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Catania: Ippolito
Jul
19
to Jul 20

Catania: Ippolito

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> 19 luglio 2019 | Chiostro di Ponente del Monastero dei Benedettini

IPPOLITO

di Euripide
traduzione, adattamento e regia di Nicola Alberto Orofino
con
Egle Doria
Silvio Laviano
Luana Toscano
Gianmarco Arcadipane

scene e costumi Vincenzo La Mendola
assistente alla regia Gabriella Caltabiano

Produzione Teatro Stabile di Catania in collaborazione con ASSOCIAZIONE CULTURALE MADE’

Progetto nato in residenza al Castello di Sperlinga (En) per la stagione “Teatro in Fortezza 2018”

Ippolito di Euripide è la tragedia delle passioni estreme. La passione di Fedra che è febbre d’amore altissima, senza nessuna possibilità di guarigione; la passione di Ippolito che è fanatismo e esaltazione di tutto ciò che è puro e casto (e quindi innanzitutto esaltazione per se stesso); la passione di Teseo, che è ira funesta e distruttrice in cui la grazia non trova dimora. Tutti e tre i protagonisti di questa tragedia verbalizzano le proprie passioni in maniera ossessiva. Sono tre personaggi vistosi, appariscenti, le cui parole hanno la capacità di analizzare, nascondere, cambiare, camuffare, dilatare gli eventi della tragedia. Personaggi estremi dunque, e con un’anima grande.

Gli attori come in un gioco di richiami ed evocazioni affronteranno tutti e nove i personaggi della tragedia di Euripide. Le trasformazioni saranno tutte sceniche e a vista, affinché ogni personaggio possa svelarsi nel suo corrispondente più prossimo nel modo più diretto e palese.

La tragedia è ambientata nell'America della fine degli Anni 50, l’America di Eisenhower, bigotta e omertosa, razzista e maschilista. Un’America che, al di là di tutto, comincia a rendersi conto della sua arretratezza e che accoglierà da lì a qualche anno l’inarrestabile rivoluzione culturale e politica promossa da Kennedy. Un tale contesto storico rispecchia bene e in profondo lo spirito e la forza dei personaggi della tragedia di Euripide. In continuo conflitto tra immobilità e movimento, tra bigottismo religioso e libertarismo, tra corpo e lavorio interiore


Nicola Alberto Orofino


> Biglietti (botteghino c/o il luogo dell'evento): 10 euro / ridotto personale Unict: 7 euro / ridotto studenti: 5 euro.

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Catania: L'infinito Giacomo
Jul
16
9:00 PM21:00

Catania: L'infinito Giacomo

  • Monastero dei Benedettini di San Nicolò l'Arena (map)
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Nell'ambito della rassegna Porte Aperte UNICT, il Teatro della Città propone la rassegna teatrale "Un classico moderno" dedicata all'immortalità e all'attualità dei testi classici e delle drammaturgie sempreverdi. Il terzo appuntamento della rassegna sarà, martedì 16 luglio (ore 21) la pièce "L'infinito Giacomo" - Vizi e virtù di Giacomo Leopardi, un ritratto inedito del poeta attraverso le sue opere scritto e diretto da Giuseppe Argirò e interpretato da Giuseppe Pambieri.
«La scoperta di un Leopardi inedito, di un genio precocissimo, di un adolescente inquieto, di un amante appassionato, di un uomo che ha il coraggio di guardare la realtà e accettare la verità del dolore senza compromessi e facili giustificazioni. L’umanità irriverente del poeta e il suo spirito dissacrante sono al centro di questo viaggio attraverso le sue opere: l’Epistolario, lo Zibaldone, gli scritti filosofici e politici, le Operette Morali e i Canti. Il ritratto di un artista senza tempo, aldilà di ogni regola, creatore di eterna bellezza».
«Spaccati sconosciuti della sua vita quotidiana, golosità, abitudini e repulsioni mai conosciute prima, dove anche il sudore diveniva per lui un’espressione dell’anima da non lasciare andare via, un genio precocissimo, un adolescente inquieto, un amante appassionato, un uomo con il coraggio di guardare la realtà e accettare la verità del dolore senza compromessi e facili giustificazioni. La ricerca s'incontra anche con la nostra parte di disperata umanità che per sopravvivere alle domande di senso sempre più incalzanti della storia individuale e sociale non può che risolversi in una solidarietà che diventa l'unica possibilità di sopravvivenza, ancora oggi per ciascuno di noi».

L’INFINITO GIACOMO
Vizi e virtù di Giacomo Leopardi
Ritratto inedito del poeta attraverso le sue opere

Drammaturgia e regia Giuseppe Argirò
Con Giuseppe Pambieri

Info e biglietti 095530153
Prezzo biglietto: 10 euro (studenti universitari 5 euro - personale universitario 7 euro)

www.teatrodellacitta.it - www.teatrobrancati.it
agenda.unict.i/porteaperte

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Catania: LUPO - di Carmelo Vassallo, con Savi Manna
Jul
15
9:00 PM21:00

Catania: LUPO - di Carmelo Vassallo, con Savi Manna

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Savi Manna, legge Lupo di Carmelo Vassallo:
Cocimo è in vestaglia bianca, quella di sua madre con cui divide tutto dalla nascita, in piedi sul balcone a parlarci di quell’estate da quindicenne. Adesso ha trent’anni, tanti quanti ne aveva Lupo all’epoca dei fatti narrati.

Con Lupo ha diviso le gioie dei suoi quindici anni, un’amico di quartiere con cui amava giocare a calcetto, fare infiniti giri in vespa ed andare a mangiare la carne di cavallo. Un legame nato come tanti per interessi e svaghi in comune. Lupo per il ragazzo rappresenta una sorta di fratello maggiore dispensatore di consigli di vita e dal quale farsi difendere dai bulli del quartiere malfamato. Un’estate intensa che lega i due in modo forte. Cocimo si attacca fortemente a Lupo il suo legame da semplice si trasforma in ossessivo, quasi morboso. Il ragazzino si accorge di essere quasi dipendente dalla figura carismatica di Lupo, se lo sogna la notte, la sua voce gli rimbalza nel cervello ad ogni ora del giorno. Cocimo è confuso da queste sensazioni e cerca di combatterle, inutilmente.

Il rapporto del giovane nei confronti dell’amico più grande diviene sempre più ossesionante, fino ad arrivare ad un triste e doloroso delirio criminale che porta Cocimo ad accoltellare a morte Lupo.

"Lupo" è metafora di tanti rapporti nascosti e contraddistinti dall’incapacità di comunicare in modo sincero. Cocimo respinge le sue emozioni ritenendole improprie in un rapporto d’amicizia, le nasconde anche al diretto interessato, Lupo, che diventa vittima inconsapevole e passiva dei deliri ossesionati del ragazzo. Una storia ambientata nella periferia popolare catanese, ma che può essere tranquillamente trasbordata in qualsisi altra realtà del genere dove l’apparenza è più forte e radicata delle vere sensazioni.

Ingresso 2 euro
Cena su prenotazione.

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Catania: Il canto delle Sirene
Jul
5
9:00 PM21:00

Catania: Il canto delle Sirene

  • Chiostro di Ponente Monastero dei Benedettini di San Nicolò L'Arena (map)
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Nell'ambito della rassegna Porte Aperte UNICT il Teatro della Città propone la rassegna teatrale "Un classico moderno" dedicata all'immortalità e all'attualità dei testi classici e delle drammaturgie sempreverdi. Il secondo appuntamento della rassegna sarà, venerdì 5 luglio (ore 21) la pièce "Il canto delle sirene" adattamento teatrale e regia di Ezio Donato, con Pippo Pattavina e con Debora Bernardi ed Ezio Donato. Musiche originali di Matteo Musumeci, eseguite dal vivo alla fisarmonica da Gianni Amore.


Il testo è costituito da un trittico, composto dai libri X e XII dell’Odissea di Omero a cui fanno seguito L’ultimo viaggio di Giovanni Pascoli e La Sirena di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: due capolavori della letteratura del Novecento che ruotano intorno ai mitici lidi della Sicilia e alla metafora dell’incanto e dell’inganno delle sirene. Nella riduzione in forma scenica del racconto postumo "La Sirena", più noto con il titolo "Lighea", che fu scelto dalla vedova di Tomasi di Lampedusa, la narrazione fiabesca, sospesa tra realismo e dimensione fantastica, ruota intorno ad un anziano professore di greco che rivela ad un giovane amico il segreto di un magico amore, vissuto nell’estate in cui, ventisettenne, si era ritrovato in una località marina siciliana, diviso tra l'attrazione del mare e lo studio del greco per il concorso a cattedra. In questo frangente sarebbe esplosa in lui la passione ricambiata per una bellissima sirena, Lighea, il cui richiamo ha continuato a cadenzare i ritmi della sua vita.
Nel poema L’ultimo viaggio, tratto dai Poemi Conviviali di Giovanni Pascoli, un Ulisse già vecchio racconta le sue peripezie attorno a una fantastica Trinacria, luogo di straordinari incontri, nella dimora di Eolo, fra Scilla e Cariddi, con la dea Calypso. Il mitico eroe di Omero e la sua Sicilia diventano, nell’immaginario letterario di narratori e poeti, dall’antichità fino a Dante e poi Pascoli, Saba e i contemporanei, la rappresentazione del conflitto eterno fra il desiderio alimentato dalla curiosità e le frustrazioni che i limiti dell’agire umano, avvertiti come insormontabili, impongono. Il canto delle Sirene diventa l’occasione per parlare della Sicilia e del suo rapporto con le altre culture antiche e contemporanee, ma anche del rapporto Nord-Sud. Le Sirene, presenti in tutti i mari del mondo, sembra che in Sicilia trovino sempre un fertile terreno di seduzione degli uomini.

IL CANTO DELLE SIRENE
adattamento teatrale e regia di Ezio Donato
con Pippo Pattavina
Debora Bernardi e Ezio Donato

Info e biglietti 095530153
Prezzo biglietto: 10 euro (studenti universitari 5 euro - personale universitario 7 euro)

www.teatrodellacitta.it - www.teatrobrancati.it
agenda.unict.i/porteaperte

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Catania: Scintille - al Castello Normanno di Aci Castello
Jun
28
9:00 PM21:00

Catania: Scintille - al Castello Normanno di Aci Castello

scintille al castello normanno di aci castello.jpg

Torna a Catania "Scintille", per una replica speciale nella splendida location del Castello Normanno di Acicastello. L'appuntamento è previsto per venerdì 28 giugno 2019, alle ore 21.00

Biglietti:
intero 12 euro
ridotto 10 euro



New York, sabato 25 marzo 1911, ore 16 e 40: manca un quarto d’ora alla chiusura della fabbrica Triangle Waistshirt Company, produttrice di camicette. Sono al lavoro circa seicento persone, per lo più donne giovanissime. La maggior parte sa a malapena l’inglese: sono immigrate italiane o dall’Europa dell’Est e rappresentano il principale sostegno economico per le loro famiglie. Lo spettacolo rievoca questa giornata dal punto di vista delle protagoniste, una madre e due figlie, emigrate dall’Italia in cerca di fortuna. Una scintilla. Forse è scaturita da una delle fioche lampade a gas che illuminano le file di cucitrici, chine sulle loro macchine. In un attimo, all’ottavo piano del grattacielo che ospita la fabbrica, prendono fuoco le camicette appese sopra le teste delle lavoratrici, gli avanzi di tessuto ammucchiati in enormi cumuli negli stanzoni, i rocchetti di filo. Non esiste un’adeguata protezione antincendio. Il fuoco impedisce di fuggire. C’è solo una scala d’emergenza, che subito crolla sotto al peso delle operaie. Le porte sono sbarrate: le hanno chiuse i proprietari della fabbrica, per impedire che le lavoratrici escano prima dell’orario stabilito. La tragedia si svolge in 18 minuti: 146 morti, quasi tutte ragazze. Seguiranno una serie di processi, da cui i proprietari della fabbrica usciranno praticamente impuniti. Ma la scintilla della protesta si è sprigionata da questa terribile vicenda, che diventerà uno dei precedenti storici per la Festa della Donna. Molti altri episodi hanno concorso a dar vita all’8 marzo: è certo che se anche fosse falso il collegamento storico, non c’ è episodio nella storia delle donne più adatto a segnare un punto di svolta. “Non una narrazione, ma una molteplicità di interpretazioni, dove il personaggio di una madre, la Caterina, come una matrioska, contiene ed emana da sé gli altri personaggi, le figlie, e un coro di altre figure minori, ma non secondarie. Nessuno è minore in questa storia, scritta per restituire voce alle 146 operaie bruciate alla TWC in 18 minuti. La storia minore delle donne che hanno fatto la Grande Storia, ma sono state dimenticate. Esiste l’elenco delle 146 vittime. Tra i 146 nomi e cognomi spiccano alcuni nuclei famigliari: ci sono anche Maltese Caterina, 39 anni, Italia; Maltese Lucia, 20 anni, Italia; Maltese Rosa, 14 anni, Italia. Chi erano queste donne?
Cosa sognavano quando sono partite alla ricerca del sogno americano, della terra promessa?
Madonne addolorate senza assunzione al cielo, ma solo un lavoro a cottimo”.

Laura Sicignano

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Catania: spettacolo "SHOTS"
May
29
9:00 PM21:00

Catania: spettacolo "SHOTS"

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📣 Signore e Signori,
Ladies and Gentlemen, Madame et Monsieur,
siamo lieti di annunciare i magnifici
Francesco Bernava e Alice Sgroi in 🎭 "SHOTS"
lo spettacolo teatrale, ad alta gradazione sessuale, liberamente ispirato dai racconti di Charles Bukowski, da assaporare tutto d'un fiato.

Lo spettacolo SHOTS va scena a Piazza dei libri - #Gammazita
|| Piazza Federico di Svevia 92, Catania ||
▶ mercoledì 29 maggio ▶ alle ore 21.00
di e con Francesco Bernava e Alice Sgroi
organizzazione Filippo Trepepi, produzione mezzARIA Teatro

Tre storie.
Tre storie ispirate ai racconti di Charles Bukowski.
Tre storie perché tre è il numero perfetto.
Time-lapse, Trentacentimetri e Hank&Tess:
tre racconti “ad alta gradazione sessuale” da vivere tutti d’un fiato, proprio come tre shots da bere tutti d'un sorso.
Alla salute! Alla rinascita! Alla vita!

Uno spettacolo in cui l’amalgama tra sesso e ironia è l’ingrediente principale: storie, liberamente ispirate dai racconti di Charles Bukowski, esa­spe­ra­te ma in­quie­tan­temen­te rea­li. Narrazioni di uo­mi­ni e don­ne che fan­no i con­ti con le im­pre­ve­di­bi­li evo­lu­zio­ni di una re­la­zio­ne e con l’in­cer­tez­za che le ac­com­pa­gna.

La prima storia, Time-lapse, vede un uomo e una donna ripercorrere gli istanti di vita vissuti insieme, e si tratta di una ripetizione non solo fine a sé stessa, perché ogni rilettura porta con sé una piccola rinascita.

In Trentacentimetri un uomo si trasforma nell'oggetto sessuale della sua donna, una trasformazione apparentemente surreale, ma che dimostra come i confini tra il fantastico e il reale non siano facili da tratteggiare, e come anche ciò che appare più assurdo possa essere vissuto con naturalità.

Infine, con Hank&Tess, il pubblico seguirà l’incontro tra due losers, due anime smarrite che appartengono all’universo degli ultimi, che si sforzano per uscire dal buio in cui la società li ha emarginati. Riuscire nell’intento, seppur in maniera momentanea, darà un senso alle loro esistenze.

Dallo spettacolo, prodotto da mezzARIA Teatro, è stato tratto il corto teatrale Trentacentimetri, che ha partecipato al Festival Nazionale corti teatrali “O Curt” 2018 al Centro teatro Spazio di S. Giorgio a Cremano (NA) vincendo il premio come “miglior regia”.

Vi aspettiamo in tantissimi ▶ MERCOLEDÌ 29 MAGGIO ▶ alle ore 21.00 per brindare con ironia all'amore!

Alla salute! Alla rinascita! Alla vita!

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Ingresso gratuito/contributo a cappello.
Ma che ve lo diciamo a fare?
Voi lo sapete già!
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Fai la Tua Parte!
Il tempo giusto è adesso.
Aderisci alla Campagna di Tesseramento #Gammazita2019

www.gammazita.it

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Catania: Teatro Stabile Catania - Verga: presentazione stagione 2019-2020
May
10
11:30 AM11:30

Catania: Teatro Stabile Catania - Verga: presentazione stagione 2019-2020

presentazione stagione 2019 2020.jpg

Siamo pronti a presentare il cartellone 2019-2020 🎉🎉

La stagione in corso sta per concludersi e il Teatro Stabile di Catania è già pronto a nuove sfide. L’appuntamento è presso il Teatro Verga, venerdì 10 maggio alle 11:30, per la presentazione della nuova stagione.

Subito dopo la conferenza, il #TSC sarà lieto di offrire a tutti i partecipanti un aperitivo e un po’ di musica: brinderemo a una nuova stagione da trascorrere insieme! 🍸

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Catania: Prometheus di Eschilo al Teatro Antico di Catania
May
3
to May 6

Catania: Prometheus di Eschilo al Teatro Antico di Catania

prometheus di eschilo teatro antico catania.jpg

Prometeo ladro del fuoco, nemico degli dei, Prometeo amico degli uomini, portatore di luce, Prometeo vittima e colpevole, creatura del passato e del futuro. Prometeo il tracotante. In una terra desolata, in un tempo mitico, in cui la realtà è dominata dai Titani, in cui gli dei determinano i destini del tempo e dello spazio, Prometeo osa opporsi a Zeus, il nuovo dio assoluto. Lo scontro fra Prometeo e Zeus è spaventoso, inimmaginabile. E’ una vera crisi sacrificale. Proprio come Cristo, Prometeo soffre a causa degli uomini, proprio come lui subisce una punizione esemplare ed ingiusta.
Il mito di Prometeo è filo conduttore dell’intera filosofia e cultura dell’Occidente e fissa il passaggio decisivo della preistoria umana, il momento in cui l’umanità passa dall’oscurità, dalla paura, dall’incertezza, alla luce e al futuro, alla nuova Era. Il fuoco è uno degli elementi sacri, insieme all’aria e all’acqua, ed è patrimonio esclusivo degli dei.
Solo col fuoco gli uomini divengono veramente uomini. Sino a poco prima vivevano nel buio, nell’ignoranza, nella paura. Il fuoco non ha sconfitto la morte ma ha allontanato la paura della morte. Ma la conoscenza ha un prezzo e deve passare dalla sofferenza: solo così si può progredire.
Zeus è per il radicale annientamento del genere umano, della razza degli effimeri, parassiti insignificanti, mentre Prometeo, attraverso il dono del fuoco, vuole donare loro una possibilità. Il fuoco è la scintilla divina che rende tutto possibile, che illumina la via.
Il mito di Prometeo parla di noi, della condizione umana, della sua labilità, della sua duplicità, della sua ambivalenza e ci ricorda che il senso ultimo della nostra condizione è proprio il fatto di essere effimeri. L’illusione dell’identità, l’illusione dell’Io, il desiderio di unicità, la volontà di determinare il destino, di controllare gli elementi, crollano di fronte al mondo degli dei.
La grandezza umana è risibile e certamente non si realizza attraverso la tracotanza, ma attraverso una conoscenza realistica dei confini del sapere e del potere umano. Eschilo con grande maestria scava e illumina e passato e futuro reggono come archi di un solido ponte l’ora che scorre sulla scena. L’umanità che si rappresenta nel Prometeo è un’umanità degradata, compromessa, e il mondo degli dei è un mondo in declino, avviato verso un’inevitabile fine. Il tiranno alla fine cadrà. L’uomo di oggi si interroga su questioni fondamentali: esisterà un futuro per la vita umana oppure davanti a noi vi è solo una prospettiva catastrofica? Che ruolo giocheranno la scienza e la tecnologia in questa catastrofe, oggi viste esclusivamente come luce del futuro? Quale tributo si pagherà al progresso? La perdita della memoria e dell’identità? La degradazione dei valori e la trasformazione inesorabile in consumatori/consumati?
Come si ripropone oggi, in tempi così difficili di intolleranza, razzismo e fondamentalismo, il tema del rapporto fra l’umano e divino? Prometeo è l’eroe del confine, della mediazione fra questi due mondi, così diversi. Terribile cosa è l’uomo. Ancor più terribile il mondo degli dei.
Un grande maestro diceva che i testi antichi sono come segnali provenienti da stelle luminose ormai scomparse. Attualizzare questi testi e cercare a tutti i costi un rapporto diretto è come chiudere gli occhi sulla nostra contemporaneità. In questo momento di perdita di valori e di ideali, di degradazione e superficialità assoluta, di mancanza di dei e Titani, di incolmabile tracotanza umana, è assolutamente necessario confrontarsi con la parola antica, tentare di decifrare il riverbero luminoso proveniente da quelle stelle ormai scomparse, fermarsi sul ciglio della voragine, attendere, guardare la luce e riflettere sui nostri destini futuri. Per un istante.
Solo per un istante.
Daniele Salvo


PROMETHEUS di Eschilo

Traduzione di Daniele Salvo

con
Alessandro Albertin – Prometeo
Melania Giglio – Io
Martino Duane – Oceano
Simone Ciampi – Efesto, Hermes
Marcella Favilla, Francesca Mària, Giulia Galiani, Marta Nuti, Giulia Diomede, Giuditta Pasquinelli, Ester Pantano – Le Oceanine
Salvo Lupo – Ananke, il Destino.
Costumi - Daniele Gelsi
Scene – Fabiana Di Marco
Luci – Giuseppe Filipponio
Assistente alla Regia – Alessandro Guerra
Amministrazione e organizzazione : Melania Giglio
Regia di Daniele Salvo
Produzione Associazione Culturale Dide – Fahrenheit 451 Teatro
Tutte le informazioni sui biglietti: http://bit.ly/2Um9MAN
☎️ Info: Michele Di Dio 3297079692
Per info e costi : Melania Giglio 3883292528

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Catania: "Bianca" | Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco⎥Altrescene⎥Zō
Apr
19
9:00 PM21:00

Catania: "Bianca" | Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco⎥Altrescene⎥Zō

bianca-altre scene-zo Catania

AltreScene - rassegna di creazioni contemporanee

✏ Bianca è il nome di una donna. Si manifesta dal buio, arroccata in cima alla torre della sua solitudine, come rapita da un incantesimo. Il suo sguardo non si posa su niente, la proietta lontano dalla realtà, sempre più lontano a ripiegarsi su se stessa. In questo movimento verticale di discesa, due personaggi, inizialmente a lei poco familiari, la
condurranno, attraverso le tracce della memoria, nel disordine della sua esistenza. Questi due Maître della scena, fini manipolatori del tempo e dello spazio, nel duplice ruolo di custodi e protagonisti della memoria di Bianca, costruiscono e sconvolgono atmosfere e situazioni. Lo spettacolo non è un racconto di eventi, bensì uno scavo archeologico dell’universo
femminile. Bianca muta e smarrita attraversa mondi sterminati alla ricerca della sua identità di donna, condizione primaria, che le permetterà di generare l’unica parola vera in risposta alla
sofferenza della sua esistenza.

Ideazione e regia: Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco.
Con Manuela Lo Sicco, Filippo Farina, Simona Malato.
Scenografia: Cesare Inzerillo.
Musiche: Gianni Gebbia e Giovanni Verga.
Associazione Culturale Civilleri/LoSicco.

📍Info e prenotazioni : info@zoculture.it
☎ 347 4826940

Ingresso
Intero: 15€
Ridotto: 12€

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Catania: Romeo e Giulietta - balletto in are atti
Mar
30
to Apr 6

Catania: Romeo e Giulietta - balletto in are atti

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romeo e giulietta-teatro massimo bellini-catania

La più grande storia d’amore di tutti i tempi. Ritorna sulle scene del Teatro Massimo Bellini di Catania uno dei grandi classici della storia della danza, Romeo e Giulietta di Sergej Prokof’ev, in scena per una settimana da sabato 30 marzo. È a partire dall’omonima, celeberrima tragedia di William Shakespeare, pubblicata sul nascere dell’età barocca, che il musicista russo ha elaborato un balletto tra i più straordinari dell’intero repertorio, ricco di emozioni e di dettagli descrittivi, teatro travolgente allo stato puro: tra variazioni tecniche, danze d’insieme e appassionanti passi a due prende anima, cuore e corpo la vicenda dei due sventurati amanti veronesi.

Composto su commissione del Teatro Kirov di Leningrado, il balletto appartiene alla produzione degli anni sovietici del compositore, il periodo che si estende dal 1936, anno in cui fa definitivamente ritorno in patria dopo un’esaltante carriere di virtuoso del pianoforte in Europa e negli Stati Uniti, fino al 1948, quando il Partito comunista bolla la sua musica di formalismo e di intellettualismo, mettendola al bando dalle scene russe. Anche Romeo e Giulietta, tuttavia, finisce col vedere la luce non già nel teatro che ne aveva richiesto la composizione, dove verrà presentato solo nel gennaio del 1940, ma sul palcoscenico del Teatro nazionale di Brno, dove debutta il 30 dicembre del 1938. Da allora è stato un ininterrotto fiorire di versioni leggendarie, tra cui quella di Kenneth MacMillan, consacrata dal talento di Rudol’f Nureev e Margot Fonteyn, a quelle, più recenti e dichiaratamente contemporanee, di Angelin Preljocaj e Jean-Christophe Maillot, che hanno avuto vasta eco internazionale. Il Teatro Massimo Bellini di Catania ha accolto il capolavoro di Prokof’ev soltanto nel 1987, ma da allora ha ospitato interpreti di altissima caratura, tra cui Carla Fracci, nel 1988, ed Eleonora Abbagnato, indimenticabile protagonista nel 2010, su coreografie di Luciano Cannito.

Proviene direttamente dalla Repubblica Ceca, invece, la nuova versione proposta dal teatro J.K. Tyl di Plzeň, ridente cittadina della Boemia occidentale. Ufficialmente costituito nel 1948, il corpo di ballo locale vanta una tradizione ormai secolare e, dal dopoguerra in poi, è stato guidato da alcune tra le figure più significative della danza mitteleuropea, tra cui Jiří Němeček, nel corso degli anni Cinquanta, e Jiří Pokorný, che lo dirige attualmente dal 2003. Specializzato nelle grandi pagine del repertorio classico, ma aperto alle sperimentazioni contemporanee, il corpo di ballo boemo è già stato applaudito al Bellini di Catania appena tre anni or sono per una memorabile edizione di Spartacus di Aram Chačaturjan. Ritorna adesso, attesissimo, con una nuova versione di Romeo e Giulietta firmata da Libor Vaculík, che a una solidissima formazione internazionale ha affiancato, nel corso degli anni, una predilezione per le contaminazioni con il cinema e il musical, alla luce dei quali firma una coreografia di straordinario impatto emotivo. Da segnalare la presenza sul podio di una giovanissima direttrice d’orchestra catanese, Claudia Patanè, che si è diplomata al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma e perfezionata all’Accademia Musicale Pescarese, e che dal gennaio di quest’anno è direttore associato del Teatro di Plzeň: a lei spettano le prime due recite, mentre le rimanenti cinque, dal 2 al 6 aprile, vedranno subentrare la bacchetta di Norbert Baxa, che del medesimo teatro è direttore d’orchestra principale sin dal 2015.

PROGRAMMA

Balletto in quattro parti
dalla tragedia omonima di William Shakespeare

Musica di Sergej Prokof’ev

Personaggi e interpreti

Romeo Václav Lamparter / Gaëtan Pires
Giulietta Anna Srncová / Carolina Cortesi
Mercuzio Justin Rimke
Tebaldo Richard Ševčik
Benvolio Miroslav Hradil
Capuleti Grzegorz Moloniewicz
Madonna Capuleti Gaia Ponzio/ Lýdie Švojgerová
La nutrice Zuzana Hradilová
Lorenzo Jiří Žalud
Paride Joshua Lee
Il duca Michal Lieberzeit
Rosalina Sara Aurora Antikainen
Sarto Geronymo Fuhrmann / Ondřej Potužník
Servo Michal Lenner
Ballo Corinne Cox, Kristina Kodedová, Sara
Aurora Antikainen, Natálie Paulasová /
Afroditi Vasikalopoulou , Abigail Jayne
Baker / Gaia Ponzio
Charlotte Clementi,
Kristýna Miškolciová
Michal Lenner, Ondřej Potužník, Mátyás
Szilveszter Sántha, Miroslav Suda, Vittorio
Borio, Vojtěch Jansa, Geronymo Fuhrmann

Montecchi Afroditi Vasilakopoulou, Corinne Cox,
Kristina Kodedová, Natálie Paulasová
Miroslav Suda, Vittorio Borio, Geronymo
Fuhrmann, Johannes Nolden

Capuleti Mami Hagihara, Andronika Tarkošová,
Karolína Hejnová, Lýdie Švojgerová /
Abigail Jayne Baker,
Vojtěch Jansa, Michal Lenner, Mátyás
Szilveszter Sántha, Ondřej Potužník

Corpo di ballo e allestimento del JK Tyl Theatre, Plzeň
Orchestra del Teatro Massimo Bellini

Direttori Claudia Patanè
Norbert Baxa (2, 3, 4, 5, 6 aprile)
Coreografia Libor Vaculík
Scene Martin Černý
Costumi Roman Šolc

Durata 1 ora 30 minuti (con un intervallo)

Prima rappresentazione
Sabato 30 marzo 2019 ore 20:30 (Turno A)

Repliche
Domenica 31 marzo 2019 ore 17:30 (Turno D)
Martedì 2 aprile 2019 ore 17:30 (Turno C)
Mercoledì 3 aprile 2019 ore 20:30 (Turno B)
Giovedì 4 aprile 2019 ore 17:30 (Turno S1)
Venerdì 5 aprile 2019 ore 17:30 (Turno S2)
Sabato 6 aprile 2019 ore 17:30 (Turno R)

-

Info e acquisto presso il botteghino del Teatro Massimo Bellini.
📞 0957306135
📩 botteghino@teatromassimobellini.it

🎟️ Acquista i biglietti online qui:
http://bit.ly/2TZx3ck

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Catania: Grease - il musical
Mar
23
to May 4

Catania: Grease - il musical

grease il musical

SABATO 23 MARZO ore 21:00
SABATO 30 MARZO ore 21:00
Approvato dalla Theatrical Rights Worldwide di Londra ritorna il #musical più amato, più ballato, più "ramalamalama" al mondo, ritorna GREASE! Ritornano Danny, Sandy, Rizzo, Kenickie e tutti gli altri protagonisti per due eccezionali, imperdibili repliche!
Info e prenotazioni allo 095 2163275
Con la regia di Carmelo Gerbaro
Con Alessia Grancagnolo Daniele Virzì Floriana Renna Aurelio Rapisarda Giovanni Grancagnolo Valentina Marchese Carmelo Incardona Ambra Ferrara Simona Maggio
Fonica e luci Alessandro Musumeci
Aiuto regia Andrea Schillirò

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Catania: "La veglia" di Rosario Palazzolo con Filippo Luna
Mar
22
9:00 PM21:00

Catania: "La veglia" di Rosario Palazzolo con Filippo Luna

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AltreScene - rassegna di creazioni contemporanee

✏ Una stanza della morte, una donna forsennata che attende il corpo della figlia. Un corpo preteso e conteso col pubblico, che sarà un antagonista ideale, muto e terribile. Uno spettacolo rabbioso, beffardo e struggente, in cui l'ironia e la disperazione confluiscono nel medesimo fallimento.

Di Rosario Palazzolo.
Regia di Rosario Palazzolo.
Con Filippo Luna.
Scene: Luca Mannino.
Luci: Alice Colla.
Musiche e effetti: Francesco di Fiore.
Produzione: Teatro Biondo Palermo

📍Info e prenotazioni : info@zoculture.it
☎ 347 4826940

Ingresso
Intero: 12€
Ridotto: 10€

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Catania: Canecapovolto al Teatro Coppola
Mar
22
9:00 PM21:00

Catania: Canecapovolto al Teatro Coppola

  • Teatro Coppola - Teatro dei Cittadini (map)
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canecapovolto_teatro_coppola

CANECAPOVOLTO
film acustico/proiezione/visual+sound impro

22 Marzo, ore 21:00

INGRESSO CON SOTTOSCRIZIONE VOLONTARIA

***

LA CADUTA DELLA FAMIGLIA REALE (5:30 – 2004)
Film acustico progettato per l’ascolto random. Tre diverse storielle interagiscono tra loro in soluzioni narrative uniche ed irripetibili. Le immagini non ci sono, ma sono a carico dell’ascoltatore. Sono previsti due ascolti consecutivi.

OGGI SONO PASSATO [E TU NON C’ERI]
L’Eremita, La Bruta ed altre presenze (30:49, hd, 2018)
Un documentario di canecapovolto.
Rock and Roll, noise, collages su carta e progetti oscuri, Jung, l’uomo e la massa, sogno e veglia, costruzione e distruzione, casa e condominio. Già all’inizio di questo documentario/film saggio era chiaro che il metodo giusto non era fare ordine nelle visioni di Elisa Abela, artista visuale e musicista, ma di favorirne ed accelerarne il disordine per ritrovare qualcosa che era andato perduto.
Con Elisa Abela, Enrico Sesto, Antonia Gozzi, Emiliano Cinquerrui, Alessandra Ferlito, Floriana Grasso, Alessandra Ingrassia.

KINOTHON
[FRAMETEK+CANECAPOVOLTO]
visual+sound impro (30 minuti esatti)
Con il progetto K. il suono bizzarro di vecchie tastiere Casio modificate e delle drum-machines condiziona in tempo reale la struttura delle immagini ma anche viceversa, attraverso l’uso di un software che rimonta e trasforma immagini di Cinema/Fotografia/Televisione/ Internet in un flusso continuo.
Assonanza, dissonanza. Nulla E’ Vero. Tutto è Permesso!

A SEGUIRE
Incontro con il pubblico

***

Il gruppo canecapovolto è stato fondato a Catania nel 1992 sul modello della confraternita filosofica, nel 2016 fonda Scuola FuoriNorma per rendere più sistematico un progetto di nuova didattica su suono ed immagine in movimento, microeditoria e sui linguaggi del contemporaneo.
Attraverso varie esperienze che privilegiano la matrice scientifica della comunicazione e soprattutto la sua risposta nello spettatore, le tematiche affrontate da canecapovolto fanno costante riferimento all’universo sociale, con una considerazione particolare per la società dello spettacolo e l’Uomo-Massa, che rinsalda un legame con alcune pratiche di matrice situazionista. Video sperimentali, documentari, collages su carta, installazioni, radiodrammi, soundscape compositions e composizioni sonore realizzate attraverso il circuit bendin.
É tra le zone d’ombra tra ascolto e visione che canecapovolto ha sviluppato la sua identità ed il suo messaggio.
“Non possiamo ignorare la funzione repressiva dell' Arte in una Società che ha un disperato bisogno di astrazione e creatività per sopravvivere”. Il nostro lavoro é il prodotto di questa consapevolezza.


***


http://www.teatrocoppola.it/

Ufficio stampa:
info@teatrocoppola.it
3470112200

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Catania: incontro con Filippo Luna e Rosario Palazzolo
Mar
22
7:00 PM19:00

Catania: incontro con Filippo Luna e Rosario Palazzolo

filippo luna_rosario palazzolo_

Riprende la serie di incontri con attori e registi della scena contemporanea, in sinergia con il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell'Università di Catania, Corso di Laurea Magistrale in comunicazione delle culture dello spettacolo
Il relazione alla rassegna di Teatro Contemporaneo AltreScene, Zo centro culture contemporanee promuove dei percorsi di approfondimento con gli artisti presenti nella programmazione.
Il 22 Marzo alle 19, sarà possibile incontrare Filippo Luna, interprete dello spettacolo La Veglia, di Rosario Palazzolo, anch'egli ospite al dibattito.
Gli studenti e gli appassionati, sono invitati a partecipare al fine di conoscere e comprendere meglio il processo creativo che ha generato l'opera teatrale.
L'iniziativa fa parte di una rosa di attività volte alla formazione di nuovo pubblico e al sostegno della creatività emergente di cui il centro Zo, unico organismo di programmazione multidisciplinare in Italia, riconosciuto dal Mibac, si fa carico al fine di colmare la distanza tra operatori culturali e fruitori, soprattutto delle fasce giovani.
Ingresso Gratuito

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Catania: AltreScene presenta  "EOIKA"
Mar
8
9:00 PM21:00

Catania: AltreScene presenta "EOIKA"

AltreScene - rassegna di creazioni contemporanee

EOIKA 

Sabrina Vicari e Federica Aloisio

8 marzo 2019 – ore 21

✏ EOIKA (dal verbo greco ἔοικα - sono simile, sembra che io) pone il focus sull'illusione della visione, la realtà appare distorta, paradossalmente surreale. Due corpi che giocano a camuffarsi capovolgendo l'abituale percezione della realtà, innescando un incessante, forse vizioso, cortocircuito identitario.

Di e con: Sabrina Vicari e Federica Aloisio.
Musiche: Angelo Sicurella.
Luci: Gabriele Gugliara.
Costumi: Sabrina Vicari (• consuendi •)

Premio Strabismi 2017

Con il sostegno di :
Ass. Cult. PinDoc Onlus e Compagnia Giovanna Velardi.
Residenza Teatro Actores Alidos.
Residenza La Mama Umbria International.

?Info e prenotazioni : info@zoculture.it
347 4826940

Ingresso
Intero: 12€
Ridotto: 10€

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Catania: spettacolo "Vissi d'arte vissi per Maria"
Mar
7
to Mar 11

Catania: spettacolo "Vissi d'arte vissi per Maria"

  • Teatro del Canovaccio Catania (map)
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vissi d'arte vissi per maria.jpg

Vissi d'Arte, vissi per Maria
▪️𝐋𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐂𝐚𝐥𝐥𝐚𝐬 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐚𝐧𝐭𝐞
𝐁𝐫𝐮𝐧𝐚▪️

con Elena Bermani
di Roberto D'Alessandro
regia Ilza Prestinari
produzione Tzigane Dérive (Avignone-FR)

La rappresentazione teatrale è un omaggio alla grande cantante lirica greca Maria Callas, un omaggio alla “Divina”, la cui memoria viene ripercorsa nel toccante racconto della fedele governante che le fu accanto fino agli ultimi giorni di vita.
Bruna, felice di incontrare gli spettatori/ospiti della “divina”, offre loro un tè e dei pasticcini in attesa che Madame rientri.

Inizia così il racconto dei suoi successi, il suo amore per la scena, il suo grande senso di disciplina, il suo decisivo incontro con Onassis, la grande passione della sua vita intensa, ma infelice, la sua arte irraggiungibile, le fragilità, l’amore sfortunato. Un punto di vista su Maria Callas che cerca di andare oltre il mito.

Il monologo di Bruna, intervallato dalle arie più belle della Callas, si fa via via sempre più commovente e suscita la curiosità dello spettatore che si lascia prendere dal gioco delle confessioni e si ritrova ad essere ospite, nella casa di una leggenda.

𝐍𝐎𝐓𝐄 𝐃'𝐀𝐔𝐓𝐎𝐑𝐄
Di Maria Callas si sa ormai tutto, sono state scritte decine di biografie, allora perché uno spettacolo su di lei? Si chiede Roberto D'Alessandro, autore del monologo che racconta la vita di Maria Callas, ma raccontata dalla sua governante Bruna.
<< Credo che questo sia un modo per raggiungere un punto di vista alla sua vicenda, all'eredità che ci ha lasciato. Bruna rappresenta la semplicità, la quotidianità, quella contingenza davanti alla quale non è possibile valutare il genio, quel quale tuttavia si avverte la statura, del quale si venera l'immensità di pensiero, la vastità delle imprese.
Il nuovo monologo, interpretato da Elena Bermani e diretto da Ilza Prestinari, vuole porre lo spettatore al fianco di Bruna ed entrare dalla porta per spiare tutta la tristezza del mondo.
Alla fine il desiderio di vedere entrare dalla porta dalla si fa irresistibile, ma la divina non può apparire, il suo corpo non è più fra noi, anche se lei è ancora in mezzo a noi. Lei è un'idea, una leggenda, un mito.

Per info e prenotazione
📲342 5572121
prenotazione@palcooof.it
Prezzo biglietto 15,00€ intero/ ridotto 12,00€

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Catania: LEI - Frammenti per un tango
Mar
1
to Mar 3

Catania: LEI - Frammenti per un tango

  • ZO Centro Culture Contemporanee (map)
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AltreScene - rassegna di creazioni contemporanee

✏ Lei è un proclama che nasce come suggestione per una danza. E' il corpo di una donna che impara a camminare nel tango e poi a vivere nel mondo. Lei non è uno spettacolo convenzionale: non ha un testo, eppure ha una storia; non ha coreografia eppure è una danza.

Da un'idea di Francesca Auteri e Salvo Gennuso.
Con: Francesca Auteri, Valeria Grasso, Giulia Oliva.
Drammaturgia e regia: Salvo Gennuso.
Luci: Ségolène Le Contellec
Direzione di scena: Aldo Ciulla.
Selezione musicale: Francesca Auteri/Valeria Grasso
Produzione: Statale 114 - Compagnia teatrale, Zo Centro Culture Contemporanee.

Tutto nasce per caso, per un bisogno di tornare al teatro e nell’idea di non poterci più tornare nelle forme “tradizionali”, in quel teatro fatto di parole che offuscano la scena, mentre per me la Scena è sempre, nel mio immaginario, venuta prima di ogni forma di narrazione. Così nasce Lei., da una passione per il corpo femminile, per un corpo che diventa “territorio” e dispositivo. In Lei. tutto è ridotto all’essenziale: solo abiti, scarpe, musica e tango: null’altro. Ciò che resta, dopo che il diluvio ha sommerso tutto, è il corpo dell’attore, del performer, del danzatore, di colui che fa la creazione. Solo frammenti che la musica lega aldilà di ogni volontà di rappresentazione: tutto è mostrato nella sua natura più violenta possibile, o nella sua natura più dolce possibile, nell’unica forma che conosco per fare Scena che è la forma della crudeltà, in cui tutto ciò che è finto perché è scena diventa vero, più reale del vero.
In Lei. la danza, il tango è protagonista: perché lo si elegge come strumento attraverso il quale manifestare una “differenza”: il tango che afferma l’idea del doppio e che nel doppio consuma l’equivoco di un mondo al maschile che invita e afferma e un mondo al femminile a cui al più è consentito volgere lo sguardo da un altro lato per evitare un invito.
Lei. è donna, è un doppio di donna, è un’Alice che si ribella allo specchio, forse una Crimilde che non avvelena più Biancaneve, un’Ofelia viva oltre Amleto, una Giulietta senza più Romeo.
Lei. può essere anche Rosa Luxembourg, se volete, una donna che afferma la sua libertà nella sua prassi politica e privata e che il mondo, come ha già fatto con Van Gogh, mette a morire, abbondonando il suo corpo nella Sprea, il fiume che scorre nei pressi di berlino. Lei.è soprattutto una donna che smette di uccidersi e impara da sola a camminare per il mondo, che danza alla fine, che si denuda senza paura, che danza il tango senza un tacco. Lei. è il molteplice modo in cui si può essere Lei.
(ps. Portatevi le scarpette…)

📍Info e prenotazioni : info@zoculture.it
☎ 347 4826940

📌Ingresso
Intero: 12€
Ridotto: 10€

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Catania: spettacolo "Pomice di fuoco"
Feb
22
9:00 PM21:00

Catania: spettacolo "Pomice di fuoco"

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POMICE DI FUOCO
confessioni postume di Ignazio Buttitta

con FILIPPO LUNA
musiche eseguite dal vivo da ALESSIO BONDÌ
testo e regia di Vincenzo Pirrotta

in collaborazione con la Fondazione Ignazio Buttitta Prima nazionale per Orestiadi 2018
Orestiadi di Gibellina e Festival Teatro dei due mari

Pomice di fuoco è la suggestione dalla quale sono partito per pensare a questo spettacolo, non a caso ne è diventato il titolo.
Raccontare Ignazio Buttitta, per quello che è, per quello che ha rappresentato per la nostra terra, non è semplice, e non lo è perché la sua vita, così come la sua poesia, è pomice, dunque roccia, ma leggerissima, ed è di fuoco perché avvampa il nostro spirito di bellezza, di brama rivoluzionaria, di amore per gli uomini e per la natura. Eleva, proprio come le bandiere che come simbolo potente ci invita spesso ad alzare e a sventolare verso una condizione critica, a volte ideologica, ma come un bambino che crede che il mondo è li e se non funziona, un sorriso insieme ad uno schiaffo, possono migliorarlo. Racconteremo la sua poesia attraverso la sua vita che essendo potente come un’eruzione vulcanica l’ha inevitabilmente condizionata. Temi come la povertà, la guerra, la politica, la rivoluzione, la natura, l’amore declinati dalla feroce dolcezza d’Ignazio, ci riporteranno in un mondo che forse è scomparso e non ritornerà più. Per farlo mi sono avvalso di due artisti speciali Filippo e Alessio che hanno fatto della loro sicilianità strumento per portare la loro arte tra sospiri universali.

Vincenzo Pirrotta

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Catania: Leonardo profilo di un genio
Feb
15
9:00 PM21:00

Catania: Leonardo profilo di un genio

  • Piccolo Teatro della città - Centro di produzione teatrale (map)
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Il ritorno a Teatro del grande Maestro toscano

È notte. Un bambino siede al tavolo di uno studio d’artista. Il bambino è ... . Emerge un’altra figura dal buio, osserva la scena, non può farne parte… L’arcano è presto svelato. È una notte di ....... Francesco Melzi e Gian Giacomo Capriotti, detto Salaì, i due allievi che furono fra le persone più vicine al genio del Rinascimento. Sorta di fratelli – rivali, s’incontreranno e scontreranno fino all’alba,...
.......tra le varie dimensioni temporali è la balia Caterina – forse madre – di questo Leonardo genio e folletto, scienziato e inventore.

con laura tornambene, Massimo Leggio, Giovanni Arezzo, Siria Rindone

Regia di Massimo Leggio

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Catania: Cucù - Teatro l'Istrione
Feb
15
to Feb 17

Catania: Cucù - Teatro l'Istrione

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Cucù

Scritto e diretto da Francesco Romengo

con Nicola Notaro e Gabriele Zummo

prodotto da Officina Tea(l)tro - Palermo

Assistente alla regia Marta Di Fiore

Siamo in una città del Sud, in un piccolo sottoscala adibito a negozio di orologiaio. Nicola, il ragazzo di bottega, giunge con una lettera di sfratto: il sottoscala, occupato abusivamente da Peppino, il titolare, va subito sgombrato. L’intero palazzo sta per essere demolito e al suo posto sarà costruito un modernissimo centro fitness. Peppino e Nicola così vivono l’ultima notte nel loro piccolo spazio comune, prigionieri nelle loro giacche unite da un orlo comune. Si raccontano come mai prima e confrontano due posizioni antitetiche. Peppino è ancorato a quella bottega, a un passato che non c’è più: l’amore soffocante della madre l’ha tenuto sempre lontano dalla realtà e da se stesso. Ha costruito dentro alla bottega il suo confine di separazione dall'esterno, trovando rifugio nel ticchettio di un orologio. Nicola lo spinge a reagire, a dare spazio ai suoi impulsi nascosti, ad aprirsi a nuove possibilità. Dal loro dialogo intenso e concitato scatta la molla per un definitivo cambiamento liberatorio. . In questa liberazione Peppino ritrova se stesso e il diritto d’amare che aveva dimenticato, la sua identità sentimentale oltre la frustrazione. I due si ritroveranno a danzare il valzer di un’unione amorosa improvvisamente scoperta e non soltanto cucita dalle loro giacche.
“ L’amore è come un valzer, si deve ballare in piazza, finché l’orchestra non smette di suonare”

Note di regia

“Cucù”parla di radici, di esclusione, di diritti alla casa, al lavoro, alla libertà e all'amore. E' la storia di due personaggi veri e poetici , due emarginati, due sconfitti che vivono in simbiosi. Racconta in modo intenso e libero da ogni retorica o luoghi comuni un amore omosessuale. Il titolo rimanda all'orologio che scandisce il tempo, ma anche al gioco in cui ci si nasconde e ci si rivela, sorprendendo.
“Cucù” ha una drammaturgia asciutta, onesta; una lingua ricca di “sicilianitudini”, ma di immediata comprensione, che va dritta al cuore, senza retorica né scontati moralismi. Lo spettacolo, che vede in scena due attori, ha pochi elementi scenografici: una lampada, un’edicola votiva, l’insegna della putia, la bottega, un ring segnato di bianco stabilisce il perimetro del negozio. Elementi semplici, che permettono ai personaggi di raccontare le loro storie, evocando luoghi, incontri, fatti. Raccontarsi vuol dire anche muoversi oltre ogni confine. Ed oltre il confine c’è l’incontro. Superare il confine, dunque, vuol dire liberarsi dalle illusioni, conoscere la propria identità, darsi la possibilità d’amare.

In scena gli attori con le loro voci, i loro respiri; i loro corpi si muovono in ritmi concitati, fra duro realismo popolaresco e una tenerezza quasi clownesca. In un gioco di equilibri e girotondi si strattonano, allontanano e ritornano, prigionieri nelle giacche unite da un orlo comune.

La rappresentazione si snoda fra le musiche di Arvo Part e di Edith Piaf che la punteggiano e la contrappuntano, le luci danno rilievo ai corpi degli attori e delineano le aperture e le chiusure dello spazio scenico.

www.teatrolistrione.com

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Catania: Soli si muore
Feb
15
9:00 PM21:00

Catania: Soli si muore

soli si muore.jpg

✨ Soli si Muore / Lotus Flower✨

Questo spettacolo è ispirato ai vari stadi dell’amore. Partendo dalla versione dell’amore romantico, quella in cui ci hanno fatto credere che si può essere felici solo in due, fino alla scoperta che siamo nati già completi e non abbiamo bisogno di nessuno per perfezionarci. Possediamo dentro di noi tutti gli strumenti per trasformare il dolore in meraviglia.

⇢ Estratto : https://vimeo.com/289663427

⇢ Coreografie di Alessandra Scalambrino Maria
DT Junior Ballet
Danzatori: Andrea Bambara Giulia Barbera Aurora Basilica Irene Anita Cacciatore Michela Caruso Silvia De Nizza Gaia Melluzzo Giordana Seminara
Responsabile Tecnico Francesco Noé

📌 Ingresso
Prevendita: 10€
Botteghino: 12€
Under 16: 10€

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Catania: Romeo e Giulietta - balletto
Feb
15
9:00 PM21:00

Catania: Romeo e Giulietta - balletto

romeo e giulietta.jpg

TORNIAMO A CATANIA!
Dopo lo straordinario successo della scorsa stagione con #Carmen, saremo in scena al Teatro Metropolitan Catania con ROMEO E GIULIETTA

Unica data
15.02.2019, ore 21:00

VENDITE ONLINE GIÀ APERTE‼️
➡️ bit.ly/Romeo-e-Giulietta_a_Catania

Romeo e Giulietta, la più grande storia d’amore in una nuova e straordinaria produzione fedele alla tragedia di William Shakespeare. Una sinfonia di oro e argento domina la scena ✨ sia per gli splendidi costumi delle due famiglie rivali simboleggiate dai due colori, sia per le scenografie di Marco Pesta.

Lo sfavillante oro dei Capuleti brilla nella festa in cui si conoscono i due giovani amanti che si incontreranno nuovamente sotto la dimora di Giulietta.

Nella coreografia di Federico Veratti la ricchezza di passi trionfa nelle danze d’assieme, la ricerca di un’estetica personale si accentua negli emozionanti passi a due, i virtuosismi classici si fondono con armonia con espressioni moderne rivelando l’eccezionale padronanza della tecnica per giungere a dinamiche diverse e di diverso approccio.

#RomeoEGiulietta #BdMinTour #BallettoDiMilano

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Catania: Miguel Manara
Feb
1
8:30 PM20:30

Catania: Miguel Manara

  • Istituo Francesco Ventorino Catania (map)
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“Ah, come colmarlo, quest’abisso della vita? Che fare? Perché il desiderio è sempre lì, più saldo, più furibondo che mai”.

Uno spettacolo a favore dell'Istituto Francesco Ventorino - Catania.

Miguel Mañara è un mistero in sei quadri scritto da Oscar Vadislas de Lubicz Milosz nel 1912. L'opera, ambientata nella Siviglia della seconda metà del 1650, si rifà, con qualche libertà letteraria, alla vicenda di un personaggio realmente esistito, don Miguel Mañara Vicentelo de Leca, nobile spagnolo vissuto per l’appunto a Siviglia nel Seicento. A questa figura storica risale uno dei personaggi più noti della letteratura mondiale, il don Giovanni/Don Juan Tenorio, comparso per la prima volta nel 1630 in una commedia di Tirso de Molina ed utilizzato poi da innumerevoli autori: Molière, Goldoni, Byron, Puškin, per arrivare fino ai nostri giorni con Maraini, Saramago. Celeberrima la versione musicale del “Don Giovanni” di Wolfgang Amadeus Mozart. Il Mañara di Milosz è un giovane nobile, arrogante ed impetuoso, che ha speso la sua giovinezza in baldoria, amorazzi, duelli nei quali ha cercato – senza riuscirvi - la risposta a un desiderio di significato che lo divora: “Ah, come colmarlo, quest’abisso della vita? Che fare? Perché il desiderio è sempre lì, più saldo, più furibondo che mai”.
L’incontro con la bella Girolama - e il profondo reciproco amore che ne nasce, confluito nel matrimonio - cambiano la vita di Miguel. È questo, tuttavia, solo l’inizio di un drammatico, lungo, impervio, misterioso itinerario personale grazie al quale Mañara giunge alla scoperta di un volto – quello reale - dell’amore da lui neanche lontanamente immaginato.
La messa in scena del CCC, pur mantenendo il linguaggio poetico intenso e ricco di immagini ardite dell’originale, ha scelto tuttavia di rinunciare alla collocazione secentesca, ponendo la vicenda di Miguel - e di quanti lui incontra - in tempi e contesti attuali.

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Catania: Ntuppatedde di S. Agata - workshop
Feb
1
to Feb 3

Catania: Ntuppatedde di S. Agata - workshop

NTUPPATEDDE
APRIRE COME FIORIRE
dedicato alla libertà di migrazione

Workshop e performance a cura di Elena Rosa

Eccoci alla festa della Santa Patrona di Catania: Agata, santa e martire. Si fece amputare le mammelle pur di difendere la sua libertà. Fu vittima del proconsole Quinziano e ancor più delle idee che lo sostennero. Agata praticò “resistenza” contro queste idee, come massimo splendore della sua libertà, fino alla morte.
Cosa è questa resistenza? Le ‘Ntuppatedde, dopo essere apparse più volte durante la festa della Santa, si chiedono, nella nostra realtà contemporanea, cosa vuol dire resistere.

Immaginare, agire, praticare l’utopia, seminare il futuro.

Le Ntuppatedde, dedicano 1000 fiori – il garofano rosso simbolo della loro apparizione – a chi cerca terra, allo straniero, all’errante. Durante la loro apparizione del 3 febbraio saranno donati da un gruppo di "portatrici di fiori" (a cui è possibile candidarsi) 1000 fiori a 1000 donne.
Un incitamento al risorgere del femminile, perché è del femminile la terra. La donna creatura e creatrice, la donna protrettrice e guerriera, a difesa della terra senza confini e senza padroni. Migrare è il naturale viaggio di chi desidera mutare a “nuova vita,” a nuovi orizzonti, a nuova fioritura. Un fiorire verso una condizione della contemporaneità che ci fa desiderare di ribaltare il mondo, di rivoluzionarlo e stracciarlo dal suo stesso essere mondo per riportarlo a essere terra, metamorfosi e cominciamento.
CERCHIAMO DONNE che accompagnano le ‘Ntuppatedde
e che donino fiori durante il loro passaggio.
Per partecipare è necessario chiamare al 331 8562485 o scrivere una mail a ntuppatedde@gmail.com
e partecipare all'incontro con le 'Ntuppatedde sabato 2 febbraio dalle 16 alle 18.

WORKSHOP
Un laboratorio, guidato da Elena Rosa, sulla performing art, sul corpo, sul modo di abitarlo e rappresentarlo. Temi: preparazione dello stato interiore, fisico ed energetico della performance; il tempo e lo spazio dell'agire; storia delle ntuppatedde; connessioni fra tradizione, rito, festa di S.Agata, femminilità e performance.

CHI SONO LE 'NTUPPATEDDE?
Fino alla metà dell'Ottocento: "...signore maritate o nubili che si mescolavano tra la folla dei devoti, travestite e irriconoscibili, potevano andare tra i cittadini, sedurli, esigere regali, senza che i rispettivi padri o mariti potessero protestare… " (come riportato da Verga in una delle sue novelle)
Dal 2013: un'apparizione, un sommovimento, un fiorire, uno sparire. Le Ntuppatedde non vogliono farsi copia di una tradizione scomparsa, si fanno piuttosto manifestazione di un bisogno ancestrale. È il femminile che si libera in una festa organizzata prevalentemente da un sistema gerarchico patriarcale. È la natura che fiorisce. È sovvertimento, azione estetica, dono, danza, festa.

La loro apparizione, nella mattina del 3 febbraio, fra la gente che segue il raduno delle candelore, innesca reazioni e relazionI che generano la natura stessa della performance: e allora danze, sorrisi, sventolare di garofani rossi, sbandare di candelore e strepitare d'ottoni di banda.

QUANDO
Venerdì 1 febbario dalle 17 alle 19.30
Sabato 2 febbraio dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 18 da Spazio Oscena via G.Macherione 21
Domenica 3 febbraio dalle 8.00 alle 13.00, performance all'interno della festa di S.Agata

MODALITA' DI PARTECIPAZIONE
Aperto a tutte le donne, non sono rischieste esperienze pregresse.
Per partecipare è necessario: scrivere una mail a ntuppatedde@gmail.com o telefonare al 331 8562485
È richiesto un contributo di 40 € per la gestione del progetto.
Riduzione del 10% per le iscritte ai corsi di Spazio Oscena.

Ai fini del workshop, è necessario un abbigliamento comodo. È indispensabile portare un abito bianco cerimoniale (sobrio) e scarpe bianche comode utili per l’uscita del 3 febbraio.

Elena Rosa, performer e sperimentatrice nel campo del teatro e del teatro-danza, lavora stabilmente a Catania insieme alla Compagnia Cuori Rivelati, di cui è co-fondatrice e regista. Dedica la sua ricerca artistica al tema della fragilità dei corpi esclusi, quali rivelatori di segni poetici e di scritture drammaturgiche. Riunisce nella sua compagnia attori che fanno del teatro un’urgenza. È ideatrice e performer dal 2013 del progetto 'Ntuppatedde.

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Catania: Arianna Porcelli Safonov - monologhi
Jan
18
9:00 PM21:00

Catania: Arianna Porcelli Safonov - monologhi

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Arianna Porcelli Safonov- Monologhi
Venerdì 18 Gennaio 2019
Ore 21
Zo - centro culture contemporanee
Piazzale Rocco Chinnici, 6
95129 Catania

Info e prenotazioni: info@zoculture.it
http://www.zoculture.it/

***

Tornano a Catania i monologhi di Arianna Porcelli Safonov, una collezione di invettive di satira sociale che fanno sorridere ma anche perdere ogni speranza.

https://www.ariannaporcellisafonov.com/

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Catania: Palcoshottoshow - Il palco è aperto
Jan
18
9:00 PM21:00

Catania: Palcoshottoshow - Il palco è aperto

  • Teatro Coppola Teatro dei Cittadini (map)
  • Google Calendar ICS
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PALCOSHOTTOSHOW
Il palco è aperto!

Secondo appuntamento della stagione!

18 Gennaio, ore 21:00

adesioni: palcoshottoshow@teatrocoppola.it

INGRESSO CON SOTTOSCRIZIONE VOLONTARIA


***


Anche quest'anno, per una volta al mese, il Palcoshottoshow!
Una serata di palco aperto e libero, in un susseguirsi di interventi di qualunque tipo della durata massima di 5-10 minuti. Non è importante che tu lo sappia fare bene, quel che conta è che tu lo voglia fare davvero. Il palco è luogo di prova, educazione, palestra, prima di essere palco. Il palco prima di rappresentare insegna e contempla l'errore come pratica di crescita. Il palco non è dei più bravi, il palco è di chi lo desidera. Attori, musicisti, cantanti, cantautori, ballerini, giocolieri, comici, meccanici dell'arte e dello spettacolo, quelli che non hanno paura di inciampare in quello che hanno da dire: una volta al mese ci piacerebbe avervi tutti sul palco coi vostri numeri unici, le prime canzoni e le ultime, a battere i piedi su tavole temprate dai vostri desideri più giovani e da quelli più vecchi, principianti e veterani. Il palco protegge chi sogna e il suo sogno apertamente racconta.
Al Teatro Coppola Teatro dei Cittadini il palco è aperto!


***


http://www.teatrocoppola.it/

Ufficio stampa:
info@teatrocoppola.it
3470112200

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Catania: spettacolo "SHOTS"
Jan
17
to Jan 20

Catania: spettacolo "SHOTS"

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Teatro del Canovaccio - Stagione Teatrale 2018/19

SHOTS
Liberamente ispirato dai racconti di Charles Bukowski

Di e con Francesco Bernava e Alice Sgroi

Organizzazione Filippo Trepepi
Luci e Fonica Carmelo Lombardo
Produzione mezzARIA Teatro

Shots è il plurale di una parola inglese e, come molte parole inglesi, può avere diversi significati, diverse accezioni e può essere usata in molteplici situazioni.
Shot, al singolare, può significare ipotesi, foto, sparo, ma è anche una parola utilizzata in un campo semantico molto familiare agli inglesi, che l’hanno creata, e non solo a loro.
Shot è infatti un preciso tipo di bicchiere, piccolo e compatto, che si utilizza per bere liquori puri, non allungati con altre sostanze; è il bicchierino che, nelle serate passate nei locali o nelle discoteche, si beve tutto d’un fiato.
Il nostro spettacolo vuole raccontare tre storie ad alta gradazione sessuale da vivere tutte d’un fiato, proprio come tre SHOTS, in cui l’amalgama tra sesso e ironia è l’ingrediente principale del miscuglio letterario: sono infatti tre storie, liberamente ispirate dai racconti di Charles Bukowski, che affrontano il rapporto uomo-donna con un comune obiettivo, quello di dilatarne il perimetro sensibile, il confine tra il magma viscerale che scaturisce dall’incontro di due esistenze e il mondo che li avvolge.
In TIME-LAPSE, la prima di queste tre storie, si racconta del rapporto sentimentale tra un uomo e una donna che, proprio come dentro a un film a velocità accelerata, ripercorrono gli istanti di vita vissuti insieme; istanti a cui restano aggrappati in un circuito ripetitivo ma non chiuso, perché ad ogni giro completato la ripartenza è accompagnata sempre da una piccola rinascita, piccola quanto un granello di sabbia.
In TRENTACENTIMETRI si consuma la trasformazione di un uomo nell’oggetto sessuale da parte della sua donna; e quando diciamo trasformazione, la intendiamo nel senso più letterale della parola. Non abbiamo, però, voluto puntare su strabilianti effetti speciali o su formule magiche di fiabesca memoria, anche se un pochino di magia l’abbiamo dovuta usare per forza, ci ha stupito piuttosto dover ammettere che anche ciò che definiamo surreale possa essere vissuto con estrema naturalità, soprattutto quando quella trasformazione che lo genera, il surreale cioè, è frutto di amore, qui sicuramente erotico, ma sempre di amore si tratta.
Infine in HANK&TESS abbiamo voluto raccontare l’incontro tra due anime smarrite, due ultimi che si sforzano con fatica di risalire la china di quella società che li ha emarginati, relegandoli negli angoli più bui; e quando ci riescono, anche se solo per un illusorio momento, raggiungono quello stato di grazia che giustifica tutta la loro vita, la riempie di senso e da finalmente movimento ai loro cuori, da sempre troppo compressi.
E l’amore cos’è se non movimento; e non solo “quel tipo di movimento” anche se di quello noi parleremo, forse in alcuni punti un po’ esplicitamente ma sempre con grande ironia, eleganza e profondo rispetto, non dimenticando di aggiungere qua e là un pizzico di poesia che non guasta mai quando si parla di coppia e, perché no, anche quando si parla di sesso.
Alla salute! Alla rinascita! Alla vita!

Francesco Bernava e Alice Sgroi

TRENTACENTIMETRI è vincitore del premio MIGLIOR REGIA al Festival Nazionale di corti teatrali “’O Curt”, edizione 2018

17-18-19 Gennaio - Ore 21,00
20 Gennaio - Ore 18,00
Teatro del Canovaccio - Via Gulli, 12 / CATANIA
Info e Prenotazioni 391 4888921 - 347 4755553

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Catania: spettacolo "Romanzo popolare"
Jan
11
to Jan 15

Catania: spettacolo "Romanzo popolare"

  • Teatro Mobile di Catania (map)
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La terza stagione di #TeatroMobilediCatania continua con la pièce “Romanzo popolare”, diretta dal regista Luca Cicolella, che ritorna a Catania dopo il successo di critica e di pubblico de “La leggenda del pianista sull’oceano”, spettacolo d’apertura della seconda rassegna del Teatro Mobile di Catania.
Sul palco del Zo Centro Culture Contemporanee
Francesca Ferro, Ilenia Maccarrone e Mario Opinato.
I Turni: venerdì ore 21.00, sabato 12 gennaio ore 21.00 e domenica 13 gennaio, ore 18.00,

***

Mela e Rosalia. Due donne che vivono insieme da tempo. Una vita piatta, apparentemente sfortunata, soprattutto in amore.
Svuotano le loro giornate, colme di solitudine, nella cura delle piante, facendo trattamenti anti-età, acquistando prodotti pubblicizzati in tv, consultando l’astrologo, ma soprattutto, aspettando con ansia, tutti i giorni, la nuova puntata della loro soap-opera preferita.
Il loro amore, unico, solo, e irragiungibile è lui: Mario, il divo, attore protagonista della telenovela. Un sogno, una speranza impossibile, che riempie di aspettative la loro testa, vittima del lavaggio del cervello ad opera della tv generalista.
La finzione si confonde inesorabilmente con la realtà, e sfocia in una ribellione che le porterà a compiere un atto estremo. Per vivere, finalmente, il “riscatto” che hanno sempre sognato.

L’immediatezza e la tragicità di questa commedia mettono in risalto molti aspetti universali della solitudine dell’essere umano, sempre più isolato dai suoi simili e risucchiato dal marketing globalizzante, che suggerisce, imponendole, immagini e icone di stile di vita.
Tutto ciò crea, quindi, una totale confusione tra forma e sostanza della vita, dei valori, e dei desideri di ogni essere umano. Di ogni donna. Di ogni Mela e Rosalia, che risultano essere vittime e allo stesso tempo carnefici della personificazione della loro ossessione.
Ma non tutto è come sembra: anche il loro beniamino è suo malgrado schiavo del mezzo televisivo. Anch’esso, quindi, carnefice e vittima allo stesso tempo della mistificazione della realtà.

Più che uno spettacolo, quindi, un’occasione per riconoscere se stessi in un sistema sociale sempre più scomodo e limitante.

Testo e regia Luca Cicolella
con Francesca Ferro, Ilenia Maccarrone, Mario Opinato
aiuto regia Maria Chiara Pappalardo
Prezzo Biglietto
intero €15.00
ridotto €12.00 (under 26 e universitari).

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Catania: Lu cantincu di li cantici (in lingua siciliana)
Jan
11
5:00 PM17:00

Catania: Lu cantincu di li cantici (in lingua siciliana)

  • Sala delle arti - Comune di Gravina di Catania (map)
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Il cantico di Salomone (Cantico dei cantici) si veste di nuova luce ed emozione: i versi del terzo re d'Israele traslati da Alessio Patti nella lingua madre delle genti, il siciliano.

Con il gratuito patrocinio di:
Associazione MarranzAtomo (Presidente Antonino Magrì)
Assessorato alla Cultura del Comune di Gravina di Catania (Assessore Patrizia Costa)
Accademia della Lingua Siciliana

Presentazione dell'opera di traslazione in lingua siciliana de "Canticu di li cantici" di Alessio Patti , edito Boopen.

Prefatore e Relatore, il poeta Nino Barone

Declameranno i versi: Alessio Patti e Antonina Zerbo

Il coro: Vita Marzullo, Giusy Di Mauro, Francesca Privitera, Marco Arena e Angelo Ariosto.

Organizzazione e Video Editing a cura di Pino Parisi e di Sicilia cori miu.

Sala delle Arti - Via Roma, 27, 95030 Gravina di Catania (CT)
ore 17:00 - Ingresso libero

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