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Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Siracusa. Numero di iscrizione 01/10 del 4 gennaio 2010

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La voce di Isabella Ragonese guiderà i visitatori: apre al pubblico la Fonte Aretusa a Siracusa

2019-07-26 11:48

Redazione

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La voce di Isabella Ragonese guiderà i visitatori: apre al pubblico la Fonte Aretusa a Siracusa

NEWS SIRACUSA - «… e puoi immaginarti come fossimo curiosi di vederla. E in vero bastò che richi

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SIRACUSA - «… e puoi immaginarti come fossimo curiosi di vederla. E in vero bastò che richiamassimo il passo in cui Cicerone la descrive, e la scovammo subito. La fonte è ancora quella, eccetto che per i pesci, che un tempo conteneva in gran numero e che ora sembrano averla abbandonata. È incredibile come una storia come questa abbia acquistato tanto credito presso gli antichi: infatti non sono soltanto i poeti a parlarne, ma anche naturalisti e filosofi. Plinio riporta la leggenda più di una volta, e si può dire che non esista poeta latino cui sia sfuggita.»

Patrick Brydone, Viaggio in Sicilia e a Malta 1770.

Si è concluso l’intervento di adeguamento strutturale e funzionale del sito e finalmente la Fonte Aretusa cuore dell’isola di Ortigia aprirà al pubblico il prossimo 6 agosto con una visita guidata il cui percorso consente di ammirarne dall’interno la bellezza, accompagnati dalle voci italiane di Isabella Ragonese, Sergio Grasso e Stefano Starna. L’audioguida sarà disponibile anche in lingua inglese, francese, spagnola e cinese, per agevolare i visitatori stranieri. Il percorso pensato per il pubblico restituisce le emozioni del “viaggio” che, partendo dalla devozione siracusana per un mito lontano, retaggio di credenze classiche, giunge ai nostri giorni, grazie al ripristino e alla messa in sicurezza del sito.

È il primo risultato del progetto di valorizzazione elaborato da Civita Sicilia in qualità di concessionario del Comune di Siracusa con la collaborazione della Fondazione per l’Arte e la Cultura Lauro Chiazzese. Il progetto, elaborato e diretto per la parte architettonica da Francesco Santalucia, Viviana Russello e Domenico Forcellini, ha visto la collaborazione della Struttura Didattica Speciale di Architettura di Siracusa e si è avvalso della consulenza scientifica di Corrado Basile, presidente dell’Istituto Internazionale del papiro - Museo del Papiro. 

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Da oltre duemila anni, la Fonte Aretusa è uno dei simboli della città di Siracusa. Le acque che scorrono nel sottosuolo di Ortigia, ragione prima della sua fondazione, ritornano in superficie all’interno della fonte stessa, dove il mito vuole che si uniscano a quelle del fiume Alfeo, in un abbraccio senza tempo. Quello di Aretusa ed Alfeo è un mito unico cantato nei secoli da poeti, musicisti e drammaturghi, nel quale si narra la storia d’amore, inizialmente non corrisposto, tra una ninfa e un fiume che ha inizio nella lontana Grecia e trova nell’isola di Ortigia il suo epilogo, simbolo del legame che esiste tra Siracusa e la terra madre dei suoi fondatori. Oltre a questo essa ha da sempre attirato l’attenzione di sovrani, re, filosofi e uomini di cultura, che per secoli specchiandosi nelle sue acque, si sono interrogati sull’interessante fenomeno legato alla leggenda. Da millenni ospita branchi di pesci un tempo sacri alla dea Artemide e, da tempi più recenti, una fiorente colonia di piante di papiro e alcune simpatiche anatre che le valgono il nomignolo affettuoso “funtàna de’ pàpere” con il quale la appellano oggi alcuni Siracusani. Dalla Fonte si gode un tramonto che Cicerone descrisse “tra i più belli al mondo” e la vista sul Porto Grande, dove duemila anni fa si svolsero epiche battaglie navali che videro protagonista la flotta siracusana e dove le acque di Alfeo e Aretusa si disperdono nel loro abbraccio eterno. 

“Aretusea” è la definizione della città di Siracusa che riconosce nel mito di Alfeo ed Aretusa, il risanamento della frattura tra colonia siracusana e madre patria corinzia; lo stesso mito servì a spiegare il “miracolo” della presenza dell’acqua dolce nell’isolotto di Ortigia, e tanta rilevanza ebbe la presenza di queste fonti di acqua dolce per la città, da farne inglobare una nella torre ovest del Castello di Federico II, e chiamarla nella memoria collettiva “Bagno della Regina”. L’importanza militare della fonte è testimoniata dalle rappresentazioni in stampe che mostrano sempre un alto muro posto tra la fonte e il mare per nasconderne la vista ai naviganti, importanza testimoniata anche da Orazio Nelson che attribuiva alla fonte una parte del merito della vittoria della sua flotta contro quella di Napoleone. Inglobata nelle fortificazioni volute da Carlos de Grunemberg alla fine del XVII secolo, col nome di Forte Campana o della Campana, perde ogni connotato popolare all’inizio del secolo scorso ma diviene simbolo siracusano ed attrazione turistica.

«Avere condiviso con il Comune di Siracusa il progetto di valorizzazione della Fonte Aretusa ci riempie di orgoglio e di emozione – ha dichiarato Renata Sansone, amministratore delegato di Civita Sicilia – siamo entrati in questo monumento simbolo in punta di piedi per il grande valore che esso rappresenta e con il contributo di straordinari professionisti e maestranze del territorio oggi lo rendiamo fruibile e accessibile ai cittadini e ai viaggiatori. È la missione del Gruppo Civita, tesa a valorizzare il proficuo - e a nostro modo di vedere essenziale - rapporto tra pubblico e privato nell’ambito della valorizzazione dei beni culturali.»

L’assessore alla Cultura del comune di Siracusa,Fabio Granata, ha dichiarato: «Si recupera l’Anima di un luogo che è soprattutto Mito e Patrimonio immateriale. Auspico che Civita possa adottare anche lo splendido giardino botanico degno del Grand Tour e la Fontana degli Schiavi. Una pagina di rigenerazione culturale della nostra Siracusa.»

Francesca Brancato

©riproduzione riservata

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IL CONTENUTO TESTUALE / INFORMATIVO E' STATO REALIZZATO DALLA GIORNALISTA ROSSELLA JANNELLO

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