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Una rassegna jazz tra i vigneti di Santa Venerina

2025-06-24 14:55

Redazione

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Una rassegna jazz tra i vigneti di Santa Venerina

Parte la sesta stagione estiva open air “Jazz in vigna”, come ogni anno ospitata dalla Tenuta San Michele di Santa Venerina, un vero e proprio jazz cl

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Parte la sesta stagione estiva open air “Jazz in vigna”, come ogni anno ospitata dalla Tenuta San Michele di Santa Venerina, un vero e proprio jazz club all'aperto nel suggestivo scenario dei vigneti dell'azienda agrituristica etnea.

Come ogni anno “Jazz in vigna” è una rassegna dove quella che conta è l’attitudine all’improvvisazione e la sperimentazione del jazz si ritrova e si rinnova anche in altri generi musicali. Quest'anno il debutto, in calendario sabato 28 giugno, alle 20.30, è con il duo formato dal trombettista torinese Fabrizio Bosso e dal fisarmonicista spoletino Luciano Biondini (in foto) i quali portano a Santa Venerina il loro concerto “Face to face” che prende il nome dall’omonimo album che i due musicisti hanno realizzato nel 2012.

«Iniziamo con Fabrizio Bosso e Luciano Biodini – commenta Dino Rubino, direttore artistico del Monk Jazz Club e di “Jazz in vigna” e presidente di Algos - una formazione che non abbiamo mai ospitato al Monk. Fabrizio da noi è di casa, è venuto già con altri progetti, però ci piaceva l'idea di farlo suonare a “Jazz in vigna” con Luciano Biondini per questo progetto dall’anima latina».

Bosso e Biondini sono due stelle del firmamento internazionale, ciascuno dotato di una tecnica individuale che tutto il mondo loro invidia. Insieme danno vita ad un progetto dove la forza e il pathos di cui sono pieni i rispettivi temperamenti musicali qualificano dialogo musicale di grande fattura, tra i richiami all’estetica del jazz, la libera improvvisazione e le influenze mediterranee. Una liricità che arriva diritta al cuore e l’arte improvvisativa portata ai massimi livelli.

Ogni appuntamento di “Jazz in vigna” sarà ricco di musica a partire dalle ore 19 con l’Aperi-Dj set a cura di Cuperose, il progetto del musicista e produttore Andrea Privitera, seguito alle 20.30 dal doppio concerto jazz: prima con gli artisti principali in programma sul palco centrale, immersi tra le vigne, e a seguire con gli studenti delle classi jazz del Conservatorio Bellini di Catania che rappresentano i nuovi talenti emergenti della scena jazzistica locale. Il 28 giugno suonerà il trio del chitarrista Francesco Cerra con Alessio Tirrò al contrabbasso e Francesco Spina alla batteria.

Sabato 12 luglio arriverà il Rita Botto Quintet, la formazione capitanata dalla cantante catanese Rita Botto che sarà affiancata da Carlo Cattano al sassofono, Maurizio Diara alla chitarra, Giovanni Arena al basso e Ruggero Rotolo alla batteria. Rubino: «Anche per Rita è un ritorno da noi, ricordo che l’ultima volta con lei c’era ancora in formazione il compianto Giuseppe Finocchiaro al pianoforte. Ci sono ancora delle belle foto che testimoniano quei momenti».

Il 19 luglio la Tenuta San Michele ospiterà il concerto di all-Sicily-stars “On Etna” con i fratelli gemelli

iblei, Giovanni, sassofonista, e Matteo Cutello trombettista, accompagnati da Seby Burgio al pianoforte, Nello Toscano al contrabbasso e Mimmo Cafiero alla batteria. Rubino: «Li abbiamo visti in tv ospiti di Stefano Bollani in “Via dei matti n. 0”. Siamo felici di avere a “Jazz in vigna” i due talentuosi fratelli di Chiaramonte Gulfi che, dopo aver approfondito gli studi al Berklee College of Music di Boston, sono avviati ad una grande carriera internazionale. Matteo, il trombettista, è spesso in tour con Stefano Di Battista. Adesso si sono stabiliti a Roma e quindi ci sembrava una buona occasione per averli da noi affiancati da una grande ritmica siciliana».

Mercoledì 25 luglio arriva a Santa Venerina il quintetto del vibrafonista Peter Schlamb, americano di Kansas City formatosi musicalmente a New York, accompagnato da Harmon Mehari alla tromba, Alessandro Lanzoni al pianoforte, Luca Fattorini al contrabbasso e da Zac Morrow alla batteria. Rubino: «Peter è uno dei vibrafonisti più quotati della attuale scena newyorkese. Arriverà dall’America con il suo ottimo trombettista, Harmon Mehari, americano di radici eritree - i due fanno cose eccezionali -, e il batterista Zack Morrow. Con loro i nostri Alessandro Lanzoni al piano e Luca Fattorini al contrabbasso».

Neanche il tempo di godere del fantastico quintetto americano-italiano, ed ecco che il giorno dopo, giovedì 26 luglio, arriverà a “Jazz in vigna” il sassofonista romano Stefano Di Battista con il progetto live “Morricone stories”. Con lui Andrea Rea al pianoforte, Daniele Sorrentino al basso e Luigi Del Prete alla batteria. Rubino: «Finalmente siamo riusciti ad avere Stefano che era già in calendario due estati fa ma dovette cancellare la data a causa del caos voli scatenato dall’incendio all’aeroporto di Catania. Qualche problema c’è stato anche quest’anno, ci hanno spostato la data dal 5 al 26 luglio, quindi subito successivo al precedente, ma questo è un concerto che ci piaceva fare. Un grande omaggio ad Ennio Morricone che io ho avuto modo di ascoltare a “Time in jazz” a Berchidda, il festival sardo diretto da Paolo Fresu».

“Jazz in vigna” 2025 si chiude martedì 1agosto con “Solitude”, il primo concerto siciliano di presentazione dell’omonimo album di Dino Rubino uscito l’anno scorso. Con lui gli amici-fratelli Marco Bardoscia al contrabbasso e Stefano “Brushman” Bagnoli alla batteria. “Solitude”, settimo lavoro da leader di Rubino, pubblicato dalla Tuˇk di Paolo Fresu, è un triplo album che comprende due album con brani composti dal pianista etneo e il terzo in gran parte dedicato agli standard, per un totale di oltre tre ore di musica. Rubino: «Con Stefano e Marco dal vivo ci ragioniamo sempre sul momento, abbiamo più di cento brani da poter eseguire, spesso non facciamo neanche una scaletta quando andiamo a suonare ci affidiamo a quello che succede al momento sul palco».

Nell’album anche due omaggi a due grandi trombettisti, “Chat with Chet” ispirata da Chet Baker e “Song for Paolo” dedicata all’amico Paolo Fresu. Ciò vuol dire che Rubino quella sera tornerà a suonare anche la tromba? «La tromba è sempre con me e con questo trio mi capita spesso di suonarla. E’ probabile che lo faccia anche quella sera».

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Siracusa. Numero di iscrizione 01/10 del 4 gennaio 2010

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