magonza, che non ha alcun ritegno a operare il male con ogni mezzo a sua disposizione.
Serata brillante e gioiosa, nella quale i personaggi carolingi incarnano ancora una volta i valori tradizionali dell’unità familiare tesi a combattere il male aspirando a un ordine del mondo più giusto. (Alessandro Napoli).