
Siracusa 1943: alla Pirrera Sant’Antonio un evento per ricordare lo Sbarco degli Alleati in Sicilia nello scenario unico della Cava del Barocco Domenica13 luglio 2025,laPirrera Sant’Antonio– Cava del Barocco apre le sue porte alla memoria, trasformandosi in un teatro naturale di emozioni, racconto e riflessione. Lo scenario della Pirrera, laddove la pietra custodisce storie e silenzi, Melilli celebra l’82° anniversario dello Sbarco degli Alleati in Sicilia con un evento che unisce narrazione storica, visita guidata e rievocazione. Organizzato dalla Fondazione Museo Pino Valenti da Melilli, in collaborazione con Cooperativa Klimax e Siracusa Tour, l’appuntamento rappresenta una delle tappe più suggestive del cartellone estivo della Pirrera.
Tra storia e racconto partecipato, sarà un’esperienza immersiva per riscoprire le fasi dell’Operazione Husky (luglio 1943), l'importanza strategica delle strutture militari siciliane e il ruolo chiave di Max Corvo, melillese d’origine e figura centrale nell’intelligence americana.
Biagio Massimo Corvo, un giovane siculo-americano di 23 anni era nato ad Augusta, il 29 maggio del 1920. Fu posto a capop dei servizi segreti dell'OSS. Si faceva chiamare Max, mentre il suo nome in codice era Maral.
Max era figlio di Cesare Corvo di Melilli e di Giuseppina Arena di Augusta, costretto ad abbandonare la Sicilia nel 1923 per una serie di contrasti politici con il Governo Fascista e si trasferì a Middietown, nel Connecticut, dove esisteva da tempo una nutrita colonia di Melillesi. In previsione dello sbarco del 1943, Max Corvo parti immediatamente per Melilli dove prese contatto con Padre Fiorilla, zio di uno dei comilitari e parroco della chiesa di San Sebastiano. Più tardi visito' anche i suoi parenti ad Augusta. Ma il suo obiettivo era quello di reclutare collaboratori di nazionalità italiana adatti a lavorare con i servizi segreti americani.
Il percorso sarà impreziosito dalla regia narrativa Daniele Valvo, e arricchito dalla partecipazione del Gruppo di Rievocazione Storica HUSKY1943,che darà vita all’evento con divise, mezzi e materiali d’epoca. La visita si concluderà con una riflessione sull’Armistizio di Cassibile, firmato a pochi chilometri, sotto una tenda in contrada San Michele: un atto che ha cambiato il corso del conflitto, ma anche la nostra identità nazionale. Perché “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario” (Primo Levi, Se questo è un uomo). E oggi, più che mai, abbiamo bisogno di farlo.






